Il blog di ViaggiareLeggeri, argomento: computer
Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento
computer
Ieri, nel forum e' stato menzionato il povero NAS (*) Lego fatto in casa (DIY,
Do It Yourself). Per una inquietante coincidenza, nello stesso momento si stava parlando di quello stesso computer nel mio ufficio:
- Collega: Sono stufo delle sorprese degli ovetti Kinder. Non ci sono piu' cose da montare. Guarda! Due piedi! Dico ... due PIEDI in un'ovetto Kinder!
- Io: Dovresti passare piu' tempo a giocare col Meccano o coi Lego, anziche' fare l'IT manager...
- Collega: Ecco! Dovrei costruire un computer coi Lego!
- Io: Fallo. Io ne ho costruito uno e ogni volta che lo vedo, o che trasferisco un file, sorrido...
Volevo quindi rassicurare i colleghi (
NB, GB, SN, DB, this is for you) e i curiosi: il server continua a funzionare bene, le mie circa 100.000 foto scattate in vacanza sono sempre li', e costruire qualcosa con le proprie mani e' sempre un'attivita' rilassante, sia che si costruisca un tavolino in legno, un igloo nel prato innevato dietro casa, o un computer fatto coi Lego.

Nella foto, la squadra dei manutentori al lavoro (***). Sullo sfondo, a sinistra, un ignoto sabotatore.
Ricordo i dati principali del computer:
- 1 HD, 3,5", da 1TB;
- 2 HD, 2,5", da 500 GB ciascuno;
- 1 HD, 3,5", da 320 GB;
- Motherboard Intel D510MO con processore Atom integrato;
- 2Gb di RAM
(ulteriori dettagli
qui)
(***). Sullo sfondo, a sinistra, un ignoto sabotatore.
(*): Network Attached Storage. Praticamente un
file server collegato in rete via cavo o wireless.
(**): "DIY Lego NAS" non e' italiano, lo so. Ho scritto il titolo di questo
post in modo da renderlo facilmente rintracciabile per i miei conoscenti anglofoni.
(***): "Ah, ci sono i manutentori, allora e' guasto!". Tipica risposta da cioccolataio. La manutenzione si fa PRIMA dei guasti, per evitarli.
Chiudere la stalla ... buoi ... ... la conoscete la storia, no?
Tags: computer, fai da te, foto, Lego
Mesi fa avevo scritto di un piccolo progetto di
bricolage informatico, un NAS - Network Attached Storage - costruito con mattoncini Lego, piu' ovviamente scheda madre, dischi rigidi e altri componenti convenzionali. Un motivo per costruire un computer coi Lego e' che mi serve un server connesso alla rete wireless di casa, accessibile da tutti i computer (e smartphone) di casa, in cui archiviare le decine di migliaia di fotografie digitali che ho scattato negli ultimi anni. Altri motivi sono il desiderio di costruire un computer da zero, la voglia di giocare coi Lego, e in generale il desiderio di cimentarmi in qualcosa di nuovo. Ed e' stato un progettino interessante.
Il lato informatico dell'idea era stato descritto in
Un NAS fai-da-te per un fotografo viaggiatore; dopo aver preparato le
interiora del server, avevo lavorato alla struttura esterna fatta coi Lego, e una prima foto della struttura generale del server era stata pubblicata in
NAS fai-da-te: FreeNAS ok, ora passiamo ai Lego.
Il progetto mosse i suoi primi passi in febbraio. Dopo, il silenzio. Alcuni amici, nelle settimane che ho trascorso in Italia, hanno iniziato a sospettare che io abbia abbandonato l'idea a causa di insormontabili complicazioni tecniche. Vorrei rassicurarli: dopo l'arrivo dell'alimentatore PicoPSU acquistato su eBay, in marzo, il computer e' stato completato nel giro di poche settimane, ed il risultato finale e' visibile in questa foto:
Il sistema operativo - FreeNAS - e' ospitato in una chiavetta USB, visibile alla sinistra del cavo di rete. Il computer e' controllato in remoto tramite un'interfaccia web; il contenitore ospita la scheda madre Intel D510MO, una ventola, un disco Seagate 3,5" da 1Gb. La configurazione e' molto fluida (uno dei motivi per cui ho scelto di usare i Lego anziche' acquistare - o costruire - un contenitore di forma e dimensioni fisse), e conto di aggiungere da due a tre dischi da 500Gb/2,5" acquistati nei mesi scorsi. Mi serviranno solo altri cavi e altri mattoncini Lego.
Dopo aver completato il NAS, e dopo avervi trasferito tutte le foto digitali che avevo, il computer e' stato chiuso in una scatola, imballato e caricato su un pallet di oggetti personali, in modo da poter essere spedito da Singapore all'Europa via mare. Era la fine di luglio 2010. La settimana prossima, incrociando le dita, dovrei ricevere quel pallet, e sapro' dirvi se un computer fatto coi Lego e' in grado di sopportare una spedizione intercontinentale.
Tags: computer, fai da te, informatica, Lego
Il
Capodanno lunare cinese e' passato, e questi giorni mi sono stati utili per lavorare al progetto di un NAS fatto in casa. Non che ci fossero molte alternative: viaggiare durante il Capodanno cinese, in Asia, vuol dire spendere un capitale. Le migrazioni natalizie, pasquali e festive che vediamo in Italia coinvolgono tante persone, ma quando c'e' di mezzo la Cina - e soprattutto i cinesi della diaspora che vivono in Indonesia, Malesia, Tailandia, Singapore, e nel resto del mondo) si parla di centinaia di milioni di persone che viaggiano in questi giorni.
Un NAS (Network Attached Storage) e' praticamente un
file server, quindi un computer collegato in rete, dedicato solo a rendere disponibili i files depositati sui suoi dischi rigidi, e da non utilizzarsi per altri scopi. Ho descritto i passi del progetto presso
Un NAS fai-da-te per un fotografo viaggiatore. Al momento, il mio NAS funziona, il sistema operativo installato e' FreeNAS, la velocita' di trasferimento dati su rete Ethernet e' piu' che soddisfacente, ed e' giunto il momento di lavorare al "case", il contenitore del computer. Come si vede nella foto, ho scelto i Lego. E a questo proposito, e' il momento della pausa pranzo, e andro' a vedere se trovo un po' di mattoncini in un negozio di Suntec City.
Per chi si stesse chiedendo "Ma questo non era un sito di viaggi???", vi invito a leggere
questa pagina, in cui spiego come mai che viaggia potrebbe aver bisogno di un NAS (in sintesi:
gigabytes di foto!).
Tags: computer, fai da te, informatica, Lego
Fine gennaio 2010: procedendo alla
taggatura delle mie foto ("mie" nel senso che le ho scattate io), mi rendo di averne tante. Non tante quanto un professionista, ma comunque tante. Oltre 70.000 foto, che occupano circa 220Gb sul mio disco rigido esterno. Ma non e' tanto la quantita' totale, bensi' il tasso di crescita, a preoccupare: considerando solo gli ultimi anni, nel 2007 ho prodotto 12Gb di immagini, nel 2008 32Gb, nel 2009 133Gb! Nel solo gennaio 2010 ho salvato 16Gb di immagini, il che porta a una previsione di poco inferiore ai 200Gb per l'intero 2010. Tanti. E ho solo poche decine di Gb residui, sul disco. Oltre alla carenza di spazio ho altri due problemi: 1) non ho nessun backup per le foto scattate dal 2008 ad oggi, e 2) il mio vecchio laptop, in salotto, non ha accesso alle foto se non accendo anche quello nuovo, a cui e' collegato il disco esterno con le foto.
Serve un
NAS (Network Attached Storage). Un dispositivo con uno o piu' dischi rigidi, collegato alla rete locale e non ad un particolare computer, che renda disponibili i files contenuti nei suoi dischi rigidi a tutti gli utenti della rete locale e, potenzialmente, anche ad utenti al di fuori della rete stessa. Esistono varie interpretazioni riguardo a quel che un NAS deve o non deve essere, quanto segue non vuol essere la Bibbia del NAS: e' solo il mio punto di vista in base alle mie esigenze e a quanto ho imparato in fatto di NAS neglle ultime settimane.
Un NAS non e' altro che un computer con alcune parti sovrasviluppate e altre
atrofizzate secondo progetto. Tanto spazio su disco rispetto ad un computer normale, ma zero interesse per grafica e audio. Poca rumorosita', basso consumo elettrico e ridotta produzione di calore, visto che la
bestiolina dovrebbe, in teoria, essere in grado di lavorare 24/7. Quindi anche CPU poco performante, e non serve esagerare con la RAM. Un momento, ho detto
bestiolina? Gia', per come la vedo io, questo dispositivo dev'essere anche poco ingombrante. E poco costoso. E non sarebbe male se mi aiutasse col backup.
Usare un vecchio computer come NAS e' la soluzione preferita da molti, peccato che l'unico vecchio computer a mia disposizione sia il laptop Acer Travelmate 370 che comprai nel 2004, non adatto a questo lavoro e soprattutto tornato a nuova vita con l'installazione di
Ubuntu 9.10, due mesi fa. Restano quindi due soluzioni, comprare un NAS o costruirlo.
Aggiornero' la pagina nei prossimi giorni, in modo da descrivere cronologicamente il processo che mi portera' - spero - alla soluzione che cerco.
2010, inizio febbraio: giro in Rete e trovo varie pagine relative a NAS autocostruiti e a prodotti pronti per l'uso. Tra le prime, quelle di
Aaron Eiche,
Paul Stamatiou,
Zhong Tom Wang, e la guida di
Smallnetbuilder.net sono state quelle piu' interessanti.
Il NAS di Aaron mi ha dato l'idea di usare una scheda madre Mini-ITX con processore Atom. Lui ha usato una motherboard Intel D945GCLF2, ora fuori produzione; io cerchero' qualcosa di simile. Lui ha usado un disco Seagate Barracuda da 1,5Tb e 7200 giri al secondo; io sto pensando allo stesso disco in versione da 1Tb.
Le specifiche temporanee, trica e branca(*)
- Motherboard Intel D945GCLF2 con CPU Atom integrata;
- 1Gb di RAM;
- 2 dischi Seagate Barracuda
- Budget: 500
singdollas (25 euro).
2010.02.09, sera: sono stato a Sim Lim Square per vedere i NAS in vendita li' e identificare i negozi in cui acquistare parti sfuse, se dovessi decidere di fare il bricoleur. Ecco alcuni prezzi visti da Fuwell, al quarto piano:
- Buffalo LinkStation Quad NAS (4 slot; incluso 1 disco da 1TB): 519 S$
- D-Link DNS-323 (2 slot): 229 S$
- D-Link DNS-343 (4 slot): 515 S$
- Netgear ReadyNas Duo (2 slot): 429 S$
- Netgear ReadyNas NV+ (4 slot): 1199 S$
- Thecus N0204 (2 slot): 235 S$
- Thecus N3200 Pro (3 slot): 499 S$
- Thecus N4100 Pro (4 slot): 699 S$
- Thecus N2200 (2 slot): 265 S$
Prima di visitare Fuwell ho visitato alcune altri negozi di SLS. Al terzo piano ho trovato Netwin, che ha parecchi
case in vetrina. Il tizio in negozio, Michael, mi ha dato parecchi suggerimenti, alcuni validi, altri che mi hanno lasciato il sospetto che volesse "piazzarmi" dei fondi di magazzino.
2010.02.09, notte: Vado a dormire pensando che forse e' meglio acquistare un NAS pronto per l'uso, senza wireless, con almeno tre slot per dischi rigidi. Perche' tre? Perche' il disco WD esterno da 320Gb potrei rimuoverlo dal suo contenitore e piazzarlo nel NAS, liberando quindi una presa elettrica; potrei poi acquistare immediatame...
Tags: computer, fai da te, fotografia, informatica, Lego
Uno compra un
notebook nuovo per sostituire quello vecchio che sta iniziando a fumare. Scarica una distribuzione di Linux pensata apposta per la fotografia,
PCLinuxOS Digital Photography Edition. La installa, e quella non riconosce la scheda wireless. Peggio, non riconosce neppure la scheda di rete vecchio stile, quella per collegarsi alla rete tramite un cavo RJ45. E nonostante abbia installato il sistema operativo scegliendo l'inglese come lingua da installare, molti messaggi d'errore sono in olandese. Anche alcuni pulsanti contengono testo in olandese, ma li vedo a malapena: sono parzialmente fuori dallo schermo.
Schermo ... ah, gia': il notebook ha uno schermo capace di raggiungere la risoluzione di 1366 x 768 pixel, ma PCLinuxOS DPE non ne vuole sapere di andare oltre 800 x 600.
La lista di cose che non vanno inizia a diventare sostanziosa, decido di fare un giro sul sito dove ho scaricato la distribuzione ... ma non c'e' piu'. Non la distribuzione: il sito, non c'e' piu'. Al suo posto, www.dfpe.pclinuxos.nl mostra una pagina bianca con un messaggio d'errore dal server, in olandese:
Niet toegevoegd
Als u deze pagina ziet, is de aangevraagde website nog niet toegevoegd aan de proxy server. Neem contact op met de beheerder...
Lo traduco con
Google, pare che il problema sia causato da un proxy non configurato. Contatto quelli di www.pclinuxos.nl, visto che PCLinuxOS DPFE e' una sottoversione di PCLinuxOS, ma non sanno cosa sia successo e non sono molto interessati: non e' un loro progetto, e 'probabilmente quelli di DPFE saranno andati altrove, prova a scrive nel loro forum'. QUALE FORUM, se il sito e' irraggiungibile?

Nello scorso millennio installai Red Hat e Mandrake, e pare che dodici anni non abbiano portato progressi: quelle due installazioni furono semplici, quella di PCLinuxOS Digital Photography Edition molto meno. Meglio provare con Ubuntu...
Tags: computer, foto, fotografia, Linux, Microsoft

Informatica e religione non si incontrano spesso. E' per questa ragione che pubblico questa foto, scattata col cellulare in un negozio del Funan Centre, a Singapore. Il negozio vende esclusivamente prodotti Apple, e vicino alla mela, il logo dell'azienda di Cupertino, compare un crocifisso.
Ecco alcune riflessioni provocate da questa visione:
- I computer Apple hanno protezione Superiore.
- Come ripianare il bilancio della scuola italiana: vendere i crocifissi ai negozi Apple di Singapore
- Immagino che, quando uno acquista un computer Apple in questo negozio, lo scontrino venga benedetto con acqua santa.
Tags: Apple, computer, foto, religione, Singapore
... lo so, lo so: non sono stati inventati oggi, gli smartphone. E neppure ieri. Hanno gia' qualche anno. Ma solo da pochi giorni e' entrato nella mia "caverna digitale" un cellulare Samsung SGH-i600. Anche lui vecchio di qualche anno, ma sufficiente allo scopo: alleggerire le mie tasche.
Come si alleggeriscono le tasche? Spendendo un capitale per comprarlo, forse. Ma se lo comprate da un collega di quelli che
io-ho-sempre-il-modello-piu'ganzo, come ho fatto io, potete cavarvela con una cifra ragionevole. Nel mio caso, questo Samsung l'ho pagato 120 SGD (dollari singaporiani), circa 60 euro.

In realta', usare uno smartphone alleggerisce le tasche in quanto consente di fare a meno di altri aggeggi elettronici. Nel mio caso, mi ritrovavo spesso ad avere in tasca un cellulare Nokia 2680 Slide, a volte una macchina fotografica Canon SD850 IS, e altre volte anche un computer palmare (un PDA) HP iPaq 2795. Cio' mi costringeva a viaggiare a tasche piene, o ad indossare pantaloni "cargo pants" con molte tasche, scelta non praticabile quando andate al lavoro (se come me siete tenuti a rispettare un "dress code" in ufficio). Ma anche potendo, non tutti amano portare molte cose in tasca. E non tutti amano impazzire (ed essere scambiati per dei maniaci) quando si rende necessario esplorare le proprie tasche una volta per cercare il cellulare, un'altra per la macchina fotografica compatta, un'altra per tirare fuori il palmare. Un solo dispositivo semplifica la vita.
Il mio
smartphone ideale deve avere:
- una buona tastiera, in modo da poter rimpiazzare il PDA consentendomi di digitare anche lunghi testi (bozze di racconti di viaggio, per esempio);
- connessione wireless 802.11b e/o 802.11g, per potermi connettere ad Internet a costo zero tramite alberghi e hot spots;
- sistema operativo Windows Mobile: non ho giustificazioni per questo...
- macchina fotografica da almeno 1.3 megapixel (circa 1200 x 1000 pixel), risoluzione sufficiente alla pubblicazione in questo blog;
La scelta del Samsung SGH-i600 non e' stata terribilmente complicata. Entrato per caso in un negozio di cellulari a Suntec City (Singapore), ho notato subito il Samsung SGH-i780, il successore dell'i600/i607 (noto negli USA ed altrove come "Blackjack"), il quale spiccava in una marea di cloni dell'iPhone con la sua tastiera QWERTY hardware. In mano, l'i780 aveva le dimensioni giuste: piu' largo di un cellulare normale, ma non piu' alto, e molto sottile. Solo il prezzo di circa 500 SGD (250 euro) non mi era gradito per niente. In ufficio, parlando di questo cellulare con un collega, viene fuori che lui ha l'SGH-i600, non lo usa (e' passato ad un HTC), e sarebbe lieto se volessi accettare il suo in prestito, in modo da facilitare la mia scelta. Dopo due settimane e varie indagini online e in negozi di Singapore, abbiamo concordato il prezzo e ho quindi pensionato il PDA, la compatta Canon e il cellulare Nokia. Il peso che mi porto in tasca ora e' di 105 grammi, contro 97g (cellulare Nokia) + 164g (PDA) + 165 (macchina fotografica). Un risparmio di peso sensibile.
Samsung SGH-i600 anziche' SGH-i780: perche'?
Dopo aver provato l'i780 in negozio, prendere in mano l'i600 ha riservato una sorpresa: benche' molto simili, il modello vecchio (i600) era studiato ancora meglio di quello nuovo, dal punto di vista ergonomico. In mano, tutto e' a portata di dito e si usa bene con una mano sola, grazie anche alla rotella laterale stile Blackberry, assente sull'i780.
A cosa ho rinunciato?
- Macchina fotografica da 2 megapixel: ho confrontato su
Cnet.com le foto fatte con l'i600 e quelle fatte con l'i780 e non ho notato differenze drammatiche;
- GPS;
- Touchscreen: non un problema in se', ma questa mancanza porta a incompatibilita' con alcuni software (vedi sotto);
- "Cool factor": l'i600 che ho comprato e' usato, usato sul serio, e non pare proprio un gadget. Cio' mi permette di usarlo senza preoccuparmi di usurarlo o di danneggiarlo.
Lo smartphone Samsung SGH-i600 come PDA
L'HP iPaq 2795 ha uno schermo piu' ampio ma e' privo di tastiera hardware, costringendo ad usare uno stilo su una tastiera a schermo. Non ha la rotellina laterale stile Blackberry (l'unica cosa che salverei dell'omonimo dispositivo), presente invece sul Samsung SGH-i600 e estremamente pratica per me.
Lo scaricamento e l'invio della posta elettronica sono rapidi tramite POP3, meno tramite IMAP, ma temo sia dovuto al mio fornitore e non al cellulare. La navigazione Internet, con Internet Explorer e' buona, e anche siti non ottimizzati per i cellulari, come questo (
*) vengono caricati e visualizzati quasi senza problemi. Quel "quasi" si riferisce all'impossibilita' di usare il copia e incolla, al bizzarro comportamento di Explorer di fronte al codice
<input type=file>, che...
Tags: computer, fotografia, scrivere, telefonia, viaggiare leggeri
La notizia l'avevo quasi dimenticata, e' stato il
blog della TSA a ricordarmela: dal 16 agosto 2008, i viaggiatori che volano con computer portatili potranno fare a meno di tirarli fuori dal bagaglio durante i controlli negli aeroporti statunitensi, SE useranno una borsa porta-computer che rispetti alcune regole. Ricordiamo ai viaggiatori che ancora non sono stati negli USA che e' al momento obbligatorio, per i controlli negli aeroporti, togliersi le scarpe, rimuovere i laptop dal bagaglio e saltellare sul piede sinistro cantando "Cerco un centro di gravita' permanente"... no, solo le prime due. Volevo vedere se eravate attenti.

Dicevamo delle borse porta-laptop, che in realta' sono piu' simili a buste (come forma) che a borse, per quanto abbiamo potuto vedere. Le specifiche sono state pubblicate
qui, e le caratteristiche principali sono:
- Una sezione specifica per il laptop che possa essere posta in orizzontale sul nastro trasportatore del controllo a raggi X;
- Assenza di cerniere o altri dispositivi metallici dentro, sotto e sopra la sezione destinata al laptop;
- Assenza di tasche all'interno e all'esterno della sezione destinata al laptop;
- Assenza di qualsiasi altro oggetto, ad eccezione del laptop, nella sezione apposita
- La borsa deve essere svolta completamente, in modo che non vi sia niente sopra o sotto la sezione del laptop, quando e' in orizzontale sul nastro trasportatore
Borse che soddisfano questi requisiti sono gia' in commercio da tempo, ma da viaggiatore con laptop mi chiedo: questa "borsa" dev'essere contenuta all'interno di un altro bagaglio, altrimenti finirete col dover viaggiare con l'altro bagaglio piu' questa borsa in mano. E allora, se dovete comunque aprire il bagaglio per estrarre un oggetto, dov'e' il vantaggio della nuova regola?
Le borse porta-computer non conformi ai requisiti citati non sono vietate: sara' solamente necessario estrarre il vostro computer, come succede ora.
Tags: aeroporti, bagaglio a mano, computer, sicurezza, TSA
Il laptop (o notebook, o computer portatile) e' il compagno di viaggio indispensabile per tanti di noi. Serve per poter rispondere ad emergenze lavorative, per tenersi in contatto via email e
instant messaging con parenti e amici, per organizzare le escursioni giorno per giorno. A me serve, soprattutto, per poter scaricare le fotografie scattate durante la giornata e, a volte, per scrivere nuovi articoli per Viaggi.affari.to quando viaggio. Per questo motivo ho un portatile leggero (Acer Travelmate 370), circa un chilo e mezzo. Ma a volte anche un chilo e mezzo sembra troppo, ragion per cui ho deciso di sostituire il laptop con un palmare (o PDA, Personal Digital Assistant).

Il palmare, un HP iPaQ 2795, ce l'ho gia' da un paio di anni, ma non l'ho mai usato molto. L'ho portato in viaggio con me, e con la sua tastiera pieghevole e' possibile scrivere testi anche lunghi senza soffrire troppo; non avevo pero' ancora pensato ad usarlo per scaricare immagini dalla mia macchina fotografica. Dopo ad alcune letture sul concetto di
digital workflow (
qui,
qui e
qui), ho capito che avrei potuto evitare di portare con me l'intero laptop, durante i viaggi, visto che quel che mi serviva era solo un hard disk, auto-alimentato e con una lettore di schede SD (il supporto di memoria utilizzato dalla mia Nikon D40).
Dopo una visita al
PC Show 2008 a Singapore, una moderata illuminazione mi ha pervaso: perche' spendere soldi per un hard disk portatile quando posso riutilizzare qualcosa che ho gia'? L'HP iPaQ 2795 ha solo 64 Mb di spazio (su RAM) a disposizione, ma dispone di uno
slot per schede SD e di uno per schede CF (Compact Flash). Quello che mi serve e' una scheda CF sufficientemente capiente da accettare il contenuto di varie schede SD. Visto che per fotografia digitale uso due schede SD (una in macchina e una di riserva nello zaino), quello che mi serve ora e' una scheda CF da 8 o 16 Gb; schede di dimensioni maggiori sarebbero troppo costose. Altra cosa che serve per avere a disposizione il
digital workflow (e chiamiamola
procedura digitale!) che voglio, e' un programma che copi, con un solo click o quando viene avviato, il contenuto della scheda SD nella scheda CF. A quel punto, la procedura sara' la seguente:
1) Scattare foto fino a che la scheda SD della macchina fotografica e' piena;
2) Rimuovere scheda SD presente nel palmare;
3) Inserire scheda SD appena riempita nel computer palmare;
4) Inserire scheda SD rimossa dal palmare nella macchina fotografica e formattarla;
5) Sul palmare, avviare programma che copia files;
6) A copiatura completata, spegnere il palmare;
7) Ricominciare a scattare foto.
La procedura presentata ha alcune potenziali limitazioni:
a) Se il costo di una scheda CF e' eccessivo, puo' essere piu' conveniente l'acquisto di un hard disk portatile;
b) La velocita' della copiatura da scheda SD a scheda CF e' tutta da verificare e potrebbe essere scarsa;
c) Il PDA ha un'autonomia limitata (leggi: batteria);
d) L'iPaQ 2795 potrebbe non supportare schede CF con la capienza necessaria (8/12/16Gb).
Sono ora in cerca di una scheda CF adatta, poi mi mettero' all'opera per scrivere il programma di copiatura.
Tags: computer, fotografia, viaggiare leggeri
Pur sognando una vacanza senza informatica, capita sempre piu' spesso di promettere al proprio capo, al momento di lasciare l'ufficio, che "Certo, controllero' la mia posta elettronica almeno ogni due giorni!"; poi ci si rende conto che, scattando venti fotografie digitali ad ogni paesaggio pittoresco dell'isola che si sta visitando, la scheda della fotocamera non durera' tutte le vacanze: ce ne vuole almeno una seconda, o magari un pc portatile su cui scaricare le foto fatte ogni giorno. E se seguite un sito Internet, vorrete anche avere la possibilita' di aggiornarne i contenuti (tramite browser) e magari di sistemare un improvviso
bug nel codice di un vostro sito (con un editor HTML e un client FTP).
Queste sono le mie necessita'. E mi sono stancato di portare in vacanza il mio pur leggero Acer Travelmate 370. In passato ho viaggiato col Travelmate piu' uno Psion Series 5mx: una macchinetta piccola ma con una tastiera incredibile, con tasti di dimensioni simili a quelli di una tastiera normale. Il nonno dei PDA (Personal Digital Assistant) moderni, visto che risale agli anni 90.

Un altro pregio dello Psion era l'alimentazione con batterie a stilo, che duravano tra i venti e i trenta giorni. La combinazione di una ottima tastiera, uno schermo largo (640 x 240 px), lunga autonomia e il non dover portare accessori (cavi, adattatori) rende lo Psion 5mx una
macchina per scrivere portatile tuttora apprezzata, a sei anni dall'uscita di produzione. Peccato pero' che questa macchina un difetto ce l'abbia: l'affidabilita' dello schermo, o piu' precisamente del cavo (particolare) che connette lo schermo al corpo dello Psion. Esistono ditte in Inghilterra che effettuano riparazioni, ma ... nel caso del mio Psion, il guasto e' stata l'occasione per passare ad un
HP iPaq 2795.
Ottimo, soprattutto per la connettivita', ma non all'altezza dello Psion per digitare testi piu' lunghi di qualche frase, visto che dispone solo di una tastiera virtuale (sullo schermo) da utilizzare con lo stilo. Ecco quindi che, sfruttando un'occasione speciale di un supermercato informatico (CompUSA di Sandy Springs, Atlanta, USA), ho acquistato una tastiera esterna HP con connessione Bluetooth per 30 dollari. La tastiera e' ottima, funziona con batterie mini-stilo, e l'unica cosa spiacevole e' il fatto che il palmare si disconnette dalla tastiera se non viene digitato niente per alcuni minuti; credo sia rimediabile.

Con la tastiera, l'iPaq diventa piu' fruibile, e la modularita' del sistema permette di leggere email al volo sfruttando connessioni wireless aperte e gratuite (quando ci sono...), e di sedersi, usare la tastiera Bluetooth e scrivere qualcosa di piu' complesso e lungo se necessario.
L'ingombro dell'iPaq e' inferiore a quello dello Psion se misurato senza tastiera esterna, superiore con la tastiera.
Cosa resta da fare, per avere un ufficio portatile?
- Con una tastiera che permette di comporre testi lunghi, ora sono gli occhi a soffrire: uno
schermo portatile (o un sistema di proiezione, o altre soluzioni) sarebbe utile;
- La connessione tra
macchina digitale (Fujifilm Finepix F610) e palmare e' ancora da realizzare;
- La connessione tra il palmare e il mio
web server di prova (su cui sviluppo i miei siti Internet, compreso ViaggiareLeggeri) pare difficile: si tratta di una chiavetta USB da 2Gb con installato
XAMPP, che comprende Apache, PHP e MySQL (piu' Perl e altro software che non uso).
Alla prossima puntata...
Tags: attrezzatura fotografica per viaggi, computer, informatica, viaggiare leggeri
Se avete compiuto il grande passo da fotografia "tradizionale" a fotografia digitale, avrete probabilmente semplificato la preparazione del vostro bagaglio: le schede per la macchina digitale (che siano SD, XDi, CompactFlash o altro standard) occupano molto meno spazio delle pellicole; se poi siete passati da reflex tradizionale a non-reflex digitale, anche lo spazio che veniva occupato dagli obiettivi e' ora a disposizione per altri scopi.
E dopo essere tornati dal viaggio, non stamperete piu' tutte le foto scattate, ma solo le migliori. I vostri amici non verranno piu' invitati ad ... eccitanti proiezioni di diapositive sulle foreste del sud-est asiatico, e non passeranno piu' ore, boccheggianti sull'orlo del divano, ascoltando spiegazioni didascaliche per ciascuna delle cinquanta immagini di ciascun castello scozzese visitato: e' piu' facile mandare le foto digitali agli amici via email, oppure pubblicarle online e fornir loro il link per vederle.
Anche l'archiviazione delle immagini e' meno complessa: se eravate cultori delle diapositive, a casa - o forse in un umido garage - avrete scaffali pieni di contenitori da 1000 dia. Se usavate negativi, avrete gli album da una parte, i negativi dall'altra, e vi ci vorra' qualche ripiano dei mobili del salotto, per contenere il tutto. Che comodita' i masterizzatori di CD e di DVD, eh?
Per non rovinare quest'idilliaca evoluzione da fotografia su pellicola a fotografia digitale, ecco qualche consiglio:
1) Dopo aver scaricato le foto dalla vostra macchina digitale al computer, non aspettate: procedete immediatamente alla rimozione di quelle da scartare, e salvatele su CD, DVD o altri formati di backup al piu' presto.
2) Non conservate una sola copia delle vostre immagini;
3) Mantenete le due (o piu') copie su supporti separati: avere due copie della stessa immagine in due cartelle separate dello stesso hard disk non vi aiutera' in caso di guasto del disco rigido;
4) Se salvate copie delle vostre immagini su CD o su DVD, ricordatevi che neppure i supporti magnetici sono eterni: masterizzate nuove copie ogni due anni (o piu' frequentemente, se quelle foto hanno un gran valore per voi).
5) Attenti ai formati "proprietari": se archiviate le vostre foto in formati particolari (utilizzati solo dalla vostra macchina digitale, oppure solo dal vostro programma di ritocco fotografico), ci sono buone possibilita' che, tra pochi anni, non siate piu' in grado di visualizzarle, a meno di chiamare i vostri amici esperti in informatica e chiedere "
ti ricordi quel programma di grafica che m'avevi dato sei-sette anni fa, che avevi taroccato al lavoro...eh? Ne avresti una copia?". Scegliete formati che siano indipendenti dal produttori di software e di macchine fotografiche: TIFF, JPEG, PNG, bitmap.
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