Quattro del mattino sul volo Singapore-Roma SQ366


19/12/2009 | Autore: Claudio @ VL | 0 commenti

Taxi driver. Ho appena iniziato la visione di Taxi Driver a bordo del volo SQ366 della Singapore Airlines, partito da Singapore tre ore fa e diretto verso Roma, dove atterrera' tra circa quattordici ore. Non capita tutti i giorni di vedere Taxi Driver, ne' in volo ne' a terra.
Peter Boyle e Harvey Keitel, ecco le ragioni per vedere questo film, ora, qui. Boyle e' stato un perfetto veggente morente, Clyde Bruckmann, in X-Files. Keitel... mi vengono in mente Lezioni di Piano e anche il suo "Sono Mister Wolf, risolvo problemi" in Pulp Fiction.

Sto scrivendo a bordo. Singapore Airlines e' cosi' gentile che, se paghi un capitale per viaggiare in Business Class, ti mette a disposizione anche una presa elettrica. Che, non si sa come, e' quella che si usa a Taiwan, come quella del mio computer. Coincidenza? Culo?

Le cuffie della Business sono tra le migliori che io abbia mai provato in volo: sono seduto nella fila 16, vicino al finestrino, il sedile piu' vicino ai motori di questo Boeing 777, credo; eppure, non sento nient'altro che l'audio del film che sto seguendo Cybil Shepherd dice ad un collega che c'e' il tassista Robert DeNiro che li sta osservando; il collega va a parlare con DeNiro, che scappa.

Le assistenti di bordo sono professionali. Mi fa sempre un certo effetto, quando qualcuno mi porta da mangiare, da bere e, in parole povere, mi "serve", chiamandomi per nome (o cognome, in questo caso).

Una delle hostess, in particolare, ha un decollete' spettacolare, nonostante sia magra e non appaia siliconata; ogni volta che mi porge qualcosa, fatico a mantenere l'eye contact. Non dubito che ci pensera' mia moglie a riportare il mio sguardo nella direzione corretta, se fosse necessario: le gomitate sulle costole sono un correttivo oculistico efficacissimo.

Le posate d'acciaio sembrano confermare i risultati di una ricerca dell'universita' australiana di Adelaide: un ipotetico terrorista non avrebbe bisogno di portarsi armi da casa, visto che le posate di plastica sono sufficienti a produrre ferite mortali. E gli basterebbe investire qualche soldo e volare in business anziche' in economica per trovarsi con una forchetta e un coltello capaci di ferire qualcuno. Personalmente, non mi piacerebbe neppure essere aggredito a cucchiaiate...

Barbera a bordo. Non e' facilissimo trovare Barbera all'estero, e uno si aspetterebbe di avere ancora piu' problemi nel trovarlo a bordo.
Eppure ... su quattro voli da o verso Singapore, per due volte ho avuto a disposizione del Barbera. E su due linee aeree differenti, l'altra e' la British Airways. Ok, la hostess che me lo porto' pensava fosse un vino spagnolo, ma non ci volle molto a spiegarle che era fuori strada.

Acqua di colonia in bagno. A diecimila metri di quota. Curioso.

Prima di Taxi Driver, a bordo ho visto un altro film. District 9. Un film sudafricano (con Peter Jackson, regista del ciclo del Signore degli Anelli) che parla di un nuovo tipo di apartheid: sudafricani bianchi e alieni da un altro pianeta, con gang nigeriane impegnate in contrabbando e traffico d'armi. Il film affrontava anche il tema della mutazione fisica, e credo che neppure David Cronenberg avrebbe potuto trattare questo tema in modo migliore, nonostante sia uno dei cardini del sua cinema (e nonostante io sia parziale, in quanto fan di Cronenberg dai tempi di Videodrome).

Uno steward e' passato, nel buio della cabina, ad offrire frutta e dolci. Ho preso tre Ferrero Rocher, uno dei massimi contributi italiani alla globalizzazione. Si trovano ovunque, i Rocher: in un supermercato di Hong Kong dove si parla solo cinese, nelle cartolerie in centro a Egham, Surrey, nei 7-11 di Hualien, a Taiwan.

Al check-in, all'aeroporto di Changi a Singapore, c'e' stato un problema: i due voli, da Singapore a Roma con Singapore Airlines e da Roma a Torino con Alitalia, sono stati prenotati come voli separati. Li ha prenotati la ditta per cui lavoro tramite un'agenzia di viaggio. La supervis...ora / supervisionatrice del check-in ci ha spiegato che avrebbe potuto indicare sui bagagli il trasferimento Singapore-Torino, ma che in tal caso la linea aerea non sarebbe stata legalmente responsabile in caso di problemi coi bagaglio. E Alitalia+Fiumicino non e' tra le combinazioni migliori, per quanto riguarda bagagli smarriti, danneggiati e in ritardo. Vorra' dire che, arrivati a Fiumicino, ritireremo i nostri bagagli e poi rifaremo il check-in.





(Scritto venerdi' mattina, 18 dicembre 2009, verso le 4)


Argomenti: Singapore, vino, appunti di viaggio, film visti in volo
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