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Permesso di residenza nel Regno Unito: come l'ho ottenuto

Come stare più tranquilli dopo Brexit

di Claudio @ VL, 13 marzo 2017 | Tempo lettura 6' | 0 commenti | Commenta

Dopo il referendum per l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea ("Brexit"), vivere nella patria della Regina Elisabetta e dei Duran Duran comporta qualche preoccupazione in piu', per chi non ha la cittadinanza britannica. Nei mesi scorsi vari giornali hanno pubblicato storie drammatiche di cittadini europei a cui, dopo decenni di permanenza in UK, era stata negata la Permanent Residence Card ed era stato detto di prepararsi a lasciare il Paese (esempio 1, esempio 2). Ho pensato quindi di pubblicare le mie esperienze personali riguardo alla Permanent Residence Card, che mi e' arrivata nel gennaio 2017. Questa non e' una guida all'ottenimento della Permanent Residence Card, consultate un legale o un consolato se volete informazioni garantite (ammesso che le abbiano...).

Premessa: Brexit


Il 23 giugno 2016, nel Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (e a Gibilterra) si e' tenuto un referendum con la seguente domanda:

Should the United Kingdom remain a member of the European Union or leave the European Union?

17.410.742 persone (51,89%) hanno risposto "andiamocene dall'Europa, rivogliamo la nostra vecchia Gran Bretagna" (ovvero "com'era bello il XIX secolo"), e 16.141.241 (48,11%) hanno votato per rimanere nell'Unione Europea. Risultato inaspettato, impreparazione, polemiche ... e preoccupazione per chi vive e lavora a Londra o a Stirling senza essere un cittadino britannico. Uno dei leitmotiv della campagna in supporto del voto contro la permanenza nell'UE era infatti il desiderio britannico di rendere piu' stringenti i controlli sugli immigranti stranieri, e limitarne il numero.

Cos'e' la Permanent Residence Card


La Permanent Residence Card e' un documento di soggiorno rilasciato a cittadini dell'Unione europea soggiornanti nel Regno Unito. Si tratta di un pezzo di carta alto 105 millimetri e largo 74 mm, secondo il Consiglio dell'Unione Europea.

La domanda per questo documento può essere presentata dopo cinque anni di residenza continuativa nel Regno Unito.

In teoria si tratta di un documento che certifica il diritto dello straniero a risiedere nel Regno Unito: l'assenza del documento non indica una permanenza irregolare; e' percio' bizzarro (e errato) che le lettere inviate dall'Home Office britannico quando rifiuta la card invitino il richiedente a prepararsi a lasciare il Paese.

Cos'ho fatto per ottenere la Permanent Residence Card


Primo, iscriversi all'AIRE, l'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero. Sara' vero che su 600.000 italiani presenti nel Regno Unito, 350.000 non sono iscritti all'AIRE?

Pero' ... sono iscritto all'AIRE dal 2001, e per il residence permit non ho contattato l'AIRE: non ce n'era bisogno. Ma non sono in grado di dire se l'Home Office abbia contattato l'AIRE o il mio comune italiano di nascita per verificare se risultassi ancora residente in Italia. Fatevi un favore: iscrivetevi all'AIRE.

Ho iniziato la pratica per la mia Permanent Residence Card all'inizio di giugno 2016, qualche settimana prima del referendum. Non e' preveggenza, e' solo un caso. L'agenzia che ho utilizzato ha indicato in sei mesi il tempo necessario per ottenere la card.

Dove trovare informazioni sul permesso di residenza


In questa pagina del sito del Governo britannico c'e' la guida ufficiale ("EEA(PR): guidance notes").

Serve un legale? E quanto costa?


Visto che ho presentato due domande (per me e per mia moglie) per la Permanent Residence Card, e visto che avevamo gia' utilizzato un'agenzia per ottenere lo European Family Permit per mia moglie, ci siamo serviti della stessa agenzia, ma il grosso del lavoro (la ricerca dei documenti da presentare) lo abbiamo fatto noi. L'agenzia ha poi chiuso i battenti nel mese di dicembre, quindi abbiamo dovuto contattare l'Home Office chiedendo di inviare direttamente al mio indirizzo eventuali comunicazioni, anziché inviarle all'agenzia.

La cifra che abbiamo pagato all'agenzia per seguire due pratiche e' 785 sterline. L'Home Office fa pagare 65 sterline per ciascuna domanda. Se volete risparmiare, fate come credete: io non volevo complicarmi la vita.

Quali documenti ho presentato all'Home Office


Tanti documenti, ovvio. E tutti in originale, cosa importante: niente fotocopie.

Ecco i documenti presentati:
  1. 1 documento d'identita' originale. Io ho passaporto e carta d'identità, quindi ho allegato alla domanda la carta d'identità (il passaporto mi serve per viaggiare). Prima di pensare ad usare una copia certificata del passaporto... ricordate che ci sono stati casi di richieste rifiutate in tali circostanze.

  2. Estratto conto attuale per dimostrare di avere fondi in banca.

  3. Copia dell'atto costitutivo della mia azienda individuale. Non e' obbligatorio averne una!

  4. Lettera d'accompagnamento dell'atto costitutivo. Come sopra.

  5. Employment history: per chi avete lavorato nel Regno Unito, con date di inizio e fine. Se possibile presentate anche il contratto, la lettera di dimissioni, e menzionate l'agenzia utilizzata, se ce n'era una. E magari indicate il nome di una persona con cui avete lavorato.

  6. Ogni vostra uscita (viaggio) dal Regno Unito va documentato: date, biglietti aerei. O perlomeno con le date. Create un foglio riassuntivo. Si', OGNI viaggio, compresi ovviamente quelli per l'Italia.

  7. Servono poi due documenti per ciascuno dei cinque anni precedenti trascorsi nel Regno Unito. Nel mio caso ho preferito fornirne per sei anni, compreso l'anno in cui ho presentato la domanda (il che a rigore non sarebbe stato necessario):

    - Per il 2011, una bolletta dell'acqua e il documento V11 del DVLA relativo alla mia auto.
    - 2012: una lettera dell'HMRC (dipartimento governativo) relativa alle mie tasse e una lettera dell'azienda del gas/luce.
    - 2013: lettera dell'ospedale locale, e percio' del servizio sanitario nazionale (NHS) e altra lettera dell'HMRC.
    - 2014: due estratti conto della banca HSBC, che confermano anche la connessione tra me e la mia azienda/partita IVA britannica.
    - 2015: un'altra lettera dell'ospedale, una lettera dell'istituto di credito col quale ho il mutuo della casa, infine il P60 (certificato tasse pagate) relative al periodo del 2015 in cui ho lavorato per un'azienda. Tre documenti, ho esagerato...
    - 2016: due estratti conto della banca HSBC, che confermano anche la connessione tra me e la mia azienda/partita IVA britannica.


  8. Ho poi preparato una dichiarazione relativa alla mia situazione con l'HMRC per il periodo 2015/16, per spiegare che ho contattato HMRC chiedendo un documento che confermi la situazione (credito o debito) riguardo ai pagamenti per il National Insurance, e che - non essendoci ne' debito ne' credito - HMRC non può fornire alcun documento.


Mi sono affidato quando possibile a documenti emessi da enti governativi (HMRC, DVLA, NHS). La ragione e' che ogni conferma del mio indirizzo fornita da simili enti dovrebbe avere un peso maggiore, e probabilmente e' piu' facile da verificare.

Conclusione


Ho ricevuto la mia Permanent Residence Card a meta' gennaio, con data di inizio validità 15/12/2016, quindi circa sei mesi, come mi era stato detto.

A fine dicembre 2017, dodici mesi dopo aver ottenuto il residence permit, mi sarà possibile presentare domanda di cittadinanza britannica, casomai volessi.

Ho esagerato con la documentazione? Ho presentato troppi documenti? Beh, ho ottenuto il mio Residence Permit. Non so dirvi se l'avrei ottenuto, se fossi stato meno rigoroso nella presentazione della mia domanda e dei documenti d'accompagnamento.



Di Claudio @ VL, 13 marzo 2017 | Tempo lettura 6' | 0 commenti | Scrivi
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Link: Permanent Residence Card sul sito del governo britannico

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