Truffe, Italianità, Roma, Ristoranti

Come danneggiare la reputazione di una citta': un ristoratore disonesto a Roma

In ristorante a Castel Sant'Angelo: nove persone, 572 euro

di ViaggiareLeggeri, 14 novembre 2011 | Tempo lettura 3' | 4 commenti | Commenta

Una serata tra amici in un ristorante a Roma, un conto un po' salato, e alla fine neppure uno scontrino: possibile che esistano ristoratori che cercano di fregare i clienti? No, non ci credo.

Come scrive Paese Sera, nove amici hanno cenato in un ristorante "decisamente informale" vicino a Castel Sant'Angelo, hanno ricevuto "porzioni non certo abbondanti", hanno ricevuto un conto da 572 euro (63,5 euro a testa), e alla richiesta di uno scontrino si sono sentiti dire che il ristorante 'non aveva il libro delle ricevute'.

Beh, ovvio che si spenda cosi' tanto, mangiando cibi sofisticati:

La cena non è certo luculliana, un antipasto a testa, un assaggio di primo e per secondo la specialità della casa: tagliata di manzo.


Il prezzo pagati dai commensali mi sembra alto, ma non e' il problema principale. Il rifiuto di emettere lo scontrino e' da denuncia immediata. Se ceni in un capanno sulle sperdute isole malesi ti fanno lo scontrino, ma nel centro di Roma no. Complimenti.

Ricordiamo a tutti che, come dice il sito della Guardia di Finanza, il numero da chiamare e' il 117, attivo 24 ore su 24:
Il numero di pubblica utilità 117

Il "117" è un numero gratuito di pubblica utilità, operante 24 ore su 24, realizzato con lo scopo di instaurare un rapporto diretto tra la Guardia di Finanza e i cittadini.

E' stato istituito nel 1996, anche al fine di corrispondere alle diversificate istanze di tutela espresse con sempre maggior vigore dalla collettività, nonché all'esigenza di migliorare i rapporti fra contribuente e fisco.

Con il "117" si entra in contatto con le "sale operative" presenti in tutte le province del territorio nazionale, per chiedere l'intervento di una pattuglia ovvero per ottenere notizie e informazioni sui servizi del Corpo.

Per le violazioni amministrative, quali il mancato rilascio dello scontrino o della ricevuta fiscale, si potra' procedere alla immediata verbalizzazione dell'illecito soltanto aspettando la pattuglia sul posto.

In caso contrario, verranno acquisite tutte le informazioni necessarie e il segnalante sarà invitato a presentarsi presso il Reparto del Corpo più vicino per la necessaria formalizzazione.

I clienti del ristorante in oggetto erano italiani. Magari forestieri, non romani, ma pur sempre italiani. Quanto sarebbe stato salato, il conto, se i clienti fossero stati degli ingenui giapponesi o dei tedeschi?

Come abbiamo twittato ieri, la proposta di Milena Gabanelli e' molto interessante: tassare i pagamenti effettuati in contanti, in modo da far riemergere l'economia sommersa italiana. Magari aiuterebbe anche ad evitare situazioni come quella capitata ai nove amici che hanno cenato vicino a Castel Sant'Angelo.



Di ViaggiareLeggeri, 14 novembre 2011 | Tempo lettura 3' | 4 commenti | Scrivi
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Commenti (4)

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Il 16-11-2011 alle 18:46, Mauro ha scritto:

Ma non ho letto la proposta di Milena gabanelli, ma ti posso assicurare che fintanto che non si potenzia la macchina dei controlli a tappeto non si riuscir? limitare l'evasione fiscale il caso dell'articolo ? estremo, ma quanti milioni di pagamenti di piccole somme avvengono ogni giorno in Italia? Un'esempio domenica pomeriggio Crema (nord italia) Bar del centro con amici beviamo qualcosa di caldo, andiamo a pagare e La mia amica paga le sue consumazioni io le mie in totale 22 euro e dispari io mi aspetto che la signora alla cassa mi dia lo scontrino vedo che non arriva e dico "Siamo a posto cosi?" e lei con un sorriso "si si grazie" prima nono ci penso poi discutendo con la mia amica sul fatto prendo la calcolatrice e faccio i conti su 22 euro totali se l'aliquota IVA ? del 21% come introdotta dalla manovra di quest'estate dal Governo Berlusconi la signora ha evaso ? 4,62 ormai ci eravamo allontanati troppo e non avevo voglia di tornare indietro o chiamare il 117 Ma dopo aver fatto questo calcolo mi sono ripromesso che mai pi? lascer? passare che non mi facciano lo scontrino, perch? poi li pago io quei 4,62 euro mancanti alle casse dello stato, io che sono tassato alla fonte in quanto dipendente!
Il 16-11-2011 alle 18:52, Mauro ha scritto:

Mi correggo l'aliquota sui prodotti da Bar ? al 10% per cui la Signora del Bar ha evaso "solo" 2,2 euro ci? non cambia per? il mio mai pi?!!
Il 20-11-2011 alle 18:34, ViaggiareLeggeri ha scritto:

(...) poi li pago io quei 4,62 euro mancanti alle casse dello stato, io che sono tassato alla fonte in quanto dipendente!

Esattamente. Immagina quanti saranno andati in quel bar nel centro di Crema, quella domenica. E quanti non avranno ricevuto uno scontrino.
Il 23-11-2011 alle 14:55, Vogliolaricevuta.it ha scritto:

Questo purtroppo capita tantissime volte ed ? difficile risolvere questo problema. Tante volte non vogliamo metterci a litigare oppure tornare al bar, negozio ect., per? come ha detto bene Mauro dopo siamo noi a pagare quei soldi, che gli evasori fiscali non pagano :( E quel conto pu? essere non solo salato, ma veramente amaro. E dove finir? questo bellissimo paese se va avanti cos??

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