La palazzina di caccia di Stupinigi spiegata ad un bambino di nove anni

La Storia è coinvolgente, non rendiamola noiosa
16/01/2012 | Autore: Claudio @ VL

- Era circa il millesettecento. Cioe' molti anni prima che nascessero non solo mamma papa' zio e zia, ma anche i loro genitori, e i genitori dei loro genitori, e pure i loro nonni. Non c'erano il Nintendo DS, la Fiat Panda, i cellulari, non esisteva Legoland. Era davvero tanto tempo fa. Ma i dinosauri erano gia' estinti da un pezzo.

- C'erano gia' i gatti?

- Si', quelli c'erano.
Il Re d'Italia - che poi era solo il Re del Piemonte e della Sardegna in quel momento - fece costruire una villa di campagna in cui poteva uscire e andare a caccia di cinghiali, perche' gli piaceva mangiare quel che cacciava, proprio come fanno papa', nonno e zio quando vanno all'Auchan a fare spesa e pensano d'aver catturato personalmente il maiale che e' servito per fare il prosciutto che han comprato.

- Zio, la villa, parlami della villa...

- Quella villa di campagna era una reggia. Sul serio, una cosa che se dovessi farne una per la tua Barbie, sarebbe una villa alta fino al soffitto del salotto, con migliaia di lampadine, e nella sala da pranzo ci sarebbe spazio per centinaia di Ken, che la mamma tanto non te li comprerebbe perche' costano come un'auto di seconda mano. Che e' tanto, fidati. Quella reggia, dicevo, il re la stava facendo costruire a Venaria, a nord-ovest di Torino. Aveva visto delle immagini della reggia di Versailles e voleva averne anche lui una cosi'.

- Le foto erano sul Facebook del Re di Francia?

- No, il Re di Francia non aveva ancora una pagina su Facebook. Ma il "nostro" re aveva messo da parte meno soldi del suo amico, il Re di Francia. E a dir la verita', nella sua carta d'identita', alla voce professione, c'era scritto solo "duca" e non "re", quindi il suo stipendio non era tanto alto.

- Cos'e' uno stipendio?

- E' come la paghetta mensile che papa' e mamma ti danno ... ah, no, non hai ancora una paghetta mensile. Beh, dimenticati quest'idea. Magari tra dieci anni. Comunque... il Duca voleva andare a caccia con gli amici al parco della Mandria, e aveva una cantina molto, molto piu' fornita di quella di papa' e zio. Per cui spesso andava a caccia con gli amici, prendevano una mezza dozzina di cinghiali, e a cena mangiavano e bevevano - no, non guardavano la tv - fino a tardi. Si', a volte giocavano a Monopoli o a Zia Peppa, proprio come noi. Pero', con le spese dei cuochi, quelle dei cavalli, e la bolletta della luce, del gas e dell'acqua, il sovrano pagava un capitale.

- Come faceva a saperlo? Era bravo in matematica?

- No, LUI non aveva bisogno di essere bravo in matematica. TU hai nove anni, non hai un regno o un ducato, quindi ne hai bisogno. Il Duca aveva un ragioniere che lo seguiva tutto il giorno e gli diceva "Maesta', per favore, non buttiamo nella spazzatura questa dozzina di polli smangiucchiati, questa sera a cena saranno ancora buoni!", oppure "Duca, il conto dell'idraulico dopo l'ultima visita fa paura. Posso suggerirLe un paio di modi per evitare che le tubature gelino in inverno?".

- Che pa... che pizza!

- Gia', era un tipo noioso, quel ragioniere. Comunque, anche il Duca, che scemo non era, si rese conto che per mantenere una reggia come quella di Venaria, disegnata sul modello di quella di Versailles, ci voleva un regno piu' grande e piu' ricco di quello che aveva lui. Diede un'ultima occhiata alla bolletta della luce, poi fece chiamare Filippo Juvarra...

- ... quello della basilica di Superga?

- Proprio lui. Juvarra era un grande, uno che se fosse ancora vivo lo vedresti tutte le domeniche in tv intervistato da Fiorello, Fabio Fazio e anche dalle Jene. Il Duca parlo' a Juvarra. "Voglio una reggia che faccia schiattare d'invidia i miei amici reali. Voglio che costi poco da mantenere. Dev'essere vicino ad una zona piena di cacciagione - che siano cinghiali, cervi o fagiani non importa - e voglio che non sia lontano da Torino, 'che mi piace fare la spesa in via Roma, neh!". Doveva anche essere lontana dalla reggia di Venaria, perche' gli ospiti del Duca ogni tanto andavano a mangiare nelle pizzerie e nei ristoranti cinesi di Venaria, e al momento di pagare dicevano "Sono amico del Duca, metta sul suo conto!", e lui a volte rifiutava di saldare il conto.
Comunque ... Juvarra si mise al lavoro, e gli diede una reggia piu' piccola di quella di Venaria, con uno stile completamente differente eppure molto carino. La nuova reggia, guardandola dall'aereo, aveva la forma di una ics. Era a Stupinigi, cioe' a Nichelino, a sud-ovest di Torino.

- Cosi' il Duca era vicino alla tangenziale, e dopo prendeva la Torino-Savona per andare a Borghetto Pietra Ligure e Loano come facciamo noi?

- Non credo, ma non si sa mai. Comunque... la Palazzina di caccia di Stupinigi fu un successo. Juvarra era un architetto, un artista e un perfezionista, per cui si lamento' che i pittori, gli scultori e anche i muratori non avevano fatto quel che lui aveva chiesto. Il Duca e i suoi ospiti, invece, furono soddisfatti. Estasiati. E anche tu, quando sei stata a Stupinigi la settimana scorsa, sei rimasta spesso a bocca aperta, mi pare... ma le lodi migliori, secondo me, sono quelle che arrivano da lontano. Qualche anno fa, in Inghilterra, c'era un programma di storia di un tizio famoso, si chiama Simon Schama. Era a Stupinigi, era a bocca aperta anche lui, guardava soffitti e statue e decorazioni e aveva gli occhi spalancati come uno che sta avendo un'idea per fare un record con la Wii. E poi questo tizio disse:
"Quando la Reggia di Stupinigi venne inaugurata, nel 1731, la Gran Bretagna era un impero che si estendeva su quattro continenti. Il Piemonte, lo Stato che fece costruire la reggia di Stupinigi, era a malapena indipendente. Eppure, Giorgio Secondo, il sovrano britannico, viveva a Windsor e a Hampton Court, in reggie fredde scure e tristi, che all'epoca non avevano niente di maestoso, mentre Carlo Emanuele Terzo, il sovrano di uno Stato di cartapesta, VIVEVA IN QUESTO MAGNIFICO E LUMINOSO CAPOLAVORO ???"
. Dovevi sentire la voce di Schama! Era come se avesse improvvisamente capito che in Italia si cerca di vivere bene.

- Zio, in Italia si vive bene.

- Lo so, lo so. Soprattutto se sei il re.





Argomenti: castelli e fortezze, bambini e minori, Piemonte, dialoghi, storia
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