Un paradisiaco angolo del Sud Tirolo: la Valle di Siusi

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Messaggio del 02-12-2016, 21:07:20
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Un paradisiaco angolo del Sud Tirolo: la Valle di Siusi


Questo racconto venne originariamente pubblicato il 1° luglio 2008; è stato trasferito qui in quanto la vecchia area "Racconti" sarà presto chiusa. I dati dell'autore sono in fondo. Le opinioni espresse di seguito sono dell'autore del racconto.

Diario di un viaggio da ricordare

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Quando il sole spezza il buio della notte e si eleva dalle cime spigolose delle Dolomiti, si evidenzia la differenza cromatica tra la roccia e le macchie di neve: i prati, i pascoli e le immense distese di pini accendono i loro colori, scaldati dalla luce dorata del giorno.

Nella valle di Siusi, nel Sud Tirolo Italiano, il Sasso Lungo e il Sasso Piatto, con le loro particolari forme, acquistano la stessa brillantezza di tutto il paesaggio e l'altipiano di Siusi, per primo, si illumina, lasciando che i raggi raggiungano in breve i tre paesi della valle: Castelrotto, Siusi e Fiè.

Questa valle, sia essa vissuta in estate o in inverno, è molto diversa dalle nostre metropoli brulicanti e chiassose: in questi luoghi si riesce a staccare definitivamente la spina assaporando il piacere della tranquillità.
La valle di Siusi è fonte di attrazione turistica per persone di ogni eta' ed è promotrice di attivita', sportive, culturali e gastronomiche, che soddisfano le differenti esigenze.
Il Tirolo si estende sia sul territorio italiano che su quello austriaco: la somiglianza linguistica ne sottolinea l'appartenenza ad un'unica area che non risente dei confini geografici. I tre paesi che fanno parte della Valle di Siusi sono piccoli e distesi al sole, in una posizione estremamente panoramica, che raggiunge l'apice paesaggistico sui prati dell'altipiano. I tre paesi, bacini di ricezione di gran parte del turismo, sono tra i 1.000 ed i 1.200 metri di altezza, a differenza dell'altipiano che giace in posizione piu' elevata e vanta cime piu' alte. L'alpe di Siusi è forse il piu' esteso altipiano europeo ed è bacino di una varieta' di sport invernali e di passeggiate estive. E' inserito nel parco naturale dello Sciliar che si affaccia su piu' valli con il suo massiccio regalando al visitatore degli spettacoli paesaggistici di grande effetto: fra le principali vette ricordiamo il Massiccio comprendente il Monte Pez-Cime di Siusi. Il monte Pez con i suoi 2.563 m di altezza è sicuramente il punto piu' elevato di tutto l'altipiano.

Castelrotto è il paese piu' grande ed è sede delle varie rappresentanze burocratiche (scuole, comune etc). Il nome di questo paese dovrebbe significare "castello diroccato". La maggior parte dei suoi abitanti è di lingua tedesca, per quanto sia solo un dialetto della lingua austriaca.
Castelrotto vanta uno dei campanili piu' alti di tutto il Trentino: si erge nella piazza principale di fronte al bianco candido del palazzo municipale. Dalla piazza principale incamminandosi sulla prima via alla sinistra si giunge, dopo pochi metri, ad un palazzo la cui facciata, magistralmente dipinta, mostra animali montani e personaggi che indossano gli abiti tipici della valle:nella zona del Tirolo sono tipiche le case abbellite con dipinti murari.

Il palazzo dipinto ospita una piccola bottega dove vengono scolpiti nel legno oggetti di uso comune come anche sculture di grande valore. Questa attivita' artigianale è per gli abitanti un'arte molto sentita e praticata in queste valli .

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Ogni hotel del comprensorio, ha un centro benessere dove i turisti, all'imbrunire, dopo una giornata di sport o di escursionismo, si dedicano al fitness. Un altro paese turisticamente importante nella valle è Fiè allo Sciliar: la sua estensione è minore di quella di Castelrotto ma da Fiè si deve transitare per recarsi ad uno dei piu' bei castelli del Trentino Alto Adige: il castello di Presole.

Questo castello, che risale al 1517, è un esempio di arte gotica; le sue origini sembrano comunque risalire al 1200, quando i Signori di Fiè ne iniziarono lo scavo delle fondamenta. La famiglia Colonna fu un'importante presenza nel castello fino al 1804, migliorandone la struttura; in seguito vi si alternarono molteplici domini. Il castello è attualmente sede di concerti mostre e visite guidate: un'interessante possibilita' per il visitatore di rivivere un periodo della storia di queste terre.

Partendo da Fiè verso l'altipiano dello Sciliar, s'incontra l'omonimo laghetto di Fiè: su esso aleggia la leggenda che nel passato fosse luogo di riti propiziatori. Oggi è una gradevole e tranquilla localita' lacustre circondata da abeti.<!-- adOne -->

La tradizione di queste valli è ancora viva: la societa', un tempo di tipo agricolo, era composta da famiglie allargate che vivevano nei "masi", dal latino mansio, ovvero dimora. Il maso apparteneva ad un'unica famiglia ed era trasmesso in eredita' al primo figlio maschio; questa proprieta', in tipico stile alpino, comprendeva una casa padronale, con la facciata esterna dipinta ed abbellita da fiori, ed un edificio separato che fungeva da stalla e fienile, circondato da una radura boschiva.

Il maso è testimonianza di una cultura passata prettamente agricola il cui apice si ebbe dal XVII al XVIII secolo. I masi esistono tutt'oggi e si possono ammirare qua e la' nel paesaggio.
Un'altra delle tradizioni che continua a perpetuarsi è il matrimonio contadino che prevede anche una sfilata sopra le slitte, in abiti tradizionali fra cui il tipico cappello indossato dalle donne anziane chiamato turmkappe, dalla forma conica.
Agli sposi viene offerto auspicio di fertilita' con il tradizionale dolce festivo chiamato "gugelhupf" . A giugno inoltre, ha luogo la cavalcata in costume detta "di Oswald Von Wolkenstein", antico possidente del luogo e benefattore, che prevede diverse gare di abilita' a cavallo, gare che si svolgono a Castelrotto, a Fiè, a Siusi e l'ultima al castello di Presule. La manifestazione è estremamente suggestiva dato che sembra di rivivere nel medioevo: sicuramente il paesaggio circostante aiuta coloro che vi partecipano ad immedesimarsi meglio nell'ambientazione.

Non è insolito vedere appesi per i negozi e nei locali pubblici dei pupazzi rappresentanti anziane signore che sogghignano cavalcando una scopa: non si tratta di befane bensi' di streghe. Favole e leggende legate a queste valli raccontano di elfi, abitanti dei boschi e delle famose streghe che si radunano in festa sulle alte cime e vicino al Sasso Lungo ed al Sasso Piatto.

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In sud Tirolo anche i golosi hanno le loro soddisfazioni : tra i piatti tipici dell'Alto Adige , oltre all'immancabile strudel alle mele, da gustare immerso in un'abbondante crema calda alla vaniglia, al gugelhupf ed allo speck affumicato, da gustare su una fetta di pane caldo, troviamo i canederli, piatto autunnale e invernale molto calorico. Questi sono dei grossi gnocchi di pane, speck ed aromi che possono essere gustati sia asciutti che in brodo: il piatto è di origine contadina e, specialmente nei secoli passati, veniva preparato utilizzando gli avanzi di pane raffermo. I canederli hanno anche una loro versione dolce. Da non perdere i salumi della regione, lo speck, i wurstel, i formaggi tipici, le marmellate, il tutto da gustare con l'immancabile pane con il finocchietto.

Alla ricca cucina tirolese, puo' essere affiancata una sana attivita' fisica scegliendo fra gli svariati sport praticabili: d'inverno, oltre ai classici sci di discesa, sci di fondo e snowboard per i quali si contano circa 70 km di piste, si possono percorrere con doposci e racchette sentieri segnati , oppure ci si puu' cimentare con le particolari calzature da neve dette "ciaspole": a questo proposito vengono spesso organizzate ciaspolate di gruppo che permettono anche di ammirare la bellezza del paesaggio. In estate il trekking, l'equitazione, il tennis, il golf ed il parapendio, completano la varieta' di passatempi offerti.
Una particolare attenzione è poi riservata alla accoglienza ed ai passatempi dei bambini, per i quali sono organizzati parchi giochi sia invernali che estivi sia sull'altipiano che nei paesi sottostanti.

La parola d'ordine è sempre relax, divertimento e colore sia in estate che in inverno il tutto accompagnato dalla profonda pace interiore che si prova di fronte allo splendore di questi paesaggi cosi' maestosi.

Nota sull'autore
Raffaella Gariboldi, Milano

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