A diecimila chilometri dalla mia citta' natale, chiedo ai miei interlocutori - tra i trenta e i quarant'anni, laureati, curiosi di quel che succede nel mondo - quali siano le ultime notizie che hanno letto, sentito o visto sull'Italia.
Grosso errore.
Uno dice che "Berlusconi, il presidente italiano", ha detto che Barack Obama e' abbronzato; e non e' colpa delle tv asiatiche, se persino i mass media italiani chiamano Berlusconi "Presidente" anziche' "Presidente del Consiglio". Un altro ha sentito che la Regina Elisabetta ha cazziato Berlusconi che stava gridando (chiamava il suo abbronzato "amico" Obama). Un paio hanno chiesto se e' vero che Berlusconi ha suggerito alle vittime di un terremoto di considerare le loro sistemazioni provvisorie in tenda come "una vacanza in campeggio" (e a Taiwan, i terremoti li prendono molto sul serio). E tutti i presenti avevano letto delle tante accuse al
Presidente di legami con la mafia.
Tutto Berlusconi, solo Berlusconi. Ma poteva andare ancora peggio. Ho tastato il terreno chiedendo se erano arrivate notizie di altri scandali. M'hanno risposto "
parli di quelli di Berlusconi con la prostituta, con la ministra e con la minorenne? Si', la tv ne ha parlato, ma e' solo una conferma che gli italiani pensano al sesso prima che a tutto il resto, non e' la fine del mondo."
No, non e' la fine del mondo.
Quando qualcuno vede il leader di una Nazione, l'impressione che ne ricava viene estesa ai connazionali del leader. La percezione del turista americano all'estero e' migliorata di colpo con l'elezione di Barack Obama, come ho potuto osservare di persona mesi fa quando, scambiato per un americano, ho ricevuto i complimenti per aver "eletto un buon presidente, non come quel criminale, Bush" (e troverete commenti siti anche in Rete). Che uno abbia votato per Obama o che lo odi, ora si ritrova a godere i benefici dell'avere quel presidente.
E che io abbia votato Berlusconi o no, ora mi ritrovo ad essere assimilato a Berlusconi, quando sono all'estero. Come voi.
Tags: italianità, personaggi, Silvio Berlusconi, Taiwan
Proseguiamo verso sud il viaggio attraverso iniziato a
Taoyuan. Eravamo partiti con un treno ad alta velocita', da Kaohsiung abbiamo poi continuato con un minibus in direzione del Kenting National Park, all'estremita' meridionale di Taiwan. Questa foto e' stata scattata in maggio a Checheng (Che-Cheng), una delle aree colpite dal tifone Morakot nell'agosto 2009. Mostra l'ingresso di un edificio governativo della contea di Checheng, con un display che segnala una "festa delle cipolle" a partire dal primo maggio del 2009 (98 + 1911, visto che il 1911 e' l'anno della dichiarazione della repubblica cinese) per le comunicazioni agli studenti (e ai passanti) e, piu' in alto, il busto di Chiang Kai-shek e la bandiera taiwanese.

In teoria, le immagini di Chiang Kai-shek dovrebbero essere meno diffuse che in passato, a Taiwan, per vari motivi (tra i quali il fatto che il suo governo aveva i crismi della dittatura), ma in realta' il suo busto e' ovunque; varie conversazioni avute con conoscenti taiwanesi, prima e durante l'alluvione causata dal tifone Morakot, mi portano a credere che il processo di
dechiangkaishekizzazione di Taiwan potrebbe essere arrivato ad un vicolo cieco: la figura storica di CKS giganteggia, di fronte ai politici successivi, e benche'
Sun Yat-sen sia da considerare il "Padre della Patria" sua di Taiwan che della Cina attuale, e' Chiang Kai-shek la figura fondante di Taiwan come Stato separato e indipendente dalla Cina. Non potrebbe essere altrimenti: Sun Yat-sen mori' nel 1925, quasi un quarto di secolo prima separazione non consensuale tra Taiwan e Cina.
L'area di Checheng su GoogleMaps:
Tags: foto, personaggi, politica, Taiwan, Taiwan dal finestrino