Ryanair multata in Ungheria per pubblicita' ingannevole


21/10/2009 | Autore: Redazione VL

L'Hungarian Competition Authority (GVH) ha multato la compagna irlandese Ryanair per 33.000 euro per aver "ingannato i consumatori nascondendo che, a parte il prezzo del biglietto, vari costi addizionali andavano pagati per poter volare".

La sentenza della GVH e' relativa al fatto che Ryanair non menzionava, nelle sue pubblicita', i servizi "supplementari", come il sovrapprezzo per bagagli in stiva e la tariffa del check-in in aeroporto. La sentenza spiega che, nel periodo in oggetto (2007), era pratica normale, per le linee aeree, consentire di trasportare un bagaglio in stiva e di svolgere il check-in in aeroporto, e che tariffe extra venivano applicate solo in caso di bagaglio eccedente le dimensioni consentite. Nella sua campagna pubblicitaria, Ryanair avrebbe quindi dovuto indicare con la dovuta enfasi che le sue regole differivano dalle regole standard del settore.

L'authority ungherese ha rifiutato l'obiezione posta da Ryanair, secondo cui la maggioranza dei passeggeri viaggiano solo con bagaglio a mano e che pertanto la mancanza di chiare segnalazioni per il sovrapprezzo bagagli in stiva non sarebbe stata fuorviante.

Ryanair e' stata punita per aver indicato come "prezzo del biglietto" qualcosa che era solo una parte di cio' che nel periodo e nella Nazione in oggetto (2007, Ungheria) era considerato un "biglietto aereo standard". GVH ha quindi stabilito che, in quelle circostanze, il check-in aeroportuale e (un) bagaglio in stiva dovevano essere considerati parte del servizio-base offerto in un biglietto aereo. Bella vittoria per i consumatori ungheresi, ma la sentenza del GVH va in controtendenza rispetto all'industria aeronautica: far pagare il primo bagaglio in stiva sta diventando una prassi diffusa anche tra le linee aeree tradizionali, ne abbiamo parlato un anno fa.

Un altro motivo della multa e' che Ryanair non ha informato i passeggeri che il pagamento con carta di credito avrebbe portato ad una sovrattassa.

La sentenza del GVH si conclude cosi':

Consumers identify the price of an airline ticket with the amount they actually have to pay in order to reach their destination, thus the ads of Ryanair were eligible for the deception of consumers. The GVH imposed a fine of HUF 10 million (approx. EUR 33000) on the airline for the infringement. By calculating the amount of the fine it was considered as an aggravating circumstance, that all ads published by Ryanair during its extensive, long lasting marketing practice contained unlawful statements. At the same time, consumers had the possibility to learn the exact conditions before purchasing, which was considered to be a mitigating circumstance.
L'ultimo paragrafo ("i consumatori avevano la possibilita' di conoscere esattamente le condizioni del servizio prima dell'acquisto") puo' essere letto come un promemoria ai consumatori: sebbene fossero poco visibili, le informazioni erano a disposizione dei consumatori (forse le scritte erano piu' piccole di questo testo). Se le linee aeree devono essere chiare e trasparenti nelle loro tariffe e regolamenti, spetta ai passeggeri informarsi prima di acquistare un servizio.



Link: La sentenza sul sito dell'Hungarian Competition Authority
Argomenti: Ryanair, bagagli smarriti, check in, entrate ausiliarie, multe
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