Il blog di ViaggiareLeggeri, argomento: Irlanda
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Irlanda
"... e queste sono le chiavi della Focus. Sara' a tua disposizione fino a quando l'assegno dell'assicurazione non ti verra' consegnato, da quel momento avrai sette giorni per restituirla."
Sto ritirando una vettura di cortesia alla Enterprise di Heathrow, dopo che la mia auto e' stata tamponata ad un semaforo a Feltham, qui vicino. Il danno all'auto e' minimo, non si chiude il bagagliaio, ma i costi della riparazione potrebbero essere superiori alle settecento sterline che l'auto mi e' costata.
"Bene, bene, molto meglio della Volvo del dodicesimo secolo che guidavo prima. Dall'accento mi pare che tu sia irlandese, giusto?"
Gli occhi di Pete, il giovane impiegato che mi sta dando le chiavi, si illuminano.
"Si', vengo dall'Ulster!"
"Sono stato in Ulster, e anche nell'Eire. Da quale citta' vieni?"
"Armagh. E' a sud di Lough Neagh, il grande lago al centro dell'Irlanda del Nord."
"Lo so, ho visitato Armagh tanti anni fa. Ricordo una visita in due negozi di dischi che erano pressapoco l'uno di fronte all'altro..."
"Si', li ricordo bene! Ho lavorato in uno di quei negozi, prima di trasferirmi in Inghilterra. Ti e' piaciuta, Armagh?"
"Mi e' piaciuta, e mi ha lasciato un aneddoto memorabile. Ma qui state lavorando, non e' il caso..."
"Cos'e' successo ad Armagh?"...
Tags: fotografia, guerre, Irlanda
Negli ultimi giorni sono avvenute alcune cose piuttosto interessanti a Singapore, in Irlanda e in Inghilterra.
A
Singapore, Lee Kuan Yew ha rassegnato le dimissioni. LKY, come lo chiamano i singaporiani (che non amano perdere tempo con i nomi lunghi) e' uno dei padri di Singapore, e ricopriva il ruolo di "Minister Mentor", ma secondo colleghi e conoscenti, era ancora lui a prendere le decisioni, a Singapore, e non il Primo Ministro
Lee Hsien Loong (suo figlio). Non pare il tipo che vuole godersi la vita a ottantasette anni, LKY: potrebbe avere problemi di salute.
In
Irlanda si sta svolgendo la visita ufficiale della Regina Elisabetta II. Era dal 1911 che un sovrano britannico (Re Giorgio V) non visitava l'Isola di Smeraldo, e in quell'occasione l'Irlanda era ancora parte del Regno Unito. Un momento toccante, oggi, e' stata la deposizione da parte della Regina di una corona nel
Garden of Remembrance a Dublino, dedicato agli irlandesi caduti combattendo gli inglesi nel corso dei secoli.
In
Inghilterra, in coincidenza con la visita di Elisabetta II in Irlanda, sale l'allarme per il terrorismo repubblicano irlandese (dell'Irlanda del Nord; Elisabetta sta visitando l'Irlanda del Sud): ieri le strade intorno a Buckingham Palace, a
Londra, sono state chiuse al traffico per cinque ore ed una valigia abbandonata vicino ad un hotel in Northumberland Avenue e' stata fatta brillare.
Venendo ad eventi piu' vicini (a me), i proprietari dell'
auto vandalizzata ieri a
Stanwell Moor hanno contattato la polizia, e si sono sentiti rispondere che e' possibile sporgere una denuncia solo se le gomme sono state bucate o tagliate, non se sono state sgonfiate. Fino a qualche settimana fa, ogni giorno passavano nel villaggio i "bobby" di quartiere, a piedi, per vedere e far sentire la propria presenza. Spariti loro, sono iniziati i sabotaggi.
Tags: Gran Bretagna, Irlanda, Londra e dintorni, Singapore, Stanwell Moor e dintorni
Gli irlandesi, con i danesi, erano considerati fino a pochi anni fa i "napoletani del nord". Allegri, rumorosi, gioviali, simpatici. E' possibile che Ryanar sia riuscita, col suo personale - sottopagato e sempre sotto pressione - e le sue politiche, a cambiare in peggio la reputazione dell'isola di smeraldo? Sul
forum e' comparso tempo fa il seguente "pensiero":
Ho sempre odiato gli Irlandesi, le considero delle persone fredde, prive di sensibilità e umorismo... povere persone lobotomizzate senza nessuna espressione ... e così sono anche nel caso della Ryan Air.
Se avessi letto questa frase dieci anni fa, o venti, avrei avuto una sola risposta:
questo non ha mai visto un irlandese. Ora, invece, tanti italiani hanno l'occasione per vedere irlandesi sui voli Ryanair, in condizioni che non mettono in luce le loro qualita' migliori. Peccato. Non bastera' un articolo in un blog a contrastare gli stereotipi negativi, ma possiamo provarci.
Quelli che seguono sono gli stereotipi piu' diffusi sull'Irlanda, in base a ricerche fatte su Google:
L'Irlanda e' famosa per i suoi cavalli di razza.
L'Irlanda e' famosa per la sua pioggia.
L'Irlanda e' famosa per i suoi gnomi.
L'Irlanda e' famosa per i Pub.
L'Irlanda e famosa per la birra.
L'Irlanda e' famosa per il tempo non proprio invitante.
E questi sono gli stereotipi piu' comuni sugli irlandesi. Come vedete, niente a che vedere con la "freddezza" e la "mancanza di umorismo", anzi, tutt'altro:
Gli irlandesi sono famosi per il loro senso dell'ospitalità.
Gli Irlandesi sono famosi per il loro contributo letterario al mondo
Gli irlandesi sono famosi per essere gente calorosa e ospitale
Gli irlandesi sono famosi per la cordialità
Gli irlandesi sono famosi per le loro freddure e per i loro limerick.
Gli irlandesi sono famosi per essere un popolo accogliente e caloroso
Gli Irlandesi sono famosi per i loro folletti,
Gli irlandesi sono famosi per il calore e per l'ospitalità,
Gli irlandesi sono famosi per la loro cordialità
Gli Irlandesi sono famosi per la loro cordialità e ospitalità
Gli irlandesi sono famosi per essere ottimi oratori
Gli Irlandesi sono famosi per la Birra e il Rock
Non ho avuto l'opportunita' di visitare l'Irlanda, negli ultimi anni (diciamo negli ultimi diciannove anni...), c'e' qualcuno che c'e' stato di recente e ha qualcosa da dire sulla sua esperienza in Irlanda?
Tags: antropologia spicciola, Irlanda, Ryanair, stereotipi
Se siete da qualche parte nel Regno Unito e non sapete cosa fare stasera o domani, ecco un'idea: andate in piazza a vedere libri, parlare di libri. Ma correte, c'e' poco tempo.
A Londra, Glasgow, Bristol e in altre localita' si sta svolgendo la
World Book Night. Come dice il
sito dell'evento,
La World Book Night rappresenta la piu' ambiziosa e vasta celebrazione di libri (per lettori adulti, non ragazzi - VL) mai tentata nel Regno Unito e in Irlanda.
Sabato 5 marzo 2011, due giorni dopo il World Book Day, col pieno supporto della Publishers Association, della Booksellers Association, dell'Independent Publishers Guild, della Reading Agency e librerie, del World Book Day, della BBC e della RTE, un milione di libri verrannno offerti in omaggio da un'armata di appassionati lettori ai passanti, nel Regno Unito e in Irlanda.
La distribuzione comprendera' 40.000 copie di 25 libri scelti con cura, che verranno dati via da 20.000 volontari, ciascuno dei quali scegliera' uno dei 25 libri e ne distribuira' 48 copie a passanti nel corso della World Book Night. I libri avanzati verranno distribuiti da(ll'organizzazione) World Book Night in luoghi che sarebbero altrimenti difficilmente raggiungibili, come prigioni ed ospedali.
Ecco alcune delle localita' in cui si stanno svolgendo, o si svolgeranno, eventi legati a World Book Night:
World Book Night at Trafalgar Square
Trafalgar Square, London, SW1
Da : Venerdi', 04 March 2011 17:00
A : Venerdi', 04 March 2011 20:00
A Play and Book
Mold, Flintshire
Da : Venerdi', 04 Marzo 2011 17:30
A : Venerdi', 04 Marzo 2011 18:30
Redgrave Theatre-Bristol
Bristol
Da: Venerdi', 04 Marzo 2011 18:00
A : Venerdi', 04 Marzo 2011 20:00
Foyles at Charing Cross Road
113-119 Charing Cross Road, WC2H 0EB, London
Da: Sabato, 05 Marzo 2011 07:00
A: Sabato, 05 Marzo 2011 18:00
Paddington Library
Porchester Road, Paddington, London, W2 5DU
Da: Sabato, 05 Marzo 2011 09:00
A: Sabato, 05 Marzo 2011 19:00
Ci sono molte altre localita', l'elenco e' ...
Tags: Gran Bretagna, Irlanda, libri, Londra e dintorni

Come avevo
scritto, mi ha un po' sorpreso l'esistenza di una parata per il giorno di San Patrizio a Singapore. Non che non ci siano poche tracce d'Irlanda, a Singapore, anzi: i tanti pub irlandesi e le opere dell'architetto George Drumgoole Coleman sono ovunque.
Cielo coperto con forti probabilita' di pioggia, un divano comodo, qualche ora di sonno arretrato da recuperare: le scuse per non uscire ci sono, come sempre, eppure andiamo. Prendiamo un taxi, perche' la mia idea di andare da Tanjong Rhu all'Asian Civilisations Museum (il punto di partenza della parata) in pullman e' stata cassata immediatamente dalla mia dolce meta', e a ragione: col taxi abbiamo speso circa sei dollari, con l'autobus ci sarebbe voluta una cifra simile, e non saremmo arrivati cosi' vicini alla destinazione e cosi' in fretta. Arriviamo lungo il Singapore River, dove si preparano i ...
paranti? Manifestanti? Quelli della parata di San Patrizio, insomma. Il pubblico ha seguito l'invito presente ovunque: indossiamo tutti qualcosa di verde. Vedo tanti bambini occidentali con le insegne di scuole elementari di Singapore, ci sono alcune bande musicali, c'e' un tizio vestito da San Patrizio e zero forze dell'ordine, non ce n'e' bisogno.
La parata inizia, partiamo da Raffles' Landing Site, il sito della fondazione della Singapore moderna (1819), costeggiamo il fiume e lo attraversiamo poi sul Cavenagh Bridge. Ha iniziato a piovere, e appena superiamo il ponte, lasciamo che il corteo prosegua su Battery Road, mentre noi ci affrettiamo verso l'ampio atrio coperto delle banche poco prima di Boat Quay. In un attimo arriva li' anche la parata ufficiale, e iniziano le esibizioni. Tap dancing, bande musicali, un numeroso gruppo di
stormtroopers di Guerre Stellari (501st Legion, Singapore Garrison. Fanatici!) assediati da bambini che vogliono farsi fotografare con loro.
La pioggia continua. le esibizioni pure. La parata e' iniziata alle tre e mezza e dovrebbe portare ad un "street party" in Circular Road, a due passi da qui, alle cinque. Ma anche se sono solo le quattro e qualche minuto, dopo il quinto o sesto gruppo di tap-dancers ci allontaniamo e entriamo in uno dei pub di Boat Quay. Una pinta di Guinness, dodici
singdollar. Mangiamo anche qualche ala di pollo, e uscendo capitiamo per caso nello
street party post-parata: bicchieri pieni di Guinness ovunque, una marea di gente vestita di verde, un palco dove alcuni musicisti si esibiscono in canzoni tradizionali irlandesi e in qualche
cover di brani famosi (solo "With or without you" degli U2). Ci sono nuove esibizioni dei tap-dancers, alcuni sono giovanissimi, cinque anni, a occhio e croce. Quando poi i musicisti continuano - il chitarrista era il St. Patrick che aveva condotto la parata - i bambini diventano padroni del palco, giocano e si lanciano piccoli palloni da rugby a pochi metri dalla band. Alcuni bambini iniziano a lanciare palloni al bandanato bassista della band, che li rilancia indietro con pose plastiche piu' da quarterback della NFL che da rugbista, costringendo il cantante, tra una canzone e l'altra, a raccomandare di non tirare piu' palloni ai musicisti, perche' "
it's a bloody pain in the arse.
Tanti, tantissimi occidentali, intorno a questa parata e alla festa. E tanti veri irlandesi in giro: non so quanti ce ne siano a Singapore, ma sembrano essere tutti qui, oggi. Certo, alcuni potrebbero essere dei
Plastic Paddies... chi lo sa.
Restiamo fino alle otto e mezza, godendoci la musica e l'allegria della giornata.
Tags: feste, foto, Irlanda, Singapore, tradizioni
Mi piace visitare posti ed eventi che sembrano fuori luogo. L'
Oktoberfest a Saigon. Il Capodanno cinese a Londra.
Helen, un villaggio
semi-bavarese in Georgia. E ora ho 'scoperto' che oggi si svolgera' a Singapore la parata del St.Patrick Day, il giorno di San Patrizio. In anticipo di tre giorni (il giorno corretto e' il 17 marzo), ma questa e' Singapore, e di creare problemi alla produttivita' nazionale a meta' settimana non se ne parla proprio.
La parata di San Patrizio si svolgera' tra le 15,30 e le 17 di oggi, domenica 14 marzo, con partenza all'Asian Civilisations Museum, lungo il Singapore River, e sara' seguita da una festa in Circular Road, all'aperto, a poche centinaia di metri dalla partenza. Mi chiedo se si seguira' la via piu' diretta, magari fermandosi in tutti i pub lungo il percorso... Vedremo.
Tags: birra, feste, Irlanda, Singapore, tradizioni

Michael O'Leary, l'amministratore delegato della
Ryanair, ha pochi ammiratori, in Italia, a causa delle sue sparate pubblicitarie (bagni a pagamento, passeggeri in piedi, sesso gratis per i passeggeri della futura RyanAtlantic), della sua costante ricerca di nuove
entrate ausiliarie e di una certa arroganza personale. Gli irlandesi, invece, hanno una ragione differente, o ulteriore se preferite, per apprezzarlo poco: Mr. O'Leary, infatti, usa da anni le corsie riservate ad autobus e taxi a Dublino. E lo fa senza rischiare multe come capiterebbe ai normali cittadini irlandesi: grazie ad un cavillo burocratico, O'Leary ha trasformato la sua auto in un
taxi ad uso personale.
L'AD Ryanair ha infatti acquistato una targa speciale per taxi (e una licenza, immaginiamo) che, per la cifra di 6.000 euro, gli consente di convertire la sua Mercedes con autista in un taxi e, quindi, di utilizzare le corsie preferenziali riservate a taxi e autobus. In questo modo, O'Leary evita di perdere tempo nel traffico cittadino.
Conoscendo lo
stile di Michael O'Leary, sarebbe disposto anche a caricare passeggeri paganti sulla sua auto personale, pur di arrotondare le sue entrate.
Tags: Irlanda, manager, Michael O'Leary, Ryanair, taxi
Un visitatore entra nel
forum di questo sito e lascia un messaggio molto critico nei confronti di una linea aerea irlandese. Capita, non e' certo il primo ne' tantomeno l'ultimo. Il suo messaggio ha qualcosa di peculiare, pero': l'indirizzo email che ha utilizzato per inserirlo contiene il nome di una piccola compagnia aerea italiana.
Un'ora piu' tardi, un'altra persona inserisce un messaggio ancora piu' aggressivo nei confronti della stessa linea aerea straniera. Tanto per essere sicuri, nel giro di due minuti inserisce lo stesso identico messaggio in tre diverse discussioni del forum. Pratica ovviamente non consentita: se tutti inserissero lo stesso messaggio in piu' discussioni, finiremmo coll'avere tante discussioni identiche composte da piccoli monologhi, non da scambi botta-e-risposta come succede nelle vere discussioni.
Passa un'altra ora. Un'altra critica alla stessa linea aerea irlandese, con insulti generici - e bizzarri - agli irlandesi in generale. Altri tre minuti, e lo stesso messaggio viene inserito in un'altra discussione. Ma il nome usato dall'autore e' differente, ed ecco che anche il piu' addormentato dei
webmaster, a questo punti, si accorgerebbe che qualcosa non quadra. Analizzando i dati del server, emerge che i sei messaggi ipercritici nei confronti della linea aerea straniera sono stati inseriti tutti utilizzando lo stesso computer (o computer che condividono lo stesso indirizzo); sono stati inseriti usando quattro nomi differenti e tre indirizzi email differenti (di cui uno, come dicevamo all'inizio, contenente il
nome di una compagnia aerea italiana). Sento puzza di bruciato, e per fortuna non e' la pizza surgelata che sta cuocendo nel forno.
Gia' in passato abbiamo avuto visite da un misterioso
difensore in incognito di una compagnia aerea nazionale: uno che scriveva come fosse stato un osservatore obiettivo e imparziale, lodando una certa compagnia aerea ... e scrivendo da un computer di quella compagnia aerea! Due settimane fa c'e' stata un'eruzione di messaggi pubblicitari nel forum (gente che pone una domanda, e nel giro di pochi minuti finge di essere qualcun altro e risponde alla domanda pubblicizzando un'azienda), messaggi che sono stati trattati con gli strumenti piu' adatti: machete e lanciafiamme. Ora, questi nuovi sei messaggi di critica alla stessa linea aerea sembrano essere stati scritti dalla stessa persona, con o senza il mandato della linea aerea italiana distrattamente (?) menzionata nel primo indirizzo email. Sia some sia, un autore che si firma con piu' nomi differenti, inserendo messaggi dello stesso tenore, punta evidentemente ad
ingannare i lettori del sito che lo ospita, animando da solo un teatrino di personaggi fittizi armati di torce e forconi, pronti a incenerire la sede dell'odiata linea aerea irlandese. Viene il sospetto che
quella linea aerea irlandese sia colpevole di una cosa molto piu' grave dell'avere personale a volte scortese o regole spesso complesse: continua ad avere prezzi piu' bassi della concorrenza, facendo fallire le aerolinee che operano sulle stesse rotte.
Allora, quest'utente con molti nomi, molti indirizzi email e un solo computer, sara' un disonesto, o e' solo una serie di coincidenze? A pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, diceva Andreotti.
Tags: Irlanda, Ryanair, siti Internet, truffe
Un controllore di volo dell'aeroporto di Cork, Irlanda, ha fornito istruzioni per l'atterraggio ad un pilota tramite SMS. Il pilota di un bimotore Cessna diretto da Kerry (Irlanda) a Jersey (Channel Islands) si e' ritrovato senza elettricita' a bordo poco dopo il decollo. Il pilota, usando il suo cellulare, ha provato a contattare gli aeroporti di Kerry, senza successo, e poi Cork. Il controllore di volo di Cork, visto l'emergere di problemi nel parlare col pilota, ha inviato messaggi di testo al pilota tramite i cellulari dei passeggeri a bordo.
Della serie "Usare il cellulare e' vietato (ancora per poco), ma a volte salva la vita".
Tags: aviazione, Irlanda, sicurezza, telefonia
Ho scambiato un paio di email con una amica che vive anche lei all'estero (isole britanniche). Alcune riflessioni, considerato che il lavoro che svolge attualmente (receptionist) non la soddisfa e non sembra adatto ad essere inserito nel suo curricula, e che quindi non rappresenta un punto di partenza per cercare un lavoro migliore, mi vengono in mente alcune cose...
Se si rimane in uno Stato perche' piace il posto (sole, mare, o fresco, montagne, o panorami, natura), o perche' li' c'e' una persona "speciale", allora lavorare li' ha un senso, e non importa quale lavoro fai; a me successe in passato, mi ero stufato di vivere in Inghilterra e, per un certo periodo, anche del mio lavoro nella ditta per cui ho lasciato l'Italia; ma non volevo lasciare la mia ragazza, che poteva lavorare solo in Inghilterra, per cui rimasi li'.
L'amica che mi ha scritto lavora come receptionist, e prima ha lavorato come cameriera in vari pub, nonostante una laurea in lingue. Cameriera e receptionist sono esperienze in settori contigui. Ma si trattera' dei settori in cui l'amica vuoi lavorare? Perche' se e' cosi', le conviene vedere fino a che punto e' possibile crescere professionalmente senza cambiare settore. Come receptionist, avra' la possibilita' di passare a funzioni gestionali nel settore alberghiero? E, soprattutto, lo vorra' fare? Non tutti amano organizzare e dire ad altri cosa fare. Mi pare che, nei lavori svolti dalla mia amica da quando ha lasciato l'Italia, l'inglese sia stato lo strumento principale, e il contatto con la gente per migliorare la lingua sia stato l'obiettivo principale. Ma il riuscire a parlare due (o tre, o quattro) lingue diventa utile solo per fare da "interfaccia" tra due persone, o tra una persona e un'organizzazione, che non parlino la stessa lingua. Il che limita le possibilita' professionali: interprete, traduttrice, assistente di un manager. Comunque, persona che mette in secondo piano eventuali altre competenze, e si "vende" professionalmente
solo per la capacita' di tradurre da una lingua all'altra. Il che significa tradurre quello che altri dicono, e restare
senza una propria voce.
Il parlare benissimo una lingua non tua (l'inglese in questo caso) non e' proprio un
badge of honour, rimanendo nelle Isole Britanniche, dove tutti parlano inglese: e' altrove, che il parlare bene l'inglese diventa un utile
asset. In Gran Bretagna e in Irlanda (e negli USA, Canada, Australia), viene dato per scontato che una persona parli bene l'inglese. Un conoscente e' tornato in Italia dopo una decina d'anni di lavoro in Paesi in cui si parla solo inglese. Ora fa traduzioni a tutto spiano, e forse aprira' una piccola scuola di lingue. L'inglese diventa una fonte di lavoro in se' solo lasciando i Paesi anglosassoni, come ha fatto lui...
L'amica che vive oltre manica risiede in un'area con molti centri assistenza di
software houses europee e non, ma non vuole lavorare in un call centre, dice. Va bene. Ma i call centres sono come il lavoro da cameriera: un punto di partenza. Verso lavori migliori nel settore dell'assistenza utenti, o verso posizioni migliori nella stessa azienda. Una ex collega di lavoro era alla reception fino ad un anno fa, poi - causa dimissioni di colleghi, trasferimenti di altri colleghi in altre aree aziendali - e' stata spostata alla contabilita', che e' dove voleva andare. Non auguro alla mia amica di andare a lavorare in contabilita', ma ... entrando in una ditta, non si sa mai dove si finira'. Nel 1990 entrai come operaio in un'azienda torinese (no, non la FIAT). Non avrei mai sospettato che avrei trascorso sette anni in reparto a fare l'operaio. E neppure avrei sospettato che, nel 1997, mi sarei trovato a lavorare alla progettazione di parti auto, fino a diventare responsabile di due progetti nel 1999. Questo lo dico non per invitare tutti ad entrare in una grande azienda e fare lavori di cacca per sette anni, ma per fare notare che entrando in un'azienda di grosse dimensioni, e dimostrandosi svegli e attivi subito, il passaggio dal call centre ad un lavoro migliore puo' avvenire.
Parlando del settore traduzioni, le aziende del settore si dedicano sempre di piu' al coordinamento del lavoro di traduttori esterni, per cui mandar loro il tuo CV, come ha fatto la mia amica, serve poco. Non ci sono assunzioni, ci sono invece progetti e pagamenti a progetto. A me arrivano proposte di traduzione tramite
www.proz.com, e ce ne sono altri, di siti che mettono in contatto traduttori freelance con potenziali clienti. Si tratta di lavorare da casa e di stare davanti al computer, cosa che la mia amica non gradisce. Io lo feci nel 2000, traducendo un motore di ricerca per una ditta anglo-svedese. Lavorai da casa, in biblioteca e anche in montagna, su un prato del Colle del Lys, tra una partitella di calcio e una di pallavolo con i miei amici. Mi ricordo quel lavoro, e sapete perche'? Perche' fui...
Tags: Irlanda, vivere all'estero
E' appena passata la festivita' di San Patrizio. Negli USA viene attesa e festeggiata quanto il Natale, anche se i riti sono un po' differenti: a San Patrizio (17 marzo) si beve e celebra l'
Irlanda, e pare che tanti americani anche NON di origini irlandesi diventino pazzi per l'Irlanda, in questi giorni.
Trattasi di un'Irlanda semplificata e idealizzata, un'idea d'Irlanda che incorpora tanta musica degli U2 (i pezzi classici di Joshua Tree, album fatto apposta per il mercato americano), tanti sentimenti di fratellanza americo-irlandesi sia per l'origine di tanti americani (appunto di sangue irlandese), sia per la comune lotta per l'indipendenza dalla Gran Bretagna, qualche tradizione dal resto della Gran Bretagna, e che dimentica la posizione dell'Eire durante WWII (neutrale, con tanto di condoglianze dal presidente irlandese all'ambasciatore tedesco per il suicidio di Hitler), la grande fame del 1840, le differenze tra Irlanda del Nord e Repubblica d'Irlanda, il fatto che i terroristi / combattenti per un'Irlanda indipendente e unita (le cui foto tappezzano diversi pub irlandesi negli USA) sono stati in molti casi responsabili di attentati contro civili in Inghilterra. Beh, comunque quest'Irlanda idealizzata e' occasione di bevute e grandi feste, e se capitate oltreoceano, i posti in cui passare St. Patrick's Day sono:
1) Boston: ovvio, la comunita' irlandese piu' vitale degli USA. Sede dei Boston Celtics della NBA. Qualche speranza di sentire accenti irlandesi veri.
2) Savannah, in
Georgia: ogni anno si riversano su questa storica citta' tra due e trecentomila persone per festeggiare St. Patrick. Pandemonio fino alle prime ore del mattino, ma poche risse, per fortuna.
3)
New York: come sopra, con grande parata, ma con qualche rischio in piu' (citta' piu' grande, meno poliziotti in proporzione ai turisti e ai malintenzionati).
Tags: bere, feste, Irlanda, Stati Uniti Argomenti correlati a "Irlanda"