Inquadra. Aspetta, cambia posizione, la luce non arriva con l'angolo giusto. Reinquadra. Chiudi il diaframma, non c'e' abbastanza profondita' di campo. Meglio fare un passo indietro, anche se ho un dieci millimetri non riesco a mettere tutta la stanza nel fotogramma. Ora quell'angolo e' troppo scuro, forse e' meglio usare il fill flash per schiarirlo.
No, grazie. E' da alcune settimane che sono rientrato in Italia, e in queste settimane la mia reflex e' rimasta quasi sempre a casa, e mi sono goduto invece i panorami e gli angoli del torinese scattando foto come si faceva negli anni settanta (come facevo negli anni settanta prima di avere una reflex): guarda, scatta, e speriamo che venga una bella foto. E alla mancanza d'impegno non corrisponde una mancanza di soddisfazioni: sto facendo foto col cellulare, tipo queste, e pur con le loro imperfezioni volute (la vignettatura e il b/n sono effetti inseriti automaticamente dal programma di ripresa, Vignette per Android) e non volute (mediocre resa dei dettagli con illuminazione scarsa ), queste immagini mi danno piu' piacere di tante altre foto che ho scattato, con risoluzioni maggiori, con piu' dettagli, con corpi macchina e obiettivi e zaini enormemente piu' pesanti.
Ecco le Fascinating Aida, un gruppo britannico di cabaret, con il loro brano "Cheap Flights", che prende in giro i "voli a 50 pence" e la linea aerea che ce li propone.
Questura di Torino, ufficio immigrazione, alcune centinaia di persone in coda. Bambini d'aspetto asiatico che parlano in perfetto italiano con bambini d'aspetto maghrebino, e che poi si rivolgono ai loro genitori in un'altra lingua. Due bimbi - di genitori nati in Corea, credo - si rincorrono tra la gente in attesa, poi si fermano davanti alla macchinetta del caffe' e dicono "acqua, acqua!", un ragazzo africano alto e sottile si alza e sta per acquistare una bottiglia d'acqua ai bimbi, la loro mamma arriva di corsa, ringrazia e li riporta a sedere.
Tante facce interessanti, sarebbe bello produrre una galleria di ritratti per documentare l'immigrazione in Italia. Non che sia un'idea nuova, ma mi piacerebbe farlo.
Singapore, Business Lounge della Singapore Airlines. Sono qui dopo essere sbarcato dal volo China Airlines in arrivo da Taipei. Il volo per Roma decollera' verso l'una e cinque di mattina, e ... c'e' aria di federali italiani, qui. Manager di una qualche federazione sportiva italiana, probabilmente in visita a SIngapore per le Olimpiadi giovanili. E curiosamente disinformati in proposito, visto che sembrano scoprire sul Corriere gli eventi sportivi del giorno.
Gli avevo raccontato quella barzelletta che (...) i migliori navigatori vengono dalla Svizzera, il golfista migliore del mondo e' nero, ...
No, non si sono lasciati andare a commenti particolarmente stupidi o particolarmente razzisti, a parte alcune frasi sui calabresi e sulla "litra" come unita'' di misura. Ma sono riusciti a distrarmi dalla mia missione della serata, che e' quella di installare piu' spazzatura possibile sul mio nuovo smartphone, di cui parleremo un'altra volta.
Hualien e' una citta' di circa centomila abitanti sulla costa orientale di Taiwan. Ha ottime piste ciclabili, tra cui una molto bella che corre lungo la spiaggia, c'e' una base dell'aviazione militare taiwanese da cui decollano rumorosi F5 e F16, ed e' un punto di partenza per escursioni nelle Taroko Gorges. Quello che non sapevo, finora, e' che Hualien (la citta' di Hualien, non la regione di Hualien, che copre il 50% della costa orientale taiwanese) e' anche un'area in cui e' possibile vedere balene, orche e delfini. E Grandi Squali Bianchi, visto che ne venne pescato uno lungo quasi sette metri e pesante due tonnellate e mezzo nel 1997). Cosi' ieri, dopo una pedalata troppo lunga con uno zaino fotografico sovraccarico, su una bici non abbastanza grande, sono arrivato al porto da diporto di Hualien e ho acquistato un biglietto per un'escursione di whale watching, al modesto prezzo di 800 NTD (New Taiwan Dollar), cioe' circa 20 euro. Dell'escursione parlero' in seguto, ecco intanto la foto di una coppia di delfini.
Un ciclista a Taoyuen (Taiwan) si protegge dal sole e dall'inquinamento come puo'. Temperatura al momento in cui la foto e' stata scattata: circa 35 gradi.
Miranda e' il nome di una piccola localita' neozelandese, vicino alla penisola di Coromandel, che offre l'opportunita' di osservare uccelli migratori e stanziali. Ah, gia': e' anche nota per la presenza di un ornitologo sbadato (o dispettoso). Nella foto e' visibile un martin pescatore.
Tanti anni fa, quand'ero piccolo, mio zio mi chiamava vagabondo. Non ci facevo caso, soprattutto perche' mio nonno, nello stesso periodo, mi chiamava Garibaldi, come probabilmente altri nonni piemontesi nati all'inizio del Novecento facevano coi loro nipoti. Non ero, mi pare, ne' scavezzacollo, ne' particolarmente curioso del mondo, ne' un condottiero nato, per cui entrambi i soprannomi mi parevano fuori luogo. Ultimamente, pero', mi pare di essere diventato un vagabondo per forza o per caso: mi trasferisco in Inghilterra e mi spostano negli Stati Uniti, sono negli USA e mi mandano a Singapore. Ora, poi, e' un periodo particolare: rimasto senza lavoro per scelta, e senza possibilita', per il momento, di rientrare nella mia casa inglese fino alla soluzione di alcuni problemi burocratici, mi sono ritrovato a passare due mesi a Singapore, uno in Nuova Zelanda, cinque giorni a Singapore ospite di amici, e ora sono a Taiwan da un giorno, e restero' qui per due settimane, per poi ritornare in Italia dopo Ferragosto, passando di nuovo per Singapore, sperando di riuscire a rientrare in Inghilterra prima di Natale.
La morale della storia, per chi vorrebbe viaggiare e non ci riesce per tanti motivi, e' che anche se per tanto tempo niente cambia, basta un attimo per cambiare tutto.
Dopo un mese passato in Nuova Zelanda, faccio fatica a credere che domani me ne andro'. Mia moglie ed io siamo arrivati ad Auckland un mese fa, e pare ieri - per le sensazioni dei primissimi momenti passati qui - e pare d'essere qui da anni - per la quantita' di posti visitati, per l'essere ritornati in alcuni posti (per esempio Rotorua), per la quantita' di gente incontrata e di cose viste (per dire: quattro De Havilland Vampire in tre musei differenti).
Ora sono in un hotel non lontano dall'aeroporto. Sessantacinque dollari a notte, una sensazione intensa di sporcizia e poca manutenzione: residui fecali nel WC, sedie con le gambe sghembe, telecomando della tv tenuto insieme con il nastro adesivo, quattro lampadine fulminate, frigorifero che non viene pulito dai tempi dell'incoronazione di Elisabetta Seconda. Non faro' neppure la doccia prima di andare a dormire: la faro' domattina, col disinfettante, per ripulirmi.
Nei prossimi giorni continuero' a pubblicare foto e appunti di viaggio sulla Nuova Zelanda, in attesa di scrivere della visita a Taiwan che faro' la settimana prossima. No, non ho vinto una lotteria, vado invece a Taiwan per risparmiare: se dovessi restare a Singapore spenderei un capitale, a Taiwan invece posso stare da parenti e tagliare decisamente le spese, nonostante il costo del biglietto aereo.
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