Appunti sui supermercati statunitensi

Dove fare la spesa settimanale: Wal-Mart, Kroger, Publix, Target, Whole Foods, Harry's Farmers Market, Ingles, Trader Joe's
03/06/2010 | Autore: Claudio @ VL

[NOTA: quest'articolo e' stato pubblicato originariamente, in forma lievemente diversa, su un altro mio sito nel 2007)

Dopo due anni passati negli Stati Uniti, mi pare giunto il momento di parlare di qualcosa d'importante per chi vive negli Stati Uniti: i supermercati. Ecco una breve rassegna delle catene di supermercati statunitensi, per come le conosco io. Come siano le altre filiali di questi supermercati, nel resto degli USA, non so: i miei commenti vanno riferiti solo alle filiali dell'area di Atlanta, e in particolare Atlanta nord (Sandy Springs e dintorni).

- Wal-Mart: enorme, il piu' economico, vasta scelta per quasi tutto, ma l'acqua minerale non ce l'hanno, per esempio. Wal-Mart ha una reputazione di squallore e di prezzi piu' bassi a qualsiasi costo, quindi dando poca importanza alla qualita'. Reputazione meritata, tanto che ho avuto varie volte l'impressione che molti clienti si vestissero male appositamente per andare da Wal-Mart; in realta' e' soprattutto un supermercato dove si puo' trovare tutto o quasi, compresa una vasta scelta in fatto di attrezzature sportive e da campeggio (comprese armi da fuoco, non esposte), tante cornici per fotografie, molti capi d'abbigliamento a basso costo. Ampia sezione abbigliamento, ma e' meglio soprassedere su taglio e qualita' dei capi (questo vale per voi che avete buon gusto: io ci ho comperato degli economici e robusti pantaloni da montagna).
Aperto 24 ore su 24.

- Kroger: se Wal-Mart ha la reputazione d'essere il supermercato piu' squallido, Kroger sembra puntare a soppiantarlo: prezzi bassi, e molti articoli in cui la qualita' passa in secondo piano rispetto al prezzo; persino le pubblicita' televisive di Kroger fanno uso di attori brutti o appositamente imbruttiti (acne diffusa, capelli in disordine, vestiti sgualciti), ma non in modo ironico. Come in tutti gli altri supermercati elencati in questa pagina, anche da Kroger ci sono tutti o quasi gli alimenti e gli articoli che un cliente medio puo' desiderare, compresa una vasta selezione di vini (tra i vini italiani sono presenti soprattutto i classici Chianti e Pinot Grigio) e dolci freschi, ed una vasta area del supermercato e' dedicata al cibo kosher.

- Publix: si rivolge ad un tipo differente di clienti, disposti a spendere di piu'. Supermercati piu' piccoli rispetto a Kroger e Wal-Mart, cassieri piu' gentili, "impacchettatori" sempre presenti e gentili (e con la targhetta "Niente mancia, basta un grazie" sul grambiule). Molto cibo organico.

- Target: enorme (nella versione 'Super Target') e 'generalista' (dalla vite al vitello), abbigliamento decente; tra i supermercati menzionati finora, l'unico altro che vende abbigliamento e' Wal-Mart; da Target i prezzi sono un po' piu' alti e la qualita' anche. Poco cibo esotico, abbastanza cibo organico, vini poco costosi ma selezione limitata; in compenso, tante bici e articoli sportivi, un'ampia area dedicata ai mobili, molti videogiochi per PC e consolle. Una numero inusuele di cassiere bone, lo dico per dovere di cronaca, me l'ha fatto notare mia moglie, io non bado mai a queste cose... ;)

- Whole Foods: solo alimentari. Soprattutto cibo organico e straniero, la selezione di formaggi e' tra le piu' vaste che io abbia mai visto; pochi vini ma particolari (uno dei pochi supermercati USA con vini sardi, tra l'altro), soppressata e coppa disponibili (bresaola no, che ingiustizia); il piu' costoso dei supermercati citati in questa pagina, con una disposizione dei prodotti che non segue lo standard degli scaffali paralleli ma che crea invece delle 'nicchie' dedicate a prodotti provenienti da specifiche aree geografiche. Sara' per questo layout, o per una coincidenza, ma Whole Foods e' anche il supermercato in cui m'e' capitato piu' spesso di conversare con persone che non avevo mai visto prima, e di vedere altri clienti che si scambiano pareri riguardo al cibo in vendita.

- Harry's Farmers Market: "Whole Foods on steroids", direbbero gli anglosassoni: si tratta di una versione maggiorata di Whole Foods, e anche se hanno nomi differenti, fanno parte dello stesso gruppo. Solo Wal-Mart e Super Target sono piu' vasti. Nonostante il nome, i contadini non ci sono, nel supermercato; in compenso, la selezione di vini di tutto il mondo (tra cui barbera, barbaresco, bonarda, brunello ... e mi limito alla B), formaggi (qualcuno in piu' rispetto a Whole Foods), pasta, carne, pesce, e soprattutto verdura, e' la piu' ampia a disposizione qui. Peccato sia un po' lontano (ad Alpharetta, nord di Atlanta);

- Ingles: catena diffusa nel sud-est degli USA, soprattutto fuori dalle grandi citta'. Piu' diffuso nel nord della Georgia che nell'area di Atlanta, ha una vasta selezione di prodotti che vengono proposti come genuini, e utilizza soprattutto fornitori locali, il che e' degno di rispetto, anche per motivi ecologici. Vista la localizzazione geografica (il nord della Georgia e' la punta meridionale della catena montuosa degli Appalachi), molti supermercati Ingles hanno un'ampia area dedicata al materiale da campeggio e al cibo per il barbecue. Prezzi nella media.

- Trader Joe's: vende solo alimentari. Il piu' piccolo dei supermercati qui menzionati, e anche il piu' peculiare, con un'atmosfera vagamente da "figli dei fiori", o quantomeno da californiani rilassati (*): saranno le camicie hawaiane del personale. Non una sorpresa, visto che questa catena e' nata nel 1967 in California e che ha principi peculiari e, per me, ottimi: anziche' vendere prodotti che si trovano ovunque, propone cibi senza marca (salvo alcune eccezioni) ma difficili da trovare, a prezzi ragionevoli; il supermercato premia i clienti che portano da casa le borse della spesa; se il conto della tua spesa fa cifra tonda (multipli di dieci dollari), hai diritto a tre tiri a canestro e a un premio in caso di tre successi; il personale e' piu' maturo che negli altri supermercati menzionati, piu' rilassato e, secondo BusinessWeek, meglio pagato che nei supermercati concorrenti. Tutto questo - e la qualita' dei prodotti in vendita ad un prezzo ragionevole - porta ad una strana sensazione: appena finito di caricare la spesa in auto, viene il desiderio di tornare dentro, anche solo per gironzolare tra gli scaffali. Ho conosciuto vari colleghi che, quando non sapevano cosa fare o erano di cattivo umore dopo il lavoro, andavano al Trader Joe's di Roswell Road per assaggiare formaggi e vini.


A titolo di curiosita', ho fatto la spesa anche in un supermercato asiatico/sudamericano su Buford Highway, una parte di Atlanta dove non ci sono molti statunitensi, e dove le pizzerie hanno la bandiera italiana e il nome in coreano. Il supermercato era secondo, come esotismo, solo ad un mercato del pesce che ho visto vicino a Taipei (in cui si trovavano pesci che somigliavano parecchio alla Latimeria, per dire...). In quel supermercato sulla Buford Highway avevano verdura che non conoscevo, niente di locale, solo cibi esotici (la selezione italiana era limitata, ma quella colombiana, brasiliana, messicana, e le aree cinese e coreane, erano molto ampie). Anche la carne era differente dal solito: se avessi cercato di piu' avrei potuto anche trovare l'introvabile coniglio, forse. Insomma, un posto in cui ritornare, se non fosse per un animale, di dimensioni simili ad un corposo gattone, ma che ho identificato come topo (modello pantegana gigantis), che se ne andava a spasso sul pavimento, tra gli scaffali della carne. Ci ha fatto passare la voglia di fare la spesa...

Una cosa che odio dei supermercati USA: i carrelli hanno solo due ruote sterzanti, al contrario di quelli italiani e (se ben ricordo) inglesi.

Una cosa che amo dei supermercati USA (e che vale anche per i negozi piu' piccoli): se vuoi restituire un prodotto acquistato, non ci sono mai problemi. Non importa se era in saldo, se l'hai provato due volte, se hai notato un difetto dopo giorni che l'hai acquistato, i commessi non fanno mai storie, salvo che il cliente dimostri malafede magari aggravata da arroganza e/o stupidita'. Segnalo questo pregio in quanto nei supermercati di Singapore (perlomeno al Carrefour), per cambiare un paio di sandali da undici euro il giorno dopo averli acquistati ho dovuto ottenere la firma del customer service e della manager del reparto calzature, che m'ha pure rimproverato per non aver saputo scegliere i sandali giusti.





*: la mia esperienza personale con californiani residenti ad Atlanta e' molto differente: per due anni ho avuto una vicina di casa che si lamentava per qualsiasi cosa, compreso il rumore che, a suo dire, faceva la vicina del pianterreno, DUE APPARTAMENTI SOTTO DI LEI, e che nessun altro sentiva.


Argomenti: vivere negli USA, Atlanta, acquisti, Stati Uniti
Segui i commenti tramite RSS

Commenti

Non ci sono ancora commenti. Vuoi iniziare tu? [Mostra aiuto]

Domanda di verifica

Rispondi alla domanda seguente usando una sola parola, nessun numero.
La bandiera italiana e' ..., bianca e rossa