Il blog di ViaggiareLeggeri, argomento: Asia 

Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento Asia

Guardate fuori dal finestrino, ogni tanto

Scritto da ViaggiareLeggeri, 17/10/2011 alle 07:07 | 0 commenti  | Permalink
Di solito, quando sono in aereo, cerco di dormire. Prima leggo qualcosa, poi scrivo note per questo sito sullo smartphone, poi guardo un film e infine mi addormento. Questo nei voli intercontinentali. A volte, pero', ignorare abitudini e sonnolenza puo' essere proficuo. Guardando fuori dal finestrino si vedono spesso cose interessanti, anche volando a ottocento chilometri all'ora a dieci chilometri da terra. I fiumi indiani. Le isole malesi. Il golfo di Napoli di notte. Le coste delle isole greche. Le Alpi. Le montagne dell'Asia centrale, come in questa foto.

Dal finestrino


Alzate la tendina e buttate un occhio fuori dal finestrino, ogni tanto.

Tags: Asia, foto, montagna

Monaci, skateboard e Birmania

Scritto da ViaggiareLeggeri, 25/05/2011 alle 18:30 | 0 commenti  | Permalink
Altered Focus: Burma e' un documentario su Myanmar. Parla della situazione politica della nazione nota in passato come Birmania, ma lo fa con un punto di vista molto personale: segue le avventure di tre skaters che nel giugno 2009 hanno trascorso tre settimane tra Yangon e Mandalay; il filmato mostra le reazioni dei birmani (compreso alcuni monaci buddisti) nei confronti dello skateboard, attivita' sconosciuta nello Stato asiatico, e soprattutto coglie quest'occasione per documentare la vita quotidiana a Myanmar.

Il documentario, della durata di 19 minuti, e' stato prodotto e diretto da Alex Pasquini e James Holman, ed e' visibile qui sotto e presso Vimeo.



Tags: Asia, Skating, video

Un ciclista a Taoyuen: avra' caldo?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 09/08/2010 alle 05:46 | 0 commenti  | Permalink
Ciclista taiwanese ben coperto
Un ciclista a Taoyuen (Taiwan) si protegge dal sole e dall'inquinamento come puo'. Temperatura al momento in cui la foto e' stata scattata: circa 35 gradi.

Tags: Asia, bici, foto, meteo, Taiwan

Notizie dall'Asia (per chi le ha perse sui giornali italiani)

Scritto da ViaggiareLeggeri, 05/03/2010 alle 08:13 | 0 commenti  | Permalink
I mass media italiani non sempre hanno lo spazio e il tempo per parlare di quel che succede nel mondo, per cui cerchero' di rimediare io. Ecco un breve riassunto delle notizie di ieri e oggi che non hanno (ancora) trovato spazio sui giornali online italiani:

Terremoto a Taiwan, 6,4 gradi Richter, 96 feriti
Un terremoto che ha fatto registrare 6,4 gradi Richter (0.6 in piu' del terremoto di L'Aquila) ha colpito ieri la parte meridionale dell'isola di Taiwan. L'epicentro del sisma era a circa 70 chilometri da Kaohsiung, la seconda citta' dell'isola, con un milione e mezzo di abitanti. La maggior parte dei 96 feriti sono stati registrati nell'area montuosa e poco abitata di Jiahsian, colpita mesi fa da un tifone che causo' alluvioni e frane e che uccise 700 persone.
Link

63 morti in India
Sessantatre persone, tutte donne e bambini, sono morte durante l'evacuazione del tempio di Ram Janki, nell'Uttar Pradesh, in India; l'evacuazione e' stata causata dal panico conseguente al crollo di un portale d'ingresso. Il tempio era affollato da 10.000 (diecimila) persone che attendevano di ricevere cibo e vestiti al momento del crollo. Oltre alle 26 donne e ai 37 bambini rimasti uccisi, la polizia segnala che altre 125 persone sono state medicate in ospedale e in centri d'assistenza presso il tempio.
Link

Possibile attacco terroristico nello stretto di Malacca
Che fosse possibile lo sapevo anch'io, vedere tutte quelle navi assembrate nello stretto fa pensare ad una festa al buio nella Playboy Mansion di Hugh Hefner: come ti giri...

Tags: Asia, disastri naturali

In ritardo ma imbarcato con Air Asia

Scritto da ViaggiareLeggeri, 26/02/2010 alle 10:53 | 0 commenti  | Permalink
Sto per prendere il volo AK710 della Air Asia da Singapore a Kuala Lumpur, e la cosa sorprendente e' che sono al Gate 35 e attendo l'imbarco. Non ci sarebbe niente di strano, se non fosse che io ero in ritardo (per colpa dell'ascensore lento, per colpa della coda per prendere il taxi, per colpa del traffico per strada...), eppure sono qui qui, pronto ad imbarcarmi. Il check-in indicato era il numero 11, che ho trovato chiuso. Sono andato al 10, sempre di Air Asia, mi sono messo in coda, e arrivto il mio turno ho chiesto se potevo imbarcarmi sul mio volo, nonostante la chiusura del check-in fosse alle 17,35 e ormai fossero le 17,36.

Lo ripeto per quelli che fanno finta di non capire: un minuto di ritardo e' RITARDO, quindi non avete piu' il diritto di pretendere d'imbarcarvi. Chiedere educatamente si', quello e' sempre un diritto. La signorina al check-in ha controllato tutto in meno di un minuto; il pre-controllo documenti e il controllo documenti sono durati in tutto venti secondi (e se conoscete Singapore sapete che i documenti sono stati controllati), e sono arrivato al Gate 35 in tempo.

Grazie Air Asia!

Tags: appunti di viaggio, Asia, linee aeree, Singapore

La Combat Zone di Taipei e gli stereotipi occidentali

Scritto da ViaggiareLeggeri, 27/10/2009 alle 08:00 | 0 commenti  | Permalink
L'autore del blog Betelnut Equation, Dan Chapman, ha pubblicato un ottimo articolo a proposito di The Zone (anche nota come "The Combat Zone"), un'area di Taipei (Taiwan) piena di locali notturni con "ragazze a pagamento", frequentata in passato da militari statunitensi in servizio a Taiwan, ed ora da visitatori occidentali.
Non ci andavamo mai, in quanto siamo giovani e (sebbene occidentali - ndr) non siamo degli stranieri di passaggio (...) La "Combat Zone" (...) e' uno strano posto che ricorda la Tailandia o le Filippine, con le sue luci al neon e i locali con nomi tipo Malibu o California Dreaming, e con ragazze all'entrata dei locali che ti invitavano ad entrare. Cose del genere non le vedi da nessun'altra parte a Taipei; certo, ci sono centinaia di Adult KTV (karaoke per adulti, con "entreneuse", e ci sono bordelli, ma la "vendita" e' sempre "soft", passiva, quasi, celata dietro ad una porta.

Chapman e i suoi amici vanno in un secondo locale:
Sedevamo vicino ad un gruppo di tizi dalla Silicon Valley che erano in citta' per una fiera informatica. Avevano tutti una ragazza vicino a loro, e continuavano a chiederci se ne volevamo una. Dicemmo loro che non era necessario pagare per avere compagnia femminile, a Taiwan, e loro risero increduli.

Tutto intorno a noi, uomini d'affari europei o americani stavano pagando cifre spropositate per la compagnia di ragazze molto ordinarie. E lo stavano facendo perche' pensavano fosse necessario. Questa e' l'Asia dopotutto, e - soprattutto se avevano passato molto tempo in Cina o in Tailandia - in questi uomini si era creata l'impressione che tutte le ragazze nei bar e nei locali fossero prostitute, e che qualsiasi ragazza che non fosse a pagamento fosse a casa, impegnata a fare la calza o a leggere testi buddisti. Non avevano idea che potesse esistere una classe media occidentalizzata che frequentava locali e si divertiva (come i loro corrispettivi occidentali in patria - ndr).

L'articolo di Betelnut Equation e' illuminante non tanto e non solo per quanto riguarda Taiwan, ma piuttosto per la sua accurata descrizione dei visitatori occidentali e degli stereotipi che appesantiscono il loro bagaglio intellettuale. In questo caso, i viaggiatori occidentali incontrati nel secondo locale della "Combat Zone" di Taipei avevano una visione polarizzata delle donne asiatiche: disponibili a pagamento, oppure caste, innocenti e "tutte casa e chiesa", come si dice in Italia; non riuscivano a credere che anche a Taipei potessero esistere, al di fuori dei night club per stranieri, ragazze "normali" che si divertono come le loro coetanee di Parigi, Roma e Londra.

La potenza degli stereotipi.

Questo e' uno dei principi ispiratori di questo sito: aiutare ad imparare a viaggiare leggeri non solo portandosi dietro poche valige, ma soprattutto smontando e rottamando gli stereotipi che alterano le nostre esperienze di viaggio.

Tags: Asia, stereotipi, Taiwan

Vietato trasportare foche in bici, in Vietnam?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 11/10/2009 alle 13:00 | 0 commenti  | Permalink
Niente foche sulla bici a Saigon?
Cartello visto a Ho Chi Minh City (Saigon), in Vietnam. A me pare proprio una foca. O un topo di dimensioni spaventose, persino piu' grosso delle pantegane che saltano fuori dalle aperture delle fogne, lungo le strade, qui, al calar della notte (e a volte anche prima, se vedono qualche bell'animaletto appetitoso, tipo un maialino).

Aggiornamento
Ho parlato con un conoscente che lavora a Ho Chi Minh City, e mi ha spiegato che quella nel cartello non e' una bici con una foca sopra: si tratta di un ciclorisciò , una bicicletta adattata al trasporto di uno o piu' passeggeri paganti.

Peccato, mi piaceva l'idea di un divieto legato ad un'animale cosi' inconsueto.

Tags: Asia, divieti, foto Vietnam, Segnaletica e cartelli, Vietnam

Vado in Vietnam

Scritto da ViaggiareLeggeri, 01/10/2009 alle 15:42 | 0 commenti  | Permalink
Vietnam. Vado in Vietnam. L'ho appena saputo.

Faccio fatica a ricordare che non sono un diciannovenne statunitense con i capelli a spazzola e una cartolina di leva in tasca in partenza per Saigon, ma un italiano di mezza eta' che andra' a Ho Chi Minh City per lavoro. Basta la parola, Vietnam, per riportare in mente decine di film di guerra che descrivono il Vietnam tramite foreste e Mekong River, civili massacrati e civili massacratori, torturatori e torturati, il peggio e il meglio dell'umanita'. Full Metal Jacket, Platoon, Nato il Quattro Luglio, Il Cacciatore, Good Morning Vietnam, Vittime di Guerra. Apocalypse Now. Solo pochi giorni fa un amico italiano mi ha scritto, senza sapere del futuro viaggio in Vietnam:
(...) penso di non invidiarti circondato "dagli sporchi musi gialli", si sa noi reduci dei film sul vietnam....
E Apocalypse Now e' il film che sto guardando in questo momento. Lo so, e' un film. Lo so, la guerra e' finita dal 1975, da quando gli ultimi soldati e civili statunitensi evacuarono la loro ambasciata a Saigon. So anche che saro' in viaggio solo per pochi giorni, e che discutere di logistica con i quadri di una ditta europea ha ben poco in comune col risalire il Mekong fino in Cambogia per assassinare un colonnello dei Marines ebbro di potere. Ma ognuno ha il proprio colonnello Kurtz cui dare la caccia. E dal Vietnam mi aspetto un potere evocativo superiore persino a quello sperimentato nel recente viaggio in Cambogia,e se anche non dovessi riuscire a vedere nient'altro che l'aeroporto, l'ufficio e l'albergo, come spesso succede nei viaggi di lavoro, saro' piu' ricco di ora.

[continua... se mi vengono in mente altre riflessioni durante il film]

Tags: Asia, cinema, guerre, Vietnam, Wanderlust

A casa dopo Angkor

Scritto da ViaggiareLeggeri, 22/09/2009 alle 19:13 | 0 commenti  | Permalink
Il tempio di Bayon, Cambogia
Sono tornato oggi da un breve viaggio ad Angkor (Cambogia), e se non avessi 20Gb di fotografie, crederei d'esserci stato solo in sogno. Magliette e pantaloncini gia' lavati, tutto in ordine in casa, pronto per andare in ufficio domani. Sono a casa da dieci ore: l'area di Angkor con i suoi mille templi, i barbecue nei ristoranti cambogiani con carne di serpente e di coccodrillo, il piacere di risalire su un tuk tuk dopo aver sudato via un paio di chili ad Angkor Wat o a Bayon, la chiaccherata a sera tarda con Serge, un ristoratore francese di Siem Reap, i monaci buddisti che fotografano i templi col telefonino... tutto sembra irreale. Anche l'assenza completa di voci italiane durante questo viaggio, un'assenza che spiccava, visto che la maggioranza dei turisti occidentali che ho incontrato era rappresentata dai nostri vicini francesi (cosa non sorprendente, la Cambogia era una colonia francese) e soprattutto spagnoli.

Tags: Asia, Cambogia, chiese e templi, foto Cambogia, Wanderlust

Piccoli aggiornamenti da Singapore

Scritto da ViaggiareLeggeri, 16/09/2009 alle 06:08 | 0 commenti  | Permalink
Negli ultimi cinque giorni non ho scritto in questo blog, cosa rara per me. Tante piccole cose sono successe nelle ultime settimane, e anziche' spingermi a scrivere hanno finito coll'occupare tutto il mio tempo. Provo quindi a ricapitolare qui gli eventi piu' recenti:

- Ho ricevuto una gradita visita dall'Italia;
- Ho visitato attrazioni turistiche singaporiane che non avevo finora provato: il Singapore Flyer e, sull'isola di Sentosa, la Tiger Sky Tower, la galleria Images Of Singapore, un'escursione col Segway, oltre al gia' noto Sentosa Luge, una specie di slittino col quale ci si lancia in discesa dalla collina centrale di Sentosa;
- Ho cenato in posti che di solito evito come la peste e che invece si sono rivelati non troppo costosi: Chijmes, Clarke Quay, il Long Beach Restaurant lungo la ECP;
- Ho viaggiato per la prima volta con la linea low cost Air Asia; voli puntuali e assistenti di volo carine, come testimoniato dalle gomitate di mia moglie sulle mie costole;
- Ho visitato le splendide isole Perhentian in Malesia; peccato non aver scattato foto ai piccolo squali che nuotavano vicino a me;
- Sono stato colpito da una lieve influenza durante il viaggio, col rischio di rimanere bloccato in aeroporto;
- Un mio trolley e' stato danneggiato durante il viaggio. Lo dico per solidarieta' con gli altri viaggiatori che si sono ritrovati con bagagli danneggiati o smarriti;
- La mia macchina digitale (Nikon D40) ha avuto un serio guasto, per la seconda volta in meno di due anni;
- Ho sostituito la D40 con una D300;
- Sto per partire per un breve viaggio in Cambogia per vedere Angkor Wat, il sito religioso piu' vasto del mondo;
- Ho una remota possibilita' di riuscire a visitare Bangkok nell'ultimo weekend di settembre. Peccato sia il weekend del GP di F1 notturno di Singapore;
- Ho interrotto la pubblicazione di foto del viaggio a Taiwan compiuto alcuni mesi fa. Il "blocco creativo" e' giunto al momento di parlare della visita a Green Island, iniziata con un viaggio in traghetto che ... preferirei rimuovere dalla mia memoria. Mare mosso, errata scelta del posto a sedere (troppo vicino alla prua del battello) e mancanza di precauzioni per il mal di mare hanno trasformato la traversata in un incubo.

Il viaggio ad Angkor e' in cima ai miei pensieri, in questo momento. Partiro' venerdi' mattina e rientrero' a Singapore martedi' della prossima settimana.

Tags: Asia, fotografia, riassunti, Wanderlust

Fu, Lu e Shou: i tre Saggi taoisti della Buona Fortuna

Scritto da ViaggiareLeggeri, 27/08/2009 alle 09:16 | 0 commenti  | Permalink
Fu, Lu e Shou in spiaggia a Taiwan
Fu (fortuna), Lu (prosperita') e Shou (longevita') rappresentano le tre energie universali provenienti dall'interno del corpo umano. Fu e' a volte anche tradotto con "felicita'", tra l'altro. Fu ha origine nella testa. Lu nel petto e Shou nel basso ventre.

Nella foto si vedono, da sinistra a destra, Shou, Lu e Fu. Credo. Shou e' sempre raffigurato con un cranio spropositato, ma Fu e Lu hanno sempre la barba, hanno sempre con un copricapo su teste di proporzioni normali, e solo la pergamena in mano a Fu, e i bambini che lo circondano, aiutano a distinguerlo da Lu. Le tre statue nella fotografia, fotografate sul tetto di un tempietto in spiaggia a Pingtung (Taiwan) poco prima del tramonto, mostrano invece bambini in braccio a tutti e tre i Saggi della Buona Fortuna, tanto per complicare l'identificazione. Il rotolo di papiro rosso in mano alla figura di destra fa pensare si tratti di Fu. Ho chiesto ad alcuni conoscenti di fede taoista, e senza imbarazzo hanno ammesso di non saper riconoscere Fu da Lu.

Questi tre dei, o saggi, o santi, della religione taoista si trovano, sotto forma di statue o in un dipinto, nel tempietto presente nelle case di ogni famiglia taoista, perlomeno a Taiwan. I tre della foto, invece, si godono la vista sul mare a Pingtung, il che non e' male.

Tags: Asia, foto, religione, Taiwan

Stazione ferroviaria di Taoyuan, treno ad alta velocita' 700T

Scritto da ViaggiareLeggeri, 14/08/2009 alle 18:37 | 0 commenti  | Permalink
Il treno ad alta velocita' taiwanese
Alla stazione di Taoyuan, vicino all'aeroporto internazionale di Taipei. Arriva lo High Speed 700T, il treno ad alta velocita' taiwanese basato sul Shinkansen 700 giapponese. Taiwan e' piccola, molto piu' piccola del Giappone, ma una linea ferroviaria ad alta velocita' e' utile anche qui: per percorrere la costa occidentale taiwanese da Taoyuan a Kaohsiung, circa 300 chilometri, c'e' voluta circa un'ora e quaranta minuti, comprese un paio di fermate intermedie.

Tags: Asia, Taiwan, treni

L'uomo sul tetto

Scritto da ViaggiareLeggeri, 10/06/2009 alle 07:41 | 0 commenti  | Permalink
Un uomo passa la giornata sul tetto di una casa, vicino a Taoyuan, isola di Taiwan. Fa caldo, e l'uomo si protegge dal sole con un ombrello. Guarda in direzione della ferrovia, forse lo pagano per tenere il conto dei treni che passano. O per scacciare gli uccelli che si avvicinano al tetto. Magari e' li' durante una pausa della sua giornata lavorativa, e guardare la gente che cerca di indovinare perche' l'uomo stia sul tetto e' il suo passatempo...




Tags: antropologia spicciola, Asia, foto Taiwan, Taiwan, Taiwan dal finestrino

Dieci pensieri su Taiwan

Scritto da ViaggiareLeggeri, 02/06/2009 alle 18:26 | 0 commenti  | Permalink
Un cigno nero a Cihu. Sorprendente come TaiwanDomenica sono ritornato a Singapore dopo un viaggio di una settimana a Taiwan, dove ho visto il nord (Taipei, Taoyouan e dintorni), il sud (Kenting), l'area orientale (Green Island, Taitung, Hualien), passando anche per la costa occidentale (Kaohsiung). Avrei voluto scrivere immediatamente qualcosa su questa settimana abbondante (da sabato 23 a domenica 31 maggio) passata nella cosiddetta "provincia ribelle" cinese, ma ho avuto qualche problema nel riadattarmi alla vita qui: lasciare Taiwan per tornare a Singapore mi ha dato la sensazione di allontanarmi da "casa", anziche' tornare a casa, e mi ritrovo a girare nell'appartamento in cui vivo da un anno come un animale in gabbia.

Per parlare di questo viaggio iniziero' oggi con alcuni brevi pensieri, nei prossimi giorni pubblichero' resoconti di alcuni posti e momenti speciali di questo viaggio.

1) Il clima di Taiwan. Sono stato a Taiwan nel 2004, 2005 e 2008, sempre tra fine marzo e fine maggio, e ogni volta mi sono trovato male per il clima caldo e umido. Questa volta, invece, il clima m'e' parso molto piu' piacevole, quasi perfetto: caldo di giorno ma spesso ventilato, e fresco di notte, al punto che ho pensato di mettere una maglia con le maniche lunghe. Non e' il clima taiwanese che e' cambiato: sono io che, dopo un anno passato a Singapore, molto piu' calda e umida, trovo sollievo nella temperatura e umidita' di Taiwan.

2) Il 101. "One-Oh-One", il 101, il grattacielo piu' alto del mondo dal 2004. L'avevo visitato nel 2005, ci sono tornato lunedi' 25 maggio e ... e' una visita che vale la pena fare. E rifare.

3) Il cambio della guardia alla tomba di Chiang Kai-shek, a Tzuhu (Cihu). Rito solenne in un'atmosfera raccolta, poco frequentato da turisti occidentali (ero l'unico, domenica).

4) I cigni neri a Tzuhu (Cihu): avevo visto uno o due cigni neri a Sanremo, l'anno scorso, ma a Cihu ce n'erano decine. Bellissimi.

5) Mangiare bene, mangiare spesso. Non so come facciano i taiwanesi, durante l'orario d'ufficio: durante il weekend si va a mangiare qualcosa ogni ora-ora e mezza. Esci per una gita alle nove dopo aver fatto colazione, alle dieci ci si ferma mezz'ora a mangiare in un ristorantino specializzato (in collo d'anatra, in granchi, o dove si puo' bere il sangue d'aragosta) lungo la strada, alle dodici si raggiunge la destinazione e si va in un ristorante 'serio'. Si prosegue l'escursione. Alle due e mezza ci si ferma a mangiare qualcosa di leggero, magari in un chiosco ambulante, e verso le quattro e mezza si fa una breve pausa, di solito di nuovo in un chiosco o comunque non in un ristorante. Uno spuntino, poi si va a cena, e dopo la cena si compra qualcosa da mangiare passeggiando (noodles, gelati, bubble tea). Ne avanza poco, di tempo, per fare altre cose!

6) Oceano Pacifico: un ossimoro. Durante la traversata in traghetto verso Green Island (Lu Dao), il mare era cosi' mosso che ho dato di stomaco come non facevo dal 1996 (traversata Granville-Jersey), e come me sono state male decine di persone. Meglio prendere precauzioni.

7) Ci sono tanti cicloturisti, a Taiwan. Dimenticatevi il vecchio stereotipo dei milioni di biciclette come mezzo di trasporto quotidiano (tra l'altro, quella e' la Cina, non Taiwan: qui usano auto e tanti, tantissimi scooter): parlo di cicloturisti all'occidentale, con bici da corsa e abbigliamento tecnico, che attraversano l'isola per godersi le poco trafficate strade del sud e della costa orientale. Durante una conversazione con un gruppo di ciclisti ho "scoperto" che la Giant, nota marca di bici sportive, e' taiwanese, e non statunitense come avevo spesso sentito dire.

8) La conoscenza della lingua inglese e' in decisa crescita. Durante la visita del 2005 avevo trovato una sola persona in grado di fare un discorso preciso ed elaborato in inglese: un poliziotto cui avevo chiesto indicazioni sul
Chiang Kai-shek Memorial. Questa volta ho avuto varie conversazioni interessanti.

9) La gentilezza dei taiwanesi e' spesso spettacolare: sabato stavamo pedalando lungo l'Oceano Pacifico a Hualien quando un paio di ragazze si sono sbracciate per farci segno di fermarci. Loro e i loro amici (una decina di ragazzi e ragazze) avevano comperato troppe fette di anguria e le stavano regalando a tutti i passanti. Ci siamo fermati a mangiare e parlare per mezz'ora, all'ombra di una pensilina, con l'oceano da una parte, una base militare con F16 pronti a decollare dall'altra, e ottima anguria in mano. Perfetto.

10) Taiwan paradiso tropicale sul Pacifico. Nel sud e lungo la costa orientale, Taiwan offre un ambiente adatto al surf, e le citta' hanno uno stile molto hawaiano. Non mi stupirei se in futuro Taiwan (e in particolare Hualien, Taitung e Kenting) diventasse una destinazione ambita per i surfisti di tutto il mondo.

Tags: Asia, destinazioni, liste, Taiwan, viaggio

Una tigre bianca a Singapore

Scritto da ViaggiareLeggeri, 28/04/2009 alle 10:48 | 0 commenti  | Permalink
Tigre bianca
Fotografia scattata nello zoo di Singapore.

Altre foto di questa e delle altre tigri bianche dello zoo di Singapore sono visibili nelle gallerie fotografiche.


Tags: animali, Asia, foto, Singapore, zoo

Situazione a Bangkok, Tailandia

Scritto da ViaggiareLeggeri, 13/04/2009 alle 09:05 | 0 commenti  | Permalink
La situazione a Bangkok, Tailandia, diventa sempre piu' seria. E' stato proclamato lo stato d'emergenza a causa delle sommosse in corso. Ai residenti e' stato ordinato di non lasciare le proprie abitazioni. Il traffico in entrata e in uscita dalla citta' e' vietato.
Non e' chiaro, viste le circostanze, se e quando lo stato d'emergenza terminera'.

Gli avvisi piu' recenti del Ministero degli Affari Esteri sono disponibili su www.viaggiareleggeri.com/database/avvisi-ai-viaggiatori.

Tags: Asia, emergenze, politica, sicurezza, Tailandia

Vuoi diventare un pilota AirAsia? Scrivi in un blog

Scritto da ViaggiareLeggeri, 13/03/2009 alle 05:12 | 0 commenti  | Permalink
AirAsia ha avuto un'idea preoccupante formidabile: selezionera' dieci candidati per il lavoro di pilota di linea in base a cio' che i candidati scriveranno nel loro blog. Ecco il testo dal sito AirAsia:
So YOU wanna be a pilot? Simple. What do you have to do? Blog. What? Thats it? Yes, you're reading it right. Blog.

We hope you're putting your hands in the air because the blog will be giving the opportunity to 10 individuals to live their dreams in the sky. Blog and be a pilot. Simple rules right?
Quindi, in breve: scrivi in un blog i motivi per cui AirAsia dovrebbe farti fare il pilota, e AirAsia ti dara' un'occasione per diventarlo davvero. Se scrivi in un blog, magari l'opportunita' ti fara' piacere. Se invece non sei un blogger, e voli spesso, immaginiamo il brivido che ti sta passando per la schiena: in volo, la tua vita rischiera' di essere affidata a uno che ha scritto un bell'articolo. Avevamo gia' scritto che questo sara' l'anno della bici e della barca, ed ecco un motivo in piu' per non alzarsi in volo.

I dieci vincitori della selezione per pilota (ricordiamolo ancora: dieci bloggers come chi ha scritto l'articolo che stai leggendo) prenderanno parte alla selezione per diventare piloti per AirAsia. Trascorreranno una giornata con un gruppo selezionato di piloti AirAsia (capitani, se disponibili), compreso il responsabile selezione piloti e lo head pilot della linea aerea, in modo da poter esplorare piu' a fondo il mondo dei piloti, e avranno la possibilita' di provare un simulatore di volo (speriamo non il semplice Flight Simulator© della Microsoft...).

La campagna di selezione AirAsia e' accompagnata da questo video:


Una fonte malese, interpellata riguardo a questa campagna, ha dichiarato che "the boss of the airline (AirAsia) is a flamboyant guy, some sort of Richard Branson wannabe". Un cacciatore di pubblicita'. E pare una buona campagna pubblicitaria. Resta da vedere se questi dieci vincitori riusciranno ad arrivare al secondo giorno della selezione...

"Blog and be a pilot": state tranquilli, non ho intenzione di diventare un pilota per Alitalia o Ryanair, casomai dovessero seguire l'esempio di AirAsia.

Tags: Asia, linee aeree

Weekend a sorpresa per San Valentino: la destinazione era Batam, Indonesia

Scritto da ViaggiareLeggeri, 15/02/2009 alle 15:32 | 0 commenti  | Permalink
Ieri mattina siamo partiti per un weekend di San Valentino a sorpresa. La destinazione si e' rivelata essere l'isola di Batam, in Indonesia, e la breve visita ha mostrato al vostro fedele corrispondente due volti diversi dell'Indonesia:
Una piscina limpida a pochi metri dal mare inquinato in Indonesia
all'interno del Turi Beach Resort pulizia, sorrisi (qualcuno magari anche sincero) e prezzi chiari (anche se alti, quasi a livelli singaporiani); all'esterno, nella citta' di Nagoya (si', Nagoya, a Batam in Indonesia, non Nagoya la terza citta' piu' grande del Giappone), abbiamo trovato un centro commerciale con barriere di sicurezza (il Nagoya Hill) e qualche straniero, ed al di fuori tanta sporcizia, prezzi bassi che che raddoppiano (o vengono elevati a potenza) per gli stranieri, facce cupe, tutti i tassisti che si fermano per offrire un passaggio allo straniero, fogne a cielo aperto. Da una parte un resort simile a tanti altri, per esempio al Berjaya Tioman (a Tioman Pulau, Malesia) visitato lo scorso agosto, che propone un'Indonesia sterilizzata per soddisfare i turisti stranieri. Dall'altra l'Asia al naturale, senza trucco, nella quale sopravvivere conta piu' che lavare un bicchiere prima di versar da bere.

Da rivisitare.

E voi, preferite l'Indonesia al naturale o quella fatta su misura per i turisti? Scrivetene nel forum del sito. Nelle prossime settimane comparira' nell'area racconti la storia di questa breve visita a Batam.

Ecco la posizione dell'isola di Batam su GoogleMaps:




Tags: Asia, foto, globalizzazione, Indonesia

10 consigli per andare da Singapore a Johor Bahru, in Malesia

Scritto da ViaggiareLeggeri, 08/01/2009 alle 05:07 | 0 commenti  | Permalink
Essere a Singapore e' come essere in Liechtenstein: un piccolo stato, due relativamente grossi vicini (Austria e Svizzera per il Liechtenstein, Malesia e Indonesia per Singapore), e la tentazione di andare oltre confine per vedere cosa c'e' "dall'altra parte", almeno finche' non ci si va. Dall'altra parte c'e' Johor Bahru ("JB"), citta' malese di 876.000 abitanti, il doppio con la periferia.

Lo scorso dicembre, un sabato, avevo intenzione di tornare a visitare le isole a sud di Singapore, ma mi sono alzato alle otto e mezza, troppo tardi per prendere il traghetto delle nove. Se non puoi andare a sud, vai a nord, ho pensato, e ... perche' non andare all'estero? Ho quindi usato i mezzi pubblici per raggiungere il confine tra Singapore e la Malesia, ed ccco alcuni consigli raccolti in questa breve gita:

1) Al posto di frontiera singaporiano ci si arriva tramite vari autobus di linea (il 950 e il 170, per esempio), comodi e con aria condizionata. Una fermata della metropolitana in cui si puo' prendere il bus 950 e' Kranji (NS7);
2) Pur essendo in Malesia, Johor Bahru e' parte della periferia di Singapore, e molti lavoratori vivono da pendolari: lavorano a Singapore e tornano a casa a Johor Bahru. Durante i weekend, ma anche solo alla fine di una qualsiasi giornata lavorativa durante la settimana, quei lavoratori sono in coda al controllo documenti di "JB". E a giudicare dalla lunghezza della coda, pare che tutti gli 876.000 cittadini di JB lavorino a Singapore...
3) Non andate da Singapore a Johor Bahru tra fine dicembre e inizio gennaio: la coda al controllo documenti malese supera le due ore;
4) Al posto di frontiera di Singapore, non prendete il pullman per Johor Bahru: viste la coda di veicoli sul ponte, farete piu' in fretta a piedi, e magari vedrete qualcosa di interessante. Portatevi crema solare e cappellino, pero': l'Equatore e' a un centinaio di chilometri, e esporsi al sole senza protezione non e' consigliabile;
5) Alzatevi presto. Tra autobus (158), metropolitana (linee EW e poi NS), e di nuovo autobus, ho impiegato due ore per arrivare al posto di confine di Woodlands (Singapore), dove sono stato in coda circa venti minuti. Poi quindici minuti d'autobus per percorrere il ponte che collega l'isola di Singapore alla Malesia; infine, dopo un'ora di coda (e una stima di un'ulteriore ora/ora e mezza) per passare i controlli malesi, s'era fatto tardi e non c'era piu' tempo per la gita di un paio d'ore che avevo pensato di fare a Johor Bahru;
6) Arrivando alla coda per l'ingresso in Malesia, se siete da soli, prima di mettervi in coda andate a prendere il modulo bianco per l'immigrazione. Se siete in una comitiva, mettetevi in coda e mandate una sola persona a prendere i moduli;
7) Non era una giornata caldissima o estremamente umida, ma ho visto un paio di ragazze svenire, in coda. Non fate questa gita a stomaco vuoto e senza una borraccia o bottiglia d'acqua;
8) Se siete stati a Singapore per qualche tempo, e non conoscete la Malesia e il sud-est asiatico, rischiate un piccolo choc culturale: a Singapore quasi tutto funziona con una precisione svizzera (o superiore, come mia ha segnalato un conoscente italiano che ha lavorato in Svizzera per anni e ora che vive a Singapore da alcuni anni), ma basta entrare nella "terra di nessuno" tra il posto di confine singaporiano e quello malese per trovare meno organizzazione, meno pulizia, meno regole chiare, ma anche piu' calore umano, che nella piccola isola-citta'-stato.
9) Otto consigli bastano e avanzano.
10) Vedi nono consiglio.

Tags: Asia, liste, Malesia, Singapore, Wanderlust

Bangkok, aeroporto chiuso, rischi per i visitatori in Tailandia

Scritto da ViaggiareLeggeri, 26/11/2008 alle 04:22 | 0 commenti  | Permalink
Riceviamo e pubblichiamo da un contatto in Tailandia (testo originale al fondo di questo post):
A causa della situazione politica interna in Tailandia, un gruppo di dimostranti ha bloccato l'aeroporto la notte scorsa (25/11/2008), col risultato che le linee aeree non sono in condizione di volare DA/PER la Tailandia dalla notte scorsa. L'AOT (Airports Of Thailand, l'autorita' ufficiale tailandese in fatto di aeroporti) ha ufficialmente annunciato la chiusura dell'aeroporto fino ad ulteriori avvisi.

La situazione persiste oggi, 26/11/2008, e non sappiamo quando l'aeroporto verra' riaperto


Il sito Viaggiare Sicuri, in collaborazione col Ministero degli Esteri italiano, scrive (neretto nostro):
Dal 25.11.2008 - La ripresa di manifestazioni di piazza antigovernative registrata a partire dalla mattina del 7 ottobre nella Capitale segnala il perdurare di condizioni di incertezza, a causa del delicato momento politico. Non si può escludere, laddove il confronto si inasprisse, l’eventuale ripristino di alcune misure già adottate dalle Autorità locali in occasione delle manifestazioni dell’agosto scorso. Si informa inoltre che il 25 novembre un gran numero di manifestanti ha bloccato la strada principale che collega Bangkok all’aeroporto internazionale di "Suvarnabhumi" con possibilità di seri disagi per i viaggiatori. Si consiglia pertanto ai connazionali di verificare prima del viaggio l’agibilità dell’aeroporto.

Anche alla luce dell’esplosione di una bomba avvenuta il 20 novembre davanti alla sede del Governo, si consiglia a coloro che si trovassero in visita in Thailandia di evitare tutte le zone, nella capitale (in particolare la sede del Governo e i suoi dintorni) e nel resto del Paese, ove siano in corso eventuali assembramenti e manifestazioni. Si raccomanda, altresì, di seguire con attenzione l'evolversi degli eventi - non facilmente prevedibile al momento in ragione della fluidità della situazione - anche attraverso i propri agenti di viaggio e gli organi di informazione locali ed internazionali.

Si consiglia, inoltre, di evitare viaggi nel distretto di Kantharalak (nella provincia di Si Sa Ket) ed in prossimità del suo confine con la Cambogia, per via della presenza militare dovuta ad una disputa di confine recentemente risollevata.

Frequenti sono gli atti terroristici nelle province meridionali del Paese. A causa del proliferare del terrorismo separatista, vige dal 2005 lo stato di emergenza nelle province del sud (ove risiede la maggioranza della popolazione musulmana) di Yala, Narathiwat e Pattani, nonché nei distretti di Jana, Nathawee, Thepha e Sabayoi (nella Provincia di Songkhla). Si raccomanda, pertanto, di evitare viaggi nelle suddette zone, se non motivati da effettiva necessità e, in ogni caso, di informarsi sull’evoluzione della situazione prima della partenza contattando l’Ambasciata d’Italia a Bangkok e di segnalare all’arrivo la propria presenza all'Ambasciata stessa, attenendosi scrupolosamente durante la permanenza ai suggerimenti forniti.


Dovevo andare per lavoro a Bangkok domani, con la possibilita' di restare in Tailandia anche per il weekend, e contavo di scattare qualche foto alle manifestazioni (con un teleobiettivo e da distanza di sicurezza), ma la chiusura dell'aeroporto rende impossibile questo viaggio.




Testo originale del messaggio dal nostro contatto in Tailandia:
Due to the internal political situation in Thailand, a group of demonstrators had blocked the airport last night (Nov 25, 2008), which had resulted in airlines being unable to fly IN/OUT Thailand since last night. The AOT (Airports Of Thailand, the Thai official airport authority) has officially announced the closure of the airport until future notice.

The situation still carry on till today Nov 26 and we do not know when the airport will back to open again.


Tags: aeroporti, ambasciate e consolati italiani, Asia, sicurezza, Tailandia

Andar lontano: Paolo Di Avitabile

Scritto da ViaggiareLeggeri, 19/11/2008 alle 04:55 | 0 commenti  | Permalink
Leggendo una rivista asiatica di viaggi, ho trovato un articolo sul Kafiristan, oggi Nurestan o Nuristan, una regione dell'Asia centrale tra Afghanistan e Pakistan. L'articolo diceva che il patrimonio genetico dei Kalash, abitanti dell'area, e' per il 7% italiano! Leggendo di piu' sui Kalash, chiamati anche Kafirs ("infedeli" in arabo), ho letto della teoria secondo cui l'armata di Alessandro Magno, passando in Asia centrale, abbia lasciato tracce permanenti nelle popolazioni locali. Ma quel 7% di sangue italiano continuava a ronzarmi in testa ("Soluzione settepercento", come la storia di Sherlock Holmes e Sigmund Freud?). Ho quindi cercato ulteriori collegamenti tra Italia e Asia centrale, e ho scoperto la storia di Paolo di Avitabile.

Paolo Di Avitabile, noto in Asia centrale come "Abu Tabela", nato nel 1791 ad Agerola, vicino ad Amalfi, e morto a Napoli nel 1850. Non esattamente un viaggiatore, fino a qui. Ma Di Avitabile, Cavaliere della Legione d'Onore (Francia), soldato fin da adolescente, servi' sotto Gioacchino Murat e fece carriera nell'esercito napoleonico. Dopo Waterloo, provo' ad andare ad ovest, per cercare fortuna in America, ma la nave su cui era imbarcato naufrago' vicino a Marsiglia. Avra' deciso, a quel punto, che l'oceano gli era avverso, e decise di guardare in direzione opposta" si sposto' in Medio Oriente e mise la sua esperienza militare al servizio dello Scia' di Persia (circa 1820) per sei anni. Grandi onori, ma la paga lasciava a desiderare. Seguendo consigli di altri ex soldati napoleonici in giro per l'Asia (oggi diremmo che erano diventati chiameremmo mercenari, ma due secoli di polvere sulla loro storie le rendono piu' simili a romantiche leggende), decide di spostarsi ancora piu' ad est, in Punjab, area che comprende il nord dell'India, parte del Pakistan e parte dell'Afghanistan.

Arrivato a Lahore nel 1827, il Maharaja Ranjit Singh (primo maraja' dell'impero Sikh) gli assegna il titolo di governatore del Wazirabad, dove porta ordine con ferocia; nel 1834 diventa governatore del Peshawar. Come gia' durante gli anni in Wazirabad, anche nel Peshawar Di Avitabile usa il pugno di ferro per controllare la riottosa provincia infestata da briganti: torture ed esecuzioni i metodi principali. Visto con timore, odio e rispetto allo stesso tempo dalla popolazione del Punjab, Di Avitabile fu apprezzato dagli inglesi per la sua competenza e per la conoscenza delle problematiche legate ad azioni militari in Asia centrale (vedi The Great Game).

Visse da mercenario di successo, divento' ricco, e dopo vent'anni in Asia decise che il suo viaggio era finito. Ritorno' ricco a Napoli, parte del Regno delle Due Sicilie; sposo' una nipote, mori' forse avvelenato. Dopo il rientro a Napoli, Avitabile rifiuto' un incarico nell'esercito borbonico. Questo blog propone una teoria interessante: se avesse accettato, pochi anni dopo avrebbe potuto trovarsi a fronteggiare le truppe di un altro italiano irrequieto con trascorsi all'estero, Giuseppe Garibaldi, e avrebbe potuto seriamente ostacolare la marcia dei Mille attraverso la Sicilia, con la sua abilita' nell'imporre disciplina (carente nelle truppe che si scontrarono con i garibaldini) e nel pianificare missioni militari in aree montuose (l'Aspromonte come l'Afghanistan?).

Ancora oggi, i bambini troppo vivaci del Punjab vengono minacciati col classico "se non fai il bravo arriva Abu Tabela", il nome con cui Di Avitabile era noto. Crudele mercenario, amministratore in sintonia con tempi e luoghi in cui opero', Di Avitabile fu, come Nino Bixio, un italiano che cercava l'altrove. Come anche Garibaldi, per parlare di qualcuno ancora piu' famoso.

Alcune letture:

- Alexander Gardner, Baldev Singh Baddan, "Eye Witness Account on the Fall of the Sikh Empire" (anche noto come "The Fall of Sikh Empire - An Eye-Witness Account of (Memories of Alexander Gardner)". ISBN 81-7116-231-2

- Stefano Malatesta, "Il napoletano che domò gli afghani". ISBN 88-7305-875-2 (scheda sul sito dell'editore).

- C. Grey/Garrett H. L. O, "European Adventures of Northern India". Consultabile online su Google Books.

Dubito che Paolo Di Avitabile sia responsabile per quel 7% di italianita' presente nel DNA dei Kalash, ma non si sa mai.

Tags: Asia, forze armate, personaggi, storia, Wanderlust

Attraversare Taiwan a piedi?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 17/10/2008 alle 07:10 | 0 commenti  | Permalink
Leggendo in dettaglio su fourcornersofjapan.net le avventure di Ian Fraser e Chris Lynch, che stanno concludendo la traversata del Giappone a piedi, immaginavo che questi tizi avessero venti, venticinque anni. Invece no. Quarantatre' e trent'anni. I piedi hanno iniziato a prudermi: e' da un po' che non faccio lunghi viaggi a piedi, o anche solo in bici. Dallo scorso millennio.

Boschi e montagne intorno a Wu Ling Farm
Pensavo a Taiwan, che in certe cose e' un piccolo Giappone. L'influenza culturale giapponese li' e' sostanziale: dal sedicesimo secolo l'impero giapponese ha incrementato i contatti e l'influenza sulla piccola isola nota anche col nome portoghese di Formosa; nel 1895, poi, dall'influenza si passo' al controllo diretto dell'isola, quando Taiwan venne ceduta dalla Cina al Giappone a seguito della sconfitta nella prima guerra cino-giapponese. A differenza della politica giapponese in Cina e altrove (a Singapore, per esempio) l'occupazione giapponese prima e durante la seconda guerra mondiale vide un numero ridotto di violenza e brutalita', e fu segnata invece dal tentativo di assimilare ed assorbire la popolazione taiwanese all'interno della cultura giapponese (per contrasto, e' bene ricordare che l'impero Giapponese, nella prima meta' del ventesimo secolo, agi' contro i cinesi come contro una razza inferiore, vedi massacro di Nanchino per esempio).

Taiwan venne quindi trattata come un "piccolo Giappone", e i suoi cittadini educati come i cittadini giapponesi, soprattutto a partire dal 1919, quando la politica di assimilazione venne formalizzata dal primo ministro nipponico Hara Takashi. I taiwanesi vennero spinti verso l'uso di costumi giapponesi (lingua, religione, abbigliamento, struttura delle abitazioni, nomi individuali.

Beh... la storia di Taiwan magari sara' l'argomento specifico di un post in futuro. Per ora, basti sapere che molti taiwanesi combatterono nell'esercito giapponese, i sentimenti anti-nipponici non si svilupparono a Taiwan come successe invece in Cina e in Corea. Visitare Taiwan offre l'occasione di assistere ad un incontro tra la cultura cinese pre-Rivoluzione culturale e quella giapponese.

Vista la sua relativa vicinanza a Singapore, e le dimensioni minori - quindi piu' adatte alle mie condizioni atletiche attuali - se confrontate col Giappone, sto pensando... perche' non attraversare Taiwan a piedi? E’ parecchio piu’ piccola del Giappone, ma come il Giappone offre varieta’ di panorami e genti: ci sono ancora dodici tribu’ di aborigeni provenienti da Oceania, Indonesia, persino dal Madagascar. Montagne (3900 metri), fiumi, aree isolate e altre densamente popolate, spiagge da surf e isolati templi buddisti, il grattacielo piu' alto del mondo e campi di riso.

Sarebbe bello potersi prendere un "mese sabbatico" (magari due) per attraversare Taiwan da nord a sud, magari passando per il centro.

Sarebbe bello.

Tags: Asia, camminare, Taiwan, viaggiare leggeri

A piedi attraverso il Giappone

Scritto da ViaggiareLeggeri, 16/10/2008 alle 07:26 | 0 commenti  | Permalink
www.fourcornersofjapan.net e' il blog di Ian Fraser e Chris Lynch, due australiani che hanno deciso di attraversare il Giappone a piedi, uno da nord e l’altro da sud; loro dicono che uno va dal punto piu’ ad est a quello piu’ ad ovest e l’altro dal capo settentrionale a quello meridionale, ma vista la forma del Giappone i due percorsi risultano opposti ma simili, tanto che hanno venti punti in comune.

"Ma chi glie lo fa fare, di camminare? Non ci sono piu' auto, in Giappone? Non hanno niente di meglio da fare, nella vita, 'sti due australiani?".


Beh, forse vogliono avere qualcosa di piu', da ricordare, del solito "Quest'anno ci siamo fatti Barcellona Ibiza Madrid Bilbao e Tangeri in cinque giorni netti"...

Tags: Asia, camminare, viaggiare leggeri

Tanti italiani in vacanza a Tioman, in Malesia

Scritto da ViaggiareLeggeri, 08/08/2008 alle 15:30 | 2 commenti  | Permalink
Un quasi-tramonto a Timan
Ci sono tanti italiani, in vacanza al Berjaya Tioman resort dell'isola di Tioman, in Malesia. Il geek solitario e un po' sovrappeso sempre connesso ad Internet col suo sub-notebook taiwanese. La coppia romana che passa il tempo al telefono con l'Italia. Le due coppie campane che passano le serate giocando a biliardo. La coppia che e' in vacanza insieme per l'ennesima volta, e nessuno dei due si decide a chiudere la storia che non porta da nessuna parte. Le cinque amiche bolognesi (come faranno a resistere in giubbotto di jeans all'equatore?). Il bambino con cadenza genovese che chiede questo e quello alla mamma, che gli risponde in italiano ma con accento straniero e aspetto asiatico, forse malese o tailandese. Il Signor Palestrato E Signora, entrambi con occhiali da sole tanto ampi e vistosi che, piu' che proteggere gli occhi di chi li indossa, sembrano gridare 'Guardatemi!'. Le due amiche con linea perfetta e grandi sorrisi, che non resterebbero sole a lungo in una spiaggia italiana.

Quasi meta' dei vacanzieri su quest'isola sono italiani, seguiti dai francesi e dai taiwanesi; uno statunitense con call-girl asiatica, alcune coppie nordiche, una simpatica famiglia tedesco-russa. Com'e' che Tioman e' una destinazione cosi' popolare, in Italia?

Tags: antropologia spicciola, Asia, destinazioni, italianità, Malesia

Per far ripartire l'aereo, sacrificano capre

Scritto da ViaggiareLeggeri, 06/09/2007 alle 08:30 | 0 commenti  | Permalink
Alcune capre sono state sacrificate dalla linea aerea Nepal Airlines all'aeroporto di Kathmandu (Nepal), di fronte ad un Boeing 757 con persistenti problemi elettrici. Il sacro sacrificio e' stato offerto ad Akash Bharaib, il dio indu' della protezione aerea, che compare anche nel simbolo della Nepal Airlines. Un portavoce della linea aerea ha dichiarato che dopo il sacrificio non si sono piu' manifestati problemi di alcun tipo sul Boeing.

Secondo alcuni commentatori europei del settore aeronautico, il successo del sacrificio messo in atto da Nepal Airlines e' un esempio pericoloso per il settore: non e' difficile immaginare gruppi di passeggeri che sacrificano dozzine di pantegane di fronte al check-in Ryanair, per ottenere un migliore servizio clienti.

Tags: animali, Asia, aviazione, Nepal, religione

25 anni di odissea, ecco quanto costa non conoscere una lingua

Scritto da ViaggiareLeggeri, 06/02/2007 alle 17:50 | 0 commenti  | Permalink
Repubblica riporta oggi la notizia di una donna thailandese di etnia malese che, non sapendo parlare ne' leggere il thailandese, si e' ritrovata a vagare per 25 anni per la Thailandia, finendo anche internata in un centro per senzatetto.

La signora, Jaeyaena Beurraheng, oggi 76enne, parte di una minoranza che pur vivendo in Thailandia usa solo la lingua malese per comunicare, ha lasciato la propria casa per andare a trovare amici in Malesia. Preso pero' l'autobus sbagliato, si e' ritrovata ad andare in direzione opposta, verso il nord della Thailandia, fino a che la mancata conoscenza della lingua locale le ha reso impossibile chiedere informazioni e trovare la strada per tornare indietro.

La signora ha quindi iniziato a chiedere l'elemosina e a vivere da vagabonda. Internata nel 1987 in un centro per senzatetto, creduta muta. Solo nel 2007 le e' stato possibile riacquistare la liberta', quando si e' resa conto che un gruppo di studenti, temporaneamente lavoranti al centro, parlava il suo stesso dialetto. Chiarita la sua situazione, la signora e' stata riaccompagnata a casa, dove ha ripreso la sua vita, rivisto i figli, incontrato i nipoti che ancora non aveva conosciuto.

Caso estremo, d'accordo, ma che spiega perfettamente cosa puo' succedere se si viaggia affidandosi al solito "No English, you speak Italian?"...

Tags: Asia, lingue

Piccoli consigli per un viaggio a Hong Kong

Scritto da ViaggiareLeggeri, 29/08/2006 alle 00:00 | 0 commenti  | Permalink
Hong Kong ha cessato di essere territorio britannico nel 1997, ma non e' ancora Cina: e' invece una Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong della Repubblica Popolare Cinese, e mantiene differenze sostanziali rispetto alla Cina, non ultima la lingua scritta (il cinese tradizionale, mentre in Cina si usa quello semplificato).
Hong Kong di notte, vista dalla collina che la sovrasta

Se decidete di visitare Hong Kong, e' consigliata una salita sulla collina che sovrasta la citta', di sera, con il tram a cremagliera (la "dentiera", come quella che porta a Superga). Arrivata in cima, vedrete un panorama notturno che e' pari, se non migliore, a citta' piu' note per la propria skyline, come New York: i grattacieli del centro sono alti, colorati e spettacolari. E c'e' un negozio legato al museo di Madame Tussaud, in cima, che potrebbe avere qualcosa di interessante...

Girate coi mezzi pubblici, ma non dimenticate i taxi: i tassisti parlano inglese come e meglio di noi italiani, e se trovate un tassista di cui sentite di potervi fidare, vi fara' guadagnare tempo rispetto ai mezzi pubblici.

Andate all'ippodromo. Sembra un idea del cavolo (le corse dei cavalli possono non interessare a molti), ma la scenografia, il pubblico, le scommesse e ... anche le corse, sono cose da ricordare, dopo averle viste. Attenzione all'afa, pero': il clima, a Hong Kong, e' molto umido e vi ritroverete stanchi anche senza aver fatto molto.

Per mangiare, se l'avventura e' il vostro forte, lasciate le strade principali e spostatevi su strade parallele a quelle in cui sono negozi e ristoranti principali: troverete cibi piu' veri (non versioni preparate per i turisti) e ambienti piu' caratteristici. Questo consiglio vale ovunque, a Hong Kong come a Roma o a Parigi. Ma badate: spesso siamo cosi' abituati alla cucina cinese di casa nostra che l'incontro con quella "vera" ci puo' deludere. Nel caso, sappiate che il fido baluardo dell'alta cucina occidentale, McDonald's, e' presente ovunque.


Tags: Asia, Cina, destinazioni

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