Vi piacciono le Seychelles? Tra pochi giorni, purtroppo, raggiungerle diventera' piu' complicato. Dopo l'8 gennaio 2012, Air Seychelles non volera' piu' verso Milano Malpensa, Roma Fiumicino, Londra Heathrow e Parigi (CDG).
La linea aerea italiana Blue Panorama pare intenzionata a coprire il vuoto lasciato da Air Seychelles, per quanto riguarda Malpensa e Fiumicino.
Wow Air e' una nuova linea aerea low cost islandese con sede a Reykjavik. Wow volera' verso varie destinazioni europee con una flotta di Airbus A320s. Tra le destinazioni, Alicante, Basilea / Mulhouse, Zurigo, Berlino, Colonia/Bonn, Stoccarda, Copenhagen, Cracovia, Varsavia, Londra (Stansted), Parigi (CDG) e Lione. La data prevista per l'inizio dei voli e' il 1° luglio 2012
L'inaugurazione di una nuova linea aerea verso l'Islanda e' un motivo per festeggiare per chi e' stato in Islanda o spera di andarci. Il fatto che si tratti di una compagnia low cost e' un motivo in piu' per iniziare a pianificare un viaggio verso la terra del ghiaccio e del fuoco
Video di un Boeing 747 che atterra all'aeroporto Princess Juliana a Saint-Martin, isola dei Caraibi a 150 km da Portorico. Immaginatevi qualcuno che va in spiaggia e non sa d'essere sulla rotta d'atterraggio di un aeroporto...
L'isola ha una superficie di 88 km², che la rende la piu' piccola isola abitata del mondo divisa fra due stati diversi: a sud c'e' Sint Maarten, che era parte delle Antille Olandesi fino al 2011, mentre ora è diventata una nazione membro dei Paesi Bassi; a nord c'e' la Collettività di Saint-Martin, dipendente della Francia, che fino al 21 febbraio 2007 era compresa nel territorio della Guadalupa.
Casomai il video non rendesse abbastanza l'idea della vicinanza tra la pista dell'aeroporto e la spiaggia, guardate la foto sotto (di Aldo Bidini, da Wikipedia):
A me, veramente, anche l'aeroporto di Falconara Marittima (AN) non pare molto rassicurante... se siete in spiaggia a due passi dalla raffineria dell'Agip, gli aerei vi passano poco sopra, in fase d'atterraggio!
Sono stato a Malta due-tre anni fa. Ci tornerei anche domani, se non vivessi troppo lontano, se avessi du' lire nel portafoglio. All'epoca raggiunsi malta da Gatwick, visto che vivevo in Inghilterra, e a Malta mi ritrovai in albergo con decine di rumorosi inglesi. Non che gli inglesi siano rumorosi, in generale, ma se e' vero che ogni individuo fa storia a se', va ricordato che i viaggi economici dal Regno Unito verso destinazioni sul Mediterraneo tendono ad attirare ragazzi (18-30 anni) interessati principalmente a bere, t**mbare e fare cio' che non possono fare a casa durante il resto dell'anno.
Caspita, proprio come noi italiani.
Questo per dire che, nonostante io abbia un buon numero di amici in Inghilterra, non ho cercato la compagnia della gente che era sul volo Gatwick-Malta. E non e' stato difficile evitarli: durante il giorno nessuno di loro sembrava uscire dall'albergo, tutti piazzati all'ombra intorno alla piscina per evitare di scottarsi completamente (e forse anche per riprendersi dalla sera precedente). Meglio cosi': alla fine, nonostante ci fossero tanti turisti, non e' stato difficile trovare posti poco affollati, in tutta l'isola.
Noleggiare un'auto a Malta costa poco ed e' secondo me il modo migliore per esplorare l'isola (e Comino), ma bisogna fare attenzione al caldo: le gomme strideranno/sgommeranno ovunque... Altra cosa cui fare attenzione e' ... di nuovo il caldo, ma per una ragione differente: come ci disse una guida turistica, "A Malta si guida sulla sinistra, oppure sul lato della strada in cui c'e' ombra".
Caldo, dicevo: Malta e' forse il posto piu' caldo che io abbia visto, c'erano 41-42 gradi tutti i giorni. Come detto, tutto questo suggeriva ai tanti inglesi che erano nel nostro hotel di non uscire dal portico intorno alla piscina, di pomeriggio, e consentiva agli altri (sciagurati) di godersi la mancanza di traffico.
L'acqua del mare e' molto trasparente, quanto quella della Malesia. Il problema e' che, con quella limpidezza non si vedono solo i pesci, ma anche le lattine di birra sul fondo del mare: ho identificato una Heineken che era a parecchia distanza da me, nuotando a Comino.
I prezzi (birra e cibo) sono ragionevoli. La gente e' amichevole, ci si parla sempre in inglese e a volte anche in italiano (i canali TV italiani arrivano anche a Malta... poveri maltesi!). Ai cari connazionali raccomando una cosa: non andate a Malta dando per scontato che vi si parlera' in italiano. Probabilmente succedera', ma non consideratelo ovvio. Ricordatevi che Malta ha la sua identita' nazionale, e che, per dire, durante la Seconda Guerra Mondiale la poderosa aviazione fascista italiana non riusci' a mettere in ginocchio questa piccola isola a due passi da casa nostra, nonostante a proteggerla ci fossero solo, secondo una leggenda, tre biplani Gloster Gladiator chiamati Faith, Hope e Charity (Fede, Speranza e Carita').
L'isola e' piccola, e due settimane non ti serve neppure fare piani in anticipo: avrete tempo di vedere tutto.
A parte sole intenso e mare limpido, di Malta mi hanno impressionato la storia e i monumenti. Da soli valgono la visita.
Stewart Island e' la terza isola della Nuova Zelanda, per dimensioni. Poco meno ampia di Singapore, ci vivono quasi 400 persone, un decimillesimo degli abitanti di Singapore. Solo il 2% della superficie dell'isola e' edificabile, il resto e' adibito a parco, e vi risiede un terzo di tutti i kiwi della Nuova Zelanda (io non ne ho visti, ma e' inverno e io di notte cerco di dormire, anziche' andare a rompere le scatole ai kiwi).
Nella foto, una delle baie di Stewart Island, con Ulda Island sullo sfondo.
Dopo tre giorni di vacanza a Perhentian Besar, una delle Perhentian Islands in Malesia, ecco alcune riflessioni:
1) Le isole Perhentian sono due: Perhentian Besar, la piu' grande, e Perhentian Kecil, la piccola, entrambe a poca distanza dalla Tailandia.
2) A parte il volo per la Malesia, le Perhentian Islands sono accessibili anche con pochi soldi, e infatti il vacanziere europeo medio, qui, e' giovane e con zaino.
3) Sole splendido, cieli limpidi, mare trasparente e sabbia bianca in spiaggia.
4) Nuotare veloce quanto una tartaruga non e' facile come potrebbe sembrare.
5) Nuotare in compagnia di piccoli squali e' stata una gran sorpresa e un piacere che cerchero' di evitare con i loro parenti piu' grandi.
6) I barcaioli di Perhantian Basar sono molto flessibili in fatto di tariffe e destinazioni, tanto che ho rinunciato a noleggiare un kayak.
7) Di varani ne ho visti parecchi a Singapore, ma vederne due in una spiaggia turistica e' stata una novita'.
8) I coralli che circondano le isole Perhentian sono belli ma poco protetti, ed e' difficile entrare in acqua senza calpestarli.
9) Tanti, tantissimi italiani in vacanza su quest'isoletta. M'e' anche parso d'aver visto qualcuno che avevo conosciuto a Roma anni fa.
10) Prezzi ragionevoli dappertutto, in Malesia. Persino la rivista Asian Geographic costa il 25% in meno che a Singapore (dove viene prodotta).
Singapore e' un'isola circondata da decine di isolette, tutte con la propria piccola origine leggendaria. Come tutte le isole del mondo, del resto. Vediamo alcune di queste leggende sulle isole singaporiane.
Pulau Brani, isola a sud di Singapore, ha non una ma tre leggende malesi. Il suo nome significa "Isola del coraggioso", e secondo la prima leggenda tale nome venne dato all'isola in quanto luogo di sepoltura di antichi guerrieri pirati. La seconda leggenda riguarda la presenza di un flusso di acqua dolce che arriverebbe dalla spiagga o forse addirittura dal fondo marino, e che non si mescolerebbe all'acqua marina. La terza leggenda parla di un pozzo in cima all'isola la cui acqua avrebbe qualita' speciali.
Pulau Hantu, l'isola dei fantasmi. E' composta in realta' da due isole con un'area complessiva di 12,6 ettari: Pulau Hantu Besar (la grande isola dei fantasmi) e Pulau Hantu Kechil (la piccola isola dei fantasmi). Con la bassa marea e' possibile attraversare a piedi la laguna che separa le due isole. Due antichi guerrieri combatterono in mare, fino ad arrossare il mare col sangue dei loro marinai. I jinn, creature soprannaturali che vivevano in fondo al mare, non gradirono, e con un grande vortice aspirarono i due guerrieri in mare; i due, imperterriti, continuarono a darsele di santa ragione fino a quando i jinn spruzzarono acqua in faccia a uno dei due guerrieri, accecandolo temporaneamente (non chiedetemi che effetto fa uno spruzzo d'acqua in faccia quando ti stanno trascinando in fondo al mare: e' una leggenda) e consentendo all'altro guerriero di colpirlo a morte con un fendente della sua spada; il guerriero accecato, con un colpo alla cieca, colpi' e uccise il suo assassino. Gli dei decisero che interferire negli affari umani non e' cosa buona, e i due guerrieri furono trasformati nelle due isole di Pulau Hantu, in modo che i loro spiriti potessero vivere nelle li'. E si dice che gli spiriti dei due feroci guerrieri malesi vaghino infatti sulle due isole, manifestandosi di notte e quando infuria il maltempo.
Pulau Jong, isola di 6.000mq a sud di Singapore ... e a questo punto puo' essere utile confermare qualcosa che probabilmente avrete gia' capito: le isole di Singapore non "circondano" Singapore in modo omogeneo. Sono quasi tutte a sud, invece, in quanto a nord, ovest ed est c'e' la Malesia e non c'e' spazio per molte isole (la distanza tra Singapore e la Malesia varia tra poche centinaia di metri e un paio di chilometri). E non iniziamo a parlare di come queste isole si sono formate, leggende a parte, perche' non c'e' tempo ne' spazio per parlare di deriva dei continenti, oggi.
Pulau Jong, dicevamo. Isola di 6.000mq a sud di Singapore, il suo nome significa "isola della giunca", e la sua leggenda dice che una notte, una giunca cinese venne attaccata da pirati malesi (un classico ben prima di Salgari, pare) nel punto in cui ora si trova l'isola. Nel momento in cui i pirati stavano per abbordare la giunca, il capitano della giunca si sveglio', vide i pirati e urlo' in modo cosi' terrificante che lo spirito del mare trasformo' l'intera giunca in un'isola.
Non so voi, ma secondo me la storia di Pulau Jong pone tre assillanti quesiti:
1) Che fine fecero il capitano e l'equipaggio della giunca quando questa si trasformo' in un'isola? Vennero trasformati in piante, oppure - visto che e' un pelino piu' facile assaltare un'isola che assaltare una giunca - vennero rapidamente raggiunti e massacrati dai pirati malesi?
2) Che razza di capitano era, quello della giunca cinese, se ha continuato a dormire durante buona parte dell'attacco?
3) Non sapevo che urlare fosse un modo per spaventare feroci pirati (o per invitare lo spirito del mare a trasformare un battello in un'isola), ma prendo nota. E se poi il traghetto su cui piantero' un urlo terrificante NON si trasformasse in un'isola, dovro' pagare una multa?
L'Isola di Jurong copre 30kmq, e' artificiale e risulta dall'unione di sette isolotti; e' stata completata nel 2000. Visto che non ho trovato su Wikipedia nessuna leggenda in proposito, ecco che dal mio cassetto magico salta fuori una leggenda ad hoc per Jurong. A sud di Singapore si trovavano sette isolette disabitate, e su ciascuna isola risiedeva uno spirito, ne' maligno ne' benigno, ma dotato di senso pratico. I sette spiriti si chiamavano BASF, BP, Exxon, DuPont, Chevron, Shell e Sumitomo; si incontrarono nel lembo di mare che separava le sette isolette e decisero di colmarlo per poter camminare da un'isola all'altra senza bagnarsi gli spiritati e spiritosi piedi. Per colmare il mare, i sette spiriti iniziarono a prendersi a poderose pacche sulla schiena, e ad uno ad uno sputarono fuori, non si sa come, infiniti granelli di bile che avevano dentro di se'. Un granello dopo l'altro, i sette spiriti riempirono il tratto di mare tra le loro sette isole e, illum...
Nell'articolo di ieri ho inserito una mini-mappa di Lazarus Island presa da Maps.google.com. Microsoft fa concorrenza a GoogleMaps col suo Maps.live.com, ho quindi provato a vedere se http://maps.live.com offre immagini piu' aggiornate per le isole di Singapore, e ho avuto una sorpresa: le immagini di Microsoft sono vecchie. Quanto vecchie? Probabilmente meno vecchie delle fotografie del nonno che avete nel cassetto, ma decisamente meno nuove delle foto che avete scattato lo scorso weekend. E quello prima. E quello prima. E quello ancora prima.
Ecco cosa mostra Maps.Live.com. Da destra a sinistra, la piccola isola di Kusu, poi Lazarus Island, poi, piu' in basso a sinistra, St.John's Island. Le isole in basso a sinistra sono note come Sisters Islands e non le ho ancora visitate, quella in alto a sinistra e' Pulau Tekukor.
Passando il cursore (il mouse) sopra l'immagine, vedrete sovraimpresso quel che mostra GoogleMaps. Abbiate pazienza: ci vorranno parecchi secondi per caricare l'immagine la prima volta.
Confrontando le immagini (ricordiamolo: quella con lo sfondo piu' chiaro mostra la mappa di Maps.Live.com, quella con sfondo scuro mostra GoogleMaps sovrapposto a Maps.Live.com, e le immagini sono state salvate a pochi minuti l'una dall'altra), si nota la comparsa, su GoogleMaps, della "spiaggia a forma di C", la spiaggia di cui ho parlato ieri, con un allargamento della striscia di terra che mette in comunicazione le due parti di Lazarus Island alle spalle della spiaggia. Sospetto che fossero due isole separate fino a poco tempo fa...
Sempre nell'immagine di GoogleMaps si nota la presenza della massicciata che permette di andare da Lazarus a St.John Island. Prima o poi finiranno col diventare un'isola sola.
Questa ricerca non vuol avere valore scientifico. Volevo solo vedere se almeno uno dei due siti mostrava dettagli dell'area recintata, deserta, hi-tech e piuttosto sospetta in cima a Lazarus Island. Ottimo posto per osservare le aquile (o quel che sono) che vanno a pesca tra Lazarus Island e Kusu Island. Non ci sono, quei dettagli, per cui mi "tocchera'" esplorare nuovamente la zona.
Il risultato dell'analisi delle mappe di GoogleMaps e Maps.Live.com per l'area delle isole di Singapore? Non affidatevi ad un sito solo se volete immagini satellitari aggiornate di un'area. Soprattutto, non affidatevi al solo Maps.Live.com .
Lazarus Island, l'isola di Lazzaro, e' a sud di Singapore. C'ero stato il mese scorso, ci sono tornato sabato. In entrambe le occasioni sono stato colpito da una spiaggia paradisiaca vista sulla costa orientale dell'isola, con vista sulla vicina Kusu Island. Sabbia finissima e quasi bianca, semideserta, acqua limpida (non a livelli sardo-corsi, ma non siamo lontani), gli unici visitatori arrivano di solito da barche - da diporto, non da pesca - ormeggiate nei dintorni.
Ecco la spiaggia, a forma di lettera "C", nell'immagine tratta da GoogleMaps. L'isola diventera' probabilmente un'altra Sentosa (cioe' chic e falsa), per adesso e' molto godibile, soprattutto per il fatto che ci sono pochi visitatori. A parte questa spiaggia, altre aree interessanti sull'isola sono la laguna, appena piu' a nord della spiaggia, e una misteriosa installazione, forse militare, in cima alla collina al centro dell'isola: una piccola Area 51. Misteriosa o no, la staccionata che la circonda era a pezzi per una lunghezza di cinque-sei metri, la settimana scorsa, e la tentazione di entrare e' stata forte, anche se ho resistito: fare foto ai rapaci non identificati che orbitano sull'isola sarebbe stato piu' facile da uno spiazzo che dal bosco che circonda quest'Area 51 di Singapore.
Peccato che il costo per un "round trip" Singapore - St.John (e Lazarus) - Kusu - Singapore sia di quindici dollari a testa. Se fossero cinque dollari, ci andrei due volte alla settimana. Forse e' ora di comprare un kayak.
Note dopo una visita a Isola Bella, sul Lago Maggiore:
1) Siamo arrivati sull'isola col traghetto Pallanza-Isola Superiore-Isola Bella-Stresa. Traghetto confortevole, personale professionale, pochi passeggeri a bordo.
2) Arrivati ad Isola Bella, abbiamo notato vagonate di turisti, soprattutto tedeschi e svizzeri, che sbarcavano da altri battelli. I turisti hanno continuato a sbarcare per tutto il tempo in cui siamo stati sull'isola (poco meno di due ore);
3) Ristoranti, bar, chioschi d'alimentari: zero;
4) Palazzo Borromeo chiuso fino a marzo;
5) Gatti in giro sull'isola: tanti e belli. Bisognini lasciati dai gatti: tanti e meno belli. Difficile camminare senza pestarne almeno un paio.
Ora, se un alieno caduto dal cielo si ritrovasse su Isola Bella, probabilmente si chiederebbe: ci sono tanti turisti, perche' il giardino del Palazzo Borromeo e' chiuso? E perche' non c'e' da mangiare sull'isola? E soprattutto, se mangio un gatto qualcuno si arrabbiera'?
Qualcuno con piu' spirito imprenditoriale (e meno fame) dell'alieno sopra descritto potrebbe invece presentare un semplice progetto:
Primo: aprire almeno UNA bancarella / chiosco che venda cibo di rapida preparazione. Panini, salumi, formaggi, oppure caffe' e cioccolata calda. Secondo: stipendiare una o due persone perche' puliscano una volta al giorno le stradine in cui allignano i gatti dell'isola; Terzo: aprire in toto o perlomeno in parte i giardini Borromeo anche d'inverno.
Il giorno della visita all'Isola Bella, le stradine della vicina Isola dei Pescatori erano pulite, e su quell'isola erano aperti diversi locali in cui era possibile mangiare. Forse quei locali potrebbero mandare una scialuppa di salvataggio ai poveri e affamati turisti tedeschi alla disperata ricerca di un brautwurst sull'Isola Bella...
Singapore e' una citta'-stato, ma l'isola di Singapore non e' l'unica isola di Singapore. Ci sono oltre 60 isole, intorno all'isola principale. Eccone alcune, dislocate a sud dell'isola principale, e poco piu' a sud dell'isola di Sentosa, paradiso per gli amanti della spiaggia e della vita notturna.
1) Kusu Island, "Isola della tartaruga".
2) Lazarus Island
3) St. John's Island
4) Pulau Tekukor, anche nota come Pulau Penyabong. E' allo studio una riserva naturale per i tanti esemplari di Macaco cinomolgo (Macaca fascicularis) presenti sull'isola.
5) Sisters Islands.
Nota: questa pagina verra' aggiornata nei prossimi giorni.
Sono a casa, lunedi' di festa. Gli indu' celebrano Deepavali, il ritorno della luce. Io celebro ... il fatto che sono a casa dal lavoro, forse. Per una di quelle combinazioni cui dovrei ormai essermi abituato, non c'e' football americano in tv: c'e' tutti i lunedi' mattina, in diretta (si tratta dell'incontro della domenica sera), oggi niente. Leggo un capitolo di "Galactic Pot Healer", di Philip K.Dick. Giornata sonnolenta, col cielo che minaccia pioggia. Potrei andare in palestra e sprecare la giornata completamente, anche se le mie spalle e la mia schiena mi ringrazierebbero. No, grazie. Penso a Pulau Ubin, un'isola di dieci chilometri quadrati, a nord-est di Singapore, che mi avevano raccomandato i colleghi, tempo fa. Controllo su GoogleMaps: diciotto chilometri da qui, in bici. Il cielo continua con le sue minacce, e inizio a pensare che, forse, non tutte le escursioni devono includere l'infradiciarmi di pioggia e sudore. Il sito della SBS Transit, azienda di trasporti, dice che prendendo due autobus, il 158 e poi il 2, arrivero' a Changi Village, da dove potro' poi prendere un traghetto per Pulau Ubin. Un'ora e venti di viaggio, due dollari di autobus piu' due e mezzo di traghetto, il tutto moltiplicato per due, si puo' fare. Dieci minuti buoni di dubbi sull'obiettivo da prendere, poi metto nello zaino il 10-20mm e il 500mm; non riusciro' a fare molte foto normali, ma magari una immagine speciale saltera' fuori.
Scendo dal 158 ad una fermata di Sims Avenue. I cartelli che elencano il numero degli autobus che si fermano a ciascuna fermata e' grande ma, essendo piazzato dopo la pensilina, risulta spesso difficile da leggere, se non quando l'autobus riparte; quello di questa fermata era piu' visibile della media. Durian City, potrebbero ribattezzare questa zona di Singapore: ci sono molti negozi e banchi, lungo la strada, che espongono centinaia di esemplari di durian, un frutto che conosco solo per il fetore che emana; il sapore dicono sia squisito, ma l'odore non invita. Dopo qualche minuto arriva il 2 e salva le mie narici. E' un bus a due piani, mi catapulto al piano di sopra, ma i quattro sedili vicino al parabrezza sono occupati. Pazienza, non scattero' foto, almeno ho un libro da leggere. Sedendomi, batto la fronte sul soffitto, che e' piu' basso di quanto la mia memoria ricordi. Inizia a piovere. Considerato che non fa caldo, sono su un mezzo pubblico, ho un libro da leggere e ora pure piove, mi chiedo se questa non sia Torino. La pioggia si fa intensa. Quando raggiunge il suo capolina a Changi Village, l'autobus si svuota in un momento, e portici e mercati coperti, presenti ovunque a Singapore, sono benvenuti. Evito una seconda capocciata contro il soffitto e inizio ad esplorare l'area: palazzi come in tutto il resto di Singapore, ristoranti e chioschi alimentari ovunque, il solito 7-11, e un buon numero di negozi d'articoli per la pesca.
Trovo l'imbarco dei traghetti. Il "traghetto" e' una bumboat, un piccolo battello capace di ospitare dodici passeggeri e due membri d'equipaggio. Le procedure d'imbarco non danno l'idea di essere molto formalizzate: i conduttori dei traghetti cercano semplicemente dodici persone in partenza, le chiamano, e poi si fanno dare due dollari e mezzo a testa. Partiamo, il mare e' lievemente mosso, non mosso abbastanza da causarmi problemi di stomaco. Due immagini sacre cattoliche (col Sacro Cuore) sono di fianco al conduttore. In dieci minuti sbarchiamo a Pulau Ubin.
"Pulau" significa isola in indonesiano e in malese; "ubin" significa granito, e Pulau Ubin era la fonte principale di granito per tutta Singapore, in passato. Ora l'economia locale si affida soprattutto al turismo. Pulau Ubin e' coperta da foreste, e vi si trovano alcuni dei pochi kampong (villaggi) tradizionali rimasti a Singapore. Ci sono progetti per la costruzione di case popolari sull'isola, a me pare un suicidio economico, ancor prima che ecologico: ci sono tante aree, sull'isola principale di Singapore, che sarebero adatte alla costruzione di nuove aree residenziali.
Il primo impatto con i famosi "kampung" dell'isola non e' entusiasmante: il villaggio e' composto da baracche in legno e metallo ondulato, uno stile che ricorda le baracche degli orticelli abusivi lungo le strade italiane. Bevande fredde in vendita (la pioggia si e' ridotta a poche goccie, la temperatura e' salita e l'umidita' si fa sentire), tanti ristoranti a gestione familiare specializzati in pesce, vari noleggiatori di biciclette. Rinuncio a fare acquisti di qualsiasi tipo, e a noleggiare una bici, in modo da essere piu' libero di andare ovunque, anche fuori dalle strade dell'isola. Ci sono molti turisti, compresa una comitiva italiana composta da tre-quattro madri con i loro figli, tutti in bici. Esco dal villaggio, in un paio di minuti non si ved...
Dopo tre giorni trascorsi sull'isola di Tioman, in Malesia, e' il momento di tornare a Singapore, dove sono in corso le celebrazioni per il 43esimo anniversario dell'indipendenza dalla Malesia. Addio mare limpido e ritmi rilassati, e addio anche ai tanti italiani (mai visti tanti connazionali all'estero, neppure a Leicester Square a Londra); ci attendono la solita aria condizionata artica, la censura soft in tv e in rete, bevande alcoliche con prezzi da oreficeria, e capi e capetti smaniosi di
esercitare il proprio potere ("capitani" dei pullman, impiegati aeroportuali, guardie all'ingresso dei grattacieli ... persino commesse del Carrefour di Suntec City).
Verrebbe da pensare che, alle Hawaii, tutto costi parecchio. Ecco invece qualche consiglio per attivita' che costano poco o che sono addirittura gratis, tutte concentrate nell'isola di Oahu, raggiungibile dagli Stati Uniti con voli economici:
Spiagge a costo zero
Le spiagge delle isole Hawaii sono di proprieta' pubblica, comprese quelle di Lanikai sull'isola di Oahu; anche se vicino a costosi hotel frequentati da star hollywoodiane, nessuno puo' sloggiarvi da li' senza infrangere la legge.
Concerti e spettacoli gratuiti a Waikiki
Vicino a Kuhio Beach, a Waikiki, ci sono concerti gratuiti di musica hawaiana e spettacoli gratuiti di hula; inoltre, ogni venerdi' ci sono fuochi artificiali (gratis). Di sabato e domenica, i film proiettati in seconda serata a Sunset on the Beach sono anch'essi gratuiti.
Lezioni gratuite
Se gli spettacoli di Kuhio Beach vi hanno fatto venir voglia d'imparare qualcosa, il Royal Hawaiian Shopping Center offre lezioni gratuite di hula e di ukulele, cosi' come corsi gratis per la creazione di collane di fiori e di trapunte hawaiane.
Trasporti a Oahu: autobus e bici
Con l'autobus, un viaggio costa due dollari; 20 dollari per una tessera turistica da 4 giorni, oppure 40 dollari per la tessera mensile. Da acquistare nei negozi locali. Siate pazienti, l'autobus e' lento ma porta in punti panoramici.
Noleggiare una bici costa 20 dollari al giorno, e ci sono molte piste ciclabili, anche a North Shore e a Lanikai. Le bici si possono caricare sui pullman (non piu' di due bici per veicolo).
Escursioni a piedi
Escursioni guidate sono organizzate da Hawaiian Trail & Mountain Club e dal Sierra Club: la donazione richiesta e' tra i 2 e i 5 dollari.
Se invece non vi spaventa camminare da soli (e perdervi), potete camminare fino alle cascate di Manoa Valley, oppure alle altre cascate, Maunawili Falls, sul lato opposto dell'isola, raggiungibili camminando in una foresta di "frutti della passione (Passiflora edulis).
Kulamanu Place offre una laguna ideale per nuotare e spiagge fresche, e a poca distanza c'e' una rupe dove si ritrovano i tuffatori dell'isola per tuffarsi nell'oceano.
Per non dimenticare Pearl Harbour
La corazzata USS Arizona venne affondata il 7 dicembre 1941, nel corso dell'attacco giapponese a Pearl Harbour. La corazzata e' appoggiata sul fondo della baia di Pearl Harbour, ed il memoriale edificato in superficie e' visitabile gratuitamente. Dallo scafo dell'Arizona contina a fuoriuscire una perdita d'olio, nonostante la corazzata sia affondata in seguito ad un'esplosione oltre 60 anni fa: secondo alcuni membri dell'equipaggio sopravvissuti all'affondamento, le perdite continueranno fino a che l'ultimo di loro non sara' morto. Brividi...
Musica gratis
Nei giardini dello Iolani Palace la Royal Hawaiian Band si esibisce gratuitamente quasi tutti i venerdi' a mezzogiorno.
Ristoranti buoni ed economici
A poca distanza dallo Iolani Palace si trovano un buon numero di ristoranti utilizzati dagli impiegati che lavorano in centro citta'. Il Ninja Sushi in Bishop Street, verso le montagne, offre cibo a prezzi molto bassi: California Rolls a meno di 4 dollari nel menu'.
Musei gratis
L'ingresso all'Hawaii State Art Museum, a poca distanza da Iolani Palace, e vicino al Ninja Sushi, e' gratis. Nel museo si svolgono anche concerti musicali il primo venerdi' di ogni mese, in corrispondenza con il festival artistico con cadenza mensile che si svolge nella Chinatown di Honolulu.