Un paradisiaco angolo del Sud Tirolo: la Valle di Siusi
Diario di un viaggio da ricordareArea:
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Europa

Quando il sole spezza il buio della notte e si eleva
dalle cime spigolose delle Dolomiti, si evidenzia la differenza cromatica
tra la roccia e le macchie di neve: i prati, i pascoli e le immense
distese di pini accendono i loro colori, scaldati dalla luce dorata del
giorno.
Nella valle di Siusi, nel Sud Tirolo Italiano, il Sasso Lungo e il Sasso
Piatto, con le loro particolari forme, acquistano la stessa brillantezza
di tutto il paesaggio e l’altipiano di Siusi, per primo, si illumina,
lasciando che i raggi raggiungano in breve i tre paesi della valle:
Castelrotto, Siusi e Fiè.
Questa valle, sia essa vissuta in estate o in inverno, è molto diversa
dalle nostre metropoli brulicanti e chiassose: in questi luoghi si riesce
a staccare definitivamente la spina assaporando il piacere della
tranquillità.
La valle di Siusi è fonte di attrazione turistica per persone di ogni età
ed è promotrice di attività, sportive, culturali e gastronomiche, che
soddisfano le differenti esigenze.
Il Tirolo si estende sia sul territorio italiano che su quello austriaco:
la somiglianza linguistica ne sottolinea l’appartenenza ad un’unica area
che non risente dei confini geografici. I tre paesi che fanno parte della
Valle di Siusi sono piccoli e distesi al sole, in una posizione
estremamente panoramica, che raggiunge l’apice paesaggistico sui prati
dell’altipiano. I tre paesi, bacini di ricezione di gran parte del
turismo, sono tra i 1.000 ed i 1.200 metri di altezza, a differenza
dell’altipiano che giace in posizione più elevata e vanta cime più alte.
L’alpe di Siusi è forse il più esteso altipiano europeo ed è bacino di una
varietà di spot invernali e di passeggiate estive. E’ inserito nel parco
naturale dello Sciliar che si affaccia su più valli con il suo massiccio
regalando
al visitatore degli spettacoli paesaggistici di grande effetto: fra le
principali vette ricordiamo il Massiccio comprendente il Monte Pez-Cime di
Siusi. Il monte Pez con i suoi 2.563 m di altezza è sicuramente il punto
più elevato di tutto l’altipiano.
Castelrotto è il paese più grande ed è sede delle varie rappresentanze
burocratiche (scuole, comune etc). Il nome di questo paese dovrebbe
significare "castello diroccato". La maggior parte dei suoi abitanti è di
lingua tedesca, per quanto sia solo un dialetto della lingua
austriaca.
Castelrotto vanta uno dei campanili più alti di tutto il Trentino: si erge
nella piazza principale di fronte al bianco candido del palazzo municipale.
Dalla piazza principale incamminandosi sulla prima via alla sinistra si
giunge, dopo pochi metri, ad un palazzo la cui facciata, magistralmente
dipinta, mostra animali montani e personaggi che indossano gli abiti
tipici della valle:nella zona del Tirolo sono tipiche le case abbellite
con dipinti murari.
Il palazzo dipinto ospita una piccola bottega dove vengono scolpiti nel
legno oggetti di uso comune come anche sculture di grande valore. Questa
attività artigianale è per gli abitanti un’arte molto sentita e praticata
in queste valli .

Ogni hotel del comprensorio, ha un centro benessere dove
i turisti, all’imbrunire, dopo una giornata di sport o di escursionismo,
si dedicano al fitness.
Un altro paese turisticamente importante nella valle è Fiè allo Sciliar:
la sua estensione è minore di quella di Castelrotto ma da Fiè si deve
transitare per recarsi ad uno dei più bei castelli del Trentino Alto
Adige: il castello di Presole.
Questo castello, che risale al 1517, è un esempio di arte gotica; le sue
origini sembrano comunque risalire al 1200, quando i Signori di Fiè ne
iniziarono lo scavo delle fondamenta. La famiglia Colonna fu un’
importante presenza nel castello fino al 1804, migliorandone la
struttura; in seguito vi si alternarono molteplici domìni. Il castello è
attualmente sede di concerti mostre e visite guidate: un’ interessante
possibilità per il visitatore di rivivere un periodo della storia di
queste terre.
Partendo da Fìè verso l’altipiano dello Sciliar, s’incontra l’omonimo
laghetto di Fiè: su esso aleggia la leggenda che nel passato fosse luogo
di riti propiziatori. Oggi è una gradevole e tranquilla località lacustre
circondata da abeti.
La tradizione di queste valli è ancora viva: la società, un tempo di tipo
agricolo, era composta da famiglie allargate che vivevano nei "masi",
dal latino mansio, ovvero dimora. Il maso apparteneva ad un’unica
famiglia ed era trasmesso in eredità al primo figlio maschio; questa
proprietà, in tipico stile alpino, comprendeva una casa padronale, con la
facciata esterna dipinta ed abbellita da fiori, ed un edificio separato
che fungeva da stalla e fienile, circondato da una radura boschiva.
Il maso è testimonianza di una cultura passata prettamente agricola il cui
apice si ebbe dal XVII al XVIII secolo. I masi esistono tutt’oggi e si
possono ammirare qua e là nel paesaggio.
Un’altra delle tradizioni che continua a perpetuarsi è il matrimonio
contadino che prevede anche una sfilata sopra le slitte, in abiti
tradizionali fra cui il tipico cappello indossato dalle donne anziane
chiamato turmkappe, dalla forma conica.
Agli sposi viene offerto auspicio di fertilità con il tradizionale dolce
festivo chiamato "gugelhupf" . A giugno inoltre, ha luogo la cavalcata in
costume detta "di Oswald Von Wolkenstein", antico possidente del luogo e
benefattore, che prevede diverse gare di abilità a cavallo, gare che si
svolgono a Castelrotto, a Fiè, a Siusi e l’ultima al castello di Presule.
La manifestazione è estremamente suggestiva dato che sembra di rivivere
nel medioevo: sicuramente il paesaggio circostante aiuta coloro che vi
partecipano ad immedesimarsi meglio nell’ambientazione.
Non è insolito vedere appesi per i negozi e nei locali pubblici dei
pupazzi rappresentanti anziane signore che sogghignano cavalcando una
scopa: non si tratta di befane bensì di streghe. Favole e leggende legate
a queste valli raccontano di elfi, abitanti dei boschi e delle famose
streghe che si radunano in festa sulle alte cime e vicino al Sasso Lungo
ed al Sasso Piatto.

In sud Tirolo anche i golosi hanno le loro
soddisfazioni : tra i piatti tipici dell’Alto Adige , oltre
all’immancabile strudel alle mele, da gustare immerso in un’abbondante
crema calda alla vaniglia, al gugelhupf ed allo speck affumicato, da
gustare su una fetta di pane caldo, troviamo i canederli, piatto autunnale
e invernale molto calorico. Questi sono dei grossi gnocchi di pane, speck
ed aromi che possono essere gustati sia asciutti che in brodo: il piatto è
di origine contadina e, specialmente nei secoli passati, veniva preparato
utilizzando gli avanzi di pane raffermo. I canederli hanno anche una loro
versione dolce. Da non perdere i salumi della regione, lo speck, i
wurstel, i formaggi tipici, le marmellate, il tutto da gustare con
l’immancabile pane con il finocchietto.
Alla ricca cucina tirolese, può essere affiancata una sana attività fisica
scegliendo fra gli svariati sport praticabili: d’inverno, oltre ai
classici sci di discesa, sci di fondo e snowboard per i quali si contano
circa 70 km di piste, si possono percorrere con doposci e racchette
sentieri segnati , oppure ci si può cimentare con le particolari
calzature da neve dette "ciaspole": a questo proposito vengono spesso
organizzate ciaspolate di gruppo che permettono anche di ammirare la
bellezza del paesaggio. In estate il trekking, l’equitazione, il tennis,
il golf ed il parapendio, completano la varietà di passatempi offerti.
Una particolare attenzione è poi riservata alla accoglienza ed ai
passatempi dei bambini, per i quali sono organizzati parchi giochi sia
invernali che estivi sia sull’altipiano che nei paesi sottostanti.
La parola d’ordine è sempre relax, divertimento e colore sia in estate che
in inverno il tutto accompagnato dalla profonda pace interiore che si prova
di fronte allo splendore di questi paesaggi così maestosi.
Data: 01/07/2008
L'autore
Raffaella Gariboldi, Milano
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