Amici fotografi (fotoamatori, fotovacanzieri, professionisti), quale attrezzatura fotografica da viaggio vi portate dietro? Una compatta digitale in un taschino, una Mamiya 645 con corredo di portatori nepalesi per dorsi, obiettivi e pellicole, oppure solo la macchina fotografica del vostro cellulare? C'e' chi e' passato dalla reflex ad una compatta digitale d'alta fascia, come ha twittatoGiuseppe:
dopo aver fatto vacanze con zaini degni di un negozio e poi solo reflex + 12-24 + 50mm ora sto provando ad usare solo la (Fujifilm) x100
In passato ho scritto di quel che mi porto dietro io, vediamo oggi cosa c'e' nella borsa da viaggio del fotografo Thom Hogan, che usa il compatto sistema fotografico Micro Quattro Terzi:
- Borsa: Swiss Gear The Zinc. Economica (meno di 30 USD), piccola ma capiente e di buona fattura, e non ha l'aspetto di una borsa fotografica.
- Corpo macchina Olympus OM-D con meta' dell'impugnatura optional e con obiettivo 12-50mm f/3,5-6,3 standard;
- Corpo macchina Panasonic GX1 con obiettivo 14mm f/2,5;
- Obiettivo Olympus 12mm f/2 con paraluce;
- Obiettivo Olympus 45mm f/1,8 con paraluce;
- Obiettivo Panasonic 7-14mm f/4;
- Obiettivo Panasonic 100-300mm f/4-5,6 con paraluce;
- Obiettivo Panasonic 20mm f/1,7;
- Obiettivo Sigma 30mm f/2,8;
- Convertitore macro Olympus MCON-PO1 per l'obiettivo 45mm;
- Vari caricabatterie, batterie e schede di memoria;
- Mini-treppiede.
La maggior parte degli obiettivi vengono trasportati nella borsa Swiss Gear all'interno delle rispettive sacche flosce, che Panasonic offre di serie. Questo corredo fotografico da viaggio corrisponde ad una gamma di obiettivi 14-600mm per il 35mm. E pesa poco piu' di tre chili.
Anni e anni di borse fotografiche da 20-30 libbre (9-13 kg) fanno sembrare questa borsa una piuma.
La scelta della Panasonic GX1 e' per avere il piu' piccolo corpo macchina da 16 megapixel a disposizione, spiega Thom Hogan, in modo da poter andare in giro, nel corso di un viaggio, con una piccola combinazione macchina+obiettivo nella tasca della giacca (la G5, piu' piccola, ha controlli che Hogan apprezza meno di quelli della GX1).
E voi, che attrezzatura fotografica portate in vacanza?
Nel mio ultimo viaggio in Italia, un weekend un paio di settimane fa, avevo solo il cellulare HTC Legend con me, e non ho avuto molte occasioni per scattare foto. Durante il precedente viaggio, in Olanda, avevo cellulare e reflex Nikon D300 con obiettivo 18-105mm. Ora sto considerando la Fujifilm X100, che produce immagini di alta qualita', e' relativamente compatta, non costa poco e ha un obiettivo grandangolare fisso (e, potendo, acquisterei la Fujifilm X-Pro1, se potessi giustificare una spesa del genere). L'interesse per questa macchina ha aperto le porte ad una marea di altre macchine a telemetro, questa volta non digitali: Leica economiche (relativamente parlando), Konica Hexar RF, Voigtlander Bessa R, Fed 2 e Zorki 6, e altre ancora, ma sono distrazioni: si tratta di macchine con corpo metallico, non leggere e compatte come un'Olympus Pen E-PL1, una Nikon 1 v1 o una Sony NEX 7.
Se volete condividere le vostre idee sull'equipaggiamento fotografico da viaggio, lasciate un commento.
Ha ancora senso portare in viaggio una reflex, o e' sufficiente il cellulare, per scattare foto in vacanza? Da quando ricevetti in regalo la mia prima reflex nel 1979, l'idea di andare in viaggio senza macchina fotografica non mi e' mai passata per l'anticamera del cervello. Pero'...
Durante il recente viaggio a Cipro avevo con me, come sempre in viaggio, una reflex digitale (Nikon D300), alcuni obiettivi (18-105mm, 10-20mm, 55-200mm), un flash (SB-600), e alcuni accessori. Ogni volta che mi sono trovato davanti ad un monumento o ad un bel panorama, ho scattato foto sia con la reflex che col mio smartphone, un HTC Legend. Le foto scattate col telefono sono state eseguite col programma Vignette e poi ridimensionate per la pubblicazione con PicSay. In vari casi, tra lo scatto e la pubblicazione online sono passati pochi minuti. Ogni foto scattata con la reflex, invece, ha richiesto maggiore lavoro di preparazione prima e dopo lo scatto.
In pratica, per i post con foto pubblicati in questo diario durante il viaggio, lo smartphone e' piu' che sufficiente. E mi chiedo quanti viaggiatori potrebbero lasciare a casa quei due-tre chili di attrezzatura fotografica che si ostinano a portarsi dietro... soprattutto considerato che le foto delle vacanze verranno al massimo caricate su una pagina di Feisbuc, e che quindi una risoluzione elevata non e' necessaria.
Vale la pena di portarsi in vacanza due o tre chili di reflex con obiettivi e accessori (piu' magari un laptop o netbook per scaricarle ed elaborarle)? Basta una bridge o una compatta? Oppure anche questi tipi di macchine fotografiche hanno fatto il loro tempo, e il telefono cellulare - piu' precisamente lo smartphone le puo' rimpiazzare?
Foto scattata con un HTC Legend, con cui sto scrivendo tutti i post da Cipro, e col quale ho scattato tutte le foto etichettate come cartoline. La foto originale "pesava" 5MB e conteneva molti dettagli, l'ho ridotta a 70KB con Picsay per velocizzarne il caricamento sul sito. Ho scelto apposta la foto di un luogo insignificante - il retro dell'albergo in cui mi trovo, a Cipro - per dimostrare che non serve la piu' recente Canikon da 36 megapixel per fare foto decenti. Soprattutto se verranno viste sullo schermo di un computer. E soprattutto se al costo della reflex si aggiunge quello del fisioterapista che curera' la vostra schiena, o del portatore nepalese che si fara' carico del vostro zaino fotografico anche durante le escursioni lungo il Lambro.
Inquadra. Aspetta, cambia posizione, la luce non arriva con l'angolo giusto. Reinquadra. Chiudi il diaframma, non c'e' abbastanza profondita' di campo. Meglio fare un passo indietro, anche se ho un dieci millimetri non riesco a mettere tutta la stanza nel fotogramma. Ora quell'angolo e' troppo scuro, forse e' meglio usare il fill flash per schiarirlo.
No, grazie. E' da alcune settimane che sono rientrato in Italia, e in queste settimane la mia reflex e' rimasta quasi sempre a casa, e mi sono goduto invece i panorami e gli angoli del torinese scattando foto come si faceva negli anni settanta (come facevo negli anni settanta prima di avere una reflex): guarda, scatta, e speriamo che venga una bella foto. E alla mancanza d'impegno non corrisponde una mancanza di soddisfazioni: sto facendo foto col cellulare, tipo queste, e pur con le loro imperfezioni volute (la vignettatura e il b/n sono effetti inseriti automaticamente dal programma di ripresa, Vignette per Android) e non volute (mediocre resa dei dettagli con illuminazione scarsa ), queste immagini mi danno piu' piacere di tante altre foto che ho scattato, con risoluzioni maggiori, con piu' dettagli, con corpi macchina e obiettivi e zaini enormemente piu' pesanti.
Oggi parlero' di un piccolo "esperimento" per combinare un bisogno ed una risorsa, in modo da avere un accessorio fotografico utile con un budget ridotto.
L'idea? Usare un computer palmare come "photo storage viewer".
Amate viaggiate, viaggiare leggeri, e fotografare. Scattate molte foto ogni giorno, durante i vostri viaggi. Avete una macchina fotografica che produce dei bei file grossi e polposi, magari dei Raw da 30Mb. Dieci foto, 300Mb. Cento foto, 3Gb. La scheda della macchina fotografica, probabilmente una Compact Flash (CF), si riempie in fretta. E poi ne usate un'altra. E magari un'altra ancora. Infine siete senza schede, e vi pentite di non aver portato con voi un computer portatile in cui copiare le immagini per poi svuotare le schede (questo e' quanto faccio di solito quando viaggio). Ecco, questo e' il momento in cui un "photo storage viewer" sarebbe utile. Si tratta, in sintesi, di un disco rigido, piu' un lettore di schede di memoria, piu' uno schermo in cui visualizzare le foto, il tutto contenuto in un dispositivo portatile alimentato da una o piu' batterie. Vari prodotti simili sono disponibili sul mercato, prodotti da Epson, Vosonic, Jobo, Wolverine, Aska e altre. Di solito costano alcune centinaia di euro, hanno una capienza variabile tra i 40Gb e il 250Gb, e un ingombro intorno ai 15 per 10 centimetri per tre centimetri.
Bell'idea! Posso avere un photo storage viewer gratis?
No. Volendo essere taccagni, alcuni modelli (uno della Vosonic, per esempio, visto al Funan Centre di Singapore) costano meno di 50 euro, ma sono privi di disco rigido (da acquistare a parte) e hanno uno schermo LCD utilizzabile solo per monitorare le operazioni del dispositivo, non per vedere le foto. Aggiungendo il prezzo di un disco rigido da 2,5", il costo complessivo arriva intorno ai cento euro. Questo e' il target del progetto che ho intrapreso: "creare" un photo storage viewer per meno di cento euro.
Il posto in cui iniziare e' il "ripostiglio di cose digitali" che ormai quasi tutti hanno. Se credete di non avere un simile ripostiglio, riflettete per un momento: quando avete comprato il vostro computer attuale, che fine ha fatto quel che avevate prima? E il cellulare che avete in tasca, dov'e' quello vecchio? Se siete alla seconda (o terza, o quarta) macchina fotografica digitale, dov'e' quella precedente? Se siete riusciti a vendere o regalare tutti i vostri "cosi digitali" vecchi, buon per voi. Nel mio caso, nonostante sia riuscito a sostituire palmare, cellulare e macchina fotografica con un solo dispositivo, nel mio ripostiglio digitale c'e' ancora il PDA (Personal Digital Assistant, o palmare) HP Ipaq 2795b. Ha un ottimo schermo, uno slot per schede Compact Flash e uno per schede SD. Usa Windows Mobile, si connette a reti wireless e a dispositivi Bluetooth. Purtroppo, non ha un disco rigido, la capienza del'Ipaq e' quindi limitata ai soli 256Mb di RAM; pero' quei due slot sono una tentazione.
La mia Nikon D300 usa schede Compact Flash. Ho preso in considerazione varie possibilita' (dischi rigidi esterni collegati via USB/PC Card, per esempio), ma la limitata connettivita' del mio Ipaq non consente tali soluzioni, che richiedono l'inserimento di un adattatore nello slot in cui invece dovrei inserire la scheda CF con le foto da copiare. Ho quindi deciso di provare ad usare l'Ipaq per copiare le foto da una Compact Flash ad una scheda SD. Al momento ho tre schede CF: una da 4Gb e due da 8Gb, tutte della Sandisk. Ho pensato di acquistare una scheda SD da 32Gb, in modo da avere capienza adeguata per un viaggio di vari giorni, ed eventualmente una seconda di pari capienza, cosi' da poter copiare il contenuto delle schede CF su due schede SD differenti per minimizzare il rischio di perdere le immagini (rischio non remoto: smarrimento schede, smarrimento bagagli, schede che si rovinano...); il costo di una scheda SD da 32Gb e' di circa 99S$ (circa 47 euro), per cui prima di acquistarla ho svolto delle prove con schede di dimensioni minori. Di solito, anche durante viaggi in luoghi spettacolari (ad Angkor, per esempio), non scatto piu' di 4Gb di foto al giorno; ho quindi provato a trasferire 3,9Gb di immagini da una scheda CF 4Gb ad una scheda SD 4Gb.
Un primo ostacolo: l'Ipaq non vede la scheda SD da 4Gb! Nessun problema con quelle da 2Gb, o con schede CF da 4 o da 8Gb, ma la SD da 4Gb e' come le leggi italiane contro il conflitto d'interessi: invisibile. Ho quindi cercato online ed ho trovato...
Singapore: partenza di sabato, all'ora di pranzo, per Taiwan. Volo di quattro ore. Ritorno a casa la domenica successiva, di mattina presto. Sette giorni e qualche ora a Taiwan, con visite a Taoyuan e forse Taipei, alle montagne del Shei-pa National Park, nelle Taroko Gorges, e probabilmente tante ore dietro ad un finestrino (in auto, treno, battello). Che attrezzatura fotografica portare?
Sono stato a Taiwan nel 2004 e 2005 portando solo una macchina fotografica compatta (digitale). Nel 2008 avevo con me una reflex digitale con zoom 18-55mm e 55-200mm. Nel giugno 2009, per la visita a Pingtung, Green Island e Taitung, portai il Sigma 50-500mm in sostituzione del 55-200mm, perche' speravo di vedere animali interessanti, oltre al Sigma 10-20mm. Questa volta, invece, avevo ...
Una Nikon D300. Funziona, fa quel che deve, la batteria dura un paio di giorni.
Una Nikon D40 di riserva. Lo so, non ha ne' risoluzione, ne' batteria, ne' capacita' risoluzione in comune con la D300. Ma monta gli stessi obiettivi e fa foto. Ed e' leggerissima e piccola. Non si sa mai. Non l'ho portata con me tutto il tempo, e' rimasta nel bagaglio in camera durante le visite a Hualien e a Shei-Pa; in caso di problemi alla D300 avrei perso solo poche ore di occasioni fotografiche (un professionista non potrebbe permetterselo, un dilettante per fortuna si').
Uno zoom Nikon 18-105mm. Credo di aver scattato l'80% delle foto con quest'obiettivo. Se fosse stato un 18-200mm l'avrei probabilmente usato per il 95% delle foto, forse il 100%.
Nikkor 55-200mm. Leggero, e' rimasto nello zaino quasi tutto il tempo, e l'ho utilizzato soprattutto nel parco di Shei-Pa e in un villaggio delle Taroko Gorge. In entrambi i casi e' stato utilizzato per foto a distanza ravvicinata (fiori nel parco, farfalle e insetti nel villaggio). Ho rimpianto il Sigma 50-500mm a Hualien, quando mi sono trovato a fotografare, nell'arco di poche ore, egrette, aerei da ricognizione dell'aviazione militare taiwanese in volo sopra la spiaggia, e infine una mandria di bovini vicino all'area industriale della citta'. Ma il peso del "Bigma avrebbe reso piu' spiacevole il viaggio. Meglio viaggiare leggeri.
Lo zoom Sigma 10-20mm. Poche foto in interni, pochi panorami metropolitani, questo supergrandangolo ha passato quasi tutto il tempo nello zaino.
Un computer portatile Fujitsu per scaricare le foto. Leggero, ma non l'ho portato con me durante le escursioni: e' rimasto a Taoyouan anche durante i due giorni trascorsi nel parco di Shei-Pa e i tre passati ad Hualien. Non ha dato problemi.
Tre schede CompactFlash della Sandisk, due da 8Gb e una da 4Gb. Senza il notebook non sarebbero state sufficienti, visto che ho scattato per 25Gb, soprattutto in "JPEG Fine". Negli ultimi giorni ho selezionato l'opzione "Size priority" sulla D300, in modo da risparmiare spazio quando possibile.
Uno zaino Lowepro Flipside 300. Tanto spazio a disposizione senza tanto ingombro. E con la peculiarita' di avere le cerniere verso la schiena, in modo da rendere piu' difficile la vita ai ladri....
Andare in Vietnam poco dopo un viaggio in Cambogia offre qualche svantaggio (i ricordi dei due viaggi tendono a sovrapporsi nella memoria, per esempio), ma offre un chiaro vantaggio: durante il secondo viaggio sono ancora fresche le esperienze fotografiche del primo. ("Peccato non avere un tele lungo, di fronte a quel tramonto!", o "La prossima volta, giuro, non portero' piu' dieci chili di attrezzatura!")
Rispetto al viaggio in Cambogia, la visita in Vietnam ha avuto obiettivi piu' limitati: se in Cambogia ho usato la citta' di Siem Reap come 'base' per visitare i templi di Angkor, il lago di Tonle' Sap e i dintorni, in Vietnam sono stato solo in una citta' (la capitale Ho Chi Minh City, che preferisco chiamare col suo vecchio nome, Saigon) e il viaggio e' stato limitato a due giorni piu' qualche ora (dal venerdi' sera alla domenica notte; lunedi' avevo una riunione di lavoro, il motivo della visita in Vietnam).
Ecco cos'avevo con me:
Un corpo macchina Nikon D300: nessun problema. Usata spesso dopo il tramonto, con l'Auto ISO impostato a 6400 ISO.
Zoom Nikkor 18-105mm VR. Il 70% delle foto sono state scattate con quest'obiettivo. Con un po' d'impegno - e qualche compromesso nei risultati - sarei riuscito a cavarmela anche senza altri obiettivi.
Zoom Sigma 10-20mm. Usato nelle foto all'interno della basilica di Notre Dame, nel gigantesco ufficio postale centrale di Saigon e in alcuni musei. Usato per il 25% delle foto.
Zoom Nikkor 55-200mm f/4-5.6G DX AF: usato per poche foto (il 5%), ma sono lieto di non averlo lasciato a casa: molto meglio che usare il 18-105mm alla massima estensione e poi "croppare" l'immagine.
Tre schede CompactFlash Sandisk Ultra II, di cui due da 8Gb e una da 4Gb. In quest'occasione non sono andato neanche vicino ad usare tutti i 20Gb che avevo a mia disposizione. Poche foto scattate in formato RAW e molte immagini catturate come "JPEG - Normal", oltre al fatto che Saigon offre, rispetto ad Angkor, meno motivi per scattare foto in quantita', hanno contribuito ad una produzione di circa 1.000 immagini, poco meno di 5Gb. Non ho usato le schede da 8Gb e non ho quindi avuto modo di verificare l'eventuale ripetizione dei problemi ...
... lo so, lo so: non sono stati inventati oggi, gli smartphone. E neppure ieri. Hanno gia' qualche anno. Ma solo da pochi giorni e' entrato nella mia "caverna digitale" un cellulare Samsung SGH-i600. Anche lui vecchio di qualche anno, ma sufficiente allo scopo: alleggerire le mie tasche.
Come si alleggeriscono le tasche? Spendendo un capitale per comprarlo, forse. Ma se lo comprate da un collega di quelli che io-ho-sempre-il-modello-piu'ganzo, come ho fatto io, potete cavarvela con una cifra ragionevole. Nel mio caso, questo Samsung l'ho pagato 120 SGD (dollari singaporiani), circa 60 euro.
In realta', usare uno smartphone alleggerisce le tasche in quanto consente di fare a meno di altri aggeggi elettronici. Nel mio caso, mi ritrovavo spesso ad avere in tasca un cellulare Nokia 2680 Slide, a volte una macchina fotografica Canon SD850 IS, e altre volte anche un computer palmare (un PDA) HP iPaq 2795. Cio' mi costringeva a viaggiare a tasche piene, o ad indossare pantaloni "cargo pants" con molte tasche, scelta non praticabile quando andate al lavoro (se come me siete tenuti a rispettare un "dress code" in ufficio). Ma anche potendo, non tutti amano portare molte cose in tasca. E non tutti amano impazzire (ed essere scambiati per dei maniaci) quando si rende necessario esplorare le proprie tasche una volta per cercare il cellulare, un'altra per la macchina fotografica compatta, un'altra per tirare fuori il palmare. Un solo dispositivo semplifica la vita.
Il mio smartphone ideale deve avere:
una buona tastiera, in modo da poter rimpiazzare il PDA consentendomi di digitare anche lunghi testi (bozze di racconti di viaggio, per esempio);
connessione wireless 802.11b e/o 802.11g, per potermi connettere ad Internet a costo zero tramite alberghi e hot spots;
sistema operativo Windows Mobile: non ho giustificazioni per questo...
macchina fotografica da almeno 1.3 megapixel (circa 1200 x 1000 pixel), risoluzione sufficiente alla pubblicazione in questo blog;
La scelta del Samsung SGH-i600 non e' stata terribilmente complicata. Entrato per caso in un negozio di cellulari a Suntec City (Singapore), ho notato subito il Samsung SGH-i780, il successore dell'i600/i607 (noto negli USA ed altrove come "Blackjack"), il quale spiccava in una marea di cloni dell'iPhone con la sua tastiera QWERTY hardware. In mano, l'i780 aveva le dimensioni giuste: piu' largo di un cellulare normale, ma non piu' alto, e molto sottile. Solo il prezzo di circa 500 SGD (250 euro) non mi era gradito per niente. In ufficio, parlando di questo cellulare con un collega, viene fuori che lui ha l'SGH-i600, non lo usa (e' passato ad un HTC), e sarebbe lieto se volessi accettare il suo in prestito, in modo da facilitare la mia scelta. Dopo due settimane e varie indagini online e in negozi di Singapore, abbiamo concordato il prezzo e ho quindi pensionato il PDA, la compatta Canon e il cellulare Nokia. Il peso che mi porto in tasca ora e' di 105 grammi, contro 97g (cellulare Nokia) + 164g (PDA) + 165 (macchina fotografica). Un risparmio di peso sensibile.
Samsung SGH-i600 anziche' SGH-i780: perche'?
Dopo aver provato l'i780 in negozio, prendere in mano l'i600 ha riservato una sorpresa: benche' molto simili, il modello vecchio (i600) era studiato ancora meglio di quello nuovo, dal punto di vista ergonomico. In mano, tutto e' a portata di dito e si usa bene con una mano sola, grazie anche alla rotella laterale stile Blackberry, assente sull'i780.
A cosa ho rinunciato?
- Macchina fotografica da 2 megapixel: ho confrontato su Cnet.com le foto fatte con l'i600 e quelle fatte con l'i780 e non ho notato differenze drammatiche;
- GPS;
- Touchscreen: non un problema in se', ma questa mancanza porta a incompatibilita' con alcuni software (vedi sotto);
- "Cool factor": l'i600 che ho comprato e' usato, usato sul serio, e non pare proprio un gadget. Cio' mi permette di usarlo senza preoccuparmi di usurarlo o di danneggiarlo.
Lo smartphone Samsung SGH-i600 come PDA
L'HP iPaq 2795 ha uno schermo piu' ampio ma e' privo di tastiera hardware, costringendo ad usare uno stilo su una tastiera a schermo. Non ha la rotellina laterale stile Blackberry (l'unica cosa che salverei dell'omonimo dispositivo), presente invece sul Samsung SGH-i600 e estremamente pratica per me.
Lo scaricamento e l'invio della posta elettronica sono rapidi tramite POP3, meno tramite IMAP, ma temo sia dovuto al mio fornitore e non al cellulare. La navigazione Internet, con Internet Explorer e' buona, e anche siti non ottimizzati per i cellulari, come questo (*) vengono caricati e visualizzati quasi senza problemi. Quel "quasi" si riferisce all'impossibilita' di usare il copia e incolla, al bizzarro comportamento di Explorer di fronte al codice <input type=file>, che...
Un gigabite e mezzo di immagini. Non e' il risultato di una vacanza di due settimane in Grecia, o di un tour dell'Himalaya. Sono le foto che ho scattato in una giornata sulle isole di Kusu, St. John e Lazarus, a sud di Singapore. Una giornata piovosa e ventosa, in cui non ho potuto scattare foto con continuita'. E la mia macchina non produce grosse immagini: non piu' di due megabytes e mezzo ciascuna, visto che ha solo sei megapixels (e non scatto in formato RAW, di solito). Nel suo blog, Scott Kelby ha dichiarato che fara' a meno della nuova Nikon D3X da 24 Megapixels e continuera' ad usare le sue D300, D3 e D700 (poverino!), capaci di 12 megapixels, per evitare di raddoppiare gli sforzi a cui il suo hardware informatico e' sottoposto. Magari e' una scusa per evitare di buttare oltre ottomila dollari nella D3X, ma e' vero che, passando ad una macchina che produce files immagine di dimensioni molto piu' grandi di quelli che usate attualmente, finirete con l'aver bisogno di una CPU piu' potente e, soprattutto, di piu' RAM e piu' spazio sul disco rigido.
Coppia in vacanza in una splendida isola greca. Mattinata trascorsa in un villagio di pescatori a scattare foto, assaggiare cibo e fare piccoli acquisti. Pomeriggio in spiaggia, lei prende il sole e nuota, lui nuota per cinque minuti, poi torna a riva a prendere la sua reflex digitale. Cammina nell'acqua fino ad uno scoglio, si arrampica per qualche metro - giusto per evitare ondate sulla sua costosa macchina fotografica - e inizia a fotografare le montagne dietro alla spiaggia, le barche dei pescatori al largo, i granchi, le lattine di bibite sul fondo. Lei saluta dalla spiaggia. Lui ricambia con una mano, con l'altra le scatta una decina di foto. Lei entra in acqua e nuota verso lo scoglio, lui fa fuori l'equivalente di due rullini per documentare quegli epici trenta metri di bracciate. Quando lei gli propone di nuotare insieme, lui risponde con il classico "Cinque minuti, dammi solo cinque minuti e ti raggiungo". Lei si allontana. Dopo un quarto d'ora, lui nota la cupola blu di una tipica chiesetta locale che sbuca da un promontorio non lontano. Scatta una decina di foto alla chiesa, poi entra in acqua e si dirige verso il promontorio. Lei alza la testa dal libro di Vargas Llosa che sta leggendo, lo vede camminare nell'acqua con la reflex sopra la testa, e si rimette a leggere. Dopo tre quarti d'ora lui ritorna con un sorriso stampato in faccia e la nuca arrossata dal sole.
Lui prende una bottiglia dalla loro borsa e riempie i loro bicchieri d'acqua ancora fresca. Beve. L'ora del tramonto si avvicina, e sull'isola c'e' un villaggio da cui si vede il sole tramontare in mare, vicino ad altre isole. Lui e lei rimettono le loro cose in due borsoni e si incamminano verso il parcheggio. Lo scooter affittato per la settimana li aspetta, c'e' tempo a sufficienza per raggiungere quel villaggio e trovare l'angolo migliore per fare qualche foto al tramonto.
Qualche ora piu' tardi, dopo alcune centinaia di foto nel villaggio, il rientro in albergo, la doccia e una cena, lui scarica le fotografie della giornata sul computer portatile. Che fortuna aver comprato una scheda da quattro giga, con una da due non avrei avuto spazio a sufficienza, dice. Guarda, le dice, queste te le ho scattate mentre ti allacciavi il casco questa mattina, salendo sullo scooter. Che bella la chiesetta, vero? Lei gli dice che lo aspettera' al bar vicino alla piscina.
Due ore dopo, lei e' al terzo daiquiri, e ...
Il laptop (o notebook, o computer portatile) e' il compagno di viaggio indispensabile per tanti di noi. Serve per poter rispondere ad emergenze lavorative, per tenersi in contatto via email e instant messaging con parenti e amici, per organizzare le escursioni giorno per giorno. A me serve, soprattutto, per poter scaricare le fotografie scattate durante la giornata e, a volte, per scrivere nuovi articoli per Viaggi.affari.to quando viaggio. Per questo motivo ho un portatile leggero (Acer Travelmate 370), circa un chilo e mezzo. Ma a volte anche un chilo e mezzo sembra troppo, ragion per cui ho deciso di sostituire il laptop con un palmare (o PDA, Personal Digital Assistant).
Il palmare, un HP iPaQ 2795, ce l'ho gia' da un paio di anni, ma non l'ho mai usato molto. L'ho portato in viaggio con me, e con la sua tastiera pieghevole e' possibile scrivere testi anche lunghi senza soffrire troppo; non avevo pero' ancora pensato ad usarlo per scaricare immagini dalla mia macchina fotografica. Dopo ad alcune letture sul concetto di digital workflow (qui, qui e qui), ho capito che avrei potuto evitare di portare con me l'intero laptop, durante i viaggi, visto che quel che mi serviva era solo un hard disk, auto-alimentato e con una lettore di schede SD (il supporto di memoria utilizzato dalla mia Nikon D40).
Dopo una visita al PC Show 2008 a Singapore, una moderata illuminazione mi ha pervaso: perche' spendere soldi per un hard disk portatile quando posso riutilizzare qualcosa che ho gia'? L'HP iPaQ 2795 ha solo 64 Mb di spazio (su RAM) a disposizione, ma dispone di uno slot per schede SD e di uno per schede CF (Compact Flash). Quello che mi serve e' una scheda CF sufficientemente capiente da accettare il contenuto di varie schede SD. Visto che per fotografia digitale uso due schede SD (una in macchina e una di riserva nello zaino), quello che mi serve ora e' una scheda CF da 8 o 16 Gb; schede di dimensioni maggiori sarebbero troppo costose. Altra cosa che serve per avere a disposizione il digital workflow (e chiamiamola procedura digitale!) che voglio, e' un programma che copi, con un solo click o quando viene avviato, il contenuto della scheda SD nella scheda CF. A quel punto, la procedura sara' la seguente:
1) Scattare foto fino a che la scheda SD della macchina fotografica e' piena;
2) Rimuovere scheda SD presente nel palmare;
3) Inserire scheda SD appena riempita nel computer palmare;
4) Inserire scheda SD rimossa dal palmare nella macchina fotografica e formattarla;
5) Sul palmare, avviare programma che copia files;
6) A copiatura completata, spegnere il palmare;
7) Ricominciare a scattare foto.
La procedura presentata ha alcune potenziali limitazioni:
a) Se il costo di una scheda CF e' eccessivo, puo' essere piu' conveniente l'acquisto di un hard disk portatile;
b) La velocita' della copiatura da scheda SD a scheda CF e' tutta da verificare e potrebbe essere scarsa;
c) Il PDA ha un'autonomia limitata (leggi: batteria);
d) L'iPaQ 2795 potrebbe non supportare schede CF con la capienza necessaria (8/12/16Gb).
Sono ora in cerca di una scheda CF adatta, poi mi mettero' all'opera per scrivere il programma di copiatura.