Simboli locali che scompaiono: la scritta nel sottopassaggio di Settimo Torinese


19/01/2009 | Autore: Claudio @ VL | 6 commenti

La scritta Vietnam Libero nel sottopassaggio

Un lettore ci ha mandato quest'immagine. Si tratta della scritta "Vietnam libero" nel sottopassaggio di Settimo Torinese. La scritta sta per essere cancellata, e cosi' scomparira' uno dei piccoli simboli della citta': "Vietnam libero", piazzata in posto particolarmente visibile e scomodo (in una curva del sottopassaggio in centro, in una citta' da circa 50.000 abitanti), e' presente dai primi anni Settanta, quando questo sito e i suoi collaboratori si dedicavano ad omogeneizzati e a capitomboli sui lucidissimi e scivolosissimi pavimenti di casa. A quei tempi, in Vietnam (e dintorni) si moriva facilmente, ecco qualche cifra:

- Vietnam del Sud: circa 200.000 soldati, circa un milione di vittime civili;
- Vietnam del Nord: circa un milione di soldati, cifre assenti per i civili ("da 50.000 a vari milioni", secondo Wikipedia);
- U.S.A.: circa 60.000 morti;
- Corea del Sud: quasi 5.000 soldati morti. E gia', non c'erano solo americani e vietnamiti, ad ammazzarsi in Vietnam;
- Cina: quasi 1.500 soldati morti;
- Australia: oltre 400 soldati morti;
- Tailandia: circa 350 soldati morti.

Queste cifre non tengono conto degli effetti a lungo termine di quella guerra: le bombe inesplose disseminate in Vietnam, Cambogia e Laos; i feriti resi disabili dalla guerra; i morti causati dagli agenti chimici come l'Agent Orange, un defoliante usato dagli USA. La scritta "Vietnam libero" nel sottopassaggio di Settimo Torinese ci ricorda quella guerra e quel periodo, e come tale dovrebbe essere preservata e conservata.

Settimo Torinese non e' una delle destinazioni turistiche piu' famose del pianeta, ma ha una sua bellezza, piu' industriale che artistica. La scritta nel sottopassaggio andrebbe conservata in quanto e' uno dei simboli della citta': gli altri sono...

1) un sottopassaggio (quello della scritta) con una CURVA CIECA!
2) un cavalcavia che venne iniziato alla fine degli anni Settanta e non venne completato fino alla seconda meta' degli anni Ottanta. C'era un traliccio di mezzo, ma sicuramente non si vedeva, dall'ufficio - o dal bar - in cui il progetto fu stilato;
3) un'azienda chimica e due aziende siderurgiche nel centro della citta'. Non e' colpa loro, e' la citta' che e' cresciuta a ridosso di quelle aziende, ma e' comunque una situazione anomala;
4) i Righeira (il 50%: Stefano Righi);
5) l'Eureka Settimo, squadra di calcio. Chi scrive ebbe la fortuna di indossarne la maglia per quattro partite, in cui venne schierato in quindici posizioni differenti (tutte quelle possibili in campo e in panchina, eccettuate quelle di portiere titolare e portiere di riserva), prima di trovare la via giusta (l'uscita).

Per la scritta nel sottopassaggio suggeriamo quindi una ricollocazione, magari nel settimese Ecomuseo del Freidano, o in altra area da definire. In alternativa alla rimozione fisica della scritta dalle pareti del sottopassaggio, una documentazione fotografica dell'evoluzione della scritta - e di Settimo intorno ad essa - negli ultimi decenni sarebbe una soluzione valida.



Argomenti: Settimo Torinese, ponti e tunnel, foto, Piemonte, storia
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Commenti (6)


19/01/2009 18:08:16, Silvano
Sono pienamente d'accordo (oltre che sulla saggia decisione di abbandonare la carriera calcistica...) ritengo che questa ed altre 'vestigia' di un seppur recente passato debbano venir conservate materialmente e (sebbene la qualit? della foto sia rimarchevole) non solo mediante riproduzioni fotografiche.


24/01/2009 03:42:13, flatliner
Parli di conservare "materialmente" la scritta "Vietnam libero", ma ... e' possibile? Come si fa? Ci sono modi per recuperare una scritta su cemento e metterla da parte?
27/01/2009 18:29:11, Silvano
Beh, non sono espertissimo ma ho sentito di interi affreschi di et? medievale, e di epoche ancora pi? remote, materialmente strappati dal proprio supporto (parete) e riposizionati su di un altro sito in un luogo pi? idoneo alla loro conservazione per cui...


E' anche vero che un affresco ? una cosa un po' diversa da un graffito ma se siamo andati sulla luna... (ok non ? un paragone valido) insomma qualcosa si potr? fare.


(PS: nel mio precedente commento il riferimento alla 'qualit? ... rimarchevole' della (mia)fotografia era auto-ironico)
02/02/2009 23:27:43, Sante rasante
Facciamoci costruire un ponte e nel sottopasso ci facciamo un localeunderground
03/02/2009 00:25:09, Vittorio
'bella cosa togliere la scritta per metterla in un museo', ma nn ? lo scopo di queste forme di espressione, secondo me nn va ne cancellata ne 'rinfrescata' ne tantomeno tolta e messa in un museo (magari a pagamento); va tenuta l? finch? resister?, il compito di preservarla o no spetta solo al tempo e agli elementi.

Non voglio dire che certe cose vanno dimenticate col tempo, ma al contrario vanno assimilate e non usate come propaganda per chiss? quali altri atti spiacevoli a fin di bene.

? solo una constatazione spassionata scritta nel cuore della notte.

Un'altra scritta famosa era quella vicino al baloon di torino "GIUOCO BOCCIE" che sinceramente nn so se c'? ancora o meno.
04/02/2009 18:56:52, Silvano
...pi? che un nuovo ponte (nella citt? di Settimo ce ne sono gi? un discreto numero, tra ponti e passerelle) forse sarebbe stato pi? ragionevole pensare ad una ricollocazione dell'intera linea ferroviaria (non ricorrendo necessariamente al passaggio in gallerie, ma 'semplicemente' realizzando un ribassamento del piano che ospita i binari in modo da garantirne un agevole superamento da parte della rete viaria). Non male l'idea del locale 'underground' di nome e di fatto, ma tant'? che un nuovo sottopassaggio ? in fase di costruzione e la 'nostra bella scritta' verr? sbriciolata con tutto il suo supporto.

Concordo con Vittorio su quasi tutto, soprattutto sul fatto dell'arte, della sua 'elitariet?', strumentalizzata, mercificata ecc... Forse per? in questo caso ci si sposta un po' da questi concetti trattandosi pi? che di una manifaestazione artistica, di un messaggio, segno di un epoca passata eppure ancora attuale.

Mah, che fare?

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