Il video sotto mostra una bambina di sei anni che viene perquisita da un'agente della TSA in un aeroporto statunitense. Ululati di sdegno si sono alzati da piu' parti: dove andremo a finire, adesso perquisiscono pure i bambini, pervertiti, che minaccia rappresenta una bimbetta cosi'.
Come ha fatto notare un blogger, fino all'11/09/2001, il peggiore attentato terroristico sul suolo statunitense era stato perpetrato da un cittadino statunitense biondo e con occhi azzurri, un classico bravo ragazzo americano, con tanto di medaglia per il coraggio dimostrato durante la Guerra del Golfo. Quell'attentato uccise quindici bambini, che per quel terrorista, Timothy McVeigh, furono un "danno collaterale": non ci vuole molto a pensare che ci siano terroristi pronti ad utilizzare bambini per trasportare armi, esplosivo o altri oggetti da utilizzare per un attentato... e anzi succede quotidianamente, dal Medio Oriente fino all'Afghanistan.
Ho l'impressione che lo "scandalo" per la perquisizione (rispettosa, con la madre della bambina a due passi, con l'agente TSA che spiega quello che sta facendo) sia generato in buona parte dal fatto che la bimba perquisita nel video, Anna Drexel, ha carnagione chiara e aspetto europeo/americano. Non so quanti si sarebbero indignati per la perquisizione di un bambino con una carnagione piu' scura, d'aspetto mediorientale...
Che ne dite? Viaggiate in aereo coi vostri figli? Pensate sia lecito che siano sottoposti a perquisizioni? Come reagireste se fosse la vostra bimba a venire perquisita? Lasciate un commento.
L'ENAC sta valutando i "full body scanner" che verranno poi installati negli aeroporti italiani. In un mondo normale, la frase precedente avrebbe dovuto essere "l'ENAC sta valutando i 'full body scanner' e, in base ai risultati dei test, decidera' se installare gli scanner negli aeroporti italiani", ma in realta' non ci sono molti dubbi sul fatto che ENAC acquistera' questi scanner. E poi li usano anche gli americani, quindi saranno perfetti, ben accetti, la soluzione di tutti i problemi, no?
Non proprio.
Il filmato che segue e' stato registrato da John Tyner, un passeggero che stava passando attraverso i controlli dell'aeroporto di San Diego. Tyner ha rifiutato di essere esaminato con un "full body scanner", ed e' stato di conseguenza sottoposto ad una perquisizione personale. L'agente della TSA, prima di "mettere le mani addosso" al passeggero, gli preannuncia quali movimenti sta per effettuare, il che e' cosa buona e giusta. Quando avvisa Tyner che dovra' esplorare (a passeggero vestito) l'area inguinale, Tyner risponde "?If you touch my junk, I?ll have you arrested.?", cioe' "Se mi tocchi i genitali ti faccio arrestare".
Stai preparando un viaggio negli Stati Uniti? Martedi' (7 settembre 2010) e' l'ultimo giorno in cui i cittadini di alcuna Nazioni potranno evitare una nuova tassa sui viaggi.
A partire da mercoledi' (8 settembre 2010), ai viaggiatori di 36 nazioni verra' richiesto di pagare 14 dollari per registrarsi nell'Electronic System for Travel Authorization, o ESTA, obbligatorio per i viaggiatori che utilizzano il "Programma Viaggio senza Visto" (Visa Waiver Program).
Probabilmente lo sapete gia': l'Italia e' tra le 36 nazioni che aderiscono al "Visa Waiver Program". Continuiamo la lettura:
Quattro dei quattordici dollari copriranno i costi amministrativi del sistema ESTA, gli altri dieci serviranno a promuovere gli Stati Uniti come destinazione turistica.
(...) I 14 dollari copriranno (la registrazione per) viaggi negli USA per due anni.
(...) Cecilia Malmstr?m, Commissario Europeo per gli Affari Interni, ha definito la nuova tassa "incongruente con l'impegno statunitense degli Stati Uniti verso la facilitazione della mobilita' transatlantica", dicendo che sara' "un onere addizionale per i cittadini europei che viaggiano negli USA".
Secondo un portavoce del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale (DHS), questa tassa non e' un'esclusiva degli USA e "piu' di 56 nazioni hanno tasse di ingresso/uscita, comprese nel biglietto o sotto forma di altre tasse". Sara', ma a me una tassa del genere fa tornare in mente una vecchia idea degli amministratori di Venezia, tassare i visitatori (italiani e stranieri) che entravano nella bellissima citta' lagunare, cui fece seguito un'efficace proposta di altri amministratori locali italiani: tassare i veneziani che uscivano da Venezia...
Battute a parte, 14 dollari in piu', sul totale di un viaggio intercontinentale, incidono poco. Ma e' l'atteggiamento, il tassare chi gia' viene a portarti soldi visitando il tuo Paese, che fara' storcere il naso a molti.
La cosa positiva e' che il sito dell'ESTA - https://esta.cbp.dhs.gove' disponibile in italiano...
Un manuale riservato della Transportation Security Administration (TSA) statunitense e' diventato di pubblico dominio, e cinque dipendenti della TSA sono stati posti in congedo amministrativo. Il manuale conteneva procedure dati riservati e, pur essendo stato "pecettato", e' facilmente visibile il testo nascosto, usando il copia e incolla. Il documento TSA e' scaricabile da Wikileaks.
Altra notizia relativa alla TSA e alle misure di sicurezza post-9/11: l'universita' di Adelaide, Australia, ha confermato un sospetto che, come me, anche voi avrete avuto: si puo' tranquillamente ammazzare qualcuno, a bordo di un aereo, con il materiale che i passeggeri sono autorizzati a portare nel bagaglio a mano. I ricercatori dell'universita' di Adelaide hanno usato penne a sfera, coltelli di plastica, bottiglie rotte, e bicchieri di vetro rotti per colpire alla vena giugulare e all'arteria carotide i soggetti dell'esperimento. Dei maiali morti. No, non credo sia un modo per insultare i passeggeri degli aerei ...
Tornando all'esperimento, ha avuto successo: gli oggetti utilizzati hanno penetrato pelle e carne dei suini e hanno danneggiato giugulare e carotide. Io sospetto che anche i CD e le matite siano in grado di ferire mortalmente una persona. Per non parlare dei calzini sporchi e, potenzialmente, dell'alito dei passeggeri che mangiano bagna cauda o peperonata alle cozze: sono cose che fanno male. Le vietera', la TSA? La conclusione della ricerca dell'universita' di Adelaide e' che e' al comportamento dei passeggeri, e non agli oggetti che trasportano, che e' necessario fare attenzione.
La Transportation Security Administration (TSA), agenzia federale USA che fa parte del United States Department of Homeland Security (Dipartimento di Sicurezza Interna), ha pubblicato una lista di oggetti che, vietati nel bagaglio a mano, sono stati camuffati in modo da sembrare altro.
- 19 pallottole calibro 38, impacchettate in un foglio d'alluminio da cucina, e inserite nella maniglia del trolley che il passeggero voleva portare a bordo. Il passeggero e' stato arrestato.
- Un coltello a serramanico con lama lunga quasi otto centimetri nascosto nel bagaglio a mano. Consegnando il coltello, al passeggero e' stato consentito salire a bordo.
- Coltello con lama da cinque centimetri nascosto in un computer portatile, tra lo schermo e la tastiera.
- Bastone da passeggio con spada lunga circa 50 centimetri. Il passeggero (una donna) ha negato di essere a conoscenza della presenza della spada nel bastone, dicendo che le era stato dato dal marito.
- Coltello con lama da dieci centimetri nascosto in un pupazzo di Babbo Natale. Il passeggero ha dichiarato che il pupazzo era un regalo e che non sapeva della presenza del coltello.
- Un coltellino tenuto in tasca. Durante il primo passaggio al metal detector, il passeggero aveva detto d'avere un impianto all'anca con parti metalliche, ma dopo l'ispezione personale ha tirato fuori il coltellino. Arrestato per aver tentato d'eludere i controlli dell'aeroporto.
- Coltello da sei centimetri nascosto nella cintura indossata da un passeggero. Coltello consegnato, passeggero decollato.
- Pistola in un orsetto di peluche.
- Un coltello in un crocifisso.
- Una Bibbia svuotata contenente una pistola.
A quanto pare, una buona parte degli oggetti vietati che i passeggeri cercano di portare a bordo sono spesso "nascosti" in modi ingegnosi e complicati ma completamente inefficaci, al punto di essere ridicoli.
E parlando di TSA, sicurezza e controlli, ecco un progetto visto su Ni9e.com: piastre metalliche con messaggi per chi effettua i controlli.
Raccomandiamo questo articolo solo se desiderate attirare l'attenzione degli addetti alla sicurezza e se non vi dispiace essere perquisiti e/o perdere il vostro volo. Se invece siete dei bastian contrari o volete semplicemente stimolare una conversazione col personale TSA, questa sembra una un'ottima idea.
Pythias Brown, agente della TSA (Transportation Security Administration), e' stato beccato con le mani nel sacco: rubava dai bagagli che era suo dovere controllare. Ora Brown rischia dieci anni di prigione. La lista degli articoli trovati a casa dell'ex dipendente TSA (gia', negli USA si va in galera e si perde il lavoro, se pescati a rubare nei bagagli dei passeggeri) e' lunga:
Tra le altre cose, Brown ha rubato anche una telecamera di proprieta' del canale televisivo HBO del valore di quasi cinquantamila dollari. Ingenuo pensare che i cameramen della HBO abbiano semplicemente detto "Pazienza, paga l'assicurazione"... Brown rivendeva la refurtiva su eBay, e bisogna dire che sapeva come trattare i suoi clienti: il suo feedback su eBay e' 100% positivo (quesato link diventera' presto obsoleto, a meno che a Pythias Brown non venga data la possibilita' di gestire il suo account eBay dalla prigione...).
Steven Frischling si chiede nel suo blog come possa succedere che nessuno dei colleghi dell'agente TSA lo abbia mai notato portare a casa, dopo il suo turno di lavoro, ogni giorno una macchina fotografica differente ... forse non era l'unico a sfruttare questi bonus non ufficiali?
Il 26 luglio 2008 Marilyn Parver, una signora di 56 anni, era a bordo di un volo JetBlue Airways diretto da New York a Las Vegas, ed ha assistito ad un'animata discussione tra la mamma di un rumoroso bambino ed un passeggero irritato. Dopo due ore di vicinanza col rumoroso pargolo, il passeggero ha perso la calma e si e' rivolto alla madre. Madre del bimbo e passeggero hanno quindi iniziato a dirsene di tutti i colori, e la signora Parver ha pensato di filmare la discussione, in modo da "show her daughter how children's behavior affects other people". La signora non era interessata alle immagini ma alle parole dette, per cui pare non abbia neppure regolato l'immagine, il che ha reso i passeggeri irriconoscibili nel filmato ripreso. Un assistente di volo ha poi risolto la discussione nel modo migliore. Mezz'ora piu' tardi, gli assistenti di volo JetBlue hanno iniziato a fare domande a vari passeggeri riguardo alla discussione, e quando la signora Parver ha dichiarato di aver registrato l'evento, le hanno chiesto di vedere il filmato, chiedendole poi di cancellarlo.
La signora, ritenendo di non aver violato alcuna legge, ha rifiutato; gli assistenti di volo l'hanno poi informata che il capitano dell'aereo esigeva la cancellazione del video, rifiutandole pero' la possibilita' di parlare col capitano per avere conferma della richiesta. A quel punto un assistente di volo ha informato la signora che disobbedire al capitano era un reato e che cio' avrebbe causato il coinvolgimento dell'FBI nel caso. Marilyn Parver ha risposto educatamente che non riteneva di aver violato alcuna legge e che avrebbe accettato di essere arrestata. Pochi minuti dopo, un assistente di volo le ha consegnato un foglietto giallo in cui le si intimava di "cessare il suo comportamento illegale". Il foglietto indicava che il reato contestatole era di "Interferenza con un membdo dell'equipaggio", che comportava una multa fino a 10.000 dollari e un massimo di 25 anni di prigione.
All'arrivo a Las Vegas, la signora Parver e' stata accompagnata a terra in manette da due agenti di polizia, un agente della TSA e un rappresentante della JetBlue. Accompagnata al gate degli arrivi, le manette sono state rimosse, e la signora ha consegnato la sua videocamera al personale che l'aveva accompagnata a terra. I poliziotti, l'agente TSA e il dipendente JetBlue, visionando il filmato, hanno concordato che nessuna persona era riconoscibile, e che il filmato era stato ripreso dal sedile della passeggera, quindi non c'era stata nessuna interferenza con il personale di bordo.
Tutto finito? No. Il dipendente JetBlue ha chiesto la cancellazione del filmato, minacciando - in caso contrario - di vietare alla Parver di volare con JetBlue in futuro, e suggerendo che le sarebbe stato difficile volare con qualsiasi altra linea aerea. La signora ha chiesto una conferma scritta di quanto richiesto, e a quel punto i poliziotti e il dipendente JetBlue le hanno chiesto di andarsene. La signora chiede quindi i nomi delle persone con cui ha parlato. Un poliziotto la minaccia d'arresto se non se ne va immediatamente. La signora dichiara di non volersene andare senza i nomi. Un poliziotto la arresta, spintonandola. Durante il tragitto verso la stazione di polizia, l'agente accusa la signora di essere ubriaca, e le intima di stare zitta. Arrivati alla stazione di polizia, l'agente le ha spiegato che era in arresto per aver disubbidito agli ordini di un ufficiale, e che l'equipaggio del volo JetBlue aveva segnalato come la signora avesse ripreso immagini sospette a bordo. All'arrivo del marito, la signora Parver, con segni delle manette e lividi per il rude arresto, e' stata rilasciata senza che l'arresto, o la sua presenza alla centrale della polizia, fosse stata documentata in alcun modo.
La signora ha inviato reclami formali alla Federal Aviation Administration, alla Aviation Consumer Protection Agency, e ovviamente a TSA e JetBlue, e non ha intenzione di lasciar cadere la cosa.
Per chi parla inglese, la discussione in corso su Elliott.org su questo caso e' molto interessante, e mostra come il fronte in difesa delle liberta' civili e contro l'autoritarismo sia vivo e vegeto, negli USA.
Una notizia che ha dell'incredibile: fino a venerdi' scorso, per viaggiare in aereo all'interno degli USA, non era obbligatorio presentare un documento d'identita'. Dura da credere, visto che in Italia la carta d'identita' siamo abituati a portarcela dietro anche per una passeggiata a piedi, ma negli USA era cosi': ai passeggeri era consentito rifiutare di presentare i propri documenti, purche' consentissero al cosiddetto secondary screening, cioe' una perquisizione (niente di intrusivo...) e un controllo fisico del bagaglio a mano.
Come detto, questo era consentito dalle regole, finora. Da sabato 21 giugno 2008, non sara' piu' possibile, e i passeggeri privi di documenti d'identita' dovranno essere pronti a spiegare il motivo di tale mancanza, e disponibili a confermare la propria identita' in altri modi.
Le proteste contro il cambiamento di politica della Transportation Security Administration (TSA) viene visto da molti come una limitazione inaccettabile della liberta' individuale di muoversi all'interno degli Stati Uniti. E questa, in una Nazione in cui ci si aspetta che il Governo non ficchi il naso nell'armeria il cittadino medio ha in cantina, e' considerata una seria intrusione nella privacy del cittadino.
E' in fase di introduzione da parte della TSA (Transportation Security Administration) una nuova procedura per sveltire il controllo dei passeggeri negli aeroporti statunitensi. Al momento, ci si mette in coda e si passa poi al controllo del bagaglio a mano, previa rimozione di scarpe e giacche ed estrazione dal bagaglio a mano del proprio computer portatile.
La nuova procedura della TSA e' basata sulla divisione dei passeggeri in base alla loro conoscenza delle procedure di controllo e in base percio' alla loro capacita' presunta di non causare ritardi durante tali controlli. La nuova procedura usa una codifica ispirata (ma non identica) a quella delle piste sciistiche:
- cerchio verde (principianti): persone che non sanno cosa fare per prepararsi al controllo, oppure famiglie con bambini, per passeggeri ai quali e' necessaria assistenza;
- quadrato blu (esperienza media): passeggeri che sanno piu' o meno come funziona la procedura di controllo, e che hanno piu' di un bagaglio a mano (il limite e' di un bagaglio a mano o simile piu' un contenitore di oggetti personali, per esempio una borsa con oggetti acquistati al duty free);
- rombo nero (esperti): passeggeri che conoscono perfettamente la procedura TSA, viaggiano leggeri e sanno esattamente cosa stanno trasportando.
La "pista nera" (rombo nero) e' evidentemente riservata ai passeggeri che, gia' prima del controllo, hanno messo nel bagaglio l'orologio da polso, il cellulare, la cintura (se ha parti metalliche), e sono pronti a rimuovere le scarpe e ad estrarre il computer portatile dal proprio bagaglio a mano in pochi secondi, e lo fanno prima che arrivi il loro turno in coda!
Il sistema e' gia' stato introdotto al Logan International Airport di Boston e, pur essendo un'idea valida per velocizzare i controlli, si affida pericolosamente alla capacita' di ciascun passeggero di valutare in modo preciso la propria competenza in fatto di controlli aeroportuali. C'e' da scommettere che molti tenderanno a sopravvalutare le proprie conoscenze, e si metteranno in coda presso il rombo nero senza preoccuparsi dei due cellulari nelle tasche del loro impermeabile indossato sopra una giacca con tasche piene di monetine... e magari indossando (le signore soprattutto) stivali aderentissimi e difficili da sfilare.
La situazione rischia quindi di diventare quella delle autostrade italiane: corsia di sorpasso (rombo nero) con coda, corsia intermedia con traffico normale, e corsia normale (per principianti) semivuota.
Le autorita' statunitensi e quelle europee hanno raggiunto un accordo per la trasmissione dei dati dei passeggeri diretti verso gli USA. I termini del nuovo accordo prevendono l'invio dall'Europa verso il DHS (Department of Homeland Security, autorita' preposta al controllo dei confini e, dopo l'11 settembre 2001, alla protezione contro attacchi terroristici) dei dati di ogni passeggero, mentre accordi precedenti consentivano alle autorita' USA di "interrogare" direttamente i database delle linee aeree. Tra i dati consultabili dal DHS figurano passaporto, numero di telefono, preferenze per i pasti a bordo e, ovviamente, dettagli della carta di credito utilizzata per il pagamento.
Se in Europa le leggi in difesa della privacy sono severe, negli USA lo sono molto meno. Una volta in possesso del DHS, i dati dei passeggeri provenienti dall'Europa rischiano di essere trasmessi liberamente da un'agenzia federale USA all'altra (dal DHS all'FBI alla NSA), fino ad essere condivisi con un numero troppo elevato di organizzazioni per poter garantire la riservatezza dei dati.
Il Commissario per la Giustizia della Comunita' Europea Franco Frattini e il Ministro della Giustizia finlandese Leena Luhtanen (la Finlandia presiede attualmente la Comunita' Europea) si sono dichiarati soddisfatti dell'accordo raggiunto, che rappresenta secondo loro il miglior compromesso possibile tra esigenza di trasmettere i dati dei passeggeri alle autorita' USA e la necessita' di garantire la riservatezza dei dati.
Una lista redatta dal DHS (Department of Homeland Security) elenca i nomi dei passeggeri che non possono volare su voli diretti negli USA o in partenza dagli USA. La lista comprende anche 14 dei 19 dirottatori morti nel corso degli attacchi dell'undici settembre 2001. Altre celebrita' comprese nella lista sono Saddam Hussein, il presidente boliviano Evo Morales, e il portavoce del Parlamento libanese Nabih Berri.
Come se cio' non bastasse, la lista comprende anche nomi come "Gary Smith", "John Williams" e "Robert Johnson", nomi estremamente comuni negli Stati Uniti e nei Paesi di lingua inglese. I passeggeri con nomi inclusi nella lista sono soggetti a a controlli - anche corporali - ogni volta che tentano di imbarcarsi su un aereo negli USA o diretto verso gli Stati Uniti.
Curiosamente, la lista dei passeggeri potenzialmente pericolosi (44.000 nomi) non comprende i nomi degli undici cittadini britannici accusati di aver progettato attentati ad aerei diretti negli USA nell'agosto 2006.
Pare poi ridicolo che una simile lista non comprenda i nomi di alcuni noti assassini, per esempio David Belfield, che nel 1980 uccise un diplomatico iraniano fedele all'ex Shah Reza Pahlavi, fuggendo poi nell'Iran di Khomeini. La spiegazione data da Cathy Berrick del DHS e' che in certi casi "The government doesn't want that information outside the government" ("Il governo non desidera che quelle informazioni siano rese note al di fuori del governo"). Il budget per applicare miglioramenti alla lista dei passeggeri banditi dai voli USA e' di 144 milioni di dollari. Costosetta, eh?