Atlanta, USA: ferie, Social Security, burocrazia e ... strani rumori dal caffe'

Il primo impatto con gli Stati Uniti e con la loro burocrazia contorta quasi quanto quella italiana
06/06/2010 | Autore: Claudio @ VL

Le ferie: io ho ottenuto di averne venti giorni all'anno, passando da un'ufficio inglese ad uno americano della ditta per cui lavoro, ma i neoassunti della filiale americana hanno solo cinque giorni di ferie all'anno, e cinque erano stati offerti inizialmente anche a me. Che si abbiano cinque o venti giorni, le ferie sono fruibili solo dopo averle maturate: io sono qui da 22 giorni, percio' sono autorizzato a prendere 1,3 giorni di ferie, al momento.

E forse dovrei prenderle per visitare il Social Security Office (again), visto che non m'hanno ancora mandato il 'pezzo di carta' ufficiale con il Social Security Number (simile al codice fiscale italiano), e per visitare l'impiegato della Bank of America a cui devo ancora dare il mio SSN, ma che non risponde mai al telefono (no comment sul customer support, hanno una serie di vicoli ciechi, nelle opzioni telefoniche, nel senso che clicchi sui tasti indicati, e ti ritrovi senza via d'uscita).

Due giorni fa ho chiamato il SS Office, e prima di parlare con qualcuno mi sono trovato a passare per il solito labirinto di "Dial #1 if you want to inform us of a mishap, dial #2 if you are not happy with Google's behaviour in China, dial #3 if you want to request support for an invasion of Bolivia" (ok, queste opzioni non c'erano, ma la varieta' era tale che queste non sarebbero state fuori posto). Ad un certo punto, mi e' stato chiesto da una voce memorizzata di descrivere il mio problema: 'My Social Security Number has not been delivered', e la voce ha risposto con un 'We believe you might want to talk about (segue qualcosa di incongruente col problema, tipo 'tax returns for year 2003'), is that right?'; ho risposto 'No', e la voce ha risposto che le dispiaceva, e m'ha chiesto di descrivere nuovamente il problema. Ho progressivamente semplificato la descrizione, ed ogni volta l'interpretazione del problema era errata, ed al mio 'No' seguiva una risposta piu' umiliata e spiacente, del tipo 'We are extremely sorry for our inability to fully comprehend the details of your problem. Please rest assured that we consider your problem as our problem, and that we will do whatever it takes to give you a satisfactory reply.'. Alla fine, dopo che la voce ha interpretato in modo corretto il problema, sono stato messo in collegamento con un'impiegata che non aveva la minima idea del mio problema, e che pertanto ha ripetuto le domande del messaggio automatico. Alla fine, capito che il mio problema era che non avevo ancora ricevuto la mia tessera ufficiale col Social Security Number, m'ha detto che era presto per reclamare, e che otto giorni di attesa sono normali: si deve protestare a partire dal quattordicesimo giorno.

Stamattina ho notato che la macchina del caffe' (americana, per fare il caffe' all'americana) fa il rumore che mi sarei aspettato dallo scarico della vasca da bagno. Questo forse spiega sia la lentezza nello svuotamento della vasca che il caffe' poco saporito. Houston, we have a problem... parafrasando Elio e Le Storie Tese, "Ho la vasca da bagno che fa contatto con la caffettiera".

Ieri ho compilato alcuni moduli per l'assunzione. Come, non sono ancora assunto? Mah, in effetti un contratto scritto e firmato non ce l'ho, anche se la sede USA mi sta pagando dal primo gennaio 2006. Questi moduli sono cosi' complicati e diabolici che, dopo aver finito di compilarli, mi sentivo cosi' in forma che avrei affrontato un 740. Non che sia un'impresa, la dichiarazione dei redditi in Italia, ma dopo cinque anni in Inghilterra, con burocrazia ridotta al minimo, ho perso l'abitudine.


NOTA: quest'articolo e' stato pubblicato originariamente, in forma lievemente diversa, su un altro mio sito nel 2006


Argomenti: vivere negli USA, Atlanta, Stati Uniti, documenti
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