Lake District 2014, day 2: Striding Edge, Helvellyn e discesa verso Grasmere

Salire su una sottile cresta montana con uno zaino pesante e poco allenamento
06/06/2014 | Autore: Claudio @ VL

26 maggio, lunedi', il giorno della tanto attesa ascesa a Helvellyn. Sveglia al campeggio di Patterdale, metropoli di 460 abitanti; colazione col fornellino. Smonto la tenda, preparo lo zaino, rifornisco d'acqua la sacca d'idratazione e la bottiglia, e riempio di cappuccino caldo il thermos.

Sono le dieci di mattina, mi avvio lentamente verso il negozio di Patterdale. Ci vado per comprare una bomboletta di gas di riserva, non si sa mai, e un sandwich per il pranzo di oggi (o per uno spuntino, ma essenzialmente per avere qualcosa da mangiare senza dover cucinare). Cammino lentamente per il peso dello zaino, che - compresi liquidi, gas e panino - si avvicinera' ai 20 Kg, ma anche perche' il tempo a disposizione e' tanto (sembra tanto): per salire fino a Helvellyn sono previste poco piu' di tre ore, e anche contandone quattro per via dello zaino pesante e per tenere conto di eventuali deviazioni e problemi d'orientamento, dovrei essere sul pianoro in cima verso le due-tre del pomeriggio, con tanto tempo a disposizione per piantare la tenda, preparare la cena, contare ogni singola pecora del colle e chiamarla per nome, e magari anche leggere Alla ricerca del tempo perduto di Proust. Considerando che il sole sorge verso le 4,30 e tramonta verso le 21,30, che non e' prevista pioggia ne' nebbia, il margine di sicurezza a disposizione e' ampio. Il piano e' semplice: risalire verso nord, puntare verso ovest seguendo il torrente Grisedale, raggiungere Hole In The Wall, percorrere Striding Edge, raggiungere Helvellyn, campeggiare e tornare indietro domani passando per Swirral Edge, correggendo tutti quelli che, incontrati lungo il percorso, lo pronunciano "Squirrel Edge" (non amate anche voi quando un'immigrato vi corregge riguardo alla geografia del vostro Paese?).

10,45: Partenza "ufficiale" per Helvellyn. Lascio il negozio di Patterdale (150m di quota), mi dirigo verso Glenridding sulla strada principale. Passata la chiesa di Saint Patrick (sulla sinistra), si gira a sinistra prima del Grisedale Bridge. Si segue la strada verso Patterdale Hall, la strada e' asfaltata e sale lentamente, qualche casa attorno. Rarissime le indicazioni per Helvellyn; vado alla stessa andatura di un'arzilla coppia sui sessant'anni, loro sono gia' saliti altre volte a Helvellyn, ma mai tramite Striding Edge; come me, hanno dubbi quasi ad ogni bivio (ce ne sono pochi per fortuna), e non sarebbe difficile prendere la strada sbagliata, in presenza di nebbia o di pioggia/neve intensa. Per fortuna oggi pioviggina solamente. La strada corre sulla sinistra del torrente Grisedale Beck, e un ponte in pietra senza indicazioni e' il punto in cui bisogna attraversare; niente asfalto, si passa un "cancello" e il sentiero pietroso gira a sinistra e sale ripido tra i campi.




11,20, altro cancello, la stanchezza si fa sentire, e sono accaldato. Bevo, mangio della cioccolata, rimuovo la parte inferiore dei pantaloni, resto in maglietta di lana e pantaloncini; fa fresco, lo vedo dalle giacche impermeabili, a volte imbottite, degli escursionisti incontrati dopo Grisedale Bridge, ma le magliette che ho acquistato per quest'escusione (una sintetica, una in lana Merinos) tengono caldo e lasciano traspirare (abbastanza). Il sentiero sale ripido, pecore indifferenti si spostano dal sentiero quando mi avvicino, tornano indolenti al loro posto quando passo oltre.


12,20: Hole In The Wall, finalmente! A 694 metri di quota, pare un buco in uno degli infiniti muri di pietra a secco che incorniciano le colline del Lake District, ma e' uno stile, un cancello a scaletta, fatto per consentire il passaggio ai bipedi umani ma non al bestiame (la foto e' stata scattata dopo averlo oltrepassato, guardando verso Birkhouse Moor). Per arrivare qui ho impiegato un'ora e venticinque minuti, e ora sono cotto: stanchezza nelle gambe, nelle spalle e nella schiena. Mi fermo venti minuti, forse mezz'ora; mangio il sandwich, bevo un po' d'acqua (il cappuccino e' ancora rovente, e alla fine rimarra' caldo per oltre 40 ore), scatto foto. Una dozzina di persone in varie comitive, la coppia di arzilli sessantenni e' pronta a ripartire, non so da dove siano arrivati qui gli altri, non li ho visti lungo il mio percorso. Forse stanno scendendo, non salendo...

Oltre Hole In The Wall si intravedono il laghetto di Red Tarn e l'inizio di Striding Edge, questa cresta dal nome spigoloso e assordante, capace da solo di dare le vertigini, che pare la chitarra di The Edge in The Electric Co. nel concerto di Red Rocks. Finalmente!


Mi alzo e riprendo il cammino, il sentiero e' ora dieci, cento sentieri appena intuiti tra una roccia e l'altra. Indosso i guanti in pile e la giacca impermeabile quando mi accorgo che il sudore, asciugandosi, ha portato via il calore accumulato durante la salita. Li togliero' poi nel giro di dieci minuti, con la temperatura corporea nuovamente in aumento. Nuvole basse, ci sono piu' escursionisti di quelli incontrati fino a Hole In The Wall. Qualcuno in scarpe da ginnastica e maglietta, altri pronti per scalare l'Annapurna. A destra si vede bene Red Tarn, e oltre, l'altra cresta che lo circonda, Swirral Edge. A memoria ricordo che tra Hole In The Wall e Helvellyn si sale di 260 metri lungo un percorso di due chilometri.


Ultimo pezzo di salita prima dell'inizio di Striding Edge. Scompare l'erba, solo tante pietre e massi, spigolosi e per fortuna ricchi di appigli


Striding Edge non sara' a ottomila metri di quota (sono circa 800m), ma ha fatto le sue vittime (e continua a farne quasi ogni anno). Questo e' il Robert Dixon Memorial, con Nethermost Cove sullo sfondo. Venne eretto nel 1858 e reca le seguenti parole: "In memory of Robert Dixon of Rooking Patterdale who was killed on this place on the 27th day of Nov 1856 following the Patterdale foxhounds". Guardando verso Helvellyn, a destra c'e' una ripidissima discesa, mentre a sinistra un burrone poco meno che verticale. E' raccomandabile non cadere...


Ci sono sempre almeno due "vie" per percorrere Striding Edge: una, sulla cresta, permette il passaggio di una sola persona per volta, e a volte si restringe ulteriormente, o presenta spazi in cui e' necessario saltare. Vento, pioggia e neve possono rendere pericolosa questa traversata. Ma c'e' un secondo sentiero, meno aspro e meno esposto agli elementi, che corre a destra della cresta.


In coda per scendere dal "camino" (the Chimney), mi guardo alle spalle per vedere il percorso fatto finora sulla cresta. Varie comitive, con bambini e settantenni. Striding Edge, come il suo vicino, Swirral Edge, è un arête, una cresta di roccia sottile, quasi a lama di coltello, formatasi grazie all'opera dei ghiacciai. In Italia, anziche' usare il termine francese arête, si parla di solito di sella o di col.


Red Tarn (il lago), con Swirral Edge (la cresta sulla sinistra) e Catstye Cam (il picco al termine della cresta). Sarebbe bello campeggiare vicino al lago, ma qui piove spesso, e questa valle mi pare il fondo di una bacinella, ideale per convogliare acqua nel lago. Non il posto ideale per piazzare una tenda.
Per gli amanti dei numeri, Red Tarn si trova a 718 metri di quota ed ha una profondita' di 25 metri


Sono sopra "The Chimney", e attendo che la coda (una famiglia con due bambini sui 10-12 anni), fuori dall'inquadratura a sinistra, lo percorra arrampicandosi in discesa.

Davanti a noi le ultime scoscese rocce che ci porteranno - con un po' di arrampicata - a Helvellyn. Sotto, i ranger del parco (o sono dei volontari?) che fanno manutenzione ai sentieri.


"The Chimney": sette metri da percorrere arrampicandosi in discesa, senza vedere gli appigli. Un adulto dovrebbe farcela in due-tre minuti, anche con uno zaino pesante quanto il mio. Una famiglia inesperta (padre, madre, figlio e figlia sui 10-12 anni) puo' impiegare anche mezz'ora. A volte bisognerebbe evitare di mettersi in certe situazioni, e prendere il sentiero "facile" che passa a una decina di metri (sull'altra sponda di Striding Edge, quella che si affaccia su Red Tarn). Io ho atteso pazientemente il mio turno, altri hanno atteso venti minuti, poi hanno cercato percorsi alternativi (e potenzialmente piu' pericolosi) per scendere.

Sullo sfondo, con una maglia rossa e una nera, due volontari stanno riassettando i sentieri e "mettendo in sicurezza" alcuni massi vicino all'Edge. Molte ragazze e donne tra loro, alla faccia del maschilismo.


Ci siamo quasi! Passato The Chimney (non visibile nella foto, e' dietro e "sotto" su cui si trova il ragazzo con la maglia blu), restano poche decine di metri (di ascesa, non di distanza!) su cui arrampicarsi per raggiungere Helvellyn. La foto mostra il percorso fatto finora. Fiato residuo poco, dopo The Chimney il sentiero era nuovamente congestionato e ho cercato (e trovato, a fatica) un percorso alternativo sulla destra dell'Edge, che mi ha portato piu' in alto del "traffico".


Vista complessiva di Striding Edge. Non male, per una collina (l'altezza ufficiale di Striding Edge e' 863 metri). Sono salito piu' in alto, in passato (tremila metri), ho fatto escursioni piu' rischiose, ma i panorami visti in quest'occasione, le sensazioni provate camminando sulla cresta, mi hanno rimesso in moto qualcosa, dentro. Voglio tornare "su". Il prima possibile. Piu' spesso possibile. Non mi interessano sport estremi, non cerco litri di adrenalina: mi basta essere con le montagne.



Dopo Striding Edge e poco prima di Helvellyn, il Gough Memorial. Charles Gough (1784 – 1805) era un esponente del Romanticismo inglese, e scomparve nell'aprile del 1805 durante un'escursione verso Helvellyn con il suo cane, Foxie. Tre mesi piu' tardi, un pastore, sentendo abbaiare vicino a Red Tarn, trovo' Foxie viva vicino al corpo del suo padrone, ormai ridotto ad uno scheletro. Gough probabilmente cadde da Striding Edge, e il suo carattere avventuroso, insieme alla fedelta' di Foxie (che durante la lunga veglia diede alla luce un cucciolo, morto poco dopo), ne fecero un simbolo del Romanticismo, e diedero spunto alle opere di vari artisti, tra cui Attachment, un dipinto di Francis Danby e Edwin Landseer, Helvellyn, un poema di Walter Scott, e Fidelity, un poema di William Wordsworth.


Arrivato a Helvellyn! La foto, scattata a 950 metri di quota (il punto piu' alto del pianoro che costituisce Helvellyn), mostra un riparo anti-vento costituito da due muri a secco che si intersecano producendo una struttura con pianta a croce. Molto efficace, e (visto che il vento di solito non soffia da ogni direzione) offre sempre riparo in almeno uno dei quattro quadranti. Sulla cima (che poi e' un pianoro) c'e' buona ricezione telefonica, tranne che per il provider Three. Barrette di cioccolata, cappuccino caldo, qualche camminata nei dintorni alla ricerca del posto adatto per piantare la tenda ... alla fine sono stato seduto qui per due ore, dalle due alle quattro del pomeriggio, a parlare di montagna, tecnologia e ... Taiwan con due escursionisti, uno inglese l'altro irlandese.


Helvellyn e', come detto, un pianoro lungo circa 500 metri, il cui punto piu' alto e' a 950 metri sul livello del mare). E' la terza montagna piu' alta d'Inghilterra (dopo Scafell Pike e Sca Fell), ed e' brullo. Molto brullo. Posso dire "noioso", tanto da farmi passare la voglia di piazzarci una tenda, come avevo invece pianificato? Non mi aspettavo un rifugio, un laghetto, una discoteca o la folla della Tre Rifugi della Val Pellice, ma voglio un motivo, per fare qualcosa, e non ho trovato motivi per restare a dormire a Helvellyn, una volta arrivato li'.

Durante la conversazione coi due escursionisti, nel riparo a croce, ho preso in considerazione di aggregarmi a loro e percorrere Swirral Edge per tornare nella valle di Patterdale e Glenridding. Di nuovo: perche'? Ho gia' fatto un arête, oggi, e farne un secondo non mi dara' soddisfazioni ulteriori. Non solo: sarebbe uno scarbo verso Swirral Edge, che finirebbe necessariamente col passare in secondo piano in quanto meno spettacolare e pericoloso di Striding Edge. Lo terro' da parte per un'altra occasione.


Neve! Siamo quasi arrivati a giugno, e c'e' ancora un po' di neve, a Helvellyn! La prassi imporrebbe di raggiungere il nevaio, raccogliere una manciata di neve, compattarla e tirarla a qualcuno, ma della prassi mi frega poco, dopotutto. Scartata l'idea di tornare a valle passando per Swirral Edge (che fa da sfondo al nevaio nella foto, con il picco di Catstye Cam al centro), non mi restano molte opzioni, e in realta' ce n'e' solo una che mi attiri: tornare al riparo a croce, che ho lasciato a sud-est, imboccare l'altipiano che vedo digradare verso sud-ovest, seguire il sentiero sotto Nethermost Pike e Dollywaggon Pike, arrivare a Grisedale Tarn, proseguire verso sud-ovest e raggiungere la strada A591, poi decidere se puntare a nord (Keswick) oppure a sud (Grasmere, Windermere, Ambleside).

Mi avvio lungo il percorso appena pianificato. Si discosta di parecchio rispetto a quanto avevo pianificato prima di partire, ma per me viaggiare significa questo, adattarsi alle circostanze che si incontrano, modificare i propri piani, pianificare senza lasciarsi ingabbiare dai propri piani.


Discese e occasionali salite portano da Helvellyn a Grisedale Tarn. Nella foto, scattata vicino a Nethermost Pike, si vede un oggetto indefinibile: un lampione senza lampada? Piu' probabile che sia una colonna di sostegno di una recinzione ora assente, portata via dal tempo e dagli elementi. Non lo sapremo mai con certezza, anche perche' non c'e' nessuno a cui chiedere: durante l'intera discesa da Helvellyn fino al punto in cui poi campeggero', durata tre ore (dalle 16 alle 19), incontrero' in totale tre escursionisti (tutti con la stessa domanda sulle labbra: "Quanto manca a Helvellyn?"), oltre a varie decine di poco loquaci pecore.


Grisedale Tarn. Si scende fino al livello del lago, poi lo si aggira da sinistra, prendendo il sentiero che risale per passare nel varco al centro della foto. La discesa verso il lago (in realta' un tarn, ma rimando a Tipi di laghi del Lake District e Quanti sono i laghi del Lake District per informazioni piu' precise su numero e classificazione degli specchi d'acqua del Lake District) avviene su un gradoni in pietra, ma dal momento in cui raggiungerete il livello del lago vi bagnerete i piedi: risalendo dal lago verso Hause Gap troverete che il sentiero condivide il suo percorso con un ruscello. Passato Hause Gap, scendendo verso sud/sud-ovest con l'unico sentiero a disposizione, sarete piu' all'asciutto, ma ci saranno occasionali incroci tra sentiero e torrente (gia', l'acqua ora e' aumentata e scende con piu' impeto verso la valle).


E io che pensavo che il mio zaino fosse pesante! Questi sacchi (simili a quelli visti vicino a The Chimney, lungo Striding Edge) contengono pietre che verranno utilizzate, credo, per la manutenzione dei sentieri. O forse che verranno portate a valle. Bisognerebbe chiederlo ai rangers del parco!


Finalmente trovo uno spiazzo adatto a campeggiare. Largo a sufficienza da non essere tra i piedi di chi percorre il sentiero, col torrente vicino ma non troppo rumorosamente vicino, lievemente in contropendenza quindi perfetto per evitare di ritrovarsi con l'acqua nella tenda in caso di pioggia. Cosa potrebbe mai andare storto??

Il vento, ecco cosa non ho preso in considerazione. Nel punto in cui ho piazzato la tenda spirera' per quasi tutta la notte un forte vento. Solo verso le quattro sono riuscito ad addormentarmi, credo. C'e' di buono che la tenda non s'e' minimamente mossa, i picchetti sono rimasti piantati nel terreno, e non ho avuto freddo (strano, considerati il forte vento e la struttura della tenda, con larghe zanzariere e senza falde a terra a bloccare l'aria fredda in entrata).

Per informazioni piu' dettagliate sul comportamento odierno dell'attrezzatura utilizzata, vi rimando a Lake District, secondo giorno: le pagelle .



Argomenti: montagna, Lake District, foto Gran Bretagna, Gran Bretagna
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Commenti


09/06/2014 12:03:56, Jonathan65
"mi basta essere con le montagne" quanto comprendo questa frase e questa passione, la Montagna è un luogo dove davvero puoi ritrovare te stesso perché salire per un sentiero non è solo camminare, arrampicare non è solo un cimento di audacia sono sopratutto degli strumenti di misura con cui misuriamo noi stessi fisicamente e spiritualmente (al di là di ogni credenza religiosa) credo che il senso giusto di ciò che voglio dire si ritrovi in questa frase di un anonimo che cito ho trovato su un altro Sito:

Nei grandi spazi
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nei suoi alti silenzi,
l’uomo non distratto
può cogliere il senso
della sua piccolezza e
la dimensione infinita
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