Creta di spiaggia in spiaggia (2a parte)
Diario di un viaggio da ricordareArea:
Grecia - Argomenti:
destinazioni, Europa, isole, mare, Mediterraneo
A Chania, una delle due spiagge di Palekastro, la spiaggia é di ghiaia e
ciottoli ed é pressoché deserta; le persone si contano su le dita di una
mano, anche se il mare appare davvero bello.
Ritorniamo quindi a Palekastro e troviamo senza alcuna difficoltà da
dormire; la stanza é grande, pulita e con letti comodi, il bagno possiede
le stesse caratteristiche e l'acqua per lavarsi é addirittura bollente,
tanto da dover essere miscelata con quella fredda.
Tale "Rooms to let" é facile trovarlo, é infatti nella prima strada a
sinistra, che trovate prendendo dalla piazza del paese la direzione di
Vai; é segnalato all'inizio della strada e si trova a ridosso di una
Taverna, sopra la quale per altro é possibile trovare altre stanze.
Il costo é esiguo, il più basso pagato in questa vacanza : 5.000 dracme al
giorno per una doppia. Unico neo é proprio la vicinanza della taverna, che
sino a tardi disturba il sonno.
Ci sistemiamo e andiamo subito in spiaggia : la nostra prima meta é
Maridati, che ci é stata suggerita da una ragazza italiana, incontrata
durante la ricerca delle camere.
Per raggiungerla prendiamo la strada che porta a Vai e dopo 3,2 Km. sulla
destra troviamo la deviazione per la spiaggia, anche se la segnalazione
che più colpisce é quella dell'omonima taverna.
Da qui parte una strada sterrata, che dopo 1,6 Km. termina direttamente
sulla spiaggia, collocata in una piccola baia, riparata dal vento e
costituita da ghiaia e ciottoli, che proseguono sin dentro l'acqua.
Qui veramente sembra di essere i padroni, visto che siamo solo in otto
persone a dividerci il posto; il mare é verde ed adatto allo snorkelling.
Alle 14.30 lasciamo Maridati con l'intenzione di andare a Zakros, che
numerose informazioni trovate, descrivono come molto bella.
Torniamo a Palekastro e giunti in piazza svoltiamo a sinistra, proprio
verso Zakros; la strada é molto tormentata, fatta di continue curve e
tornanti, che dovrete sopportare per 18,8 Km. prima di giungere a
destinazione.
Zakros, che si sviluppa sulla via principale che lo attraversa, presenta
una semplice piazzetta e non mi appare un paese degno di nota; in Grecia
sono tutti così !
Ci fermiamo un attimo, giusto per bere qualcosa e scopriamo che qui costa
tutto molto meno; un caffè ellenico lo pago infatti solo 200 dracme.
Dopo la pausa risaliamo in macchina e proseguiamo per Kato Zakros, ovvero
Zakros bassa, che si trova sul mare; impossibile sbagliare la direzione,
la strada é una sola. Dopo 4 Km. sulla sinistra trovate uno spiazzo con
l'indicazione dell'inizio del sentiero di 3,5 km., che attraverso la "Gola
della morte" porta sino a
Kato Zakros.
A malincuore risalgo in auto, visto che mi sarebbe piaciuto fare questa
scarpinata tra le rocce e proseguiamo per il mare; dopo altri 4,8 Km.
arriviamo a Kato Zakros.
Prima di giungervi il colpo d'occhio che avrete dall'alto é incredibile;
sembra infatti di tuffarsi nel blu.
L'azzurro del cielo si perde nel blu intenso del mare, senza soluzione di
continuità e fatta una curva, la in basso, si scorge la baia di Kato
Zakros, piccola e con alle spalle la strada, che lì termina, e che sul
lato sinistro ha tre ristoranti, uno di fila all'altro.
La spiaggia é di ciottoli grossi e ghiaia, che continuano anche in acqua,
dove ricoperte da uno strato di alghe diventano estremamente scivolose; il
fondale é molto frastagliato, l'acqua calda, calma e di un colore verde
intenso.
Il sole sparisce dietro le rocce solo dopo le 19.30 e a questo punto se
volete consumare un bell'aperitivo vi consiglio di sedervi ai tavolini
della "Taverna NiKo Platanakis", sicuramente la più originale delle tre
che ci sono a Kato Zakros; infatti attaccati ai rami degli alberi sotto
cui ci sono i tavolini, trovate, pomodori, grappoli d'uva, melanzane,
angurie, zucche, che rendono lo scenario tanto simpatico quanto surreale.
A Kato Zakros é possibile anche trovare da dormire; sono infatti presenti
diversi "Rooms to let" e, a mio parere, stare qui almeno una notte deve
essere formidabile, per l'atmosfera che in questo luogo si respira.
Purtroppo abbiamo già preso la stanza a Palekastro, quindi dobbiamo
lasciare la piccola Kato Zakros e la strada, fatta interamente senza
alcuna sosta, sembra interminabile e più tortuosa di quanto non sia in
realtà; arrivo che ho quasi la nausea !
La sera ceniamo in città. Questa é molto semplice nella sua planimetria,
infatti la strada da cui si accede al centro culmina in una piazza, dove
sulla sinistra si trova la chiesa, che davanti ha un piccolo giardino con
tre palme; dalla piazza partono due strade, quella di sinistra porta a
Vai, quella di destra a Zakros.
Nella piazza e lungo la strada principale, ci sono taverne,
bar, negozi e l'Hotel Hellas, oltre il quale sulla destra, di fronte alla
"Taverna Elena", si trova il centro di informazioni turistiche, dove é
possibile cambiare e telefonare.
Decidiamo di mangiare alla "Taverna Mythos", posta di fronte all'entrata
del ristorante Hellas e che ha tavolini all'aperto; all'apparenza sembra
un buon posto e ci ispira fiducia.
Ottime sono le polpette di zucchine e abbondanti gli spiedini; chi serve
parla uno scarno italiano e i prezzi sono buoni.
Tutti i locali notturni sono quelli che si vedono sulla piazza, quindi non
affannatevi a cercarne altri; prendete caffè e digestivo in quello che si
trova tra il negozio di souvenire e la pasticceria, proprio di fronte alla
chiesa; rimane aperto sino a tardi !
Martedì, 21 Agosto 2001 - "Vai a Vai e poi vai via!"
Partiamo alle 08.45 per raggiungere Vai, la famosa spiaggia con il
palmeto, unico esemplare in tutta Europa, che proprio per questo é meta
del turismo di massa, convogliato dai residence di tutta l'isola con i
pullman.
Voglio godermela, senza il carnaio, come abbiamo fatto in tutti gli altri
posti dove siamo stati; scelta che ha pagato moltissimo secondo me, ed
alzarsi presto per questo motivo non mi costa nulla.
Da Palekastro a Vai il passo é breve : solo 8 Km. di perfetta strada
asfaltata. Lungo la strada cominciamo a vedere le prime palme e un
cartello, ci indica di girare a destra; entriamo in una strada abbastanza
larga, che alla sua sinistra costeggia il famoso palmeto e fatto circa 1
Km. termina in un'ampia area di parcheggio, dove lasciare la macchina
costa 600 dracme.
Questa imposizione, la prima da quando siamo a Creta , mi infastidisce non
poco, quindi giro l'auto e fatti poche decine di metri, parcheggio in uno
spiazzo, dove ci sono già altre due macchine.
Percorsi gli ultimi metri a piedi, accediamo alla spiaggia di Vai, da un
sentiero, circondato dalle palme; sulla destra ci sono i tavolini del bar
e sopra quest'ultimo il ristorante a fianco del quale inizia la scalinata
che porta ad un punto di vista posto sulla scogliera, superato il quale,
seguendo sempre il sentiero si accede ad una spiaggia attigua, che non
presenta palme, ma una grande duna di sabbia.
La spiaggia di Vai invece é di fronte a noi, con le sue 5 fila di
ombrelloni e lettini, il cui costo é di 1.000 dracme al giorno e una
pedana di legno che facilita il passaggio che la percorre interamente da
destra verso sinistra, dove, superata la postazione del "Bay-watch", che
chiaramente resterà vuota, si trova un campo di pallavolo e il noleggio
dei pedalò.
Devo essere sincero, per me é stata una grande delusione ! Se non ci
fossero le palme, qui in Grecia, questa sarebbe una comunissima spiaggia.
Comunque siamo tra i primi ad arrivare e questo almeno mi placa
leggermente la delusione.
L'acqua é comunque limpida e di un colore verde intenso; la spiaggia, non
battuta dal vento, di sabbia grossa color terra. I prezzi della
caffetteria sono nella media; la differenza é di 100 dracme rispetto a
quelli che trovate a Palekastro.
La doccia di acqua dolce che si trova sulla spiaggia di fianco alla
scalinata che porta al punto di vista di cui parlavo prima, non funziona o
almeno non funzionava quando ci sono stato io; spero che voi abbiate
miglior sorte.
Verso le 12.30 la spiaggia é già molto affollata, gli ombrelloni quasi
tutti pieni e i pullman continuano a d arrivare.
Con Michele decidiamo di andare a visitare il monastero di "Moni Toplou" e
al nostro ritorno di spostarci a Itanos, poco distante da Vai.
Anche il monastero é pieno di turisti e per entrare bisogna pagare 700
dracme; decido di non entrare e anche Michele, che in un primo momento
aveva deciso il contrario, in seguito farà lo stesso. Mentre sono seduto
sul muretto sento una frase di due ragazzi romani, rivolta ai numerosi
stranieri in coda per il biglietto, che da ragione alla mia scelta : "non
entrate, é na sola !"
Ritorniamo a Vai e il traffico é impressionante; le macchine e i pullman
continuano ad arrivare, c'é fila per entrare nel parcheggio e lungo la
strada, sui lati é pieno di auto in sosta.
Mi fermo un attimo mentre Michele va a recuperare le donne, quindi ci
lasciamo alle spalle Vai e giunti sulla strada principale giriamo a
destra; dopo 1,5 km. la strada termina a ridosso del promontorio dove
sorgono le rovine di Itanos.
Qui ci sono tre spiagge tutte vicine tra loro, pressoché deserte, visto
che tutti sono a Vai, tra cui scegliere; se salite sul promontorio dove si
trovano le rovine, che avete sulla destra guardando il mare, le potete
vedere tutte e tre e scegliere quella che più vi piace.
La prima é di fronte a voi al vostro arrivo; é una piccola baia con un
attracco, dove tra due lati di scogliera c'é una piccola spiaggia e due
grandi alberi che fanno ombra.
La seconda a destra delle rovine, sempre guardando il mare, é di sabbia
scura e ghiaia, con due grosse palme, sotto cui trovare ombra; la terza,
infine, é a sinistra oltre un piccolo promontorio facilmente superabile
grazie ad un comodo sentiero.
Noi abbiamo scelto quest'ultima, che sembrava la meno caratteristica, ma
la più bella. La spiaggia é infatti lunga e di ghiaia grossa, senza vento
con un mare calmo dall'acqua cristallina; unico neo non ci sono punti
all'ombra, ma se vi piace il sole é l'ideale.
Verso le 15.30 decidiamo di lasciare Itanos per andare a vedere l'altra
spiaggia di Palekastro : Kouromenos.
Ritorniamo quindi verso Palekastro e dopo aver superato il "Residence
Kastro" troviamo l'indicazione, a dir la verità non molto ben in vista,
per Koroumenos; svoltiamo a sinistra e subito dopo a destra in una strada
sterrata a ridosso della spiaggia, sul lato destro della quale ci sono
delle taverne e dei bar.
Ci fermiamo a bere in una di queste, la "Taverna Garden", dove torneremo
in seguito la sera a mangiare.
La spiaggia di Kouromenos é molto lunga e stretta, pressoché deserta e
fatta di ghiaia e ciottoli, che continuano sino dentro l'acqua, che ha un
colore verde intenso.
Ogni 200 metri circa ci sono delle docce di acqua dolce, funzionanti, e il
sole c'é sino a tardi.
Mercoledì, 22 Agosto 2001 - "Elounda e Plaka"
Alle 09.30 lasciamo Palekastro alla volta di Elounda, ultimo nostro campo
base prima della partenza da Creta.
Non sappiamo cosa ci aspetti in questo luogo, perché non abbiamo notizie
delle spiagge del posto e basiamo la nostra scelta sulle rivelazioni che
ci ha fatto un ragazzo in aereo durante il viaggio di andata.
Michele é molto dubbioso, sono sicuro che non é affatto convinto di
Elounda, lo conosco troppo bene per sbagliare; preferirebbe fidarsi del
suo istinto e fermarsi a Mochlos.
Comunque sia, ormai abbiamo deciso e superata Sitia, presa la direzione di
Agios Nikolaos, dopo 95 Km. giungiamo a Elounda.
Lungo la strada, a Istro, troviamo la "Golden Beach", una spiaggia
veramente bellissima, con un'acqua trasparente, che ci ricorda Elafonissi;
purtroppo non ci fermiamo, neanche per un bagnetto, e tutto sommato, ora me
ne pento.
Elounda é il classico centro turistico organizzato per ricevere la grande
massa; il turismo é prettamente inglese e anche i prezzi sono fatti per
loro, sulla base del potere di acquisto della sterlina, quindi per noi,
non é poi così economico come uno si aspetta che la Grecia sia !
Prova di ciò sono i prezzi che espongono i ristoranti e il costo della
gyros pita, che ovunque ho mangiato spendendo al massimo 500 dracme e che
qui mi costa 1.200 !
Il paese, che si sviluppa lungo la costa, di fronte all'isola di
Spinalonga, a cui é collegato tramite un ponte, non é la vera Elounda,
bensì Kato Elounda; infatti il vero centro abitato di Elounda non é sul
mare, ma all'interno. Con l'avvento del turismo, quello che prima era un
piccolo attracco per le barche con poche case é divenuto un centro
turistico sviluppato e fiorente, dove gli abitanti di Elounda hanno
impiantato il centro delle loro attività.
La planimetria di Kato Elounda é molto semplice : la strada principale che
porta in città, dopo aver proposto una deviazione sulla destra verso
l'altra parte di Elounda in direzione della spiaggia di sabbia, culmina
nella piazza del porto, da cui partono due diramazioni; proseguendo dritto
si sale al vero centro di Elounda, girando a destra invece si va verso
Plaka.
Non fatichiamo affatto a trovare posto e a dir il vero non ci affanniamo
più di tanto nello scegliere il migliore per rapporto qualità prezzo,
visto che prendiamo il primo a cui chiediamo e che ha stanze disponibili.
La scelta in seguito si dimostrerà azzeccatissima ! Il "Rooms to let
Oasis", che si trova sulla destra, una cinquantina di metri, oltre la
piazza, sulla strada che porta a Elounda, é infatti comodo, tranquillo,
pulito, accogliente, con giardino di fronte e persino con il posto
macchina.
Il gerente é una persona gentile ed educata con la quale si può anche
contrattare sul prezzo; il costo della doppia con bagno e cucina, che si
rivelerà utilissima, é di 8.500 dracme a notte.
Ci sistemiamo e andiamo alla scoperta di Kato Elounda. Quest'ultima
dispone di due spiagge : la prima alla sinistra del porto é piccola e
stretta, dotata di ombrelloni e lettini e costituita di sabbia grossa.
Appare a prima vista un pò squallidina, e anche l'acqua non é un granché;
ci sono infatti molte alghe sul fondale e il colore del mare ne risente,
apparendo opaco e torbido. la seconda si trova invece dall'altra parte
della città ed anch'essa ricalca nell'aspetto la prima, precedentemente
descritta; si trova a ridosso della strada che porta al ponte, che
consente di andare sull'isola di Spinalonga.
In centro, ci sono moltissimi locali, bar e taverne, negozi, supermercati
e addirittura due banche; i prezzi esposti per mangiare sono molto
superiori a quelli che abbiamo trovato sin ora e visto che siamo agli
sgoccioli della vacanza é proprio in questo frangente che maturiamo l'idea
di usare la cucina che abbiamo in camera per prepararci la cena.
Visto che le spiagge di Kato Elounda non ci piacciono, decidiamo di andare
a Plaka; prendiamo quindi la macchina e dopo 4 Km. arriviamo nel piccolo
paesino, posto di fronte all'isola sulla quale, un tempo, c'era il
lebrosario.
Lungo la strada noto due cose : in primo luogo che é in costruzione un
lungomare in pietra molto lungo, che costeggia la costa da Kato Elounda a
Plaka e che ultimato sarà veramente bello e romantico; in secondo luogo,
che, in questo tratto, non c'é spiaggia. Praticamente il mare termina con
il batti riva, obbligando chi vuole balneari qui a stare col telo sulla
terrazza dove sono coltivati gli ulivi.
A Plaka invece la spiaggia c'é anche se é stretta e di ciottoli grossi e
levigati, che rendono scomodo lo stare sdraiato a prendere il sole; a
chiunque voglia venire qui consiglio di portarsi una stuoia spessa o un
materassino.
L'acqua é però molto bella, calda, calma, trasparente e cristallina, verde
a riva e azzurra più al largo, con chiazze più o meno scure; l'isola con
l'antico lebrosario é poi molto affascinante e accattivante.
Alle spalle della spiaggia c'é una sorta di zona pedonale che separa dalla
strada, dove sono posti, sotto un pergolato, diversi tavolini della taverna
che si trova di fronte.
A sinistra di tale pergolato, posta sulla spiaggia, c'é anche una doccia,
con due bocchette, di acqua dolce.
I prezzi della taverna sono, fortunatamente nella norma; una bottiglia di
acqua dal frigo costa 300 dracme, un fritto di pesce, 1.100 dracme.
A metà pomeriggio torniamo a Kato Elounda e dopo esserci lavati e aver
fatto un ulteriore giro per il centro, io e Michele decidiamo che potremmo
prepararci un bel piatto di spaghetti, invece di "dissanguarci" in un
ristorante del luogo.
Proponiamo la cosa alle ragazze e, come sempre, riceviamo una non
risposta, il classico "si può fare...", che pur dandoti carta bianca ti
lascia con l'impressione di aver ricevuto una concessione.
Io e Michele non ci facciamo problemi e allestiamo un'ottima cena a base
di penne al pesto, accompagnate da una fresca bottiglia di Retzina,
insalata greca e olive.
Dopo cena usciamo per prendere un caffè e il centro illuminato, come al
solito, appare carino e suggestivo.
Ci sediamo in quello che reputiamo essere l'unico bar tipico del luogo, un
"ouzeri" classico, con due tavolini fuori e le persone del luogo sedutevi.
Piccolo consiglio, che siete liberi di seguire : se volete mangiare bene o
bere un buon caffè ellenico, scegliete sempre i locali, dove vedete seduti
i vecchietti del luogo o mangiare i greci; a discapito dell'aspetto,
magari meno curato di altri luoghi di maggiore impatto visivo, vi
troverete sicuramente bene, riscontrando un ottimo rapporto qualità -
prezzo.
Questo bar si trova di fianco alla National Bank of Greece ed é gestito da
un simpatico ragazzo; beviamo un ottimo caffè ellenico, spendendo 300
dracme.
Giovedì, 23 Agosto 2001 - "Vlihadia e Spinalonga"
Partiamo alle 10.00 per andare ad una piccola spiaggia segnata sulla
cartina, che si trova a Vlihadia e di cui non abbiamo alcuna notizia.
Superata Plaka la strada comincia a salire ed offre dai suoi tornanti una
splendida vista sulla costa e sull'
isola di Spinalonga;
oltrepassata Seles, dove vi consiglio di comprare l'acqua se ne siete
sprovvisti, dato che oltre non ci sono negozi, bar o taverne e Agios
Georgios, giungiamo a Vlihadia, dove la strada asfaltata termina, dopo
qualche metro di sterrato in uno spiazzo.
Da qui, sulla sinistra, parte una breve scalinata che porta ad una piccola
baia, posta sotto la scogliera, che subito ci sembra bellissima.
La spiaggia, fatta di ciottoli grossi, bianchi e levigati, delimitata sui
lati da scogli, é veramente incantevole e per di più deserta; per un lungo
periodo restiamo i soli a godercela.
Il mare é limpido, quasi bianco da quanto l'acqua é trasparente, poi via
via che ci si allontana dalla riva diventa azzurro, quindi blu, ma anche
verde in prossimità degli scogli; insomma formidabile.
Verso le 13.30 lasciamo questo piccolo miracolo della natura e torniamo a
Elounda; ci dirigiamo nella spiaggia posta sull'altro lato del paese, che
purtroppo non ha lo stesso impatto visivo di Vlihadia; non certo un buon
modo per concludere l'ultima giornata di mare della vacanza.
Io e Michele, dopo essere andati a piedi sul ponte che collega Elounda
all'isola di Spinalonga, decidiamo di provare ad avventurarci sull'isola
stessa, per vedere com'é l'unica spiaggia presente; torniamo indietro,
recuperiamo le ragazze e con l'auto passiamo il ponte.
Ci fermiamo a bere qualcosa nel bar che si trova subito dopo il ponte a
destra, dopodiché, seguendo l'unica strada percorribile, ci avviamo alla
ricerca della spiaggia.
Le segnalazioni sono inesistenti, comunque poche centinaia di metri dopo
il ponte, sulla destra, prima di un hotel bianco, imbocchiamo una strada
sterrata, che dovrebbe portarci a destinazione.
La strada é stretta e quando si incontrano altre auto in senso inverso,
bisogna fare miracoli per poter passare; poco dopo, sulla sinistra, si
apre uno spiazzo abbastanza grande, punto di sosta per una piccola baia
posta sulla destra della carreggiata. Proseguiamo senza fermarci e dopo
500 metri la strada termina con un'altro piccolo spiazzo, dove con
difficoltà riusciamo a mettere in sosta l'auto.
Da qui inizia un lungo sentiero, tortuoso e pieno di pietre che porta alla
spiaggia; le ragazze ci metterebbero troppo a percorrere tale sentiero,
quindi torniamo alla baia incontrata precedentemente.
Qui, parcheggiato comodamente nello spiazzo di cui ho già parlato,
scopriamo che questa piccola baia, non segnalata sulla cartina, nasconde
un grazioso angolo di mare.
Non c'é spiaggia, ma solo scogli; l'acqua é però bellissima, perché appena
più avanti c'é un punto in cui il fondale é costituito di sabbia bianca. Si
crea così una pozza, di un azzurro tenue, circondata da un blu profondo.
Facciamo l'ultimo bagno della nostra vacanza, quindi ritorniamo a Elounda,
dove per la seconda sera ceniamo in casa, con un buon piatto di spaghetti
aglio, olio e peperoncino.
La sera andiamo nuovamente a bere il caffé nell'ouzeri dove siamo stati il
giorno precedente e di cui vi ho già parlato; qui Michele fa amicizia con
un ragazzo di Creta, che studia a Venezia, Giorgio, con cui passiamo
divertendoci la serata, bevendo rachi e parlando in italiano.
Venerdì, 24 Agosto 2001 - "Heraklion"
Intorno alle 09.30 partiamo alla volta di Heraklion, ultima nostra tappa
prima del ritorno a casa; seguiamo la strada che porta a Elounda e dopo
esserci fermati a Fourni, tranquillissimo paese dell'entroterra, per un
buon caffè ellenico, giunti a Neapoli, entriamo nella super strada, che in
breve tempo, ci conduce nel capoluogo cretese.
Giunti a destinazione, seguiamo le indicazioni per il centro; Heraklion é
caotica, come tutte le grandi città, piena di traffico e fa un caldo
bestiale, umido e senza un alito di vento.
Troviamo posto all'Hotel Petra, in Via Dikeossinis, subito prima della
Piazza Eleftherias; prendiamo una stanza per quattro con bagno, che si
dimostra un vero affare, visto che é composta da due stanze separate con
in comune il solo bagno, dotate di tv, attraverso la quale possiamo vedere
dopo 15 giorni un telegiornale italiano, su rai 1; costo della camera :
18.000 dracme per una notte, ovvero 4.500 dracme a testa. Unico neo :
sentite passare in decollo tutti gli aerei che partano da Heraklion.
Ci sistemiamo e usciamo per visitare la città; appena fuori dall'hotel
prendiamo a destra, quindi al primo vicolo ancora a destra e ci ritroviamo
in via Dedalou, che é costellata di negozi e locali; la percorriamo sino in
fondo arrivando in Piazza Kalergon, dove, dietro la fontana di Morozine, ci
sono diversi ristoranti.
Quando ci passate davanti, qualcuno cerca subito di invitarvi a sedere per
il pranzo; questo tipo di comportamento non lo sopporto, anzi, anche se
avevo deciso di sedermi, proprio perché mi chiamano, non lo faccio.
Sulla piazza ci sono diversi chioschi che fanno i gyros; ci sediamo in uno
di questi e mangiamo l'ultima gyros pita della vacanza, che qui a Heraklion
costa 650 dracme.
Proseguiamo il giro giungendo inconsapevolmente in Piazza Ag. Ekaterinis,
dove ammiriamo la bella cattedrale di San Mina; a questo punto decidiamo
di andare verso il mare, che raggiungiamo all'altezza delle rovine della
chiesa veneziana di San Pietro. Da qui costeggiando il mare, lungo Via
Sofokli Venizelou, giungiamo al porto veneziano, dove si trova la
fortezza, che ancora mostra chiaramente sulla sua facciata il leone di San
Marco.
Dopo un breve giro sulla banchina, risaliamo verso Piazza Kalergon
percorrendo interamente Via 25 Avgoustou, a metà della quale sulla
sinistra si trova la chiesa di San Tito, che merita di essere vista.
Da Piazza El. Venizelou a Piazza Kornarou, dove si trova la fontana turca,
si sviluppa la via del mercato, luogo adatto per spendere le ultime dracme.
Prendiamo un caffè nel bar che si trova al centro della piazza Kornarou,
quindi ritorniamo in camera.
La sera andiamo a cenare in un ottima taverna che si trova in una traversa
sulla sinistra, scendendo verso il porto, di Via 25 Avgoustou circa
all'altezza della Banca di Grecia; caratteristico con i suoi tavolini
all'aperto e per il menù in italiano, che va compilato con la propria
ordinazione, é frequentato dagli abitanti di Heraklion e ad un buon prezzo
offre piatti abbondanti e buoni.
Attenti comunque al conto, meglio rifare la somma che vi portano con la
vostra ordinazione, potrebbero aver sbagliato di 1.000 dracme !
Dopo cena rientriamo in Hotel, dando il definitivo addio alle vacanze.
Data: 23/11/2002 - aggiornato: 02/09/2006
L'autore
Maurizio : mauri.fabbri@tin.it
Se vuoi vedere le foto del viaggio vai sul mio sito NO PROFIT, le troverai tutte !
http://members.xoom.virgilio.it/mfwebsite
Altri capitoli di questo racconto:
Discuti di quest'argomento nel forum
Non ci sono discussioni in corso relative a quest'articolo. Per aprire una discussione, usa il modulo in basso.