Il blog di ViaggiareLeggeri, argomento: nuova zelanda
Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento
nuova zelanda
Visiti un posto, e ti rimane dentro la passione per le cose che hai visto, gli usi che hai incontrato. Sono andato in Irlanda vent'anni fa, e da quel viaggio la mia birra preferita e' la Guinness.
La finale della coppa del mondo di
rugby sta per iniziare, ad Auckland, e mi ritrovo a pensare al mese trascorso in
Nuova Zelanda, e all'incontro casuale con alcuni giocatori degli All Blacks in un piccolo villaggio chiamato Taihape in occasione di una
festa dedicata agli stivali di gomma.
Dopo una lunga giornata alla guida dell'auto, avevamo trovato un motel carino e a prezzo ragionevole (i soliti 75 dollari NZ), ci stavamo preparando a mangiare una buona cena, e in tv c'era uno degli episodi migliori di
Grand Designs. Non avrebbe potuto essere una serata migliore. E il tocco in piu' lo dava il misterioso
furgone tappezzato con foto degli All Blacks, l'amatissima squadra nazionale di rugby della Nuova Zelanda simbolo della nazione.
Chiesi al gestore del motel, mi disse che il giorno dopo, al campo sportivo del villaggio, alcuni giocatori della squadra avrebbero partecipato ad una festa incentrata sugli stivali di gomma, soprannominati
Wellingtons (dal britannico Duca di Wellington che li ideo') negli altri Paesi anglosassoni e
gumboots nel paese dei Kiwi. Taihape si proclama "capitale mondiale dei
gumboots", il che e' un'ottima trovata pubblicitaria per attirare visitatori in questo piccolo villaggio dell'isola settentrionale della Nuova Zelanda.
C'erano il capitano Richie McCaw, il fly-half Aaron Cruden, il tre quarti centro Conrad Smith e il capitano degli All Blacks piu' amato di sempre, Wayne "Buck" Shelford, ritirato da anni....
Tags: foto, Nuova Zelanda, rugby
Giorni fa, rispondendo ad una domanda su un altro sito, mi sono reso conto che dovrei parlare di Nuova Zelanda. Ne dovrei parlare molto di piu' di quanto
ho fatto finora, perche' trascorrere un mese dall'altra parte del pianeta in luoghi meravigliosi non capita tutti i giorni. Quindi, ricapitolo il viaggio svolto in Nuova Zelanda.
Lo scorso anno ho passato il mese di luglio in Nuova Zelanda con mia moglie. Abbiamo speso circa 6.000 euro, viaggio escluso (abitavamo a Singapore, quindi il volo e' costato meno che dall'Italia). Mi e' stato chiesto com'e' Auckland: ci sono passato all'inizio del viaggio, atterrando; ci sono ripassato scendendo verso sud dopo aver raggiunto
Cape Reinga (bello il panorama ed
il faro), e poi ancora l'ultimo giorno prima di ripartire per Singapore. Trovo che Auckland sia una bella citta', grande ma molto vivibile, simile per esempio a San Francisco (USA); consiglio pero' di passare piu' tempo possibile lontano dalle grandi citta' (Auckland, Wellington, Christchurch), per vari motivi:
1) Le bellezze naturali della Nuova Zelanda sono altrove ;
2) Le grandi citta' hanno tutte qualcosa di simile, perlomeno quelle di stampo europeo (Nuova Zelanda inclusa), e non ti permettono di cogliere l'unicita' di una Nazione. La puzza di fritto che si sente avvicinandosi a Birmingham e' la stessa che senti avvicinandoti a Milano e a Parigi;
3) I costi in citta' non sono tra i piu' bassi.
Per i pernottamenti abbiamo speso tra i 75 e i 100 dollari neozelandesi (col cambio a 1 euro=2,1 NZ$) a notte, a camera (NON a persona, per fortuna), dormendo in motel (minialloggi con self-catering). Per quella cifra si ha diritto ad un miniappartamento con bagno e cucina (a volte in stanze separate, a volte in un monolocale), spazio parcheggio, tv, ... le solite cose. La cifra piu' bassa, 65NZ$, l'abbiamo spesa in un motel vicino ad Auckland, ma igiene e sicurezza erano
seriamente carenti. I migliori motel non sono stati i piu' costosi, nel nostro caso: spendendo 120NZ$ non ci sono miglioramenti sensibili rispetto ad un paio di motel in cui abbiamo speso 75 NZ$; un'eccezione e' Stewart Island, dove abbiamo pagato circa 130 NZ$ per una camera molto bella, il cui prezzo non scontato sarebbe stato 165 NZ$.
Cose da fare durante la giornata in Nuova Zelanda? Dipende anche dalla stagione in cui ci si va. Nell'emisfero australe le stagioni sono invertite rispetto al nord del mondo, per cui fare il bagno in mare, per esempio, e' sconsigliabile. Consiglio invece:
- visite ai vari musei aeronautici;
- visite ai
ghiacciai sull'isola del sud;
- crociere nei due fiordi principali dell'isola del sud (Milford e Doubtful);
- vedere i geyser a Rotorua;
- visita a Stewart island;
- camminata tra le
sfere di Moreaki;
- cogliere ogni occasione possibile per vedere
balene,
delfini,
pinguini, kiwi,
foche ed altri
animali esotici.
... e tante cose che e' meglio decidere sul momento, seguendo i cartelli stradali e le indicazioni delle persone che si incontrano per caso. Non c'e' da preoccuparsi, le cose da vedere sono infinite: in un mese, guidando per oltre 7.000 chilometri, non sono riuscito a vedere tanto... magari la prossima volta vedro' di piu'.
Tags: destinazioni, Nuova Zelanda, riassunti
Ci sono tanti modi per girare in
Nuova Zelanda: auto, minivan, camper, moto, bicicletta.
Chi va in vacanza in Nuova Zelanda finisce spesso col noleggiare un'auto, per girare la Terra dei Kiwi. Chi scrive ha noleggiato una Nissan Sunny via Internet, l'ha ritirata all'aeroporto di Auckland a fine giugno e l'ha riconsegnata 7.500 chilometri dopo nello stesso posto, un mese dopo, pagando circa 32 NZ$ (18 euro) al giorno.
E se uno volesse andare in Nuova Zelanda e viaggiare in auto gratis? Pare sia possibile.
Chi arriva in Nuova Zelanda spesso organizza il proprio giro dell'isola in modo da arrivare in un aeroporto e ripartire da un altro, per evitare di visitare due volte le stesse aree. Una scelta valida fino a un certo punto, considerato che e' possibile viaggiare sulle coste occidentali e orientali delle isole neozelandesi evitando di vedere due volte gli stessi posti, e che decidere di visitare una sola costa porta a fare esclusioni drammatiche: nell'isola meridionale, meglio
vedere le balene a Kaikoura e le
sfere di Moreaki, entrambi ad est, oppure i
ghiacciai e i fiordi della costa occidentale?
Quindi molti finiscono con l'arrivare ad Auckland, ritirare l'auto noleggiata, guidarla fino a Christchurch, e da li' ripartire in volo. Le aziende che noleggiano auto si trovano quindi con tante vetture che, noleggiata nell'isola settentrionale, vengono riconsegnate in quella meridionale; quelle vetture servono al piu' presto a nord, di solito ad Auckland, per altri turisti che percorreranno lo stesso giro. Quelle aziende possono quindi pagare dei guidatori per spostare le auto da una citta' neozelandese all'altra, oppure possono metterle a disposizione gratuitamente a chi desidera guidarle da un punto ad un altro definito dall'azienda di noleggio. Il sito TransferCar (
www.transfercar.co.nz) elenca le auto disponibili gratis e i dettagli di ciascun percorso. Le agenzie che mettono a disposizione queste auto (meglio: le agenzie che sono in cerca di guidatori che non si facciano pagare) non forniscono le auto per periodi illimitati, anzi, i tempi per la consegna delle auto sono piuttosto stretti, ma se uno volesse attraversare la Nuova Zelanda a basso costo, potrebbe usare questo servizio, magari combinando diverse 'tratte gratis'.
Ecco alcuni esempi di veicoli a disposizione su TransferCar.co.nz:
1) Un motorhome da guidare da Christchurch a Auckland in quattro giorni, percorrendo al massimo 2.000 km, traghetto e assicurazione pagate;
2) Un
campervan da guidare da Christchurch a Auckland, massimo 20.000 km (!), massimo cinque giorni, assicurazione e carburante pagati;
3) Una berlina a cinque posti da guidare da Christchurch a Auckland in non piu' di cinque giorni, massimo 20.000 km, assicurazione pagata.
Nel sito, trovare un'auto gratis da Auckland verso il sud e' come cercare benzinai nel deserto del Gobi: non ce ne sono, ma questo e' prevedibile. Quella e' la rotta che porta profitti, i clienti pagano, per andare da Auckland verso il sud. Ma combinare questo servizio con altre soluzioni e' possibile: per esempio, pagare per un'auto a noleggio per andare da Auckland a Christchurch, poi usare Transfercar per prendere un'auto gratis da Christchurch a Queenstown o a Wellington, e da li' prendere un'altra auto gratis per tornare a Auckland. Oppure organizzare il viaggio in modo da atterrare a Christchurch e ripartire da Auckland.
E magari - se rientrate nei limiti d'eta' necessari - potreste fare uso del
WWOOFing, per viaggiare a costi ancora piu' ridotti. Ma di questo parleremo un'altra volta.
Tags: auto, noleggio, Nuova Zelanda, viaggiare low cost

- Dimmi che mi ami!
- No, se non mi ridai il telecomando della tv.
Tags: animali, foto, Nuova Zelanda, umorismo
Miranda e' il nome di una piccola localita' neozelandese, vicino alla penisola di Coromandel, che offre l'opportunita' di osservare uccelli migratori e stanziali. Ah, gia': e' anche nota per la presenza di un
ornitologo sbadato (o dispettoso). Nella foto e' visibile un martin pescatore.
Tags: animali, birdwatching, foto, Nuova Zelanda
Dopo un mese passato in Nuova Zelanda, faccio fatica a credere che domani me ne andro'. Mia moglie ed io siamo arrivati ad Auckland
un mese fa, e pare ieri - per le sensazioni dei primissimi momenti passati qui - e pare d'essere qui da anni - per la quantita' di posti visitati, per l'essere ritornati in alcuni posti (per esempio
Rotorua), per la quantita' di gente incontrata e di cose viste (per dire: quattro De Havilland Vampire in tre musei differenti).
Ora sono in un hotel non lontano dall'aeroporto. Sessantacinque dollari a notte, una sensazione intensa di sporcizia e poca manutenzione: residui fecali nel WC, sedie con le gambe sghembe, telecomando della tv tenuto insieme con il nastro adesivo, quattro lampadine fulminate, frigorifero che non viene pulito dai tempi dell'incoronazione di Elisabetta Seconda. Non faro' neppure la doccia prima di andare a dormire: la faro' domattina, col disinfettante, per ripulirmi.
Nei prossimi giorni continuero' a pubblicare foto e appunti di viaggio sulla Nuova Zelanda, in attesa di scrivere della visita a Taiwan che faro' la settimana prossima. No, non ho vinto una lotteria, vado invece a Taiwan per risparmiare: se dovessi restare a Singapore spenderei un capitale, a Taiwan invece posso stare da parenti e tagliare decisamente le spese, nonostante il costo del biglietto aereo.
Tags: Nuova Zelanda, Taiwan

Cattedrale di Napier, capitale dell'Art Déco neozelandese.
Tags: chiese e templi, foto, Nuova Zelanda
Usciamo dal Motel Katikati alle dieci, ora fissa per il check-out in tutti i motel neozelandesi che abbiamo utilizzato finora. Decidiamo di andare a Matamata, in cui Peter Jackson ha ambientato il villaggio degli Hobbit, lo Shire, nella sua trilogia del "Signore degli Anelli"; dopo il completamento dei film, le "casette" degli Hobbit sono state rimosse solo in parte, lasciando quindi un'area che i cultori di Jackson - e di Tolkien - paiono apprezzare molto. Purtroppo, una volta arrivati a Matamata, troviamo che neppure le tondeggianti colline sono visibili senza partecipare ad una visita guidata: sessantacinque dollari a persona, e francamente ne abbiamo viste tante, di colline tondeggianti coperte d'erba che piu' verde non si puo', per cui facciamo a meno di questa visita. Poco fuori Matamata c'e' la Firth Tower, una
folly fatta costruire da un imprenditore neozelandese nel 1882 (lo capisco benissimo: a me farebbe piacere acquistare una villetta e poi tirare su in giardino una torre da cui vedere un panorama a 360 gradi); pagando un biglietto di cinque dollari e' possibile visitare la torre e altri edifici - scuola, chiesa metodista, ufficio postale, stalla per tosatura pecore - che permettono di imparare qualcosa sul passato di quest'area (dal 1880 agli anni Settanta). Mia moglie e' rimasta colpita dalla frequenza con cui i pastori metodisti venivano sostituiti (sara' stata una
diocesi poco ambita), io ho trovato ulteriori testimonianze della diffusione dell'aereo - piu' ancora che dell'auto - come mezzo di trasporto nella Nuova Zelanda del passato.
Pranziamo con due panini a testa, poi andiamo a nord. Ho letto che a Miranda, un villaggio sulla costa del Firth of Thames, vicino alla penisola di Coromandel, e' possibile osservare molti uccelli migratori. Arriviamo al Miranda Shorebird Centre verso le quattro e mezza del pomeriggio, l'ornitologo - no, non e' uno svogliato o incompetente ragazzino capitato li' per caso - ci dice di passare sul ponticello marcato dalla bandierina gialla, e di seguire il sentiero fino al capanno d'osservazione, ci vorra' mezz'ora per arrivarci. Seguiamo le indicazioni, e dopo quaranta minuti percorsi a passo sostenuto su un sentiero che non offre niente da osservare, arriviamo al capanno: ma tra noi e il capanno c'e' una barriera elettrificata... passiamo sotto, e fuori dal capanno parliamo con una famiglia di Christchurch: loro sono andati al centro, come noi, ma hanno poi ignorato le indicazioni dell' "esperto" e hanno guidato fino ad un bel parcheggio a dieci minuti dal capanno, dieci minuti da percorrere su un sentiero che si snoda tra alcuni stagni pieni di uccelli migratori, e che porta dalla parte giusta della barriera elettrificata ... Mia moglie ed io ci guardiamo, forse abbiamo detto qualcosa che l'ornitologo del centro ha gradito poco, oppure e' lui che ignora l'esistenza del parcheggio, sta di fatto che questa passeggiata inutile ci ha fatto arrivare al capanno a tramonto avvenuto.
Scatto qualche foto, ma la luce e' poca. Decidiamo di ritornare all'auto, questa volta passando per il parcheggio, in modo da raggiungere la strada in fretta cosi' da non dover camminare al buio nel fango. Lampioni non ce ne sono, ma abbiamo una torcia e c'e' la luna piena, per cui riusciamo a vedere bene la strada. Di auto non ne passano molte, forse una ogni dieci minuti, ma va bene cosi', non abbiamo intenzione di fare l'autostop. Finalmente arriviamo al parcheggio del Miranda Shorebird Centre, sono le sei e mezza, tutte le luci sono spente. E' ora di cercare una sistemazione per la notte, e impostiamo il navigatore satellitare verso il Miranda Holiday Park. Sarebbe bastata una mappa dell'area - che abbiamo - e un po' d'attenzione ai cartelli stradali, ma pazienza. Arriviamo all'Holiday Park, che come gli altri parchi del genere e' un campeggio con aree per campervan, caravan, roulotte, probabilmente anche tende da campeggio, e - cosa che interessa a noi - dispone di
self-contained units, cioe' di "casette" o "miniappartamenti", con cucina-camera da letto-bagno. Il prezzo e' di centotrentanove dollari a notte, sbarro gli occhi e il simpatico gestore propone uno sconto fino a centoventi. Mantengo gli occhi sbarrati, in passato s'e' dimostrato un mezzo di negoziazione valido (certo, le volte in cui l'ho usato come strumento persuasivo durante un'appuntamento con una ragazza, non e' che abbia portato a grandi successi...); il gestore ci propone un'altro tipo di stanza, senza cucina e bagno (sono a disposizione quelli comuni), con un letto a castello doppio e uno singolo (quindi la stanza puo' accogliere fino a sei persone), al prezzo di trentatre' dollari a testa, quindi sessantasei, quindi poco piu' della meta' dell'altra proposta. Prendiamo l'altra.
Usciamo, andiamo a cercare del cibo da cucinare, ma al vicino paese di Ngatea negozi e supermercati sono chiusi, e anche i
takeaway hanno abbassato le serrande per oggi. Promemoria: in Nuova Zelanda (ma...
Tags: birdwatching, Nuova Zelanda
Domenica sera, dopo la sveglia a Rotorua e la passeggiata a Mount Maunganui, ci siamo trovati a procedere verso nord. Ci siamo fermati a dormire a Katikati, piccolo villaggio con atmosfera irlandese, con tanti
murales che illustrano la vita dei primi coloni giunti in questa zona. Per dormire abbiamo scelto il Motel Katikati, come suggerito dalla nostra documentazione. Il motel ha cambiato proprieta' di recente, Wayne e Carla lo gestiscono solo da quattro mesi, e sicuramente ci sono tante cose che verranno migliorate in futuro. Per il momento, per 90 dollari, abbiamo avuto un salotto+cucina molto spazioso, una camera da letto separata, un bagno anch'esso separato. Nella maggior parte dei motel neozelandesi abbiamo trovato camera da letto e soggiorno uniti in una sola stanza, oppure camera da letto piu' soggiorno piu' cucina, con il bagno separato. Al Motel Katikati, pero', questa disponibilita' di spazio (anche verticale: i soffitti sono alti) si paga con l'impossibilita' di scaldare le stanze. A complicare le cose e' anche la mancanza di prese elettriche: una in camera da letto (quindi si puo' usare la radiosveglia, la termocoperta o il radiatore esterno, ma non piu' di uno dei tre), due in sala (di cui una occupata dalla tv).
Alla fine abbiamo scelto di collegare la termocoperta, e siamo riusciti a dormire, tirando le coperte fin sopra la testa.
Un pelino sorprendente anche la privacy offerta: la vetrata con porta d'ingresso, in salotto, e' oscurabile con una spessa tenda, ma la finestra posteriore che da' sulla stessa stanza non e' oscurabile e, anzi, e' separata dalla strada - con intenso traffico anche di notte, visto che collega Tauranga e la Bay of Plenty con Auckland - solo da una siepe con parecchi buchi.
Non un motel molto raccomandabile, per il momento...
Tags: alberghi, citta' illustrate, Nuova Zelanda
Il monte Maunganui e l'omonima cittadina si trovano vicino a Tauranga, nella Bay of Plenty, a duecento chilometri da Auckland. Come mi ha scritto un ex collega neozelandese che lavora negli USA, "
Raccomando caldamente Mount Maunganui. E' sull'angolo nord-orientale dell'isola settentrionale, ed e' il posto in cui i neozelandesi vanno quando vogliono stare in un posto in cui non ci siano turisti. E' piuttosto tranquillo, tranne che a Natale, la maggior parte dei giri organizzati non fa cosi' a nord nell'area orientale dell'isola.

L'ex collega aveva ragione, ci sono pochi turisti, in compenso ci sono parecchi neozelandesi: i caffe', i
gastro-pub e le gelaterie sul lungomare erano pieni, domenica pomeriggio. Mount Maunganui e' un monte su una piccola penisola che si percorre a piedi in un'ora; la cima del monte si raggiunge anch'essa in circa un'ora seguendo il sentiero principale, oppure meno (o parecchio di piu' se non si e' in forma) seguendo uno dei percorsi alternativi, piu' ripidi e diretti. Dalla cima del monte si gode un bel panorama, nella foto si vede l'istmo che collega il monte alla terraferma.
Tags: foto, montagna, Nuova Zelanda
Sabato mattina, siamo a Napier. Pregusto gia' una passeggiata in centro, in questa "capitale dell'Art Déco", ma dalla finestra del motel arrivano cattive notizie. Piove a dirotto. Ieri siamo andati in giro nei dintorni, abbiamo visto cavalli trotterellare in spiaggia, abbiamo degustato vini e assaggiato formaggi, passeggiato a Havelock (un paradiso per gli scapoli di ogni eta'), e rimandato le foto a Napier a oggi. E oggi piove. Facciamo un giro in centro in auto, ci fermiamo davanti alla vecchia fabbrica della Rothmans, poi decidiamo di guidare verso nord, rimandando a quando saremo a Wairoa, crocevia tra le strade 2 e 38, la decisione su come proseguire: verso nord lungo la costa, o verso nord-ovest attraverso le montagne, in direzione di Rotorua. Guidiamo, la costa e' spettacolare, onde alte che renderebbero estatico qualsiasi surfista, ma la pioggia rende impossibile fermarsi ad osservare il panorama. Per alcuni chilometri e' anzi' talmente intensa che fermarsi sarebbe meglio, per sicurezza.
Arrivati a Wairoa deviamo verso la penisola di Mahia, che sulla carta pare un posto interessante. Guidiamo attraverso un villaggio Maori con tre cimiteri, incrociamo un Maori con la faccia tatuata, un cappellaccio da cow boy e l'aria da Clint Eastwood neozelandese invecchiato, ci ritroviamo in stradine sterrate sempre piu' piccole, infine rinsavisco, mi rendo conto che non stiamo andando verso spiagge meravigliose, parchi popolati da kiwi, monumenti isolati e misteriosi, faccio un'inversione di marcia e torniamo indietro, prima di rimanere impantanati nel fango.
A Wairoa prendiamo quindi la strada 38, che si rivela una sorpresa. Lunghissima e senza stazioni di servizio, bagni (e' un'eccezione, i bagni pubblici sono ovunque, in Nuova Zelanda) o villaggi, si snoda per un lungo tratto vicino al lago Waikaremoana, nel parco nazionale Te Urewera. La pioggia non solo rende il percorso poco fotogenico, causa anche frane e 'dilavamenti', con piccoli flussi d'acqua che, scendendo dalle montagne, si portano via la strada, poco per volta. La strada, sempre sterrata, non permette velocita' superiori ai cinquanta, e spesso procediamo a trenta all'ora. La benzina va giu', la vescica si riempie, il cielo si scurisce. Alle cinque l'indicatore sul cruscotto indica che ci rimane un quarto di serbatoio. Alle sei siamo fuori dallo sterrato e di nuovo sull'asfalto, la pioggia e' terminata e il buio e' completo, e siamo ad una tacca dall' "E" che indica il serbatoio vuoto o la riserva. Esperienze passate raccomandano di non dare per scontata la presenza di una riserva, per cui guido a 80/90 km/h col piede leggero come se avessi un uovo sotto la suola della scarpa. Scelgo la velocita' a naso, visto che non abbiamo il contagiri: il motore sembra sforzarsi meno a questa velocita' che a 70 o 60.
Troviamo due benzinai lungo la strada, entrambi chiusi. Tenetelo presente, se viaggiate in Nuova Zelanda in inverno: alle sei di sera, troverete quasi tutto chiuso. Proseguiamo, il motore sta probabilmente funzionando coi vapori del carburante che era stato nel serbatoio...
Alle sette arriviamo a Rotorua, c'e' un benzinaio aperto e facciamo il pieno. Quando tolgo il tappo del serbatoio si sente un risucchio, quasi un sospiro, come quello della vittima del "Silenzio degli innocenti" quando viene rimosso l'insetto dalla sua gola.
Il benzinaio e' di fianco ad un motel dove avevamo dormito venti giorni fa andando a sud. Entriamo, il proprietari ci riconosce e ci offre la stessa stanza che abbiamo usato la volta scorsa, ad un prezzo inferiore (80 dollari). Accettiamo e andiamo in centro a mangiare.
Tags: Nuova Zelanda
Fotografato in Nuova Zelanda il 20/07/2010.

Probabilmente si tratta di un soggetto avvistabile anche in Italia, c'e' qualche
birdwatcher che sappia dirmi di quale specie si tratta?
Aggiornamento 01/01/2011
Grazie al
commento di Maria, l'uccellino neozelandese visibile nella foto e' stato identificato come
Diamante mandarino (
Taeniopygia guttata). Ho modificato il titolo di questa pagina in modo da comprendere quest'informazione.
Tags: animali, birdwatching, foto, Nuova Zelanda
"Spirit of Napier", scultura in Marine Parade, il lungomare della citta'.
Tags: foto, monumenti, Nuova Zelanda

Ieri - 22 luglio - abbiamo lasciato Masterton per raggiungere Hawkes Bay: circa 230 chilometri in direzione di Napier e Hastings, due citta' ricostruite in stile Art Déco dopo il grande terremoto del 1931, che le aveva rase al suolo.
Duecentotrenta chilometri. In una normale giornata di guida in Nuova Zelanda, li percorrerei in cinque-sei ore, con una pausa mensa, una trentina di fermate per scattare fotografie, qualche deviazione per visitare monumenti, punti panoramici o spiagge, e almeno un paio di camminate in centri urbani o in piccoli parchi. In questo caso, invece, una giornata di pioggia continua ha cambiato tutto. Appena lasciata Masterton siamo andati a vedere
Stonehenge Aotearoa, una versione locale della Stonehenge inglese, costruita di recente come "strumento per insegnare l'astronomia", come dice la signora, vagamente somigliante a Margherita Hack, che accoglie i visitatori. Sara', ma piu' che un centro con intenzioni scientifiche, Stonehenge Aotearoa mi e' parsa piu' un punto di riferimento per adepti della
new age, wiccani e neodruidi. E la pioggia non avrebbe reso piu' interessante la visita a ventiquattro colonne di cemento. No grazie, questa volta risparmio per cose piu' interessanti.
Seconda deviazione della giornata: una fabbrica piu' negozio di prodotti derivati dalla lavorazione delle conchiglie del
paua (
Haliotis, o
Abalone, o
Orecchia di mare), un mollusco che vive in conchiglie con superficie iridescente, usate in passato per produrre oggetti piuttosto kitsch, e usate oggigiorno per produrre gli stessi oggetti, che pero' sono nel frattempo diventati
prodotti etnici. La visita alla "fabbrica" avrebbe potuto durare una decina di secondi, visto che si tratta di quattro operai che molano la superficie esterna delle conchiglie per portare alla luce i suoi colori. Il negozio e' ben fornito, ovviamente, di tutti i possibili derivati: conchiglie utilizzate come contenitori da piazzare sul tavolo (se fumare fosse di moda questi articoli sarebbero venduti come posacenere), per decorare orecchini e ciondoli, e altro. Non tutti gli oggetti in vendita nel negozio erano di pessimo gusto, e infatti siamo usciti con un paio di chili di regali, che probabilmente ci renderanno in sovrappeso al momento dell'imbarco.
La pioggia, nel frattempo, non s'e' certo fermata. I vetri dell'auto si appannano di continuo e costringono a tenere accesa l'aria condizionata.
Sotto la pioggia battente vediamo un tizio col pollice teso. Fradicio. Io e mia moglie ci guardiamo per una frazione di secondo, e mi fermo. Il tizio sale a bordo: "
anglo" (non maori), sui trent'anni, sara' alto come me ma con piu' muscoli, ha una sciarpa degli All Blacks e uno zainetto. Zainetto. Non zainone da viaggiatore. E' di qui, ma il suo inglese e' quasi impossibile da capire. Gli chiedo dove sta andando, non capisco la risposta, richiedo, continuo a non capire, gli chiediamo di indicarlo sulla mappa, ci chiede in che direzione andiamo, gli rispondiamo Napier, inizia - credo, e' dura capirlo - a spiegare quale strada dobbiamo seguire, nonostante i chiari cartelli sulla strada, il fatto che siamo pieni di mappe, e soprattutto la presenza di un navigatore satellitare acceso un metro davanti a lui, sul cruscotto. Io e mia moglie ci guardiamo, questa volta per piu' di una frazione di secondo. L'autostoppista e' difficile da capire perche' la pioggia cade rumorosa, perche' il tizio non si sforza di enunciare le parole, e soprattutto perche' parla come fosse sbronzo. Probabilmente ha bevuto o sta recuperando dalla sbronza della sera precedente. Restiamo tutti e tre in silenzio la maggior parte del tempo, solo la pioggia e l'asfalto rumoroso fanno da colonna sonora a lunghi minuti di guida attraverso parti di Nuova Zelanda che sembrano prive di ogni attrattiva.
La sciarpa degli All Blacks. Il fisico atletico. Mi chiedo se il nostro passeggero, anziche' un
serial killer come i piu' paranoici potrebbero pensare, non sia invece un giocatore di rugby in disgrazia, uno che ha buttato una carriera da mediano di mischia per via della passione per la bottiglia.
Saremo costretti a fermarci davanti ad una stazione della polizia, per convincerlo a scendere?
Ci chiede se possiamo fermarci a Pahiatua cosi' puo' prendere le ... chiavi di casa, dice. Pahiatua e' lungo la strada, ci fermiamo davanti ad una casetta povera, se fossimo negli USA si direbbe che pare una zona da "white trash". Lo accoglie all'ingresso una robusta ragazza bionda, bassa, che senza gesti d'affetto o d'altro tipo gli consegna una chiave. La sua ex moglie? Riprendiamo il viaggio, lui continua a non parlare, ma mia moglie ed io ci siamo convinti che abbia pronunciato la parola "Woodville", nel corso dei suoi tentativi di comunicare con noi. Quando arriviamo a Woodville e non dice niente, iniziamo a preoccuparci: che voglia venire a Napier con noi? Gli chiedo se e' a Woodville che voleva andare, lui risp...
Tags: appunti di viaggio, foto, Nuova Zelanda, rugby
Il faro di Cape Palliser, sulla costa meridionale dell'isola settentrionale della Nuova Zelanda, pare un faro decisamente utile anche ad uno che di navigazione ne sa poco: nella zona del Capo Palliser, il mare produce grandi onde, e ci sono scogli isolati un po' ovunque.

Il faro, entrato in funzione nel 1897, si raggiunge salendo una scalinata - in legno scivolosetto - di 250 gradini, prima della cui installazione (1912) il faro era raggiungible solo tramite un pericoloso e ripido sentiero.
Tags: edifici, foto, mare, Nuova Zelanda
No, non parliamo di anguille come pietanza, oggi. Questa e' una foto scattata nel parco di Nga Manu, vicino a Waikanae (Nuova Zelanda), in cui si vede un volontario del parco nutrire alcune delle anguille presenti nel parco. Non mangio il tradizonale "capitone" natalizio, e non credo d'aver mai visto un'anguilla prima di quest'occasione, le ho trovate impressionanti per dimensioni e mansuetudine: il volontario non lasciava certo la mano nella loro bocca, ma loro non sembravano voler mangiare piu' del boccone che veniva loro offerto.

Le anguille vengono nutrite regolarmente dal personale del parco di Nga Manu (volontari e non) per evitare che si nutrano da sole mangiando giovani anatre e altri uccelli.
Tags: animali, foto, Nuova Zelanda
Un'altra foto di alcuni giovani cigni neri, visti in uno stagno di Waikanae, Nuova Zelanda.
Tags: animali, birdwatching, foto, Nuova Zelanda
Famigliola di cigni neri, tipici della Nuova Zelanda, a spasso in una delle lagune di Waikanae, costa occidentale della Nuova Zelanda.

Osservati da un capanno per ornitologi. Poca luce a disposizione, per questa foto: siamo in inverno, dopotutto, e il sole tramonta verso le cinque ed e' parecchio basso gia' alle tre. Questa famiglia di cigni sembra essere popolare, durante l'ora trascorsa nel rifugio abbiamo incontrato una signora che voleva verificare che tutti e cinque i 'cuccioli' fossero in salute, e poi, tornati a casa dai nostri amici Peter e Jenny, abbiamo scoperto che anche loro conoscevano questi cigni (questo specifico nucleo familiare, intendo dire).
Tags: animali, birdwatching, foto, Nuova Zelanda

Visto nella riserva naturale di Nga Manu, vicino a Waikanae (e in un'altra dozzina di posti), il Pukeko (
Porphyrio Porphyrio, o
pollo sultano viola, o
folaga viola) e' un uccello nativo della Nuova Zelanda (ma si trova anche in Europa meridionale, Africa e Asia). Lo si incontra in paludi, prati, e lungo strade e autostrade. Vola lasciando penzolare le zampe, ma finora non ne ho mai visto uno in volo.
Tags: animali, birdwatching, foto, Nuova Zelanda
La sera del diciotto siamo sbarcati dal traghetto Picton-Wellington e abbiamo chiamato Peter e Jenny. Si tratta di una coppia che avevamo conosciuto durante la visita al Doubtful Sound, uno dei fiordi neozelandesi piu' conosciuti, e alla fine della "crociera" nel fiordo, ci avevano invitato ad passare da casa, durante il nostro viaggio di ritorno verso Auckland. Ci hanno confermato l'invito, li abbiamo raggiunti a casa loro a Waikanae, a nord di Wellington, e dopo venti giorni di viaggio in Nuova Zelanda (e venti giorni dall'ultima volta che abbiamo avuto una residenza, visto che abbiamo lasciato definitivamente Singapore e non sappiamo ancora con certezza quando potremo tornare in Inghilterra), abbiamo fatto nuovamente conoscenza con la parola "casa". Siamo stati ospiti per tre giorni di Peter, Jenny e Jessica (una delle loro tre figlie), abbiamo conosciuto il padre di lui e la madre di lei (ottantacinquenne lui e ottanta-qualcosa-enne lei, entrambi amanti dei viaggi e tuttora estremamente 'presenti' mentalmente), e abbiamo esplorato una parte di Nuova Zelanda che non avremmo conosciuto se non avessimo incontrato questa simpatica famiglia sul battello nel Doubtful Sound. Ci hanno preparato itinerari nei dintorni, colazioni e cene, raccomandato parchi e musei, hanno messo a nostra disposizione un piano della loro casa, un computer - e la loro rete domestica - per i collegamennti ad Internet, la chiave di casa per entrare e uscire quando volevamo, e non fatico a credere che ci avrebbero offerto una delle loro auto, casomai la nostra - affittata - ci avesse dato problemi. Per tre giorni, la loro casa e' stata casa nostra. E senza chiedere niente in cambio.
Dicevo di Waikanae. Piccolo paese, ma nei dintorni ci sono...
- Un museo dell'automobile che fa impallidire quello equivalente di Torino;
- L'eccellente riserva naturale di Nga Manu;
- Ottime spiagge di sabbia nera;
- Belle lagune attrezzate con capanni per ornitologi;
- Il parco di Staglands, con animali inusuali (certi maiali...)
Cosa puo' fare uno, quando si rende conto che in una ventina di giorni non ha visto abbastanza della Nuova Zelanda? Chiamare la linea aerea e posticipare la data di ritorno, ecco cosa. E' quel che abbiamo fatto noi, che lasceremo la Nuova Zelanda il 29 luglio anziche' domani.
Tags: Nuova Zelanda
Fari sul lato di Eastbourne, all'ingresso nella baia di Wellington, Nuova Zelanda.
Tags: edifici, foto, mare, Nuova Zelanda
Tre ore di traghetto, per spostarsi tra le due isole maggiori della Nuova Zelanda attraverso lo Stretto di Cook. Costo, quattrocento dollari NZ per due persone e un'auto, andata e ritorno. Il traghetto non e' affollato, in questa stagione (come del resto la Nuova Zelanda: e' inverno, quindi bassa stagione per quasi tutto fuorche' gli sport invernali), e la maggior parte dei passeggeri sono "kiwi"(neozelandesi) che probabilmente avranno fatto questo percorso parecchie volte, per cui sono quasi sempre l'unico, durante la traversata, ad occupare il ponte di prua della nave, e continuo a pensare sia un posto che vale il freschetto che si sente in quella posizione: la nave e' quasi interamente dietro di te, il rumore dei motori e' minimo, di esseri umani se ne vedono pochi, e uno puo' passare qualche minuto sentendosi piacevolmente solo.

Non che ci sia da prendersi a spintoni in coda, nel resto della Nuova Zelanda.
[Nota: foto - e attraversamento dello stretto - risalgono al 18 luglio]
Tags: battelli, foto, mare, Nuova Zelanda
Gia' avevo parlato della
staccionata coperta di reggiseni vista vicino a Fox Glacier Township, e avevo menzionato quella di Cardrona. Ed ecco una staccionata lievemente meno eccitante e probabilmente un po' piu' maleodorante, con centinaia di paia di scarpe e scarponi (e qualche stivale di gomma) appese in vari modi.

Non chiedetemi chi sia stato a piazzare quelle scarpe. Magari sono gli stessi che fanno i cerchi nel grano.
Staccionata vista tra Nelson e Picton, Nuova Zelanda, isola del sud.
Tags: foto, Nuova Zelanda, scarpe e scarponi
"Benvenuti! Se volete scattare qualche foto, siete fortunati, la prossima messa e' tra un'ora e mezza e nel frattempo la chiesa e' tutta per voi. Se volete un te' per riscaldarvi un po', ne abbiamo in fondo a sinistra. Fate come foste a casa vostra".
(Reverendo Yvonne McLean)
Sono le nove e dieci di mattina, siamo a Nelson, nell'isola meridionale della Nuova Zelanda, non lontani(ssimi) da Picton, dove prenderemo il traghetto per Wellington per tornare all'isola settentrionale. E' domenica, abbiamo i minuti contati, negozi e musei sono ancora chiusi e la molto pittoresca Nelson la vediamo solo di sfuggita. Difficile non notare la cattedrale anglicana che domina la citta' da una collinetta, per cui la visitiamo e veniamo accolti da un pastore anglicano accogliente e gentile.
Tags: chiese e templi, foto, Nuova Zelanda
Sulla costa occidentale dell'isola meridionale della Nuova Zelanda, lungo la statale 6, si trova Punakaiki con le sue
pancake rocks, rocce che sembrano tirate su con strati sovrapposti di
crêpes. Percorso quasi completamente con rampe, per facilitare l'accesso ai visitatori disabili. Ingresso gratuito. Insomma, se capitate sulla statale 6, fermatevi a Punakaiki.
Tags: foto, monumenti naturali, Nuova Zelanda
Strade senza traffico. Asfalto ottimo e mordace. Panorami da togliere il fiato, con l'oceano condito da tante isolette da un lato della strada, e montagne e ghiacciai dall'altro. Se siete motociclisti, probabilmente capirete come mai il titolo provvisorio di questo
post era "Invidia bestiale".

Foto scattata sulla West Coast dell'isola neozelandese del sud.
Tags: foto, moto, Nuova Zelanda, strade

Sei ore di cammino sul ghiacciaio Fox e dintorni, compresi ottocento gradini nella foresta di fianco al seracco. A parte ogni altra considerazione sullo stato di salute e di forma fisica necessario per una passeggiata del genere e, piu' banalmente, della cura necessaria per scegliere correttamente scarponi, calzettoni, quale e quanto abbigliamento indossare, quest'escursione ci ha mostrato come il sentiero su un ghiacciaio non sia "scolpito nella roccia", e cambi di giorno in giorno a seconda dello scioglimento del ghiaccio, di crolli e della comparsa di
mulini (cavita' a spirale). In vari momenti, i partecipanti all'escursione (tre tedeschi, tre irlandesi, mia moglie ed io) hanno osservato Pete, la nostra guida, scavare gradini o allargare passaggi per consentirci il transito. In un caso, un passaggio tra due pareti verticali di ghiaccio s'e' rivelato parecchio impegnativo: la foto mostra un punto in cui il passaggio si restringe fino ad offrire spazio solo ad un piede per volta. Il padre della famiglia tedesca, che pure non era per niente grassso, ha avuto qualche problema a passare, e anche la signora irlandese, con molti strati di capi d'abbigliamento, non e' passata con facilita'.
"
Pensa se fossero venuti qui Michael e Mark!", ha detto mia moglie sul pullman, al ritorno: Michael e Mark sono due nostri ex colleghi statunitensi, circa trecento chili in due. Il passaggio nel ghiaccio sarebbe stato troppo stretto anche se fossero stati parecchio piu' magri (non dimentichiamoci che sono raccomandati tre-quattro strati di abbigliamento caldo, piu' uno strato d'abbigliamento antivento e impermeabile.
"
Avrebbero fatto causa agli organizzatori dell'escursione, di sicuro, come fanno spesso gli americani."
Tags: foto, montagna, Nuova Zelanda, salute
Foto scattata sul Fox Glacier, il ghiacciaio Fox. "Dentro" il Fox Glacier, verrebbe da dire. Il ghiaccio e' azzurro, quasi blu.
Tags: foto, montagna, Nuova Zelanda
Bastera' mica, guardare un ghiacciaio Fox dall'alto e dal basso, no? Bisogna anche vederlo da vicino, cosi' - seguendo il suggerimento della titolare del motel, accolto entusiasticamente da mia moglie che, come lei, aveva fatto un'escursione di un paio d'ore sul Fox tanti anni fa - prenotiamo una gita da sei ore sul ghiacciaio. Sei ore, saremo sufficientemente in forma? Avremo l'attrezzatura giusta?
Dopo la camminata
Eravamo sufficientemente in forma, per fortuna, come ho scritto nel
resoconto della camminata. Piu' degli altri escursionisti presenti, oserei dire.
Per quanto riguarda l'attrezzatura, eravamo a posto: gli organizzatori dell'escursione ci hanno fornito scarponi e ramponi (i miei scarponi non erano compatibili con i ramponi) e copripantaloni impermeabili. Ho indossato dei pantaloni lunghi leggeri della Karcher, sotto, e il solito
pile Kiwi comprato in un negozio legato agli
All Blacks. Non ho avuto freddo, anzi...
Tags: foto, montagna, Nuova Zelanda
Prima volta in elicottero. Prima volta su un ghiacciaio, anche se in effetti eravamo vicino - su neve - e non sul ghiacciaio stesso. Prima volta che volo per diporto anziche' per raggiungere la destinazione di un viaggio.
L'elicottero, un Aerospatiale AS350 pilotato da "Steve", s'e' rivelato comodo e poco rumoroso, nonostante fossimo stati messi in guardia sul "rumore assordante anche indossando le cuffie"; probabilmente chi ci ha avvisati non ha mai assistito - ed ascoltato - una gara di motociclismo dal vivo. Steve chiede se abbiamo impegni urgenti o se gradiamo un volo un po' piu' lungo del previsto...
does the Pope shit in the bushes?, come dicono gli anglosassoni? Certo che gradiamo! E cosi' ci regalano una dozzina di minuti di volo in piu' del pattuito.

Nota per i fotografi: i finestrini dell'elicottero, benche' puliti, non sono ideali per chi desidera fare foto: un po' i riflessi, un po' i graffi nel plexiglass, chi usa i grandangoli spinti si ritrovera' spesso con tre quarti d'immagine sporcata da difetti vari.
Oltre a Steve, a bordo ci sono mia moglie, due altre passeggere ed io. Steve manovra in modo molto fluido, e io che soffro di
motion sickness anche in bicicletta, mi sento benissimo, come del resto gli altri passeggeri. Arrivati sulla montagna, abbiamo dieci minuti per andare in giro (senza allontanarci troppo dall'elicottero), fare foto e farcene scattare da Steve, per un "diplomino" che ci verra' consegnato all'atterraggio. C'e' il sole e non c'e' vento, la temperatura non sembra bassa, c'e' un paletto con un nastro rosso attaccato: spero non l'abbia piazzato qualcuno sceso da un elicottero, perche' noi siamo turisti, non "conquistatori" della montagna.
Il ritorno ci mostra ancora meglio il ghiacciaio Fox e la piana in cui si trova il villaggio omonimo (Fox Glacier Township).
Dopo l'atterraggio riceviamo il 'diplomino' menzionato sopra, e un minibus ci riaccompagna al motel.
Tags: elicotteri, foto, montagna, Nuova Zelanda
Arrivi alle porte del Paradiso. E' da tanto che desideravi andarci, e ora sei li', a un passo dall'ingresso. E scopri che per avere accesso a tutte le aree del Paradiso non basta essere stato buono, ma che devi anche pulirti le unghie. Cosa fai, rinunci perche' non ti va di pulirti le unghie?
240 NZ$ per persona per mezz'ora di volo in elicottero sui ghiacciai Fox e Franz Josef, piu' una sosta di dieci minuti sul ghiacciaio Franz Josef. Puo' sembrare uno sproposito, ma l'analogia col Paradiso (tirata per i capelli, certo) e' per cercare di spiegare che, dopo essere arrivato ai piedi di una montagna a sedicimila chilometri dall'Italia, un amante della montagna non puo' rinunciare a godersela in tutti i modi possibili, anche se significa tagliare altri costi (motel economico anziche' panoramico, cena
takeaway anziche' ristorante tipico, connessione Internet ogni tanto anziche' ogni sera).

Come ho detto, una volta arrivati alla zona dei ghiacciai neozelandesi, guardarli dal basso col naso per aria pareva uno spreco e una rinuncia stupida: non credo avro' un'altra possibilita' per visitare la Nuova Zelanda.
Tags: elicotteri, foto, montagna, Nuova Zelanda
Nuova Zelanda, West Coast, ghiacciaio visto dall'elicottero.
Tags: foto, montagna, Nuova Zelanda
Matheson Lake, vicino a Fox Glacier (il villaggio). Un'ora e mezza di sentiero facile e ben tenuto intorno al lago, e un bel panorama del Monte Cook e dintorni.
Difficile trovare un lago che non rifletta una montagna spettacolare, qui.
Tags: foto, Nuova Zelanda
Lunedi' 12 abbiamo preso parte ad un'escursione nel
Doubtful Sound, e al ritorno, verso le sei di sera, abbiamo deciso di avviarci verso Queenstown. Speranze di arrivarci in serata, poche, visto che guidare col buio non e' molto piacevole, considerato il ghiaccio e la sabbiolina che viene sparsa sulle strade per combatterlo. Speranze di trovare un albergo a Queenstown, in caso dovessimo arrivarci, molto poche, visto che siamo in alta stagione per lo sci e gli sport invernali, e Queenstown e' la Cervinia/Zermatt/St. Moritz neozelandese, con in piu' un bel lago vicino. Speranze di pagare una cifra ragionevole, casomai i due precedenti miracoli dovessero verificarsi: quasi nulle. Eppur guidiamo, con un cioccolatino al caramello ogni tot chilometri, per mantenere la concentrazione e come premio.
Alla fine arriviamo a Queenstown che sono quasi le otto di sera. Mi fermo a far benzina a Frankton, alle porte della citta', il serbatoio e' pieno a meta' ma come sempre e' meglio non rimandare l'occasione per un pieno. Il ragazzo alla cassa, gentile e disponibile come il 99,9% dei neozelandesi incontrati finora, mi dice che la settimana precedente tutti i posti-letto in citta' erano occupati, ma che ora, con la fine delle vacanze degli australiani, ci sono quasi solo piu' i neozelandesi, in citta', per cui qualche posto lo si puo' trovare.
Nonostante le parole di quel ragazzo, quasi tutti i motel, e anche molti dei visibilmente piu' costosi hotel, hanno la temuta insegna "No Vacancy", fuori; altri hanno camere disponibili, ma hanno gia' chiuso la reception (sono passate le otto di sera). Facciamo una passata in citta', la situazione non cambia.
Finalmente troviamo un motel che potrebbe avere ancora qualche camera, entriamo nella reception. La proprietaria sta chiudendo per la serata, quando le diciamo la cifra che vorremmo spendere - sul centinaio di dollari - dice che non c'e' speranza di trovare qualcosa per meno di 160 dollari, a parte forse alcune eccezioni sui 130, ma ci fa capire che sono motel poco curati (da notare che "motel" non ha un'accezione negativa, in Nuova Zelanda, come invece capita a volte in Italia). Ci propone una camera a 130 dollari, ringraziamo e ce ne andiamo.
Ci dirigiamo verso Frankton, attaccata a Queenstown, e ci fermiamo a chiedere in un motel chiamato Colonial Village. Il miracolo si verifica: hanno camere libere, e ci fanno un prezzo di cento dollari! Capita, quando arrivi tardi in un motel, che ti facciano sconti cosi': sempre meglio che lasciare sfitta una stanza, immagino sia il ragionamento degli albergatori (alcuni, non tutti). La camera e' bella, l'estetica esterna del motel e' peculiare, arrampicato sulla collina come una palafitta. Andiamo in citta', ceniamo in un ristorante messicano con circa 80 dollari, andiamo a dormire. Al risveglio, altra sorpresa positiva: il panorama. La nostra stanza offre una bella vista sul lago.

Roba da farci pensare di restare un'altra notte, ma ... dobbiamo proseguire verso i ghiacciai (Fox e Franz Josef).
Tags: alberghi, foto, Nuova Zelanda
"Cara, m'e' sembrato di vedere una ventina di reggiseni di fianco alla strada"
"Sara' stato un miraggio. C'era Pamela Anderson, dentro?
Avevo letto su Wikipedia della
Cardrona Bra Fence, una staccionata nella campagna del Central Otago, regione della Nuova Zelanda, su cui ignoti passanti avevano iniziato ad appendere reggiseni, fino ad arrivare alla bella cifra di 7.400 reggipetti appesi nel 2006. Una decorazione del genere sarebbe di scandalo in molti posti (in Italia, per esempio), ma anche in Nuova Zelanda qualcuno ebbe da ridire, per cui la staccionata viene periodicamente ripulita con rimozione della svergognata biancheria. La famigerata staccionata si trova
qui.
"No, giuro, erano proprio reggiseni!
Stavamo guidando verso l'area dei ghiacciai della Nuova Zelanda, eravamo a pochi minuti dal villaggio di Fox Glacier, sotto l'omonimo ghiacciaio, a centinaia di chilometri da Cardrona, e stava calando la sera, per cui l'ipotesi di un miraggio sembrava credibile. Invece... anche qui, una staccionata e' stata coperta di reggiseni. Poche decine, per ora, ma potrebbero aumentare.

Una staccionata cosi' solleva inquietanti interrogativi:
- E' un segno dell'incombente fine del mondo?
- Si tratta di una campagna pubblicitaria di una marca di reggiseni?
- Questa moda delle staccionate coperte di reggiseni arrivera' anche in Italia?
- Girano senza reggiseno, ora, le ragazze e donne che hanno depositato i reggiseni sulla staccionata?
- La soluzione del mistero e' come sempre a
Rennes-Le-Chateau?
Tags: antropologia spicciola, foto, misteri, Nuova Zelanda
Siamo a Fox Glacier, villaggio di circa trecento persone vicino all'omonimo ghiacciaio. Da qui partono escursioni a piedi e in elicottero verso il Fox Glacier e in elicottero verso il ghiacciaio Franz Joseph. Noi siamo arrivati qui la sera di martedi' 13 luglio, e contiamo di dormire qui tre notti. Abbiamo trovato il motel che volevamo - il Matheson - con camere libere e con il prezzo che la guida Lonely Planet indicava, 85 dollari a notte. Salti di gioia, ci avevano detto che era difficile trovare camere qui, in questa stagione. Abbiamo poi cambiato stanza passando a una da 95 dollari, che aveva anche i fornelli e non solo il microonde. Dieci dollari extra al giorno per la connessione Internet, ma visto che m'e' appena arrivata una traduzione, non potevo farne a meno.
La camera e' bella, moderna, come il bagno. La proprietaria del motel ci fornisce informazioni precise sulle escursioni disponibili in paese e sulle varie ditte che le offrono.
In paese ci sono tre-quattro caffe', un pub/ristorante stile saloon americano, quattro ditte che organizzano escursioni in elicottero, ma un solo negozio dove acquistare cibo (a parte la stazione di servizio che forse vende qualcosa). Andiamo a fare acquisti - dopotutto abbiamo scelto la camera con fornelli per poter cucinare e risparmiare - e nel negozio incontriamo una numerosa comitiva asiatica, che si rivelera' essere taiwanese, proveniente da una citta' a pochi chilometri da quella in cui vivono i miei suoceri.Verrebbe da dire "com'e' piccolo il mondo", ma ... non ho ancora incontrato italiani in viaggio, in Nuova Zelanda (non che li abbia cercati). Per quanto riguarda i turisti taiwanesi, abbiamo incontrato tante comitive di giapponesi e di coreani, e molte scritte nelle due lingue in vari musei e aree turistiche, quindi la Nuova Zelanda pare essere - soprattutto con la sua isola meridionale e in particolare con le sue montagne - una destinazione molto gradita ai turisti asiatici che amano la natura e che hanno un portafogli piuttosto gonfio.
Tags: alberghi, antropologia spicciola, Nuova Zelanda
Cittadina di Fox Glacier, vicino al ... Fox Glacier, appunto, uno dei due ghiacciai principali della Nuova Zelanda (l'altro e' il Franz Josef Glacier). Villaggio di poche centinaia di anime, punto di partenza per escursioni - a piedi e in elicottero - sui suddetti ghiacciai. Vicino al motel c'e' un campo di rugby, e nel campo camminano alcuni uccelli. Due hanno una
mascherina gialla tra gli occhi e il becco. Si tratta di Pavoncelle Mascherate (
Vanellus miles novaehollandiae).
Tags: animali, birdwatching, foto, Nuova Zelanda
Il Doubtful Sound e' uno dei due fiordi neozelandesi che i visitatori dell'isola visitano di solito, insieme al
Milford Sound. Tra i due, il Doubtful Sound e' quello piu' largo e meno frequentato dai turisti, il Milford Sound e' invece il piu' sfruttato, e per una volta, dopo aver visitato entrambi, do' ragione alla maggioranza: la navigazione del Milford Sound offre panorami piu' spettacolari e, almeno per quanto riguarda la mia esperienza personale, incontri con piu' animali, rispetto al Doubtful. Questo non significa che non si possa vedere qualcosa di molto interessante anche in questo secondo fiordo, che venne cosi' battezzato dal capitano James Cook, che aveva seri dubbi sulla possibilita' di navigare a vela nel fiordo. Nella foto, un Pinguino del Fiordland (
Eudyptes pachyrhynchus), che tenta di sfuggire agli obiettivi dei numerosi fans.
Tags: animali, birdwatching, foto, mare, Nuova Zelanda
Dopo la
crociera nel Milford Sound, il ritorno alla nostra "casa temporanea" a Te Anau ha offerto un'altra dose abbondante di panorami mozzafiato. Eccone uno.
Tags: foto, Nuova Zelanda
Te Anau e' una localita' della Nuova Zelanda da cui iniziano diversi itinerari che permettono di raggiungere i fiordi dell'isola meridionale. Uno dei piu' noti e' Milford Sound, cosi' siamo partiti di buon mattino, oggi, e abbiamo guidato per i centoventi chilometri circa che portano da Te Anau a Milford, da dove poi abbiamo preso parte ad una mini-crociera lungo il fiordo. Le guide turistiche consigliano di percorrere questo percorso, in auto, in non meno di due ore piu' pause per fotografie, ma in realta' ci si potrebbe passare una giornata o piu', vista la quantita' di panorami (e il ghiaccio sulla strada, in questa stagione).
La crociera si e' svolta in modo tranquillo, senza problemi di stomaco per nessuno dei passeggeri, e ci ha permesso di vedere foche e delfini che, come da stereotipo, hanno giocato con la nave, girandole attorno e saltando fuori dall'acqua a piu' riprese. Sempre all'ombra, magari avevano finito la crema solare (c'era un bel sole, oggi, come ogni giorno).
Tags: animali, foto, Nuova Zelanda
Stavo andando da Gore a Te Anau, ieri pomeriggio, quando ho notato un cartello che indicava le Rakatu Wetlands. Il posto non lo conoscevo, ma non sarebbe stato necessario il cartello, per convincermi a fermare l'auto e a scattare qualche foto: sarebbe bastato il cielo. Sono abituato a vedere nuvole bianche nel cielo azzurro, ma qui ... il cielo era coperto da basse nuvole, e le nuvole erano azzurre. Azzurro intenso. Forse sara' stato il colore del cielo che s'intravedeva attraverso le nuvole, forse altro, sta di fatto era un colore inusuale, cosi' mi sono fermato e ho visitato la "zona umida" di Rakatu. Acquitrini che farebbero felice qualsiasi
birdwatcher.
Tags: foto, Nuova Zelanda
Siamo arrivati a Stewart Island ieri mattina col traghetto delle nove, e ripartiamo oggi verso Bluff con quello delle otto. Troppo poco per esplorare l'isola, ma abbiamo solo una ventina di giorni per visitare tutta la Nuova Zelanda, e ci aspettano ancora i fiordi della costa sud-occidentale e i ghiacciai.

Qualche nota sparsa su Stewart Island:
- Mare mosso all'andata (Bluff-Stewart I.), tranquillo al ritorno;
- Temperature piu' alte che sulla terraferma neozelandese;
- Pappagalli giganti piuttosto aggressivi sono osservabili sulla collina dietro Oban;
- Grande atmosfera nel pub del ristorante/albergo che si affaccia sulla baia, e spendere dieci dollari per una pinta di birra (Old Dark) e un gin tonic e' un sollievo, dopo Singapore (1 pinta=14 dollari);
- Se usate un
water taxi per visitare Ulda (altra isola vicina), partite di pomeriggio presto o meglio ancora di mattina;
Una nota anche sull'immagine: non e' stata elaborata. Esposizione: 30", diaframma 4.
Tags: foto, Nuova Zelanda
Stewart Island e' la terza isola della Nuova Zelanda, per dimensioni. Poco meno ampia di Singapore, ci vivono quasi 400 persone, un decimillesimo degli abitanti di Singapore. Solo il 2% della superficie dell'isola e' edificabile, il resto e' adibito a parco, e vi risiede un terzo di tutti i kiwi della Nuova Zelanda (io non ne ho visti, ma e' inverno e io di notte cerco di dormire, anziche' andare a rompere le scatole ai kiwi).

Nella foto, una delle baie di Stewart Island, con Ulda Island sullo sfondo.
Tags: foto, isole, Nuova Zelanda
In spiaggia, penisola di Otago, vicino a Dunedin. Il vento e' forte, sentiamo un animale o qualcosa che sembra ululare. Io continuo come un bischero a fotografare i gabbiani aspettando che spunti un albatros, e mia moglie mi chiama. In cima ad una duna di sabbia c'e' un leone di mare e' lui che canta.
Tags: animali, foto, Nuova Zelanda
Penisola di Otago, vicino a Dunedin, Nuova Zelanda, verso le sei di sera.
- Vai a chiederlo a quei due che sembrano esperti.
- No.
- Daiii... vai!
- No, secondo me ne sanno quanto noi, cioe' zero.
- Ma sono seduti su quella roccia da un pezzo, sicuramente sanno a che ora arrivano i pinguini!
- Capisco che i pinguini possano essere animali abitudinari e magari arriveranno in questa baia ogni sera alle sei, come dice la guida che hai in tasca, ma non ci metterei la mano sul fuoco, sulla loro puntualita'. Cosa sono, pinguini svizzeri?
I due seduti sulla roccia girano la testa. Forse sono ornitologi svizzeri. Mia moglie insiste.
- Allora chiedilo a quella famiglia che sta vicino al cartello, sono li' da un pezzo!
- Te lo ripeto: secondo me, delle trenta-quaranta persone che sono intorno a questa baia, ce ne saranno due o tre, che sono qui perche' sanno cosa vogliono. Gli altri hanno visto la folla e avran pensato che se c'e' gente, allora qualcosa sta per succedere. Come il tizio a cui sanguinava il naso.
- Il ... cosa?
- Un tizio ha una perdita di sangue dal naso. Se ne sta col naso puntato in alto per evitare di sanguinare e di sanguinarsi addosso. Arriva altra gente, lo vedono col naso per aria, e iniziano a guardare in alto. Arriva altra gente, vede gente guardare in cielo, e anche questi iniziano a guardare, qualcuno tira fuori le macchine fotografiche.
- E allora?
- Mai fidarsi delle masse.
- Io vado a chiederlo a quella famiglia.
Due minuti dopo...
- Allora, scoperto qualcosa? Cosa stanno osservando o aspettando?
- Dicono che non lo sanno, ma che qualcosa dev'esserci, se non noon ci sarebbe questa folla.
- Ah, ecco. Scommettiamo...
- Cosa?
- ... che appena quella famiglia, che e' la comitiva piu' vicina all'acqua e quindi e' visibile da tutti, beh, appena inizieranno a muoversi per tornare alla loro auto, ci sara' come minimo un altro paio di gruppo che se ne andranno?
- Vediamo.
La famiglia se ne va a passo di gambero, fanno due passi verso il parcheggio e poi tornano indietro di un passo. Temono che, appena si saranno allontanati, arriveranno i pinguini, le foche monache, i leoni di mare, delfini balene squali orche e l'astronave di Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo. Esattamente quello che temiamo tutti quanti.Poi la logica ha il sopravvento, o forse e' il freddo, oppure e' il fatto che oramai siamo gli ultimi, qui. Fa cosi' buio che se i pinguini arrivassero non ce ne accorgeremmo. Usiamo i presunti ornitologi svizzeri e la loro torcia, che vediamo in lontananza, per raggiungere l'auto.
Quando siamo arrivati al parcheggio, a cento metri dalla baia e trenta metri piu' in alto, sentiamo un suono come di ... boh, forse sono pinguini che stanno sbarcando in spiaggia, in fila per due. ma se anche fossimo a mezzo metro da loro non li vedremmo.
- Saranno gli spettri dei pinguini passati, che fanno questo suono?
Tags: animali, antropologia spicciola, birdwatching, foto, Nuova Zelanda
I "Moreaki boulders", sfere sulla spiaggia di Moreaki, costa orientale della Nuova Zelanda.
Tags: foto, mare, Nuova Zelanda
Fotografata a Kaikoura, Nuova Zelanda.

Non avevo mai visto una foca in liberta'. Beh, neppure una
balena, ma nel caso delle foche di Kaikoura la facilita' d'accesso e' stata molto superiore: e' bastato fermare l'auto in uno spiazzo, dopo aver avvistato una dozzina di foche che prendevano il sole di fianco alla strada.
Quasi quasi si lasciavano anche toccare, come alcuni bambini hanno infatti provato a fare.
Kaikoura e' un bel paese, di quelli che ti viene voglia di venirci a vivere appena lo vedi, foss'anche in una sera d'inverno come ieri. Paradiso di artisti e sportivi amanti del mare, le facciate degli edifici che si affacciano sulla sua sua via principale sono decorate con colori vivaci, il mare e' visibile in ogni momento, persino i gabbiani che ti volano sopra la testa sembrano professionisti del mare e non mendicanti del cielo come capita altrove.
Ora sono ad Ashburton, sempre sulla costa orientale, diretto verso Dunedin, Invercargill e poi Stewart Island. Vediamo se domattina riusciro' a vedere le semifinali del mondiale. Vediamo se il caricabatterie del corpo macchina di riserva salta fuori. Vediamo se il binocolo smarrito ieri salta fuori. Vediamo, soprattutto, se riesco a trovare un modo speciale per festeggiare il compleanno di mia moglie.
Tags: animali, foto, Nuova Zelanda
Siamo nell'isola meridionale della Nuova Zelanda.
Kaikoura, sulla costa orientale, e' un ottimo posto per gli amanti della natura, e si possono osservare balene, delfini, foche, cormorani. Ecco appunto ... una balena.

Non e' stato facile, per me. Vincere il mio naturale desiderio di risparmiare ("braccino corto cronico") m'avrebbe fatto arrivare fin qui sperando di fotografare una balena dalla riva; fortunatamente, quando si e' in due, a volte almeno uno dei due usa il cervello. Abbiamo prenotato un'escursione telefonando ad una ditta chiamata (ovviamente)
Whale Watch, e c'erano posti disponibili sulla loro barca in uscita alle dieci e trenta di mattina (poi rivelatesi le undici). Siamo usciti, abbiamo fotografato, abbiamo sofferto il mal di mare.
Rewind... Prima ancora di soffrire il mal di mare, mi sono scontrato col problema maggiore di questa avventura fotografica: non ero a bordo di un enorme traghetto, ma di un veloce battello da sessanta-settanta posti, una piattaforma poco stabile per scattare fotografie. Qualcosa di buono e' saltato fuori, comunque.
Tags: animali, foto, mare, Nuova Zelanda
La
festa con gli All Blacks a Taihape e' stata improntata al divertimento, e i giocatori degli All Blacks presenti si sono dimostrati molto "alla mano" e pronti a ridere di se stessi. In questa foto li vedete all'opera mentre cercano di completare un percorso indossando stivali di gomma (il simbolo della citta' di Taihape) incollati a delle assi, finendo quindi col doversi muovere in coppia. Nessuna caduta, ma tante risate: probabilmente questa e' un'attivita' per la quale i giocatori di rugby non si allenano spesso!
Tags: feste, foto, Nuova Zelanda, rugby
Come
preannunciato ieri, c'era aria di rugby a Taihape, villaggio di duemila abitanti al centro dell'isola settentrionale della Nuova Zelanda. E infatti, il gentilissimo gestore del Safari Motel mi ha informato che alcuni giocatori degli All Blacks avrebbero partecipato ad una festa al campo sportivo di Taihape, "capitale mondiale dello stivale di gomma", come dice lo slogan ufficiale della citta'.
La festa inizia verso le dieci, con bambini ed adulti che partecipano alla tradizionale competizione del lancio dello stivale di gomma e ad altre prove piu' vicine al rugby con impianti gonfiabili installati dall'All Blacks Roadshow.
Come previsto, alle undici di mattina arrivano i giocatori. Riconosco Richie McCaw e Aaron Cruden, piu' un terzo giocatore e un ex capitano. Dopo un'intervista ai giocatori, i cittadini di Taihape partecipano a sfide individuali contro i giocatori (niente contatti, sarebbe un massacro, McCaw e' una montagna di muscoli, e anche il 'piccolo' Cruden potrebbe ribaltare un'auto da solo). Infine, i giocatori si cimentano nel lancio dello stivale.
Nella foto, Richie McCaw all'opera.
Aggiornamento 17/10/2010
Avevo da tempo scoperto i nomi degli altri All Blacks presenti, ma inspiegabilmente non avevo aggiornato questa pagina. Capita. Oltre al capitano Richie McCaw e al
fly-half Aaron Cruden, erano presenti il
tre quarti centro Conrad Smith e "il capitano degli All Blacks piu' amato di sempre", Buck Shelford.
Tags: feste, foto, Nuova Zelanda, rugby, sport
Foto scattata fuori da un motel a Taihape, paesino di duemila abitanti al centro dell'isola settentrionale della Nuova Zelanda.

Sara' un viaggiatore fanatico di rugby, un rappresentante di prodotti Adi***, o altro?
Tags: foto, Nuova Zelanda, rugby, sport, tradizioni
Devil's bath a Wai-Otapu, a sud di Rotorua, Nuova Zelanda.

La foto non e' stata ritoccata.
Tags: foto, Nuova Zelanda
Da Manukau, vicino ad Auckland, abbiamo proseguito fino a Rotorua, al centro dell'isola settentrionale della Nuova Zelanda. Rotorua e' una delle mete turistiche piu' popolari in NZ: e' una localita' termale, e' al centro di un'area con geyser, solfatare (anche sotto laghi di fango) e fumarole. L'odore di uova marce si sente per chilometri, prima di arrivare in citta'. Ma non e' tempo di vacanze, o perlomeno questa sera non pare esserlo: la temperatura e' bassa, e a Rotorua nn si vedono pedoni in giro, e sono solo le otto e mezza. Entriamo in un kebab takeaway gestito da Sam, turco stabilitosi in Nuova Zelanda da tempo immemorabile; lui pare Giancarlo Giannini con la coda di cavallo e la faccia piu' vissuta. Mangiamo, spendiamo poco e usciamo. Fa ancora piu' freddo, e nel frattempo sono comparsi dei segni di vita: auto che sgommano ai semafori, guidate da ragazzi che forse hanno bevuto un po' troppo. Molte di queste auto sono degli
Ute (Utility Vehicle), cioe' delle vetture meta' coupe', meta' pick-up.

Ragazzi ubriachi il venerdi' sera, pare d'essere in Inghilterra. Poi noto un cartellone pubblicitario nella vetrina di un negozio, e mi rendo conto che qui e' tutto un altro mondo rispetto all'Inghilterra, per certe cose: e' la pubblicita' di un servizio di "escort".
Tornando in auto verso il motel Rotorua Motor Lodge, vediamo un supermercato Crossroads e ci fermiamo a comperare qualcosa per preparare colazione e pranzo del giorno dopo. Entra solo mia moglie, che dice di sapere gia' esattamente cosa acquistare. Io aspetto in auto, e non ho di che annoiarmi. Un gruppo di adolescenti, ragazzi e ragazze, bighellona davanti al supermercato con delle bottiglie di birra in mano, poi alcuni di loro si siedono dentro alcuni carrelli della spesa, e iniziano a fare gare, spinti da altri amici. Dal supermercato esce una ragazza dai lineamenti maori, bella, alta e magra come una modella (cioe' troppo), che attira l'attenzione di alcuni dipendenti del Crossroads. Un minuto dopo esce un ragazzone in pantaloncini, col fisico da rugbista, e va nella stessa direzione della ragazza. Nel minivan alla sinistra della mia auto c'e' una famiglia che sta pasticciando con un navigatore satellitare. Nel pick-up a destra c'e' una coppia di maturi contadini che ha appena finito di fare la spesa. Escono in retromarcia, si sente un botto: hanno centrato un'Audi coupe' che stava passandogli dietro. Dal coupe' escono il rugbista e la modella, conversano pacatamente con la coppia nel pick-up, tutti osservano l'Audi e nessuno pare trovare un solo graffio, cosa che mi pare impossibile col colpo che s'e' sentito. Alla fine, la modella chiede il numero di telefono a quelli del pick-up, per contattarli in caso di problemi, e poi se ne va. Tutti molto tranquilli.
Tags: foto, notte, Nuova Zelanda
Siamo arrivati in Nuova Zelanda da lunedi' pomeriggio, ed e' il momento di descrivere le prime cose che ho notato. La
luce, per prima cosa: se amate fare fotografie, adorerete la Nuova Zelanda, perlomeno durante l'inverno. Il sole non e' mai allo zenit, e' sempre piuttosto basso, e le immagini hanno sempre ombre e tridimensionalita' che, nei due anni che ho appena finito di trascorrere a Singapore, m'ero quasi dimenticato esistessero.
Dormire e' diventato facile ed un piacere. Come il precedente, anche questo commento e' legato al periodo che ho trascorso a Singapore, in cui dormire e' stato spesso difficile per caldo e umidita'. Da quando sono qui in NZ, dormire e' invece facile e piacevole, con un paio di coperte.
Panorami: prati di un verde che piu' intenso non si puo' immaginare, colline ovunque (siamo nell'isola settentrionale, in quella meridionale vedremo soprattutto montagne), laghi e insenature, si e' sempre vicini all'acqua. Mucche e pecore. Rapaci (albanelle?) che veleggiano a poche decine di metri dalla strada. Martin pescatori in collina.
Gli
arcobaleni sono ovunque. Ogni giorno ne vedo una dozzina, e in un paio di casi sono passato sotto il loro arco.
Non c'e' troppa gente in giro. Un po' perche' e' inverno, un po' perche' la
densita' della popolazione in Nuova Zelanda e' di 15 persone per kmq contro 199 in Italia (e 7.022 a Singapore, tanto per parlare di un posto DAVVERO affollato). Ma se finite intorno ad Auckland sull'autostrada 1 alle cinque di sera, aspettatevi di restare in coda per un po'...
Pernottamenti: finora non siamo riusciti a spendere meno di 75 dollari per una appartamento in un motel; il prezzo era inizialmente 109 dollari NZ (1 NZD=0,55EUR), scontato perche' erano le otto di sera e stavamo per andare a cercare un posto altrove (nell'ostello dall'altra parte della strada, che s'e' poi dimostrato squalliduccio a voler essere ottimisti). I B&B che abbiamo contattato chiedono circa 150 NZD per notte, i motel sono tra i 75 e i 110 NZD (con alcuni picchi intorno ai 140 NZD).
La
gentilezza delle persone. Maori o "anglo", tutti i neozelandesi con cui m'e' capitato di scambiare due parole sono stati amichevoli, ospitali e gentili. Ma ne parleremo ancora.
Tags: destinazioni, Nuova Zelanda
Siamo arrivati ieri - 30/06 - a Cape Reinga, il punto piu' a nord della Nuova Zelanda.
Tags: foto, mare, Nuova Zelanda
Siamo arrivati in Nuova Zelanda. E' inverno, e sentivo la mancanza di un po' di fresco, dopo due anni a trentadue gradi costanti a Singapore. Abbiamo passato tante, troppe ore a Sydney per un ritardo del volo che ci ha poi portato ad Auckland. Strano, vedere che stai per salire su un volo per Auckland e per Santiago del Cile, ma la Nuova Zelanda e' davvero un ponte verso il Sud America, per chi vive nell'area Asia-Pacifico.
Sono quasi le dieci di mattina, abbiamo dormito bene come non ci capitava da mesi, e stiamo per lasciare il motel di Warkworth. Prima di trovarlo, ieri sera, abbiamo seguito le indicazioni del navigatore satellitare, che, anziche' dirigerci verso un bed and breakfast, ci ha portati un ospedale...
Tags: Nuova Zelanda Argomenti correlati a "nuova zelanda"