Una notte in spiaggia a Taiwan a caccia di Pokémon

Un segno di declino della razza umana. O della sua evoluzione. O un modo per passare il tempo a Chishingtan Beach
31/10/2016 | Autore: Claudio @ VL

Una notte a Taiwan. Siamo vicino a Hualien, sul Pacifico. Chishingtan Beach, su una pista ciclabile a 50 metri dal bagnasciuga. Intorno a noi il buio, sulla pista ciclabile non c'e' illuminazione, non a quest'ora, mezzanotte, ma si vede qualcosa grazie alle luci lungo la strada che passa tra la spiaggia e la base della ROC Air Force. Ci fermiamo per una sosta ai bagni pubblici, dico a mia moglie "speriamo ci sia il wifi!", poi controllo: c'e' una rete wifi.

Mia moglie, i miei cognati Bradley e Briget ed io camminiamo sia per digerire la sontuosa cena giapponese che abbiamo fatto a Hualien, sia per un passatempo dei nostri cognati: il Pokémon Go. Chishingtan Beach e' uno di quei posti in cui si trovano molti Pokémon selvatici, mi dicono.

Intorno a noi, nel buio, ci sono una ventina, forse trenta piccole luci, appena visibili. Sono cacciatori di Pokémon, singoli coppie e gruppi, gente di ogni eta' che nel buio da' la caccia a piccoli e coloratissime creature digitali chiamate Pikachu e altri nomi esotici. Mio cognato Bradley, pacato e riflessivo, affronta quest'attivita' senza enfasi, senza festeggiare quando trova un Pokémon, senza correre rischi per catturare questi cosi. E' un ricercatore universitario, uno scienziato, e procede in modo metodico.

Vedo Pikachu sullo schermo del suo smartphone, una macchia gialla nel buio della notte tropicale, l'aria intorno a noi finalmente fresca grazie alla pioggia del pomeriggio. Vediamo lucine sulla spiaggia, vicino al mare, ma
per quanto ne sappiamo potrebbero anche essere in acqua, in mezzo alle onde dell'Oceano Pacifico. Mi chiedo se i tizi che sono li', tra terra e mare a caccia di Pokémon, siano anche loro sopra i quaranta come noi. Vero e' che a quarantenni e cinquantenni del 2016, con o senza figli, e' consentito essere meno adulti e piu' giocherelloni, narcisisti, infantili che in passato, e immagino che anche in Italia ci siano cacciatori di Pokémon, di tutte le eta', al mare come in montagna.

Bridget e Bradley dicono che questa, nonostante le tante lucine intorno a noi, e' una serata molto tranquilla. Poi succede una cosa inaspettata: tra le tante luci vedo un puntino luminoso che si muove senza seguire la logica umana, a pochi metri da noi, in mezzo ai cespugli di fianco alla pista ciclabile. E' semplicemente una lucciola. Non ne ho visto molte, negli ultimi anni, ed e' uno spettacolo strano, vederne una in ottobre. Poi un'altra, e un'altra ancora. Negli anni Settanta i bambini mettevano le lucciole in bottiglia, per farne delle lampade. Capitera' ancora? Oppure non saranno interessati a questa strana cosa luminosa che non ha uno schermo, un pulsante, un attacco USB?




Nella foto: i cacciatori di Pokemon selvatici si riposano e fanno uno spuntino vicino a Chishingtan Beach



Argomenti: Taiwan, appunti di viaggio, Hualien e dintorni
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