La globalizzazione delle feste: Capodanno cinese a Voghera?


08/12/2009 | Autore: Claudio @ VL | 0 commenti

Una collega statunitense mi ha chiesto via email, giorni fa

This may be a "blonde" question... but do they celebrate Christmas in Singapore?

Beh, non era una domanda da "oca bionda". Non si sa mai, chi celebra cosa, e quando. E dove.

Singapore non e' solo il paradiso dello shopping, in cui ogni occasione e' buona per andare a far compere. Singapore e' anche, in piccolo, molto simile agli Stati Uniti per quanto riguarda il mix etnico che vi si trova: e' un melting pot, come gli USA. E forse anche di piu': a Singapore si celebrano feste cristiane, musulmane, buddiste, taoiste, indu', anche se non in tutte queste festivita' si sta a casa dal lavoro (oggi, 8 dicembre, si lavora). Le festivita' religiose, a Singapore, sono quasi sempre sfruttate come opportunita' per addobbare le centinaia di centri commerciali e per organizzare vendite speciali, saldi, offerte, lanci di nuovi prodotti.

Non che Singapore sia unica in questo, tutt'altro. La maggior parte delle Nazioni piu' avanzate, il "primo mondo", o il "Nord Ovest" del mondo, presentano situazioni simili: un mercato globalizzato richiede ai cittadini di essere consumatori, e di consumare parecchio; meglio se fanno spese tutti i giorni. Le festivita' cascano a fagiolo: danno ai consumatori un motivo per fare acquisti.

Le celebrazioni per Halloween non erano probabilmente viste di buon occhio, al tempo dell'Impero Romano: facile immaginare un senatore togato gridare "E' una degenerazione nordico-pagana da stroncare!". Se quel senatore romano vivesse al giorno d'oggi, a meta' novembre si ritroverebbe in coda alla cassa di in supermercato con il carrello pieno di stronzate regali e regalini per i figli suoi e per quelli degli amici.

Halloween si e' diffuso dal nord Europa negli USA, e da li' nel resto del mondo (grazie anche a John Carpenter). Ha raggiunto anche l'Asia, ovviamente, e l'Asia - la Cina, in particolare - finira' col ricambiare il favore. Sempre piu' persone vengono a contatto con la cultura cinese; gli immigrati cinesi in Europa e negli USA aumentano, si integrano... e quando un bambino italiano vede che il suo compagno di banco cinese partecipa a feste e riceve regali alla fine di gennaio, ogni anno, non ci vuole molto perche' dica "Papa', mamma, anch'io!".

Siori e siore, ecco a voi ... il Capodanno cinese!

Il Capodanno cinese (農曆新年), tra la fine di gennaio e la meta' di febbraio, diventera' piu' noto e piu' celebrato in giro per il mondo in parte per la crescente influenza globale della Cina, in parte per la diffusione dei "cinesi della diaspora", la cosiddetta "terza Cina"; soprattutto, il capodanno Cinese finira' per essere festeggiato anche in Italia (e in Danimarca, e a Saragozza come a Portland) perche' riempie un vuoto nel calendario globale dello shopping, tra Natale e le celebrazioni tra marzo/aprile diffuse in molte Nazioni. C'e' poi un'altra ragione, gia' accennata poche righe fa e sintetizzabile in "lo voglio anch'io": il contagio festivo parte dai bambini, e come fa un genitore a negare un regalino al proprio figlio, quando i suoi amici ne ricevono?

Preparatevi a vedere Via Montenapoleone, Via Roma e le altre vie dello shopping decorate con addobbi in stile cinese, tra due mesi! Beh... diciamo tra qualche anno piu' due mesi. Per il momento, in Italia, il capodanno cinese si festeggia solo nelle comunita' cinesi. Ma negli occhi di un italico bambino sta gia' nascendo la lacrimuccia che cambiera' la situazione...


Argomenti: feste, globalizzazione, capodanno cinese, Cina, visioni e previsioni
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