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Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento isole Singapore

Leggende e storie delle isole di Singapore

Scritto da ViaggiareLeggeri, 22/06/2009 alle 05:54 | 0 commenti  | Permalink
Singapore e' un'isola circondata da decine di isolette, tutte con la propria piccola origine leggendaria. Come tutte le isole del mondo, del resto. Vediamo alcune di queste leggende sulle isole singaporiane.

Pulau Brani, isola a sud di Singapore, ha non una ma tre leggende malesi. Il suo nome significa "Isola del coraggioso", e secondo la prima leggenda tale nome venne dato all'isola in quanto luogo di sepoltura di antichi guerrieri pirati. La seconda leggenda riguarda la presenza di un flusso di acqua dolce che arriverebbe dalla spiagga o forse addirittura dal fondo marino, e che non si mescolerebbe all'acqua marina. La terza leggenda parla di un pozzo in cima all'isola la cui acqua avrebbe qualita' speciali.

Pulau Hantu, l'isola dei fantasmi. E' composta in realta' da due isole con un'area complessiva di 12,6 ettari: Pulau Hantu Besar (la grande isola dei fantasmi) e Pulau Hantu Kechil (la piccola isola dei fantasmi). Con la bassa marea e' possibile attraversare a piedi la laguna che separa le due isole. Due antichi guerrieri combatterono in mare, fino ad arrossare il mare col sangue dei loro marinai. I jinn, creature soprannaturali che vivevano in fondo al mare, non gradirono, e con un grande vortice aspirarono i due guerrieri in mare; i due, imperterriti, continuarono a darsele di santa ragione fino a quando i jinn spruzzarono acqua in faccia a uno dei due guerrieri, accecandolo temporaneamente (non chiedetemi che effetto fa uno spruzzo d'acqua in faccia quando ti stanno trascinando in fondo al mare: e' una leggenda) e consentendo all'altro guerriero di colpirlo a morte con un fendente della sua spada; il guerriero accecato, con un colpo alla cieca, colpi' e uccise il suo assassino. Gli dei decisero che interferire negli affari umani non e' cosa buona, e i due guerrieri furono trasformati nelle due isole di Pulau Hantu, in modo che i loro spiriti potessero vivere nelle li'. E si dice che gli spiriti dei due feroci guerrieri malesi vaghino infatti sulle due isole, manifestandosi di notte e quando infuria il maltempo.

Pulau Jong, isola di 6.000mq a sud di Singapore ... e a questo punto puo' essere utile confermare qualcosa che probabilmente avrete gia' capito: le isole di Singapore non "circondano" Singapore in modo omogeneo. Sono quasi tutte a sud, invece, in quanto a nord, ovest ed est c'e' la Malesia e non c'e' spazio per molte isole (la distanza tra Singapore e la Malesia varia tra poche centinaia di metri e un paio di chilometri). E non iniziamo a parlare di come queste isole si sono formate, leggende a parte, perche' non c'e' tempo ne' spazio per parlare di deriva dei continenti, oggi.

Pulau Jong, dicevamo. Isola di 6.000mq a sud di Singapore, il suo nome significa "isola della giunca", e la sua leggenda dice che una notte, una giunca cinese venne attaccata da pirati malesi (un classico ben prima di Salgari, pare) nel punto in cui ora si trova l'isola. Nel momento in cui i pirati stavano per abbordare la giunca, il capitano della giunca si sveglio', vide i pirati e urlo' in modo cosi' terrificante che lo spirito del mare trasformo' l'intera giunca in un'isola.

Non so voi, ma secondo me la storia di Pulau Jong pone tre assillanti quesiti:
1) Che fine fecero il capitano e l'equipaggio della giunca quando questa si trasformo' in un'isola? Vennero trasformati in piante, oppure - visto che e' un pelino piu' facile assaltare un'isola che assaltare una giunca - vennero rapidamente raggiunti e massacrati dai pirati malesi?
2) Che razza di capitano era, quello della giunca cinese, se ha continuato a dormire durante buona parte dell'attacco?
3) Non sapevo che urlare fosse un modo per spaventare feroci pirati (o per invitare lo spirito del mare a trasformare un battello in un'isola), ma prendo nota. E se poi il traghetto su cui piantero' un urlo terrificante NON si trasformasse in un'isola, dovro' pagare una multa?

L'Isola di Jurong copre 30kmq, e' artificiale e risulta dall'unione di sette isolotti; e' stata completata nel 2000. Visto che non ho trovato su Wikipedia nessuna leggenda in proposito, ecco che dal mio cassetto magico salta fuori una leggenda ad hoc per Jurong.
A sud di Singapore si trovavano sette isolette disabitate, e su ciascuna isola risiedeva uno spirito, ne' maligno ne' benigno, ma dotato di senso pratico. I sette spiriti si chiamavano BASF, BP, Exxon, DuPont, Chevron, Shell e Sumitomo; si incontrarono nel lembo di mare che separava le sette isolette e decisero di colmarlo per poter camminare da un'isola all'altra senza bagnarsi gli spiritati e spiritosi piedi. Per colmare il mare, i sette spiriti iniziarono a prendersi a poderose pacche sulla schiena, e ad uno ad uno sputarono fuori, non si sa come, infiniti granelli di bile che avevano dentro di se'. Un granello dopo l'altro, i sette spiriti riempirono il tratto di mare tra le loro sette isole e, illum...

Tags: isole, isole di Singapore, leggende, Singapore

GoogleMaps e Live.com a confronto

Scritto da ViaggiareLeggeri, 22/01/2009 alle 04:18 | 0 commenti  | Permalink
Nell'articolo di ieri ho inserito una mini-mappa di Lazarus Island presa da Maps.google.com. Microsoft fa concorrenza a GoogleMaps col suo Maps.live.com, ho quindi provato a vedere se http://maps.live.com offre immagini piu' aggiornate per le isole di Singapore, e ho avuto una sorpresa: le immagini di Microsoft sono vecchie. Quanto vecchie? Probabilmente meno vecchie delle fotografie del nonno che avete nel cassetto, ma decisamente meno nuove delle foto che avete scattato lo scorso weekend. E quello prima. E quello prima. E quello ancora prima.

Ecco cosa mostra Maps.Live.com. Da destra a sinistra, la piccola isola di Kusu, poi Lazarus Island, poi, piu' in basso a sinistra, St.John's Island. Le isole in basso a sinistra sono note come Sisters Islands e non le ho ancora visitate, quella in alto a sinistra e' Pulau Tekukor.

Passando il cursore (il mouse) sopra l'immagine, vedrete sovraimpresso quel che mostra GoogleMaps. Abbiate pazienza: ci vorranno parecchi secondi per caricare l'immagine la prima volta.
Le isole a sud di Singapore secondo GoogleMaps e Live.com

Confrontando le immagini (ricordiamolo: quella con lo sfondo piu' chiaro mostra la mappa di Maps.Live.com, quella con sfondo scuro mostra GoogleMaps sovrapposto a Maps.Live.com, e le immagini sono state salvate a pochi minuti l'una dall'altra), si nota la comparsa, su GoogleMaps, della "spiaggia a forma di C", la spiaggia di cui ho parlato ieri, con un allargamento della striscia di terra che mette in comunicazione le due parti di Lazarus Island alle spalle della spiaggia. Sospetto che fossero due isole separate fino a poco tempo fa...

Sempre nell'immagine di GoogleMaps si nota la presenza della massicciata che permette di andare da Lazarus a St.John Island. Prima o poi finiranno col diventare un'isola sola.

Questa ricerca non vuol avere valore scientifico. Volevo solo vedere se almeno uno dei due siti mostrava dettagli dell'area recintata, deserta, hi-tech e piuttosto sospetta in cima a Lazarus Island. Ottimo posto per osservare le aquile (o quel che sono) che vanno a pesca tra Lazarus Island e Kusu Island. Non ci sono, quei dettagli, per cui mi "tocchera'" esplorare nuovamente la zona.

Il risultato dell'analisi delle mappe di GoogleMaps e Maps.Live.com per l'area delle isole di Singapore? Non affidatevi ad un sito solo se volete immagini satellitari aggiornate di un'area. Soprattutto, non affidatevi al solo Maps.Live.com .

Tags: isole, isole di Singapore, orientamento, Singapore, siti Internet

Spiaggia a Lazarus Island

Scritto da ViaggiareLeggeri, 21/01/2009 alle 07:00 | 0 commenti  | Permalink
Spiaggia a Lazarus Island
Lazarus Island, l'isola di Lazzaro, e' a sud di Singapore. C'ero stato il mese scorso, ci sono tornato sabato. In entrambe le occasioni sono stato colpito da una spiaggia paradisiaca vista sulla costa orientale dell'isola, con vista sulla vicina Kusu Island. Sabbia finissima e quasi bianca, semideserta, acqua limpida (non a livelli sardo-corsi, ma non siamo lontani), gli unici visitatori arrivano di solito da barche - da diporto, non da pesca - ormeggiate nei dintorni.


Ecco la spiaggia, a forma di lettera "C", nell'immagine tratta da GoogleMaps. L'isola diventera' probabilmente un'altra Sentosa (cioe' chic e falsa), per adesso e' molto godibile, soprattutto per il fatto che ci sono pochi visitatori. A parte questa spiaggia, altre aree interessanti sull'isola sono la laguna, appena piu' a nord della spiaggia, e una misteriosa installazione, forse militare, in cima alla collina al centro dell'isola: una piccola Area 51. Misteriosa o no, la staccionata che la circonda era a pezzi per una lunghezza di cinque-sei metri, la settimana scorsa, e la tentazione di entrare e' stata forte, anche se ho resistito: fare foto ai rapaci non identificati che orbitano sull'isola sarebbe stato piu' facile da uno spiazzo che dal bosco che circonda quest'Area 51 di Singapore.

Peccato che il costo per un "round trip" Singapore - St.John (e Lazarus) - Kusu - Singapore sia di quindici dollari a testa. Se fossero cinque dollari, ci andrei due volte alla settimana. Forse e' ora di comprare un kayak.

Tags: foto, isole, isole di Singapore, mare, Singapore

Le isole a sud di Singapore: St.John's Island, Kusu Island, Lazarus Island, Sister Islands

Scritto da ViaggiareLeggeri, 12/12/2008 alle 08:00 | 0 commenti  | Permalink
Isole a sud di Singapore
Singapore e' una citta'-stato, ma l'isola di Singapore non e' l'unica isola di Singapore. Ci sono oltre 60 isole, intorno all'isola principale. Eccone alcune, dislocate a sud dell'isola principale, e poco piu' a sud dell'isola di Sentosa, paradiso per gli amanti della spiaggia e della vita notturna.

1) Kusu Island, "Isola della tartaruga".

2) Lazarus Island

3) St. John's Island

4) Pulau Tekukor, anche nota come Pulau Penyabong. E' allo studio una riserva naturale per i tanti esemplari di Macaco cinomolgo (Macaca fascicularis) presenti sull'isola.

5) Sisters Islands.

Nota: questa pagina verra' aggiornata nei prossimi giorni.

Links
www.world66.com/asia/southeastasia/singapore/islands
http://library.thinkquest.org/04apr/00793/Islandtext/Island%20Facts.htm

Tags: isole, isole di Singapore, Singapore

Un pomeriggio a Pulau Ubin

Scritto da ViaggiareLeggeri, 28/10/2008 alle 06:33 | 0 commenti  | Permalink
I battelli (bumboats) che portano a Pulau Ubin
Sono a casa, lunedi' di festa. Gli indu' celebrano Deepavali, il ritorno della luce. Io celebro ... il fatto che sono a casa dal lavoro, forse. Per una di quelle combinazioni cui dovrei ormai essermi abituato, non c'e' football americano in tv: c'e' tutti i lunedi' mattina, in diretta (si tratta dell'incontro della domenica sera), oggi niente. Leggo un capitolo di "Galactic Pot Healer", di Philip K.Dick. Giornata sonnolenta, col cielo che minaccia pioggia. Potrei andare in palestra e sprecare la giornata completamente, anche se le mie spalle e la mia schiena mi ringrazierebbero. No, grazie. Penso a Pulau Ubin, un'isola di dieci chilometri quadrati, a nord-est di Singapore, che mi avevano raccomandato i colleghi, tempo fa. Controllo su GoogleMaps: diciotto chilometri da qui, in bici. Il cielo continua con le sue minacce, e inizio a pensare che, forse, non tutte le escursioni devono includere l'infradiciarmi di pioggia e sudore. Il sito della SBS Transit, azienda di trasporti, dice che prendendo due autobus, il 158 e poi il 2, arrivero' a Changi Village, da dove potro' poi prendere un traghetto per Pulau Ubin. Un'ora e venti di viaggio, due dollari di autobus piu' due e mezzo di traghetto, il tutto moltiplicato per due, si puo' fare. Dieci minuti buoni di dubbi sull'obiettivo da prendere, poi metto nello zaino il 10-20mm e il 500mm; non riusciro' a fare molte foto normali, ma magari una immagine speciale saltera' fuori.

Scendo dal 158 ad una fermata di Sims Avenue. I cartelli che elencano il numero degli autobus che si fermano a ciascuna fermata e' grande ma, essendo piazzato dopo la pensilina, risulta spesso difficile da leggere, se non quando l'autobus riparte; quello di questa fermata era piu' visibile della media. Durian City, potrebbero ribattezzare questa zona di Singapore: ci sono molti negozi e banchi, lungo la strada, che espongono centinaia di esemplari di durian, un frutto che conosco solo per il fetore che emana; il sapore dicono sia squisito, ma l'odore non invita. Dopo qualche minuto arriva il 2 e salva le mie narici. E' un bus a due piani, mi catapulto al piano di sopra, ma i quattro sedili vicino al parabrezza sono occupati. Pazienza, non scattero' foto, almeno ho un libro da leggere. Sedendomi, batto la fronte sul soffitto, che e' piu' basso di quanto la mia memoria ricordi. Inizia a piovere. Considerato che non fa caldo, sono su un mezzo pubblico, ho un libro da leggere e ora pure piove, mi chiedo se questa non sia Torino. La pioggia si fa intensa. Quando raggiunge il suo capolina a Changi Village, l'autobus si svuota in un momento, e portici e mercati coperti, presenti ovunque a Singapore, sono benvenuti. Evito una seconda capocciata contro il soffitto e inizio ad esplorare l'area: palazzi come in tutto il resto di Singapore, ristoranti e chioschi alimentari ovunque, il solito 7-11, e un buon numero di negozi d'articoli per la pesca.

Trovo l'imbarco dei traghetti. Il "traghetto" e' una bumboat, un piccolo battello capace di ospitare dodici passeggeri e due membri d'equipaggio. Le procedure d'imbarco non danno l'idea di essere molto formalizzate: i conduttori dei traghetti cercano semplicemente dodici persone in partenza, le chiamano, e poi si fanno dare due dollari e mezzo a testa. Partiamo, il mare e' lievemente mosso, non mosso abbastanza da causarmi problemi di stomaco. Due immagini sacre cattoliche (col Sacro Cuore) sono di fianco al conduttore. In dieci minuti sbarchiamo a Pulau Ubin.

"Pulau" significa isola in indonesiano e in malese; "ubin" significa granito, e Pulau Ubin era la fonte principale di granito per tutta Singapore, in passato. Ora l'economia locale si affida soprattutto al turismo. Pulau Ubin e' coperta da foreste, e vi si trovano alcuni dei pochi kampong (villaggi) tradizionali rimasti a Singapore. Ci sono progetti per la costruzione di case popolari sull'isola, a me pare un suicidio economico, ancor prima che ecologico: ci sono tante aree, sull'isola principale di Singapore, che sarebero adatte alla costruzione di nuove aree residenziali.

Il primo impatto con i famosi "kampung" dell'isola non e' entusiasmante: il villaggio e' composto da baracche in legno e metallo ondulato, uno stile che ricorda le baracche degli orticelli abusivi lungo le strade italiane. Bevande fredde in vendita (la pioggia si e' ridotta a poche goccie, la temperatura e' salita e l'umidita' si fa sentire), tanti ristoranti a gestione familiare specializzati in pesce, vari noleggiatori di biciclette. Rinuncio a fare acquisti di qualsiasi tipo, e a noleggiare una bici, in modo da essere piu' libero di andare ovunque, anche fuori dalle strade dell'isola. Ci sono molti turisti, compresa una comitiva italiana composta da tre-quattro madri con i loro figli, tutti in bici. Esco dal villaggio, in un paio di minuti non si ved...

Tags: foto, isole, isole di Singapore, Singapore, Wanderlust

Vacanze estive concluse, si torna a casa

Scritto da ViaggiareLeggeri, 09/08/2008 alle 19:40 | 0 commenti  | Permalink
In volo da Tioman a Singapore
Dopo tre giorni trascorsi sull'isola di Tioman, in Malesia, e' il momento di tornare a Singapore, dove sono in corso le celebrazioni per il 43esimo anniversario dell'indipendenza dalla Malesia. Addio mare limpido e ritmi rilassati, e addio anche ai tanti italiani (mai visti tanti connazionali all'estero, neppure a Leicester Square a Londra); ci attendono la solita aria condizionata artica, la censura soft in tv e in rete, bevande alcoliche con prezzi da oreficeria, e capi e capetti smaniosi di
esercitare il proprio potere ("capitani" dei pullman, impiegati aeroportuali, guardie all'ingresso dei grattacieli ... persino commesse del Carrefour di Suntec City).

Tags: foto, isole, Malesia, Singapore

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