Blog, argomento: truffe Singapore 

Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento truffe Singapore

Bici Aleoca e parole italiane in liberta'

Scritto da ViaggiareLeggeri, 19/03/2010 alle 10:42 | 0 commenti  | Permalink
"Ultra Alluminio Leggero Struttura Sistema Tecnologico".
Aleoca: Ultra Alluminio Leggero Struttura Sistema Tecnologico
Ecco lo slogan presente sul telaio di una bici prodotta dalla Aleoca, un marchio singaporiano - con bici prodotte in Cina - che si spaccia per italiano e, come detto in precendenza, rovina la reputazione delle bici italiane, un po' come farebbe un pessimo formaggio Made In Wisconsin con nome simil-italiano, tipo la tozzarella e il pappigiano reggiano.

Uno di questi giorni faro' un salto all'Istituto Commercio Estero italiano, qui a Singapore, e chiedero' come mai per loro va benissimo che una ditta con un nome italianeggiante usi una bandiera italiana come simbolo, dei nomi italiani (Aleoca Ossario, Aleoca Scorfano, degli slogan italiani, per prodotti che italiani non sono. Forse Aleoca dovrebbe piazzare un bel "Made in Italy" falso sul telaio, per attirare l'attenzione dei funzionari italiani ...

Tags: Aleoca, bici, foto, Singapore, truffe

Bici Aleoca a Singapore, ecco il massimo insulto: l'Aleoca Torino

Scritto da ViaggiareLeggeri, 12/08/2008 alle 08:00 | 0 commenti  | Permalink
Aleoca Torino: non potevano lasciare stare la bella Turin?Abbiamo gia' parlato di Aleoca, un'azienda di Singapore che produce bici in Cina e che sfrutta elementi italianeggianti (tricolore italiano, slogan "Le Italiano Concetto", nomi italiani per i vari modelli di bici) per vendere le i propri prodotti a prezzi spesso elevati. Quando una bici Aleoca si guasta, o l'assistenza clienti Aleoca non segue in modo appropriato un problema, e' l'immagine dei prodotti italiani (ciclistici e non) ad essere danneggiata, dato che il cliente medio pensa che Aleoca sia una marca italiana.

Ieri, camminando nella Chinatown di Singapore, ho visto una bici Aleoca modello "Torino". E' arrivato il momento di chiamare questa ditta e dir loro di piantarla di fingersi italiani...

Tags: Aleoca, bici, italianità, Singapore, truffe

Per fare acquisti all'estero bisogna prima prepararsi

Scritto da ViaggiareLeggeri, 31/05/2008 alle 08:30 | 0 commenti  | Permalink
Sim Lim Square a Singapore: il paradiso di geeks, nerds, tecnici, informatici, elettroniciSiete in un posto esotico, una citta' che non conoscete, magari negli Stati Uniti o in Estremo Oriente. Siete soddisfatti, felici d'aver scelto di visitare questo posto, e decidete di comprare qualcosa. Probabilmente una macchina fotografica o un computer, o magari un obiettivo, un cellulare o un qualche gadget elettronico. Vedete un negozio, entrate, e il negoziante e' subito vicino a voi, a vostra disposizione. Spiegate che volete un obiettivo zoom Sigma 10-20mm per reflex Nikon digitali. Il negoziante commenta "Uhm ... piuttosto costoso", e va a consultare il suo catalogo. Fa qualche conto sulla sua calcolatrice, e vi spara un prezzo che equivale a 850 euro. Poco ci manca che vi venga un infarto: strabuzzate gli occhi per manifestare il vostro disappunto, e spiegate indignati che avete visto lo stesso obiettivo, in altri negozi in altre parti della citta', a prezzi tra i 370 e i 440 Euro; dite al negoziante che, con un prezzo del genere, quello non e' un negozio serio, e ve ne andate.

La scenetta sopra descritta e' successa a me giovedi' scorso, a Singapore, in un negozio in Boat Quay, vicinissimo a South Bridge Road. Il prezzo che mi e' stato chiesto per l'obiettivo e' 1.800 SGD (Singapore Dollar), a fronte di prezzi trovati in altri negozi in citta' variabili tra i 790 SGD e i 920 SGD. Da notare che lo stesso obiettivo Sigma 10-20mm e' in vendita negli USA a 500 USD (equivalenti a 320 EUR o 680 SGD).

Cos'e' successo?

1) Il turista e' entrato nel negozio sbagliato. Un negozio di articoli fotografici in riva ad un fiume, preceduto e seguito da ristoranti tipici e costosi, all'ombra di grattacieli in cui si trova il cuore finanziario di una delle quattro Tigri Asiatiche: tutto congiurava per un prezzo fuori dalla norma;
2) Il negoziante ha individuato un turista straniero, e ha puntato sulla scarsa competenza del turista in campo fotografico, o nella sua eccessiva disponibilita' di denaro;
3) Il turista ha "fatto i compiti" e si e' preparato, prima di entrare in un negozio e spendere una cifra per lui ragguardevole, e la fregatura e' stata evitata.


Un altro caso simile.

Un paio d'anni fa, un amico acquisto' una telecamera a New Orleans, negli USA. Voleva una telecamera con la possibilita' di scattare anche foto, ma torno' in albergo, soddisfatto, con qualcosa che non somigliava a quel che mi aspettavo: gli era stata venduta una macchina fotografica compatta digitale capace di scattare brevi filmati. Glielo dissi. Delusione. Rabbia. Ora gliela faccio vedere io, a quei truffatori, dice. Gli chiedo se per caso possono aver frainteso quel che voleva acquistare: e' sicuro di aver detto chiaramente che voleva fare filmati e occasionalmente fotografie, e non fotografie e occasionalmente filmati? No, certo che no.

Andammo quindi al negozio, all'angolo tra Canal Street e Bourbon Street, e parlando con il commesso che aveva venduto la compatta capii che era in malafede: nonostante la mia insistenza nel consigliargli di visitare il sito della Casa produttrice, in cui il prodotto da lui venduto era definito una macchina fotografica e non una videocamera, lui insistette che si trattava di una videocamera. Acconsente a cambiare il prodotto con un altro, torniamo in albergo, cerchiamo con Google il prodotto che abbiamo ricevuto, verifichiamo che anche questa volta siamo stati bidonati (il negoziante rifilato al mio amico una videocamera il cui valore era meta' rispetto al prezzo pagato per la macchina fotografica), e torniamo indietro furibondi. Alla fine, il mio amico ha lasciato il negozio con una buona videocamera, ma l'ha pagata 200 dollari in piu' dei prezzi praticati per lo stesso articolo da altri negozi in Louisiana, in base ai prezzi trovati sui siti Internet di tali negozi.

La lezione? Prima di comprare qualcosa di costoso, informatevi sul prezzo (non necessariamente quello esatto, ma almeno quello che gli americani chiamano "ballpark figure", una cifra indicativa). E non comprate oggetti costosi in localita' turistiche, dove i negozianti contano di pelare i clienti che passano una volta sola.

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Tags: acquisti, fotografia, prezzi, Singapore, truffe

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