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Grecia e Germania: redenzione cristiana o debiti da ripagare?

Due differenti approcci alla vita: responsabilità individuale contro miracolo divino

di ViaggiareLeggeri, 06 luglio 2015 | Tempo lettura 4' | 2 commenti | Commenta

Quando Grecia e Germania discutono di debiti e di rimborso del debito all'Unione Europea, lo fanno da punti di partenza molto differenti. Credo che la trascrizione di questa puntata della scorsa settimana del "Pensiero del Giorno" di BBC Radio Four possa essere utile a spiegare questa differenza. Si tratta di una riflessione di Giles Fraser, sacerdote della Chiesa anglicana.

La parola 'redenzione' e' utilizzata in due modi specifici: primo, e' una parola religiosa, che si riferisce in parte al processo tramite il quale gli esseri umani vengono salvati. Ma e' anche un termine economico, che si riferisce al pagamento di un debito. Questi due significati non sembrano avere un collegamento evidente, eppure condividono una comune origine biblica, e sono stati intrecciati lungo la storia del pensiero cristiano.

Consideriamo il dibattito in corso riguardo al debito della Grecia. E' affascinante notare come i rispettivi atteggiamenti delle Chiese orientali e occidentali verso la redenzione teologica ("theological redemption") sembrano essere seguiti dagli atteggiamenti greci e tedeschi verso il (concetto di) rimborso del debito ("debt redemption").

Il modello dominante di "redenzione", nella teologia occidentale, e' fondamentalmente quello del rimborso di un debito, e puo' essere spiegato cosi': gli esseri umani hanno peccato contro Dio, e hanno pertanto sostenuto un debito che deve essere ripagato. Un po' come i criminali che pagano il loro debito verso la societa'.

Ma siccome questo debito e' diventato talmente vasto da essere enorme e incalcolabile, Gesu' arriva e lo ripaga per nostro conto: e' quel che accade sulla croce. Ricordate cosa dice quell'inno? "There was none other good enough to pay the price of sin" (*), ecco il concetto di redenzione. Non e' una coincidenza che Angela Merkel, che insiste che la Grecia deve ripagare il suo debito, sia anche la figlia di un sacerdote luterano, per il quale il concetto di ripagamento del debito (verso Dio) sarebbe stato essenziale nella narrazione biblica.

Ma la Chiesa Ortodossa greca vede la storia della Salvezza in modo completamente differente: per le chiese Ortodosse orientali, l'evento-chiave e' la resurrezione, non la crocifissione. E in quest'ottica, la centralita' del concetto di "Croce come ripagamento del debito con Dio" delle teologie occidentali viene vista come un'attrazione ossessiva verso la sofferenza.

Per iniziare, (la chiesa Ortodossa greca e i suoi appartenenti) non parla di peccato quanto le Chiese occidentali, e per continuare, non credono che un Dio che e' riuscito a beffare la morte debba obbedire alle strette regole del modello occidentale di rimborso dei debiti.

Per la Chiesa orientale, un Dio che crede nella vita nuova ci libera tramite una generosita' esagerata dal fardello di un debito impossibile. Nell'economia della salvezza, l'abbondanza di vita batte la gabbia d'acciaio del debito.

Ma per le Chiese occidentali, questo comportamento divino contraddice "nessuno dà niente per niente". Consente ai credenti di aggirare qualsiasi responsabilita' per i propri comportamenti passati. Non sorprende che il capitalismo stesso sia fondato sul modello occidentale di redenzione (e redenzione del debito): si tratta di due concetti che si rinforzano a vicenda, come spiega Max Weber in "L'etica Protestante e lo Spirito del Capitalismo".

Ma esistono molte manifestazioni della Fede cristiana che non accettano il modello occidentale di redenzione come rimborso del debito, e spesso sono popolari in luoghi in cui lo spirito capitalista non viene accettato in modo entusiastico.

Puo' sembrare che la differenza di vedute tra Grecia e Germania sia semplicemente una questione di soldi, ma se osserviamo piu' in profondita' ci renderemo conto che sono visioni del mondo completamente differenti.




Pensatore greco, pugile britannico


Foto: Due differenti approcci alla vita? Pugile britannico e filosofo greco, un accostamento di sculture notato ieri a Petworth_House, magnifica villa del National Trust. Le sculture sono "Athleta Britannicus - British Pugilist", di John Charles Felix Rossi, e un'anonima scultura di filosofo greco, con testa romana aggiunta nel XVIII secolo.

(*): "Non c'era nessuno sufficientemente buono da pagare il prezzo del peccato", da "THERE IS A GREEN HILL FAR AWAY", parole di Cecil F. Alexander (1818-1895).




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Commenti (2)

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Il 06-07-2015 alle 15:15, Jonathan65 ha scritto:

Da ateo, non credente ma che si identifica per molti versi con la filosofia Buddhista, ho trovato molto interessanti le osservazioni di questo sacerdote la fase che mi ha colpito di più è stata: "E in quest'ottica, la centralita' del concetto di "Croce come ripagamento del debito con Dio" delle teologie occidentali viene vista come un'attrazione ossessiva verso la sofferenza."
Ho Sempre pensato che la sofferenza fosse un immagine trasmessa solo dall'iconografia cristiana dove le immagini del Cristo sofferente e morente sono ovunque ed alcune al limite del macabro. ma non avevo mai pensato alla differenza di visione tra la chiesa protestante e quella cattolica e men che meno quella ortodossa, questo la resurrezione come evento fondamentale il risorgere dalle proprie sofferenze mi ha fatto venire in mente altri concetto che il Dalai Lama non smette mai di spiegare la "Compassione" cioè condividere una passione (intesa come sofferenza) e la "Gentilezza" nell'aiutare il sofferente, la conseguenza di queste 2 capacita che può sviluppare l'essere umano è la gratitudine sia di chi aiuta verso se stesso sia di chi è stato aiutato portando beneficio ad entrambi rapportando questi pensieri alla realtà della Grecia quindi ritengo che se l'Europa ed in particolare la Germania continuerà in una politica di austerità severa e cercherà di imporre alla grecia di pagare i propri debiti non farà altro che far aumentare i sentimenti antieuropei che già scorrono forti in giro per l'europa, mentre se sarà fatto un gesto di conciliazione e di incontro verso la Grecia ed anche le Nazioni che sono in sofferenza (Spagna, Italia) L'Europa come unione di popoli tornerà ad avere un senso.
Il 14-07-2015 alle 16:04, ViaggiareLeggeri ha scritto:

Non so che dire. Ai tempi dell'Europa dei Sette (preistoria!), ero gia' un piccolo europeista convinto (Eurovisione, Giochi Senza Frontiere e cose cosi'), e pensavo ad un'unione di popoli, non ad una contabilita' comunitaria comune. Putroppo, pero', non bastano gli ideali, per realizzare un progetto di portata cosi' colossale.

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