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valle d' aosta
Domenica mattina, inizio febbraio. Londra e' bianca dalla nevicata di ieri, e io sono all'Earls Court Exhibition Centre per
Destinations: The Holiday & Travel Show. Il biglietto, come segnalato
qui, mi e' costato ben 1,40 sterline, e mi incuriosisce vedere quali enti locali e quali aziende saranno presenti a questa fiera.
Vari stand legati alla Nuova Zelanda. Campervan. Poi una tenda mongola ('yurta'), un tepee dei Nativi Americani (gli "indiani", come li chiamavamo fino a vent'anni fa), l'esibizione di un gruppo di percussionisti asiatici. L'imponente camion di Dragoman (che non e' un supereroe ma un'azienda di viaggi
overland), che gia' avevo visto all'
Active Travel Show (ATS) poche settimane fa. Come in quell'occasione, cerco gli stand legati all'Italia e ne trovo pochi. Anzi, ne trovo solo uno e mezzo:...
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Finalmente domenica! Dopo una intensa settimana di lavoro, e un sabato di pulizie casalinghe e di spesa, e' arrivata la domenica, giorno dedicato ai viaggi, anche solo fuori porta. O "dentro porta" (no, non si dice cosi', ma rende l'idea), visto che dalla periferia di Londra sono andato in centro per vedere l'Active Travel Show al centro espositivo ExCeL. Dopo qualche peripezia causata dal traffico arrivo all'ExCeL, pago cinque euro di parcheggio e venti di ingresso (meglio acquistare il biglietto online, la prossima volta, costa meno).
All'interno dell'ExCeL, l'Active Travel Show occupa uno spazio ridotto, a confronto con le altre due esposizioni in corso, il London Bike Show e il London Boat Show.
Lo stand della Valle d'Aosta, una delle uniche due regioni italiane presenti (l'altra e' il
S?dtirol). Ho parlato con una ragazza italiana allo stand, e ho avuto la sensazione che sia qualcosa che "va fatto" ma che non ci sia una strategia precisa. La Valle d'Aosta soffre per la mancanza di presenze straniere d'estate, mi e' stato detto, e questo vale per tutto il territorio della Valle; d'inverno, invece, non esistono problemi, come saprete se avete provato ad entrare alle
sovraffollate terme di Pre-Saint-Didier in dicembre. Non mi pare cosi' impossibile tentare di 'fidelizzare' i visitatori invernali offrendo...
Tags: eventi, foto, Londra e dintorni, Valle d'Aosta
Due mesi fa avevamo scritto della
sospensione della licenza di trasporto di
Air Vall?e. Ora ENAC ha rilasciato una licenza provvisoria, e Air Vall?e torna a volare. Ecco il testo del comunicato stampa.
ENAC RILASCIA ALLA COMPAGNIA AIR VALL?E LA LICENZA PROVVISORIA DI TRASPORTO AEREO
L?ENAC informa che in data 12 gennaio 2010 ? stata rilasciata una licenza provvisoria di esercizio di trasporto aereo al vettore Air Vall?e S.p.A. a seguito dalla presentazione da parte della compagnia del piano di ristrutturazione finanziaria.
La licenza del vettore era stata sospesa lo scorso 5 novembre 2009.
Vi segnalo inoltre che le
schede delle linee aeree sono state aggiornate e ora comprendono ulteriori informazioni.
Tags: ENAC, linee aeree in crisi, Valle d'Aosta

In una chiesa valdostana.
Tags: chiese e templi, foto, Valle d'Aosta
E' passata una settimana dal ritorno a Singapore, e ritorno a parlare dei giorni trascorsi in Valle d'Aosta durante le ferie natalizie. In particolare delle terme di
Pré-Saint-Didier. Prima di partire da Singapore, mia moglie ha prenotato tre giorni in un hotel di Saint-Pierre, senza fare programmi precisi su dove andare e cosa vedere.
Arrivati a Torino, nei giorni precedenti alla partenza per la Valle, ci siamo sentiti raccomandare da varie persone le terme di Pr?-Saint-Didier. Incuriositi, abbiamo provato a prenotare una visita. Anzi, mia moglie - che non e' italiana - ha provato, ma di fronte alla "versione inglese" del sito delle terme ha rinunciato: meta' in italiano e meta' in inglese, con una pagina dei prezzi vuota (casomai un anglofono fosse riuscito ad arrivarci, visto che "Listino prezzi centro termale" non e' una frase molto inglese), con una pagina "Online Shop" comprendente due campi senza didascalia e un pulsante senza testo ... mi fermo qui, ma, da programmatore di applicazioni web (o sviluppatore di siti Internet, che dir si voglia) non posso fare a meno di pensare a quanti clienti stranieri avranno rinunciato a visitare le terme dopo aver trovato un sito fatto a meta'.
E la versione italiana non e' meno convoluta: dalla homepage si trova solo un "Acquista e regala" che corrisponde al "Prenota" che un cliente normale si aspetterebbe di trovare. Cliccando su "Acquista e regala" si arriva ad una pagina che richiede l'inserimento di un nome utente e di una password. Nessuna indicazione sul perche' debbano essere necessarie tali credenziali, ma pazienza: a sinistra c'e' un "Registrati" che sara' il passo necessario per prenotare, immagino. Su
quella pagina si trova poi un bel modulo che chiede varie informazioni, compreso il codice fiscale. Codice fiscale? Non lo conosco a memoria e neppure lo porto con me, non lo uso da anni, e la situazione non e' migliore per gli stranieri capaci di usare la versione italiana del sito delle terme: il codice fiscale non esiste, all'estero: per dire, la cosa piu' simile che hanno residenti statunitensi - il
social security number e' un numero che viene tenuto segreto, e uno non andrebbe certo a fornirlo ad un sito che si occupa di
leisure (tempo libero) come questo.
Alla fine, mia moglie ha telefonato, ha iniziato a parlare inglese e, dopo alcuni momenti di panico dall'altra parte della cornetta, mi ha passato il telefono per completare la prenotazione. Ho prenotato a suo nome e ho fatto notare che non esiste alcun codice fiscale a suo nome. Prenotazione fatta, ma ... a cosa serve Internet, se un'azienda moderna e con soldi sufficienti per farsi realizzare un sito si trova poi a dover prendere prenotazioni via telefono?
Siamo quindi andati alle terme, dopo il tramonto, in una sera di fine dicembre; cnsiglio di andarci di giorno, in modo da poter vedere il panorama circostante. La coda all'ingresso era molto lunga, e il prezzo di 48 euro a testa m'e' sembrato un po' caro. Anzi, sorprendentemente caro, visto che di solito, in Asia, vado alle terme spendendo al massimo una quindicina di euro a testa. E con acqua differente...
Entrati alle terme, l'eccessivo affollamento e' ovunque: coda per ottenere accappatoio e ciabatte, coda per trovare un armadietto libero, coda per fare la doccia prima, coda per tutto. Curiosamente, uscendo troviamo che quasi tutti fanno la coda per andare nell'affollatissima vasca principale all'esterno, e che quasi nessuno va nell'altra, piu' piccola (una decina di metri di diametro); ci andiamo noi, e ci sono solo altre quattro persone. Coppie. Ecco un'altra sorpresa: se in Asia - mi riferisco soprattutto a Taiwan - le terme sono un'abitudine quotidiana per tutti i membri di una famiglia, a Pr?-Saint-Didier, qui e ora, le famiglie sono poche, gli anziani pochissimi, e le coppiette avvinghiate costituiscono la maggioranza dei clienti. La neve intorno alla vasca, e quella che ci cade in testa, crea una bella atmosfera. Ma l'acqua non sembra avere caratteristiche particolari, a parte l'essere bella calda, come dev'essere: niente odore solforoso. Quest'acqua non mi trasmette nessuna sensazione di "termalita'". Il fatto che non siano stati pensati ripostigli/attaccapanni o altre soluzioni per accappatoi e asciugamani, vicino alle vasche esterne, e' una mancanza secondaria; l'assenza di sagomature per sedersi sott'acqua, nel profilo della piscina, e' una mancanza piu' seria, e non facilita il relax.
Rientriamo. Coda nei corridoi, incroci con viabilita' complessa. Gente che cerca di capire come uscire. Vediamo varie stanze, vari trattamenti, e raggiungiamo l'uscita che porta all'altra vasca esterna, piu' grande della precedente. Bella, ed e' la destinazione di tutte le code di gente che abbiamo visto: troppo affollata per essere rilassante. Noto poi come l'acqua non sia particolarmente calda, tutto sommato: non ho quel...
Tags: idee per il settore turistico, montagna, terme, Valle d'Aosta
Un appello personale: due giorni fa ho smarrito il mio anello nuziale in Valle d'Aosta. L'anello e' una semplice fede da uomo in oro giallo, acquistata nel 2004, misura intorno al 19 o 20. E' stata smarrita il 29 dicembre 2009 tra Saint Pierre e Pila (Aosta), forse nell'area della cabinovia di Pila.
Come si fa a perdere un anello, viene da chiedersi... gia', come si fa? Semplice, se l'anello non e' particolarmente stretto: il freddo invernale restringe le dita, e l'anello rischia di rimanere dentro i guanti col continuo
metti i guanti / togli i guanti. E una di quelle volte la fede e' probabilmente caduta. L'ho cercata intorno alla stazioni di Pila e Aosta della cabinovia, e vicino ai negozi di Pila, dove mi sono accorto dello smarrimento. Nessun risultato, ovviamente.
Se avete notizie di quest'anello, di scarso valore economico ma con elevato valore affettivo, inserite un commento in fondo a questa pagina, per favore.
Tags: Valle d'Aosta
Castello di Ussel, prima di Aosta: bella posizione, bel panorama. Chiuso. C'e' un'altra coppia che come noi non sa se ci sia un altro ingresso intorno al castello. Girano intorno alla collina senza trovare un'entrata. Ci ritroveremo poi al ristorante Chez Nous a parlare di reflex, condensazione sulla lente frontale degli obiettivi e utilita' dei filtri.
Al ristorante noto che le due signore che lavorano li' parlano polacco tra loro. Vorrei dir loro qualcosa sulla Polonia, magari su Papa JPII o su Boniek, memore di una
conversazione con un polacco nel West americano; c'e' qualcosa che mi ronza in mente e che fatica a diventare conscio: mi rendero' piu' tardi che si trattava della mostra sui monti Tatra (polacchi) in corso al Museo della Montagna di Torino. Le signore sono gentilissime, e mi viene da pensare alla Polonia che, dopo aver superato l'Italia - da un pezzo - come reputazione in Europa (per onesta' e affidabilita'), si avvia a passarci anche per quanto riguarda produttivita' e reddito pro capite.
Castello di Sarre. Usciamo dalla strada statale e seguiamo i cartelli per il castello. Ci ritroviamo di fronte ad una strada locale con divieto d'accesso ai non residenti, parcheggiamo in un parcheggio li' vicino e camminiamo nella neve. All'ingresso del castello troviamo alcune auto. Saranno arrivate da un'altra strada, o forse i guidatori avranno finto di non aver visto il cartello.
Dentro, il castello riserva una prima spiacevole sopresa: cinque euro per una visita piuttosto breve sono troppi. E il divieto di far foto e' quasi uno
show-stopper, una di quelle cose che ti fanno girare i tacchi e uscire: chiunque, dal turista piu' sprovveduto a Reinhold Messner o Sir Ranulph Fiennes, desidera scattare foto nei posti che visita. Togliergli questa possibilita' significa giocarsi un visitatore.
Sarre e' comunque spettacolare (una ragione in piu' per rimpiangere il divieto di scattare foto). Ospita una impressionante collezione di corna di stambecco e di camoscio, migliaia di esemplari, abbattuti da Re Vittorio Emanuele II e da altri membri della famiglia reale. Come Teddy Roosevelt, Vittorio Emanuele II fu prima cacciatore e poi protettore della natura. Vien da pensare al pacifismo, e al fatto che chi ha preso parte ad una guerra e diventa poi pacifista e' piu' credibile di chi la sfanga tramite parentele e favori.
Ottima la guida del castello, che fa il suo lavoro con entusiasmo e competenza.
Inversione di marcia, si va verso nord. A
Courmayeur inizia a nevicare, e la pessima viabilita' (una tradizione cittadina, se ben ricordo le mie visite qui nel 1984 e 1989) mi convince a ritornare a sud. Parcheggi incasinati, incroci malfatti, segnaletica poco chiara. E
cara signora della Polizia Municipale che mi fermi e m'accusi di voler fare il furbo, i cartelli del parcheggio riservato agli autobus sono piazzati troppo vicini al parcheggio stesso: quando li vedi sei gia' dentro al parcheggio.
A
Pre St. Didier l'illuminazione degli edifici del centro e' bellissima. Nevica. Cerchiamo un locale dove dissetarci e riscaldarci. Seguiamo cartelli e indicazioni per un bar, ma arrivati di fronte al locale, scopriamo che si e' trasferito; ci sarebbe voluto un cartello tipo "Bravi, ben fatto, siete riusciti a trovarci, ma non siamo piu' qui". Entriamo in un bar/ristorante/albergo sulla strada principale: dopo cinque minuti in cui non si vede nessuno dietro al banco, usciamo. Entriamo in un altro locale. Ordino un gin tonic e un grog. "Grog"? La commessa non sa cosa sia. "Il grog e' popolare a Torino, pensavo si bevesse anche in Val d'Aosta", dico. "Torino?" risponde la tizia, come se le avessi parlato di una citta' sul lato oscuro della Luna. Vorrei chiederle se parla davvero italiano, ma nessuno risponderebbe pacificamente ad una domanda del genere, e mi accontento di un piu' amichevole "Ma sente, quel che dico?". Dice che la lavastoviglie e' rumorosa e fa fatica. Ah, capisco; sostituisco l'ordine per il grog con uno per una cioccolata. Vado in bagno, e quando torno mia moglie mi informa che la tizia non sapeva come fare un gin tonic e che la titolare del locale e' dovuta intervenire per aiutarla. Certo che dieci euro e mezzo - ventun mila lire, per chi non e' nato ieri - per una cioccolata ed un gin tonic paiono un po' troppo. Direi due euro di troppo.
Andiamo fino ad
Aosta. Entriamo in citta', parcheggio e vado a leggere il parchimetro per sapere se devo pagare (e' domenica sera, non si sa mai). E' buio, e non si vede niente di quel che e' scritto sul parchimetro. Tariffe, orari, multe: potrebbe essere scritto in sanscrito e non sarebbe piu' illeggibile di quel che e'. Grazie Aosta, sara' per un'altra volta. Ritorno a Saint Pierre, in albergo, dove tutto sembra filare lisco e girare alla perfezione.
Tags: castelli e fortezze, diritto di fotografare, pub e bar, Valle d'Aosta
Un'altra linea aerea vittima della crisi economica globale? L'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile (ENAC) ha sospeso la licenza di trasporto aerea di Air Vall?e, linea aerea valdostana. Ecco il comunicato dell'ENAC:
L?ENAC rende noto che ? stato emesso un provvedimento di sospensione della licenza di esercizio di trasporto aereo del vettore Air Vall?e S.p.A..
La sospensione della licenza, che decorre dal 5 novembre u.s. ed ha validit? fino all?adozione di un successivo provvedimento, si ? resa necessaria a causa delle problematiche finanziarie ed operative rilevate a carico della societ? Air Vall?e.
L?ENAC ha richiamato la compagnia aerea al rispetto dell?obbligo di fornire adeguate e tempestive informazioni agli utenti e di riproteggere o rimborsare i passeggeri gi? in possesso di biglietti.
Air Vall?e e' anche l'azionista di maggioranza dell'aeroporto di Aosta "Corrado Gex", nel quale erano in corso lavori di ampliamento, secondo il
sito della linea aerea valdostana.
Tags: aeroporti, linee aeree in crisi, Valle d'Aosta

Negli ultimi giorni ho pubblicato varie
cose relative alla
montagna. Concludo questa settimana, e offro i miei auguri di buone vacanze chi a sta per partire, con una foto scattata in montagna qualche anno fa sul Col Rosset, nell'area del
Nivolet.
Tags: Alpi, foto, montagna, Valle d'Aosta Argomenti correlati a "valle d' aosta"