Sicurezza, Linee aeree

Tragedia Germanwings: e tu, volerai ancora?

Dopo il dramma del volo 4U9525, quali conseguenze per chi vola

di ViaggiareLeggeri, 27 marzo 2015 | Tempo lettura 2' | 1 commenti | Commenta

Esito a parlare della tragedia del volo Germanwings 4U9525, schiantatosi sulle montagne vicino a Barcelonette (F) il 24 marzo 2015. Prendere l'aereo per andare in vacanza, o per una riunione di lavoro, e' diventato un non-evento, eccitante quanto prendere l'autobus, o come fare la spesa, tanto che le lamentele dei passeggeri tendono a concentrarsi sulla qualita' del servizio, o sulle discussioni col personale di bordo riguardo alle dimensioni del bagaglio a mano, o su problemi precedenti (check-in, pagamenti) o successivi (check-in, ritardi) al volo stesso.

Non ci sono ancora certezze, sulle cause della tragedia, ma capisco che i media italiani e stranieri debbano cercare il titolo ad effetto, cosi' i giornali e i loro siti sono pieni di titoli che proclamano questa o quella verita' (il co-pilota del volo era depresso/malato/folle, la ragazza l'aveva lasciato, aveva sospeso la sua formazione da pilota per sei anni o per sei giorni, aveva un'unghia incarnita). Quel che sembra appurato, al momento, e' che Andreas Lubitz, il 28enne co-pilota del volo 4U9525, ha portato volontariamente l'aereo a schiantarsi sulle montagne francesi.

Ecco, e' a questo che sto pensando. Prendero' l'aereo nel weekend di Pasqua (Londra-Helsinki), poi in maggio, durante l'estate, forse in ottobre, infine a Natale; salendo a bordo mi verra' naturale chiedermi se davvero mi fido, a mettere la mia vita in mano ad uno sconosciuto. Quando guidiamo un'auto (o una moto) per centinaia o migliaia di chilometri, per andare in vacanza o per un viaggio memorabile, dobbiamo fidarci di chi condivide con noi la strada (altri automobilisti, camionisti), ma nessuno di loro ha il potere di terminare la nostra vita in modo cosi' ... certo come il pilota dell'aereo in cui decidiamo di volare.

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Il 27-03-2015 alle 16:08, Jonathan65 ha scritto:

Credo che alla luce di questo terribile e tragico evento queste domande che la redazione pone se le porranno anche i dirigenti delle compagnie aeree, purtroppo la storia dell'aviazione civile è fatta anche di tragici errori che hanno causato morte e sofferenze, però da questi errori l'aviazione ha sempre imparato e corretto cercando di rendere sempre più sicuro il trasporto aereo, credo che tutte le compagnie aeree prenderanno coscienza che oltre all'addestramento tecnico e alle ore di volo che un pilota accumula nel corso della sua carriera, è necessario controllare periodicamente la situazione psicologica dei propri equipaggi perché sono esseri umani e come tali fallibili e soggetti ad avere traumi, esperienze negative, separazioni cosi come accade nella vita di tutti gli esseri umani. E comunque se vogliamo questo non è il primo disastro aereo causato da un problema psicologico il disastro Di Tenerife che causo 583 vittime fu causato dal carattere troppo aggressivo ed impaziente del comandante del volo KLM che non rispetto gli ordini della torre entrando in pista mentre atterrava un'altro Boeing 747...
Ritengo che il trasporto aereo sia attualmente uno dei modi più sicuri per viaggiare e che adesso sarà ancora più sicuro volare per cui si continuerò a volare se ne avrò occasione. Sarà una magrissima ed amarissima consolazione per chi ha perso gli affetti di quelle 150 persone sapere che la morte dei loro cari ha insegnato qualcosa al mondo dell'aviazione civile.

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