La "stazione" di Segrate (MI) non e' una vera stazione, e se le sue
rampe pedonali sono poco rassicuranti, cio' che c'e' sottoterra e' ancora piu' inquietante. Forse la
stazione e' stata costruita sopra un vecchio cimitero Navaho, o su una discarica di scorie radioattive, o su terreno maledetto da Vanna Marchi. Probabilmente tutte e tre le cose: tutto pare, tranne che una stazione ferroviaria. Giudicate voi:
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Segrate, vicino a Milano, ha una stazione piu' unica che rara. Perlomeno, spero che non ce ne siano altre, di simili: siamo scesi da un treno, pensando "Ora compriamo il biglietti per il ritorno, e poi andiamo a trovare i nostri amici", e ci siamo ritrovati nel nulla. Per me, una stazione ferroviaria e' un edificio, generalmente piazzato vicino a dei binari, in cui e' possibile acquistare biglietti ferroviari, attendere treni stando al calduccio (non come a
Milano Centrale), e magari persino chiedere informazioni ad un dipendente delle Ferrovie dello Stato. Niente di tutto questo, a Segrate: scesi dal treno, non ho visto alcun edificio, neppure un punto vendita per i biglietti. Ho chiesto della stazione ad un altro passeggero, e lui mi ha risposto che non c'e' la stazione, a Segrate. Forse non c'e' piu' per tagli al bilancio delle EffeEsse, forse non c'e' mai stata e non ci sara' mai.
E le rampe pedonali dell'inesistente stazione sono poco rassicuranti, specialmente di sera.
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Quando mi trasferii in Georgia (quella negli USA, non lo Stato ex sovietico), due anni fa, notai su una mappa un piccolo villaggio chiamato
Turin, nella contea di Coweta, a sud-ovest di Atlanta. Poco piu' di centocinquanta anime, secondo
Wikipedia.
Vengo dalla Turin italiana, decisi di vedere la Turin americana. A Sandy Springs, sobborgo a nord di Atlanta, imbocchiamo la
285, la tangenziale di Atlanta. Arrivati a sud-ovest di Atlanta, lasciamo l'autostrada e, con strade sempre piu' piccole, arriviamo a Turin. Posto tetro, sembra uscito da
The Gift o da
Un tranquillo weekend di paura ("Deliverance", girato da queste parti). Un'officina, una bottega dove si riparano televisori, l'ufficio postale, una stazione di servizio e poco altro. Meno di un villaggio, ma molto religioso: tre chiese per 165 abitanti, la Torino italiana dovrebbe avere oltre diciassettemila luoghi di culto, per essere all'altezza della sua omonima statunitense.
Chiese a parte, non mi stupirei se ci fossero alti culti non ufficiali, a Turin in Georgia: in puro
stile appalachiano le case hanno un'aria cupa e poco curata, sovrastate da alberi che le rendono umide; nelle tre visite in paese non ho mai visto nessuno in giro.
Qualcuno DEVE esserci, a Turin: qualcuno deve essersi accorto che c'e' qualcosa che sta accadendo in un'altra Turin (benche' i commentatori sportivi statunitensi, durante le Olimpiadi del 2006, parlassero sempre di "Torino" e mai di "Turin"), visto che, davanti ad una casa semi-diroccata con bandiera confederata e quella degli USA e fumo che esce dal camino c'e' un diorama con tante Barbie nude, piu' altri pupazzi vari, che rappresenta i Giochi Olimpici Invernali: sovrastato da un lenzuolo con scritto "Turin 2006", mostra le Barbie (anni '70/'80, direi) impegnate in attivita' olimpiche.
A dire il vero, sul lato sinistro del diorama c'e' Venom (il gemello stronzo di Spiderman), che sta molestando una Barbie da dietro. O forse la sta tenendo per evitare che cada e si faccia male, potremo dirlo con certezza solo dopo aver visto la moviola, i TIR - formato americano - che passavano sulla strada sconsigliavano indagini piu' approfondite, e il fatto che non ci fosse un redneck con una doppietta, sulla sedia a dondolo, sotto il portico della casa, mi faceva pensare che il redneck fosse andato dentro a caricare la doppietta.
Creepy.
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