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Inghilterra multietnica: pubblicita' solo in polacco

Per una 'target audience' non britannica

di ViaggiareLeggeri, 30 ottobre 2012 | Tempo lettura 1' | 4 commenti | Commenta

Un bus polacco o inglese?


Autobus in transito a Hayes, a nord dell'aeroporto di Heathrow. Sul retro, la pubblicita' di un supermercato polacco con due sedi a Londra, vicino alle stazioni Perivale e Sudbury Hill della metropolitana. La curiosita' e' che questa pubblicita' e' interamente in polacco, come dire che chi si occupa di marketing per questo supermercato polacco non desidera raggiungere un'audience che parla inglese, pur essendo - sia l'autobus che i supermercati - in Inghilterra.

Riflessioni? Ve ne offro solo una.

Ci sono davvero tanti polacchi in Inghilterra, nel 2012, e hanno rimpiazzato quasi completamente le altre etnie - compresa quella inglese - in certi tipi di lavoro. Per esempio, quando si parla di "muratori", di solito si intende "muratori polacchi". Normale, che vogliano mangiare in Gran Bretagna quel che mangiavano in Polonia (di italiani che vivono all'estero e che si lamentano per lasagne mal fatte e per gnocchi scotti e' pieno il mondo). Meno gradevole, per mancanza di parole migliori, il fatto che un'azienda abbia pensato di rivolgersi a loro nella lingua nativa anziche' nella lingua del Paese dove questi lavoratori si sono trasferiti per scelta, e che dovranno imparare se non vogliono ritrovarsi chiusi (metaforicamente) in un ghetto.




Di ViaggiareLeggeri, 30 ottobre 2012 | Tempo lettura 1' | 4 commenti | Scrivi
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Il 30-10-2012 alle 09:57, andreaG ha scritto:

- pensiamo però al "bonus" per il muratore polacco, se nel supermercato trova commessi/e cassieri/e che parlano la sua lingua;

- personalmente ho gradito a Budapest, in un ristorante italiano, ordinare la cena ad un cameriere di Cefalù (e questo fa passare in secondo piano il fatto che il formaggio "grana" utilizzato per condire il risotto -ben cucinato e ben presentato- non era parmigiano-reggiano, nè ragusano stagionato, bensì di incerta origine ungherese-tedesca)
Il 30-10-2012 alle 10:26, Mauro ha scritto:

Lungi da me di avere tesi razziste ma ci sono etnie che fanno veramente fatica ad integrarsi con il paese che li ospita, credo che l'apertura mentale di chi migra verso un paese diverso da quello nativo sia dato anche dal livello di scolarità e cultura acquisito in partenza, molto probabilmente i figli di questi polacchi non avranno più la necessità di avere un cartello pubblicitario scritto in polacco.
Parleranno correntemente l'inglese avendo frequentato scuole inglesi e conosceranno gli usi e i costumi inglesi.
In Italia si fa un gran parlare di integrazione e accoglienza degli extracomunitari, di dar loro il voto e la cittadinanza ai figli nati in Italia ma questo argomento è strumentale ad una classe politica da chi è pro vede la possibilità di avere nuovi elettori da chi è contro il rafforzamento della sua base elettorale che vede come il fumo negli occhi il diverso e lo straniero.
Quello che invece noto io è: come si può pensare di integrare gli stranieri se non siamo ancora riusciti ad integrare gli italiani, ci sono ancora tantissimi italiani che nonostante siano cresciuti nell'era della tv generalista che parla italiano, il loro Italiano è approssimativo sia del sud che del nord indistintamente non parlo di inflessione dialettale, parlo di grammatica, di coniugazione dei verbi, la cosa drammatica che quanto appena detto vale anche per buona parte della classe politica e dirigente di questo paese, spesso ascolto le sedute delle camere per radio e ciò che ne esce a volte è veramente avvilente! ci sono molti deputati e senatori coltissimi ognuno con il suo accento di origine ma ci sono anche molti che confondono il dialetto con l'italiano!
Purtroppo i ghetti c'erano ci sono e se ne formeranno altri in Inghilterra, In Italia, e altri paesi d'europa sta alle persone avere la capacità di aprirsi e conoscere culture e costumi diversi dai propri ed alle istituzioni dare la possibilità di apprendere, studiare, conoscere e integrarsi senza secondi fini.
Il 30-10-2012 alle 10:33, ViaggiareLeggeri ha scritto:

Andrea,
(...) "bonus" per il muratore polacco, se nel supermercato trova commessi/e cassieri/e che parlano la sua lingua;

Anche a me fa piacere trovare camerieri/cuochi/proprietario italiano nei ristoranti italiani. Pero' la presenza di una pubblicita' in polacco su un autobus non implica che ci sia personale polacco nel supermercato. E il personale polacco lo si puo' assumere anche se si utilizzano pubblicita' in inglese; tra l'altro, in alcuni supermercati di altre catene (tipo l'Aldi di Feltham, vicino a Heathrow) le cassiere sono quasi tutte polacche nonostante il supermercato non abbia un'identita' polacca (e' tedesco).

(... formaggio "grana" utilizzato per condire il risotto -ben cucinato e ben presentato- non era parmigiano-reggiano, nè ragusano stagionato, bensì di incerta origine ungherese-tedesca)

La 'coppa' Made in Canada che ho trovato in un supermercato di Atlanta non era male. Forse dovremmo metterci a produrre salame ungherese e vino Riesling anche noi italiani...
Il 30-10-2012 alle 14:31, andreaG ha scritto:

- non mi sembra un problema di integrazione, più semplicemente chi vive all'estero (spesso non per scelta, nè tantomeno per...diletto, ed è quindi costretto ad imparare la lingua locale) apprezza ogni tanto un ambiente ove si parla la lingua di origine;

- se poi mi capita di entrare in un ristorante (a Londra come a Budapest o in Francia) che si pubblicizza in italiano e poi non ha personale che parla la nostra lingua e/o non presenta piatti decentemente preparati secondo ricette italiane, lo "banno" a vita...

- ad es. a Londra mi sono trovato bene nel ristorante italiano (di cui non ricordo il nome) al piano terra dell'Hotel Baglioni (l'albergo è fuori budget, il ristorante a pranzo non ha prezzi proibitivi)

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