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Termina il misterioso silenzio sugli ostelli della gioventu'

di ViaggiareLeggeri, 17 settembre 2011 | Tempo lettura 3' | 12 commenti | Commenta

L'ostello della gioventu' di Ambleside, Lake District



Nel giro di poche ore, un lettore di ViaggiareLeggeri e un amico di lunga data mi hanno fatto domande sugli ostelli della gioventu':

Davvero sei tornato nel Lake District dov'eri stato tanti anni fa? E sei andato anche in quell'ostello della gioventu' ad Ambleside dove avevi conosciuto quelle ragazze inglesi e quelle tre tipe di Barcellona?

Gli amici spesso fanno domande nel momento sbagliato. Quando tua moglie e' con te, una domanda del genere puo' essere pericolosa: la gelosia e' retroattiva, a volte. Ma la domanda del mio amico e' pericolosa anche per un motivo differente: sono tornato al Lake District, vero, ma non sono stato nell'incantevole ostello di Ambleside. Non ci sono andato perche' la famiglia di amici che era con noi non apprezza Ambleside, perche' tutti volevamo prendere un delizioso cottage in affitto, perche' Ambleside era lontano dalle montagne che volevamo visitare. Ma soprattutto, non sono andato tornato all'ostello di Ambleside, neppure per vederlo da fuori, perche' avrei dovuto fare i conti col tempo che passa. Mi sono improvvisamente reso conto che sono passati tredici anni dall'ultima volta in cui ho dormito in un ostello.

Era l'estate del 1998, un anno in cui avevo aspettato le ferie con ansia, dopo aver lavorato molto sodo per mesi. Avevo in programma di andare in moto a Fontaine-de-Vaucluse, in Francia, e passare tre giorni nel locale ostello della gioventu'. Dal momento in cui varcai la soglia dell'ostello mi resi conto che non tutto sarebbe filato liscio: la gestrice, somigliante a Martina Navratilova, era autoritaria e brusca quanto un sergente dei marines: l'ostello chiude alle undici di sera, disse, chi e' dentro dorme dentro, chi e' fuori si arrangi. Niente di nuovo, ma il tono non era minimamente welcoming, persino io sarei stato un padrone di casa migliore. Uscii, andai in paese, vidi che c'era uno spettacolo di arrampicata coreografata con accompagnamento musicale nell'anfiteatro naturale del fiume Sorgue, pagai il costoso biglietto. Non riuscii a godere molto lo splendido spettacolo, il coprifuoco imminente era la mia spada di Damocle. Me ne andai in tempo per rientrare nell'ostello prima delle ventitre', ma la gestrice aveva chiuso con cinque minuti d'anticipo: poco male, c'era una finestra aperta e una fila di ritardatari che stava rientrando da li'. Nella camerata non c'erano conversazioni a bassa voce rispettose degli altri ospiti, ma suonatori di bongo e urlatori vari. E zanzare gigantesche, simili a pterodattili. Non dormii molto.

Una serie di sfortunate coincidenze, niente di piu'. Negli anni successivi continuai occasionalmente ad utilizzare bed & breakfast e campeggi, ma non mi capito' piu' di dormire in ostello. Ed e' un peccato, perche' spendendo poco piu' che per dormire in campeggio, uno ha un tetto vero sulla testa, opportunita' per conoscere persone nuove, panorami spesso spettacolari (come all'ostello di Ambleside) e la piacevole sensazione di contribuire economicamente al benessere di un'associazione, non di un'azienda.

Ringrazio il lettore del forum e il mio amico curioso per le loro domande a proposito degli ostelli. Giuro, colmero' questa lacuna, parlero' piu' spesso degli ostelli della gioventu'.





Foto: l'ostello di Ambleside, Lake District, Gran Bretagna. Immagine di Tom Richardson da Wikipedia




Di ViaggiareLeggeri, 17 settembre 2011 | Tempo lettura 3' | 12 commenti | Scrivi
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Commenti (12)

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Il 01-12-2012 alle 20:51, andreaG ha scritto:

- non ho mai apprezzato il clima da collegio/carcere degli ostelli;
- di natura sono insofferente alle costrizioni (specie se debbo...pagare per subirle);
- quindi in gioventù, invece degli ostelli, preferivo dormire in macchina (per ridurre i rischi di aggressione, ricordo che cercavo di parcheggiare nei pressi di una caserma dei Carabinieri...)
Il 03-12-2012 alle 01:50, ViaggiareLeggeri ha scritto:

In generale gli ostelli hanno orari rigidi, sono d'accordo, e uno degli ultimi che ho visitato - Avignone, 1997 - mi ha fatto passare la voglia di usarli: custode che era un'incrocio tra la Navratilova e la Kratochvilova (quattrocentista russa somigliante al Kurgan di Highlander), solo piu' brusca; compagni di stanza rumorosi anche di notte; zanzare modello Ju-87 (compresa la "Tromba di Gerico", le sentivi scendere in picchiata per attimi che parevano secoli). Ma ce ne sono altri molto piu' liberali, tipo quello a Barcellona alta, che non aveva orari, o quello incredibile di Evie (Orcadi), che era un ostello ma non un'ostello della gioventu': ero l'unico ospite, quindi la gestrice mi diede le chiavi, mi disse dov'era il legno e la torba per la stufa, e se ne ando' per tre giorni).

In conclusione: i sono tanti ostelli che fanno storia a se'.
Il 03-12-2012 alle 14:33, Mauro ha scritto:

Non sono mai stato in un Ostello ne in gioventu ne dopo ho accarezzato l'idea in questi tempi di crisi per portare in vacanza mia figlia, però credo che debba attendere ancora qualche anno credo che 10 anni sia ancora presto per lei, anche se è una bambina che si adatta veramente a tutto, quando visitammo bruxelles ha camminato per ore senza battere ciglio ed era più piccina! forse ora sarebbe un pò più schizzinosa!
Il 03-12-2012 alle 14:50, ViaggiareLeggeri ha scritto:

In base a quanto dice la FAQ della YHA, l'unico limite di eta' e' 16 anni se si viaggia senza adulti. Non credo lasceresti andare tua figlia da sola, per cui il problema non si pone: potete andare tutti insieme. E, a differenza che in passato, e' possibile avere camere private anziche' le classiche camere condivise, gli ostelli non sono piu' dei "campi di lavoro" in cui vieni ospitato solo se accetti di svolgere dei lavori (succedeva anche questo).

Forse dovrei tornare a parlare del tema ostelli, altrimenti il silenzio, dopo la temporanea interruzione di un anno fa, riprende.
Il 03-12-2012 alle 15:08, Mauro ha scritto:

Bene Grazie della Dritta e comunque si prima dei 18 anni mia figlia da sola non va da nessuna parte se non con viaggi organizzati e assistiti!!
E a ha proposito di Orcadi visto che VL non è la prima volta che la cita facendomi sorgere giusto un pelo di invidia non è che hai pubblicato o pubblicherai un articolo con foto di quei luoghi!!
Il 03-12-2012 alle 15:28, andreaG ha scritto:

- mi...associo a Mauro, qualche foto di Scapa Flow?
- Si vedono ancora gli scafi semisommersi della grande flotta del Kaiser?
Il 03-12-2012 alle 15:42, ViaggiareLeggeri ha scritto:

Per Natale dovrei essere in Italia, e se riesco (leggi: se mi decido) ad acquistare uno scanner portatile per diapositive, cerchero' di digitalizzare le slides scattate alle Orcadi.

Vi tolgo da subito le speranze: non ho visto ne' la flotta affondata nel 1919 ne' alcun segno della "beffa di Scapa Flow" di Günther Prien del 1939. Tenete presente che faceva un freddo notevole (ero anche in moto), e ha piovuto quasi tutto il tempo, per cui l'idea di avvicinarmi al mare non e' che mi stimolasse.
Il 03-12-2012 alle 16:54, Mauro ha scritto:

Quoto:

"Tenete presente che faceva un freddo notevole (ero anche in moto), e ha piovuto quasi tutto il tempo, per cui l'idea di avvicinarmi al mare non e' che mi stimolasse."

Immagino che L'ostello con il fuoco acceso e magari un Bicchiere di buon Whisky fosse molto più accogliente! Lo so è un'immagine molto Stereotipata ma non disdegnerei di viverla!
Il 03-12-2012 alle 17:07, ViaggiareLeggeri ha scritto:

L'ostello - Evie Hostel - era autogestito, sono stato da solo per vari giorni, e tra le pecore mannare che erano fuori, il tramonto sull'oceano alle undici e passa di sera, i generatori eolici (non cosi' comuni nel 1990), l'ostello deserto e con scricchiolii vari, direi che era piu' che altro un'atmosfera da film de paura. E se non fosse arrivata la ragazza che badava all'ostello per conto dei suoi genitori, sarei rimasto anche senza combustibile per la stufa (addio sterotipo, perche' il whisky gia' non lo bevo). Ah, la doccia calda era a gettone... e l'edificio non era bello com'e' adesso (link).

E ci tornerei subito, in quell'ostello. Anzi, tornato a casa in Italia, feci domanda di lavoro all'Orkney Tourist Board...
Il 03-12-2012 alle 19:24, Mauro ha scritto:

Lo so che sono il solito "Italiano" ma la Motivazione per cui:

Anzi, tornato a casa in Italia, feci domanda di lavoro all'Orkney Tourist Board...


Era:

la ragazza che badava all'ostello per conto dei suoi genitori


???
O semplicemente:
La solitudine?
Il tramonto alle 11 di sera?
la bellezza del luogo?
Le Pecore Mannare?

Il 03-12-2012 alle 19:37, Mauro ha scritto:

Perdona il mio "osare" del commento precedente ma era per fare un po' di ironia, Comunque ultimamente ci sono giorni che desidero anch'io di un luogo simile e per me le motivazioni sarebbero proprio:
sono stato da solo per vari giorni, e tra le pecore mannare che erano fuori, il tramonto sull'oceano alle undici e passa di sera

Non per tanto per qualche giorno, una settimana, giusto per provare la sensazione che tu sei solo con te stesso e l'ambiente circostante per rimettere ordine nei propri pensieri, e tornare alla vita di tutti giorni con un altra prospettiva.
Senza andare fino alle isole Orcadi che comunque devono essere belle a mè basterebbe anche un rifugio di alta montagna.
Il 04-12-2012 alle 09:50, ViaggiareLeggeri ha scritto:

No, la ragazza era carina, ma le Orcadi mi piacevano per il mix tra storia antica (e' un luogo vichingo, piu' che britannico) e recente (Scapa Flow, le Churchill Barriers, l'Italian Chapel), i panorami mozzafiato, le scogliere, la tranquillita'. Magari, se avessi ottenuto quel lavoro, me ne sarei andato via entro pochi mesi, vittima della noia. O forse sarei ancora li'. Non saprei.

E per chi e' incuriosito dagli ostelli, ho appena pubblicato alcune domande (e risposte) sugli ostelli della gioventu'.

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