Escursione a Nisyros

Un'isola con vulcano al largo di Kos, in Grecia
12/10/2022 | Autore: Claudio_VL | 0 commenti

La caldera del vulcano



Nisyros (Nisiro) è un’isola dell’arcipelago greco del Dodecaneso. È vicina a Kos ed è a una decina di chilometri dalla Turchia. E’ di forma tondeggiante ed e’ piccola, 8 km di diametro. Se andate in vacanza a Kos (Coo in italiano), una gita a Nisyros e' una cosa piuttosto naturale, soprattutto se - come me - trascorrerete il resto della vostra vacanza senza uscire dal perimetro del villaggio turistico, in un tran-tran sveglia-colazione-spiaggia-pranzo-pennichella-spiaggia-cena-cocktail-letto, facilitato dalla fascetta coi superpoteri.

E' mattina, ci facciamo trovare fuori dall'albergo Akti Palace. Arriva il pullman della Jet2, la guida turistica del giorno, Sofia, ci spiega che andremo fino alla città di Kardamena, dove prenderemo un battello che ci porterà a Nisyros dopo un'ora di navigazione. Sofia mi ricorda qualcuno che conosco, o qualcuno di famoso. Holly Valance, forse. E' carina, come mi fa notare mia moglie. Un classico commento-trabocchetto,.


Una barca a vela. Non e' questo il battello con cui andremo a Nysiros. Utilizzeremo una piccola motonave con un ponte inferiore capace di trasportare due-tre auto. Un traghetto, insomma.



Un battello della guardia costiera greca. Siamo a pochi chilometri dalla Turchia, con cui la Grecia non ha mai rapporti completamente amichevoli.



Durante la navigazione verso Nisyrios passiamo vicino a Gyali, un'isola con una popolazione di circa 20 abitanti e con delle maestose cave di pomice, che paiono l'ambiente adatto per una scena d'azione di un film tipo 007 o Mission Impossible.

A proposito di navigazione: la brezza, l'aria aperta, tutto molto bello, ma ricordatevi cappello e crema solare, se volete stare all'aperto sul ponte superiore.

Sbarchiamo a Mandraki, la città in cui vive la maggioranza dei mille abitanti di Nisyrios. Saliamo su un altro pullman, che ci porterà al vulcano Polyvatis, al centro dell'isola. Sofia ci spiega che l'economia dell'isola, in cui il turismo e' poco sviluppato, e' legata tradizionalmente alla coltivazione delle mandorle.

Arriviamo al vulcano, che non produce eruzioni dal 1888 ma che ha fumarole attive. Nel non lontano 2003 venne chiuso al pubblico a causa di un aumento della temperatura nel cratere principale, chiamato Stefanos, e alla presenza di crepe superficiali la cui lunghezza triplico' in un anno (fonte).

Inizia la discesa!


Benvenuti: siamo dentro Stefanos, il cratere principale.


Il cielo blu, le rocce gialle di zolfo e rosse di (immagino) ferro sono cosi' colorate che mi torna in mente la Monument Valley.



Un panorama desolato ma splendido. Nonostante il tubo.


E' ora di risalire ed uscire dal vulcano. Come ci aveva detto Sofia, meglio NON visitarlo con le infradito, visto che il terreno e' piuttosto caldo.


Torniamo a Mandraki. La guida ci racconta del passato di Nisyros, che fu controllata da condottieri genovesi, poi dai Cavalieri Ospitalieri, quindi dall'impero ottomano. Nel 1912 passo' sotto il controllo italiano, che si concluse con l'otto settembre. E per chi non sa cosa voglia dire quella data...

La Rosa: Ma come non sapete niente?! C'è stato l'otto settembre!
Lorusso: E allora? Tutti gli anni c'è l'otto settembre... anche il nove, il dieci...


La citazione da Mediterraneo e' d'obbligo, visto che venne girato nella vicina isola di Kastellorizo (Megisti).

Ci sono bar e ristoranti lungo il mare, e ce ne sono altri nelle vie interne della cittadina. Mangeremo poi - spendendo poco e mangiando piuttosto bene - in uno di questi ultimi. Nella foto, sullo sfondo, il castello degli Ospitalieri (Paleokastro, eretto intorno al 1315), parzialmente in rovina.


Vedo che nessuno fa domande alla nostra gentile guida. Mi pare impossibile non averne, per cui le chiedo - con tatto, visto che la sua famiglia viene da quest'isola, e che la presenza fascista potrebbe non essere stata gradita - se ci sono luoghi e ricordi legati all'occupazione italiana più recente, quella del XX secolo. Mi dice che non ci furono particolari tragedie con gli italiani, mentre i ricordi del periodo sotto il controllo tedesco (dal 1943 alla fine della guerra) sono meno piacevoli. Chiedo se le chiese ortodosse siano sempre bianche e blu, mi spiega che non ci sono obblighi in proposito (e infatti avevo notato una chiesetta bianco-marrone, prima di sbarcare dalla nave). Chiedo se le chiese senza una croce sul tetto siano sconsacrate e magari di proprietà privata: risponde che tutte le chiese, con o senza croce, restano perpetuamente di proprietà della Chiesa ortodossa. Sono curioso: la Chiesa ortodossa paga tasse sugli immobili? "Assolutamente no!", risponde Sofia, sarcastica, e procede dicendo che la Chiesa non dovrebbe avere alcun peso politico, in Grecia, eppure tutte le decisioni del governo passano per la Chiesa.


Un tocco esotico: anziché la solita Vespa, ecco uno scooter Honda Cub, in condizioni simili al muro sullo sfondo.


Angoli nascosti.


Uno dei tanti mosaici creati da un artigiano locale,


Un museo a tema religioso, vicino alle rovine della fortezza. Interessante la collezione di ex voto in ricordo di incidenti non mortali, esami sostenuti con successo e colpi di fortuna vari.


Vista dall'alto


Rifornirsi di acqua, a Nisyros, può essere un problema, e allora ci si affida all'olio di gomito e al pozzo di fiducia.


Il tavolino in questa piazzetta potrebbe fare pensare ad un ristorante, invece e' di proprietà privata. Siamo sulla collina, a cinque minuti dal "centro città" di Mandraki, e i turisti sono rari. Mi piacerebbe vivere qui, mangiare in questa piazzetta e attaccare discorso coi rari visitatori che si sono allontanati dal normale percorso turistico.


Altro spiazzo, altro mosaico.


La collina sotto la fortezza.


Polipi. Mi e' venuto appetito...


Alla prossima gita!



Argomenti: Grecia, isole, racconti


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