Blog, argomento: Wanderlust Asia 

Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento Wanderlust Asia

Vado in Vietnam

Scritto da ViaggiareLeggeri, 01/10/2009 alle 15:42 | 0 commenti  | Permalink
Vietnam. Vado in Vietnam. L'ho appena saputo.

Faccio fatica a ricordare che non sono un diciannovenne statunitense con i capelli a spazzola e una cartolina di leva in tasca in partenza per Saigon, ma un italiano di mezza eta' che andra' a Ho Chi Minh City per lavoro. Basta la parola, Vietnam, per riportare in mente decine di film di guerra che descrivono il Vietnam tramite foreste e Mekong River, civili massacrati e civili massacratori, torturatori e torturati, il peggio e il meglio dell'umanita'. Full Metal Jacket, Platoon, Nato il Quattro Luglio, Il Cacciatore, Good Morning Vietnam, Vittime di Guerra. Apocalypse Now. Solo pochi giorni fa un amico italiano mi ha scritto, senza sapere del futuro viaggio in Vietnam:
(...) penso di non invidiarti circondato "dagli sporchi musi gialli", si sa noi reduci dei film sul vietnam....
E Apocalypse Now e' il film che sto guardando in questo momento. Lo so, e' un film. Lo so, la guerra e' finita dal 1975, da quando gli ultimi soldati e civili statunitensi evacuarono la loro ambasciata a Saigon. So anche che saro' in viaggio solo per pochi giorni, e che discutere di logistica con i quadri di una ditta europea ha ben poco in comune col risalire il Mekong fino in Cambogia per assassinare un colonnello dei Marines ebbro di potere. Ma ognuno ha il proprio colonnello Kurtz cui dare la caccia. E dal Vietnam mi aspetto un potere evocativo superiore persino a quello sperimentato nel recente viaggio in Cambogia,e se anche non dovessi riuscire a vedere nient'altro che l'aeroporto, l'ufficio e l'albergo, come spesso succede nei viaggi di lavoro, saro' piu' ricco di ora.

[continua... se mi vengono in mente altre riflessioni durante il film]

Tags: Asia, cinema, guerre, Vietnam, Wanderlust

A casa dopo Angkor

Scritto da ViaggiareLeggeri, 22/09/2009 alle 19:13 | 0 commenti  | Permalink
Il tempio di Bayon, Cambogia
Sono tornato oggi da un breve viaggio ad Angkor (Cambogia), e se non avessi 20Gb di fotografie, crederei d'esserci stato solo in sogno. Magliette e pantaloncini gia' lavati, tutto in ordine in casa, pronto per andare in ufficio domani. Sono a casa da dieci ore: l'area di Angkor con i suoi mille templi, i barbecue nei ristoranti cambogiani con carne di serpente e di coccodrillo, il piacere di risalire su un tuk tuk dopo aver sudato via un paio di chili ad Angkor Wat o a Bayon, la chiaccherata a sera tarda con Serge, un ristoratore francese di Siem Reap, i monaci buddisti che fotografano i templi col telefonino... tutto sembra irreale. Anche l'assenza completa di voci italiane durante questo viaggio, un'assenza che spiccava, visto che la maggioranza dei turisti occidentali che ho incontrato era rappresentata dai nostri vicini francesi (cosa non sorprendente, la Cambogia era una colonia francese) e soprattutto spagnoli.

Tags: Asia, Cambogia, chiese e templi, foto Cambogia, Wanderlust

Piccoli aggiornamenti da Singapore

Scritto da ViaggiareLeggeri, 16/09/2009 alle 06:08 | 0 commenti  | Permalink
Negli ultimi cinque giorni non ho scritto in questo blog, cosa rara per me. Tante piccole cose sono successe nelle ultime settimane, e anziche' spingermi a scrivere hanno finito coll'occupare tutto il mio tempo. Provo quindi a ricapitolare qui gli eventi piu' recenti:

- Ho ricevuto una gradita visita dall'Italia;
- Ho visitato attrazioni turistiche singaporiane che non avevo finora provato: il Singapore Flyer e, sull'isola di Sentosa, la Tiger Sky Tower, la galleria Images Of Singapore, un'escursione col Segway, oltre al gia' noto Sentosa Luge, una specie di slittino col quale ci si lancia in discesa dalla collina centrale di Sentosa;
- Ho cenato in posti che di solito evito come la peste e che invece si sono rivelati non troppo costosi: Chijmes, Clarke Quay, il Long Beach Restaurant lungo la ECP;
- Ho viaggiato per la prima volta con la linea low cost Air Asia; voli puntuali e assistenti di volo carine, come testimoniato dalle gomitate di mia moglie sulle mie costole;
- Ho visitato le splendide isole Perhentian in Malesia; peccato non aver scattato foto ai piccolo squali che nuotavano vicino a me;
- Sono stato colpito da una lieve influenza durante il viaggio, col rischio di rimanere bloccato in aeroporto;
- Un mio trolley e' stato danneggiato durante il viaggio. Lo dico per solidarieta' con gli altri viaggiatori che si sono ritrovati con bagagli danneggiati o smarriti;
- La mia macchina digitale (Nikon D40) ha avuto un serio guasto, per la seconda volta in meno di due anni;
- Ho sostituito la D40 con una D300;
- Sto per partire per un breve viaggio in Cambogia per vedere Angkor Wat, il sito religioso piu' vasto del mondo;
- Ho una remota possibilita' di riuscire a visitare Bangkok nell'ultimo weekend di settembre. Peccato sia il weekend del GP di F1 notturno di Singapore;
- Ho interrotto la pubblicazione di foto del viaggio a Taiwan compiuto alcuni mesi fa. Il "blocco creativo" e' giunto al momento di parlare della visita a Green Island, iniziata con un viaggio in traghetto che ... preferirei rimuovere dalla mia memoria. Mare mosso, errata scelta del posto a sedere (troppo vicino alla prua del battello) e mancanza di precauzioni per il mal di mare hanno trasformato la traversata in un incubo.

Il viaggio ad Angkor e' in cima ai miei pensieri, in questo momento. Partiro' venerdi' mattina e rientrero' a Singapore martedi' della prossima settimana.

Tags: Asia, fotografia, riassunti, Wanderlust

10 consigli per andare da Singapore a Johor Bahru, in Malesia

Scritto da ViaggiareLeggeri, 08/01/2009 alle 05:07 | 0 commenti  | Permalink
Essere a Singapore e' come essere in Liechtenstein: un piccolo stato, due relativamente grossi vicini (Austria e Svizzera per il Liechtenstein, Malesia e Indonesia per Singapore), e la tentazione di andare oltre confine per vedere cosa c'e' "dall'altra parte", almeno finche' non ci si va. Dall'altra parte c'e' Johor Bahru ("JB"), citta' malese di 876.000 abitanti, il doppio con la periferia.

Lo scorso dicembre, un sabato, avevo intenzione di tornare a visitare le isole a sud di Singapore, ma mi sono alzato alle otto e mezza, troppo tardi per prendere il traghetto delle nove. Se non puoi andare a sud, vai a nord, ho pensato, e ... perche' non andare all'estero? Ho quindi usato i mezzi pubblici per raggiungere il confine tra Singapore e la Malesia, ed ccco alcuni consigli raccolti in questa breve gita:

1) Al posto di frontiera singaporiano ci si arriva tramite vari autobus di linea (il 950 e il 170, per esempio), comodi e con aria condizionata. Una fermata della metropolitana in cui si puo' prendere il bus 950 e' Kranji (NS7);
2) Pur essendo in Malesia, Johor Bahru e' parte della periferia di Singapore, e molti lavoratori vivono da pendolari: lavorano a Singapore e tornano a casa a Johor Bahru. Durante i weekend, ma anche solo alla fine di una qualsiasi giornata lavorativa durante la settimana, quei lavoratori sono in coda al controllo documenti di "JB". E a giudicare dalla lunghezza della coda, pare che tutti gli 876.000 cittadini di JB lavorino a Singapore...
3) Non andate da Singapore a Johor Bahru tra fine dicembre e inizio gennaio: la coda al controllo documenti malese supera le due ore;
4) Al posto di frontiera di Singapore, non prendete il pullman per Johor Bahru: viste la coda di veicoli sul ponte, farete piu' in fretta a piedi, e magari vedrete qualcosa di interessante. Portatevi crema solare e cappellino, pero': l'Equatore e' a un centinaio di chilometri, e esporsi al sole senza protezione non e' consigliabile;
5) Alzatevi presto. Tra autobus (158), metropolitana (linee EW e poi NS), e di nuovo autobus, ho impiegato due ore per arrivare al posto di confine di Woodlands (Singapore), dove sono stato in coda circa venti minuti. Poi quindici minuti d'autobus per percorrere il ponte che collega l'isola di Singapore alla Malesia; infine, dopo un'ora di coda (e una stima di un'ulteriore ora/ora e mezza) per passare i controlli malesi, s'era fatto tardi e non c'era piu' tempo per la gita di un paio d'ore che avevo pensato di fare a Johor Bahru;
6) Arrivando alla coda per l'ingresso in Malesia, se siete da soli, prima di mettervi in coda andate a prendere il modulo bianco per l'immigrazione. Se siete in una comitiva, mettetevi in coda e mandate una sola persona a prendere i moduli;
7) Non era una giornata caldissima o estremamente umida, ma ho visto un paio di ragazze svenire, in coda. Non fate questa gita a stomaco vuoto e senza una borraccia o bottiglia d'acqua;
8) Se siete stati a Singapore per qualche tempo, e non conoscete la Malesia e il sud-est asiatico, rischiate un piccolo choc culturale: a Singapore quasi tutto funziona con una precisione svizzera (o superiore, come mia ha segnalato un conoscente italiano che ha lavorato in Svizzera per anni e ora che vive a Singapore da alcuni anni), ma basta entrare nella "terra di nessuno" tra il posto di confine singaporiano e quello malese per trovare meno organizzazione, meno pulizia, meno regole chiare, ma anche piu' calore umano, che nella piccola isola-citta'-stato.
9) Otto consigli bastano e avanzano.
10) Vedi nono consiglio.

Tags: Asia, liste, Malesia, Singapore, Wanderlust

Andar lontano: Paolo Di Avitabile

Scritto da ViaggiareLeggeri, 19/11/2008 alle 04:55 | 0 commenti  | Permalink
Leggendo una rivista asiatica di viaggi, ho trovato un articolo sul Kafiristan, oggi Nurestan o Nuristan, una regione dell'Asia centrale tra Afghanistan e Pakistan. L'articolo diceva che il patrimonio genetico dei Kalash, abitanti dell'area, e' per il 7% italiano! Leggendo di piu' sui Kalash, chiamati anche Kafirs ("infedeli" in arabo), ho letto della teoria secondo cui l'armata di Alessandro Magno, passando in Asia centrale, abbia lasciato tracce permanenti nelle popolazioni locali. Ma quel 7% di sangue italiano continuava a ronzarmi in testa ("Soluzione settepercento", come la storia di Sherlock Holmes e Sigmund Freud?). Ho quindi cercato ulteriori collegamenti tra Italia e Asia centrale, e ho scoperto la storia di Paolo di Avitabile.

Paolo Di Avitabile, noto in Asia centrale come "Abu Tabela", nato nel 1791 ad Agerola, vicino ad Amalfi, e morto a Napoli nel 1850. Non esattamente un viaggiatore, fino a qui. Ma Di Avitabile, Cavaliere della Legione d'Onore (Francia), soldato fin da adolescente, servi' sotto Gioacchino Murat e fece carriera nell'esercito napoleonico. Dopo Waterloo, provo' ad andare ad ovest, per cercare fortuna in America, ma la nave su cui era imbarcato naufrago' vicino a Marsiglia. Avra' deciso, a quel punto, che l'oceano gli era avverso, e decise di guardare in direzione opposta" si sposto' in Medio Oriente e mise la sua esperienza militare al servizio dello Scia' di Persia (circa 1820) per sei anni. Grandi onori, ma la paga lasciava a desiderare. Seguendo consigli di altri ex soldati napoleonici in giro per l'Asia (oggi diremmo che erano diventati chiameremmo mercenari, ma due secoli di polvere sulla loro storie le rendono piu' simili a romantiche leggende), decide di spostarsi ancora piu' ad est, in Punjab, area che comprende il nord dell'India, parte del Pakistan e parte dell'Afghanistan.

Arrivato a Lahore nel 1827, il Maharaja Ranjit Singh (primo maraja' dell'impero Sikh) gli assegna il titolo di governatore del Wazirabad, dove porta ordine con ferocia; nel 1834 diventa governatore del Peshawar. Come gia' durante gli anni in Wazirabad, anche nel Peshawar Di Avitabile usa il pugno di ferro per controllare la riottosa provincia infestata da briganti: torture ed esecuzioni i metodi principali. Visto con timore, odio e rispetto allo stesso tempo dalla popolazione del Punjab, Di Avitabile fu apprezzato dagli inglesi per la sua competenza e per la conoscenza delle problematiche legate ad azioni militari in Asia centrale (vedi The Great Game).

Visse da mercenario di successo, divento' ricco, e dopo vent'anni in Asia decise che il suo viaggio era finito. Ritorno' ricco a Napoli, parte del Regno delle Due Sicilie; sposo' una nipote, mori' forse avvelenato. Dopo il rientro a Napoli, Avitabile rifiuto' un incarico nell'esercito borbonico. Questo blog propone una teoria interessante: se avesse accettato, pochi anni dopo avrebbe potuto trovarsi a fronteggiare le truppe di un altro italiano irrequieto con trascorsi all'estero, Giuseppe Garibaldi, e avrebbe potuto seriamente ostacolare la marcia dei Mille attraverso la Sicilia, con la sua abilita' nell'imporre disciplina (carente nelle truppe che si scontrarono con i garibaldini) e nel pianificare missioni militari in aree montuose (l'Aspromonte come l'Afghanistan?).

Ancora oggi, i bambini troppo vivaci del Punjab vengono minacciati col classico "se non fai il bravo arriva Abu Tabela", il nome con cui Di Avitabile era noto. Crudele mercenario, amministratore in sintonia con tempi e luoghi in cui opero', Di Avitabile fu, come Nino Bixio, un italiano che cercava l'altrove. Come anche Garibaldi, per parlare di qualcuno ancora piu' famoso.

Alcune letture:

- Alexander Gardner, Baldev Singh Baddan, "Eye Witness Account on the Fall of the Sikh Empire" (anche noto come "The Fall of Sikh Empire - An Eye-Witness Account of (Memories of Alexander Gardner)". ISBN 81-7116-231-2

- Stefano Malatesta, "Il napoletano che dom? gli afghani". ISBN 88-7305-875-2 (scheda sul sito dell'editore).

- C. Grey/Garrett H. L. O, "European Adventures of Northern India". Consultabile online su Google Books.

Dubito che Paolo Di Avitabile sia responsabile per quel 7% di italianita' presente nel DNA dei Kalash, ma non si sa mai.

Tags: Asia, forze armate, personaggi, storia, Wanderlust

BlogItalia - La directory italiana dei blog

Leggi gli aggiornamenti di questo sito su Twitter

ViaggiareLeggeri su Twitter