Migranti climatici

Meglio allontanarsi dall’Equatore

07/07/2024 | Di Claudio_VL | Commenti: 0



Inghilterra, oggi piove. Ieri pure, il giorno prima anche. Ma dura poco, minuti o ore, tanto che si dice che in Inghilterra si vedono come minimo tre stagioni ogni giorno.



ALibutti scrive su Ex Twitter:
sono rimpatriata dopo 30 anni. (…) Non tornerei a vivere in Uk per motivi climatici



Così scriveva Cricetoph in Da una vacanza ad una scelta di vita: dalle Valle d’Aosta alla Thailandia:
(H)o sempre desiderato trascorrere i mesi invernali e primaverili in paesi esotici ma soprattutto caldi; lontano insomma dai rigori invernali


La storia di Cricetoph e’ interessante, erano anni che non la rileggevo, e la sintetizzerei brutalmente in “sono andato in Thailandia perché li’ in inverno fa caldo”. Quella di ALibutti: “ ho lasciato il Regno Unito perché lì non faceva abbastanza caldo”.

Io, invece, quando mi trasferii in Inghilterra nel 2001, lo feci anche per evitare le torride estati italiane. Quando poi rientrai in Inghilterra dopo più di due anni a Singapore, lo feci anche per il clima, nel senso che mi mancava quello inglese: le stagioni, intendo. A Singapore la temperatura era sempre tra i 25° e 32°, temperatura più bassa mai registrata 19°, non c'era l'alternarsi delle stagioni. Cosa prevedibile, vista la vicinanza all'Equatore.

L’Inghilterra è un posto più fresco dell’Italia, giusto? L’Italia del Nord è meno calda dell’Italia del sud, no? L’Italia del sud è bella, c’è un caldo secco, niente a che vedere con il caldo invivibile dei deserti africani, dico bene? Non esattamente.

Ora (non oggi, non quest’estate, finora) in Inghilterra la temperatura arriva anche a 40°. La la siccità che ora si verifica quasi ogni anno nel nord Italia era cosa comune nel sud Italia. E lì le temperature sono ancora più alte, con costi maggiori anche per tenere una temperatura accettabile in casa.

Cosa sto cercando di dire? Che il caldo va bene fino a un certo punto, ma poi rende la vita insopportabile. Credo che saranno sempre di più le persone (gli italiani) che, al contrario di ALibutti e CricetoPh, si trasferiranno all'estero in cerca di posti più freschi, anziché più caldi.

Io sto guardando sempre più a nord, quei tre viaggi in Islanda e quattro in Norvegia (e gli altri in Scandinavia) sembrano il sintomo di qualcosa che non avevo ancora pensato consciamente: non mi dispiacerebbe trasferirmi in posti più freschi dell’Inghilterra.



Argomenti: riscaldamento globale, vivere all'estero

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