Il blog di ViaggiareLeggeri, argomento: Piemonte
Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento
Piemonte
- Era circa il millesettecento. Cioe' molti anni prima che nascessero non solo mamma papa' zio e zia, ma anche i loro genitori, e i genitori dei loro genitori, e pure i loro nonni. Non c'erano il Nintendo DS, la Fiat Panda, i cellulari, non esisteva Legoland. Era davvero tanto tempo fa. Ma i dinosauri erano gia' estinti da un pezzo.
- C'erano gia' i gatti?
- Si', quelli c'erano.
Il Re d'Italia - che poi era solo il Re del Piemonte e della Sardegna in quel momento - fece costruire una villa di campagna in cui poteva uscire e andare a caccia di cinghiali, perche' gli piaceva mangiare quel che cacciava, proprio come fanno papa', nonno e zio quando vanno all'Auchan a fare spesa e pensano d'aver catturato personalmente il maiale che e' servito per fare il prosciutto che han comprato.
- Zio, la villa, parlami della villa...
- Quella villa di campagna era una reggia. Sul serio, una cosa che se dovessi farne una per la tua Barbie, sarebbe una villa alta fino al soffitto del salotto, con migliaia di lampadine, e nella sala da pranzo ci sarebbe spazio per centinaia di Ken, che la mamma tanto non te li comprerebbe perche' costano come un'auto di seconda mano. Che e' tanto, fidati. Quella reggia, dicevo, il re la stava facendo costruire a Venaria, a nord-ovest di Torino. Aveva visto delle immagini della reggia di Versailles e voleva averne anche lui una cosi'.
- Le foto erano sul Facebook del Re di Francia?
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Tags: bambini e minori, castelli e fortezze, dialoghi, Piemonte, storia
Un paese illustrato con la collaborazione di La Settimana Enigmistica: Marentino, in Piemonte.
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Tags: citta' illustrate, foto, Piemonte
Avevo in programma il giro del Monviso in 2 giorni e mezzo, ma problemi alla vecchia Panda mi costringono a rinunciare: a Barge, prima di iniziare la salita in valle Po, inizia a non funzionare bene. Il giorno dopo, trovato un meccanico e riparato il Pandino, decido di salire in due escursioni separate due cime oltre i tremila metri in compagnia di Ira, la mia cagnolona di oltre 10 anni.
Monte Meidassa, 3105 m . + Buco di Viso + Colle delle Traversette
All'alba arrivo al Pian del Re, dove inizia il sentiero....
Tags: Alpi, foto, montagna, Piemonte
Sono nato a Settimo Torinese nel Sessantotto, in un giorno di marzo. Sono nato sul tavolo della cucina, come si usava una volta, poco prima dell'ora di pranzo, e sono grato ai miei genitori per avermi spostato prima di apparecchiare. Dopo quel giorno, ho affrontato - come te che leggi - la mia quotidiana lotta per la sopravvivenza, tra insegnanti che conoscono la loro materia ma non sanno insegnare, partite di calcio su prati piu' duri e aridi della tundra siberiana, burocrazia da colpo apoplettico, auto che non si fermano col semaforo rosso, mercato del lavoro lento quanto la deriva dei continenti. In piu', in quei diecimila e piu' giorni trascorsi in Piemonte, ho evitato come la peste bubbonica una delle specialita' locali piu' gradite ai nativi e meno note al di fuori della regione: la
bagna càuda. Si tratta di una combinazione di aglio, acciughe, olio e latte, con aggiunta di cavoli, capace di produrre un olezzo mefitico che per decenni e' stato noto, nel nucleo di dissenzienti interno alla mia famiglia (ciao sorella!) come "l'ammazzadentisti"; bastava infatti
pensare di mangiare bagna càuda prima di una visita odontoiatrica, per causare disturbi all'apparato respiratorio del medico.
Quando nel 2001 mi trasferii in Inghilterra, credevo che uno degli effetti collaterali di quel trasferimento fosse la completa e definitiva scomparsa dell'
ammazzadentisti dalla mia vita.
Credevo. Buttata fuori dalla porta principale tramite emigrazione, la bagna càuda rientro' nella mia vita da un'inaspettata finestra.
Cosa ci puo' essere di piu' estraneo, rispetto ad un tipico piatto regionale italiano conosciuto a malapena fuori dal Piemonte, che una persona nata dall'altra parte del pianeta? Durante gli
anni inglesi conobbi una ragazza
taiwanese, e ... la prima volta in cui mi accompagno' in visita in Italia, d'inverno, mia madre le fece provare la bagna càuda. Io ed altri dissidenti evitammo quel nauseabondo pasto, la mia memoria dice che mangiammo pizza, ma potrebbe essere stato qualsiasi altro piatto. La mia futura moglie gradi' la bagna càuda, anzi se ne innamoro', e promise che l'avrebbe preparata, in futuro.
Cucinero' la bagna càuda, mi disse.
Non so voi, ma mi sarei preoccupato meno se avesse detto "
Ci sono Hannibal Lecter, Freddy Krueger e Jack Bauer alla porta, sono incazzati neri e chiedono di te". Non ci volle molto tempo per vedere quella minaccia trasformata in realta'. Parlo della bagna càuda, non dei tre tizi sull'uscio.
Una domenica mattina di gennaio, scendendo dal buio piano di sopra nella nostra casetta in affitto ad Englefield Green, credetti d'essere vittima di un'allucinazione olfattiva: un intenso odore di aglio, acciughe e cavoli saliva dalla cucina. Mia moglie stava davvero preparando la bagna càuda. E come per miracolo, non feci quello che chiunque avrebbe fatto, se avesse avuto la mia stessa feroce avversione per questo piatto che avevo cosi' a lungo evitato: usare un estintore per interrompere la bollitura, spruzzare in cucina tutto il deodorante e profumo disponibile, aprire le finestre e partire immediatamente per una settimana di vacanza lontano dalla casa contaminata.
Invece successe l'imprevedibile. La bagna càuda preparata da mia moglie era una
bagna càuda light, meno odorosa di quella cui ero sfuggito per tanti anni. Trovarmela davanti in un posto cosi' differente da quella che per tanti anni era stata "casa", in Italia, non causo' la classica lacrimuccia da immigrato nostalgico cui manca il
paesello, ma fu certamente cosa gradita. E ancora adesso, quando ci va, prepariamo una bella
bagna càuda anche per i nostri amici stranieri che vengono a trovarci.
Tags: mangiare, nostalgia, Piemonte, tradizioni, vivere in Inghilterra
Paese che vai, usanza che trovi. E questa pare un'usanza poco nota, anche se ho avuto modo di conoscerla una trentina d'anni fa.
Si tratta di cubetti di ghiaccio fatti col vino. Li faceva mio nonno quand'ero piccolo, per metterli nel suo vino, nelle calde giornate dell'estate piemontese. Mettere normali cubetti di ghiaccio fatti con l'acqua nel suo Barbera gli sarebbe sembrato un crimine.
I cubetti di ghiaccio al vino mi sono tornati in mente mesi fa, sul volo che da Roma mi ha riportato temporaneamente a Torino, dopo quasi dieci anni di vita all'estero. Parlando dell'onnipresenza del vino nella vita quotidiana in alcune regioni (soprattutto Piemonte e in Veneto), ho spiegato come il vino venga usato anche per "pucciare" il pane, ho parlato di come l'inglese medio, posto di fronte ad una bottiglia di vino, vada immediatamente a prendere dei boccali adatti, mentre da noi il vino viene bevuto nei primi bicchieri a disposizione. Infine, tra lo stupore dell'assistente di volo Alitalia e del mio vicino di sedile, ho raccontato dei cubetti di ghiaccio del nonno. L'uovo di Colombo, ma pare che non siano in tanti ad averci pensato: non ho mai trovato nessuno che facesse cubetti di ghiaccio cosi'.
Tags: antropologia spicciola, foto, Piemonte, vino

Albergo Gran Paradiso, a Noasca (TO), nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. L'ennesima, ennesima conferma che spendere poco non vuol dire mangiar male, e che spendere tanto non vuol dire mangiare bene: abbiamo mangiato bene, in due, spendendo 25 euro.
Tags: alberghi, cartoline, montagna, Piemonte, ristoranti

Fa freddo. Tanto freddo. O almeno cosi' pare: in realta', anche se siamo in pieno inverno a 1667 metri di quota, anche se ci sono stalattiti che scendono dalle grondaie del rifugio, non si sente cosi' tanto freddo, se ci si premura di indossare
scarponi decenti e un
abbigliamento da montagna adeguato.
Foto scattata col cellulare, abbiate pazienza, la qualita' e' quella che e'...
Tags: foto, montagna, Piemonte

Mucche sul sentiero che costeggia il lago di Malciaussia, nelle valli di Lanzo.
Tags: animali, foto, montagna, Piemonte
... vuol dire che l'inverno si avvicina. Venerdi' scorso la strada era gia' chiusa, e al Pian della Mussa, in una vallata vicina, stava nevicando vicino al rifugio Citta' di Cirie'.

A titolo indicativo, per raggiungere il lago di Malciaussia dal punto in cui la strada viene chiusa, subito dopo l'abitato di Margone, sono necessari dai quaranta ai cento minuti, in assenza di ghiaccio e neve. Quaranta camminando da soli a passo spedito, cento camminando in comitiva.
La foto e' stata scattata alcune settimane fa, prima della chiusura invernale della strada.
Tags: cartoline, foto, montagna, Piemonte
Ritorna il
quiz della settimana, e questa volta ritorniamo in Italia. Dove e' stata scattata la foto di Pinocchio?
Se conoscete il nome del paese in cui si trova questa statua del burattino di Carlo Collodi, scrivetelo nell'area
commenti di questa pagina. Chi indovina per primo vincera' il premio (e verra' citato nel
blog domani).
Anche per questa settimana, il sito di annunci economici
www.affari.to ha messo a disposizione un buono omaggio del valore di
15 euro in servizi a pagamento, da usarsi sul loro sito.
Cercasi sponsor per il quiz
Se operate nel settore dei viaggi e del turismo e siete interessati a sponsorizzare il concorso settimanale di ViaggiareLeggeri, contattateci usando il modulo dei commenti al fondo di questa pagina.
Aggiornamento ore 17,15
Una frase che da tempo sognavamo di scrivere...
abbiamo un vincitore!
Pipino ha risposto correttamente: la foto della statua di Pinocchio e' stata scattata a Viù, comune di circa 1.200 abitanti, situato nelle Valli di Lanzo, in Piemonte. La statua ritratta nella fotografia e' alta 6 metri e 53 centimetri, pesa circa quattro tonnellate, ed e' stata realizzata dal falegname Silvano Rocchietti.
Tags: cartoline, foto, Piemonte, quiz

- Noi andiamo al castello di Santa Cristina di Borgaro. Vieni anche tu?
- Un castello a Borgaro? Borgaro Torinese? Stai scherzando?
- No, non scherzo, l'ho letto sul sito del comune di Borgaro. Non e' neppure lontano da qui. Ci si puo' andare in bici.
- Arrivo.
E cosi' fu che tre amici decisero di andare a visitare il non famosissimo castello di Borgaro Torinese, pochi chilometri a nord-est di Torino. La prima volta che notai la presenza di un castello a Borgaro fu durante una visita a Google Maps, cercando di trovare qualcos'altro (certo, non mi perdo solo nel mondo reale, anche in quello virtuale). Il castello e' parte di una rete di percorsi ciclabili nota come
Tangenziale Verde che comprende e collega piste ciclabili ed edifici di valore storico/artistico nei comuni di Settimo Torinese, Borgaro Torinese e Torino, e che si estende dal
parco del Po di Settimo al Parco Chico Mendes di Borgaro.
Come dice il
sito del Comune di ...
Tags: bici, castelli e fortezze, cicloturismo, foto, Piemonte
Lo scorso fine settimana, colline e vallate intorno a Torino sembravano fiorite di cibo e di vino: c'erano fiere gastronomiche a sinistra, assaggi di vino a destra, feste della polenta dietro l'angolo, e non siamo neppure arrivati alla stagione della bagna cauda e delle castagne! Quando ci sono troppe cose tra cui scegliere, si finisce di solito col non scegliere niente: domenica, le opzioni principali erano una manifestazione enologica ad Andezeno, nelle colline tra Torino ed Asti, ed una fiera gastronomica nella mia citta', Settimo Torinese.
Il cielo era grigio e sembrava pronto a scaricare pioggia su di noi, quindi decidemmo di allontanarci da Settimo, sperando di trovare un cielo piu' generoso. Arrivati vicino a Chieri notai in ritardo una strada secondaria in cui avrei dovuto girare, o almeno cosi' credevo; pochi minuti dopo, infatti, ci trovammo inaspettatamente davanti all'
Azienda Vitivinicola Balbiano, sede dell'evento. La strada nella quale credevo di dover girare non mi avrebbe portato a destinazione; pare ci voglia un errore di guida, a volte, per rimediare ad un errore di navigazione...
In questa parte del Piemonte, il vino principe e' il Freisa. Scuro, corposo, tannico, il Freisa e' una delle cose che mi e' mancata nei nove anni che ho trascorso all'estero, in quanto si tratta di un vino che si trova raramente al di fuori dell'Italia, perlomeno nei ristoranti che frequentavo io.
All'azienda vinicola visitammo un museo incentrato sulla vita contadina, poi una cantina con una selezione di vini (un paradiso di Freisa, Bonarda, Malvasia, e credo d'aver visto anche del buon vecchio Barbera), bevemmo poi un bicchiere di mosto (una delle poche bevande non alcooliche che si possano trovare in un'azienda vinicola!). La signora dietro al tavolo degli assaggi spiego' il metodo d'invecchiamento utilizzato per un certo tipo di Freisa, e quelle parole furono sufficienti a farmi venire l'acquolina in bocca, ma ... una chiamata arrivo': per chi desiderava visitare le vigne, un pulmino era pronto e in partenza. Quel Freisa cosi' speciale avrebbe dovuto aspettare...

Giunti alla vigna insieme ad una ventina di altri appassionati di vino, furono messe a nostra disposizione forbici e cassette, e via, adulti e bambini, italiani e una ragazza taiwanese che ho la fortuna di poter chiamare mia moglie, tutti andammo tra i filari, in cerca di bei grappoli da tagliare dal loro tralcio.
Al ritorno alla cantina Balbiano, la signora del banco degli assaggi era ancora al suo posto, e cosi' il Freisa cui avevo dovuto rinunciare mezz'ora prima. Era li', fermo, e attendeva solo me (e un'altra decina di visitatori, immagino). Freisa di Chieri Riserva Barbarossa, questo era il suo nome, e quel bicchiere valse l'attesa: quel vino ha lasciato un ricordo memorabile nel mio palato. Cosi' memorabile, infatti, che decisi di acquistarne una bottiglia, nonostante io sia uno spilorcio e avessi stabilito un budget di zero euro per quella visita enologica.
Gia', quel Freisa era cosi' buono.
Tags: eventi, Piemonte, vino
Aggiornamento 1/10/2010 ore 21:55
Il sito di annunci economici
www.affari.to ha messo a disposizione un buono omaggio del valore di
15 euro in servizi a pagamento, da usarsi sul loro sito. Meglio tardi che mai!
Piccolo indizio per il quiz: anche questa volta la localita' misteriosa e' in Piemonte. E il suo nome ha a che fare con un capo d'abbigliamento.
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Ritorna il
quiz della settimana: in quale comune italiano e' stata scattata questa foto, che mostra una spiritosa serie di cartelli stradali a tema musicale?
Se conoscete la risposta, usate il modulo per i commenti in fondo a questa pagina.
Come la settimana scorsa, non c'e' nessun premio in palio, solo gloria... a proposito, stiamo
cercando sponsor per questo quiz. I dettagli sono su
www.viaggiareleggeri.com/blog/1636/Cercasi-sponsor-per-quiz.
E ora avanti, provate ad indovinare dov'e' stata scattata la foto di questa settimana.
Aggiornamento di sabato 2 ottobre, cinque minuti dopo mezzanotteE la soluzione e' ...
La fotografia del simpatico cartello stradale e' stata scattata a
Maglione, un comune della provincia di Torino famoso (relativamente) per le opere d'arte che decorano i muri del paese. Ne riparleremo.
Tags: cartoline, citta' illustrate, Piemonte, quiz, Segnaletica e cartelli
Piccolo quiz del venerdi': in quale paese italiano e' stata scattata questa foto?

Se conoscete la risposta, usate il modulo per i commenti in fondo a questa pagina.
Non c'e' nessun premio in palio, solo gloria... a meno che un ristoratore o albergatore del misterioso paese decida di sponsorizzate questo quiz (una birra per due persone, uno sconto in un B+B, o qualcosa del genere).
Indizio n.1, ore 15:30
La misteriosa localita' in cui e' stata scattata questa foto e' in Piemonte.
Indizio n.2, ore 17:30
La misteriosa localita' in cui e' stata scattata la foto e' in provincia di Torino.
Indizio n.3, ore 19:05
La misteriosa localita' si trova a poca distanza dalla strada provinciale 590 della Val Cerrina
Indizio n.4, ore 22:55
La misteriosa localita' ha il nome di un santo.
Soluzione, domenica ore 23:40
Il misterioso paese in cui un abitante ha deciso di decorare un muro esterno in onore di Valentino Rossi e'
San Raffaele Alto, in provincia di Torino e distante pochi chilometri da Settimo Torinese, Chivasso e Gassino.
Appuntamento a venerdi' primo ottobre per il prossimo quiz!
Tags: citta' illustrate, foto, Piemonte, quiz
Piccolo lago prima del Lago Rosset, in direzione del Col Rosset. Si parte a piedi da uno degli ultimo tornanti che dal Passo del Nivolet porta alla "piana" del Nivolet, si segue il sentiero, che porta vicino ad un alpeggio e sotto una piccola cascata, infine si raggiunge un primo laghetto (foto), poi il Lago Rosset, infine - dopo una bella serie di tornanti - si arriva al Col Rosset. Da li', volendo, si scende poi in Valle d'Aosta, verso il Rifugio Benevolo. Volendo.

Al Nivolet' (anche noto come
Nivule') ci si arriva da Torino in auto (o bici, o moto, o pullman), prendendo la strada statale 460, passando da Rivarolo, Cuorgne', Pont Canavese, Locana, i terribili tornanti di Noasca, Ceresole, il Passo del Nivolet ...
I
terribili tornanti di Noasca sono chiamati cosi' dal Millenovecentottantasei, o forse era l'Ottantasette, periodo in cui varie missioni di esploratori settimesi si scontrarono con questi quattro tornanti, a cavallo di valorosi ciclomotori neppure elaborati, e arrivarono decimati ai duemilaseicento metri del Passo del Nivolet. Si narra di un motorino Girelli (no, non Garelli, proprio Girelli) abbandonato in cima a una montagna, di un Ciao che costrinse il suo guidatore a pedalare in tutte le curve, di un Motron GL4 che esauri' la benzina al momento di scendere e che arrivo' al primo benzinaio grazie al traino di un amico.
Si narra anche di innumerevoli amici e parenti svogliati che, trascinati sul Nivolet da questi ex esploratori negli anni successivi, rimasero a bocca aperta di fronte alla vista dall'alto dei laghi Serru' e Agnel, ipnotizzati dalle innumerevoli marmotte, sbalorditi davanti alla "piana" del Nivolet, estasiati dai pasti (e dal panorama) al
rifugio Citta' di Chivasso, spossati e felici dopo aver raggiunto il Col Rosset, incuriositi di fronte alle serpentine amazzoniche del fiume che scorre sulla piana, turbati scoprendo degli auguri in cima ad un monte il giorno del loro compleanno...
Insomma, andateci, al Nivolet. Il Rifugio Citta' di Chivasso, sul passo del Nivolet e con vista stupenda, e' aperto ancora fino al weekend del 19 settembre. Il Rifugio Savoia, vicino ai laghi sulla piana del Nivolet, dovrebbe essere aperto fino al 25 settembre.
Tags: cartoline, fiumi e laghi, foto, montagna, Piemonte
Non "recensisco" locali, di solito, ma qui ho mangiato bene spendendo una cifra ragionevole. Nel nulla, vicino a Mazze' (Torino), pronunciare la frase "Sarebbe ora di cercare un posto dove mangiare" e' stato sufficiente a fare spuntare dalla nebbia la Locanda del Viandante. In tre abbiamo speso 45 euro, mangiato un primo ed un secondo ottimi, con vino e dolci.

In Valle d'Aosta, nei giorni precedenti, avevamo speso quasi sempre 54 euro in due.
Tags: foto, mangiare, Piemonte
Ieri ho pubblicato una
foto del monte Thabor, ed ho accennato alla bellezza delle montagne che abbiamo a portata di mano. Oggi parliamo di due destinazioni montane che meriterebbero piu' visitatori: le aree del
Nivolet e del
Moncenisio.

-
Col del Nivolet: l'omonimo passo e' una delle strade asfaltate piu' alte d'Europa (circa 2610 metri). Si trova nella Valle Orco, in Piemonte, venti chilometri oltre la ridente cittadina di
Ceresole Reale ("ridente" davvero: e' un posto dove si ride molto, spesso davanti ad uno spezzatino o ad un bicchiere di genepy), situata a 1620 metri di quota nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Giunti sul passo del Nivolet, raggiungibile in auto, si gode della vista delle montagne piemontesi, a sud del passo, e valdostane, a nord. Sul passo stesso c'e' il rifugio Citta' di Chivasso, con 38 posti letto, una veranda con vista sul piano del Nivolet, un gran gestore, Alessandro ("
credo che il suo ormai sia un record inarrivabile, da venticinque anni è sul colle, in primavera per lo scialpinismo e in estate per gli escursionisti che giungono da ogni parte d'Europa", come mi ha scritto un membro del CAI di Chivasso), e buon cibo. Tanti gli itinerari per le escursioni (), e panorami spettacolari in ogni direzione (non fate come quella coppia che, arrivata in cima al Nivolet, circondata da montagne e laghi, mi chiese "
Qual'e' il punto panoramico?"... "
Aprite gli occhi e guardatevi intorno!", risposi).
-
Forte di Varisello, lago del Moncenisio e diga del Moncenisio (anche "Varisella" o, in francese, "Variselle"): arrivando da Susa (TO) con la statale 25, la diga sembra semplicemente un mucchio di ghiaia. Proseguendo, si arriva a capire la vastita' del lago e si capisce che la "ghiaia" e' solo a copertura della diga. Il lago e' sovrastato dal forte di Varisello, impressionante per posizione e struttura, meno per il decadimento che sta subendo per incuria (non italiana, per una volta: e' in territorio francese) e gli effetti degli agenti atmosferici che, a 2100 metri di quota si fanno sentire.
Sia il Moncenisio che il Nivolet sono visitabili con escursioni di un giorno partendo da Torino.
La strada del Moncenisio (S.S. 25) porta in Francia, a Lanslebourg e poi a Modane (a sud) o in Val d'Isere (a nord), ed e' anche possibile rientrare in Italia dal passo del Piccolo San Bernardo (a nord) o col tunnel del Frejus (a sud).
La strada del Nivolet (S.S. 460) e' invece chiusa poco dopo il rifugio Savoia, sul piano dopo il passo del Nivolet, per cui NON contate di andare ad Aosta passando di li'.
Tags: Alpi, foto, montagna, Piemonte

Una foto del monte Thabor, poco oltre il confine italiano. Inviata da
Zanardo, la pubblico perche' mi mancano le montagne, qui nella piatta Singapore, perche' e' una bella foto, e per ricordare a chi va in vacanza lontano, a chi passera' ore in aereo oppure litigando con una compagnia aerea, a chi proprio non va in vacanza e ... a chi ancora non sa dove andare in vacanza, che spesso ci sono bei posti da visitare e belle montagne a due passi da casa. Questo monte e' appena oltre il confine italo-francese, che fino al 1947 passava sulla sua cima.
Domani parleremo ancora di montagne.
[
Nota: la foto e' di Zanardo, il testo e' stato composto dal webmaster del sito]
Tags: Alpi, foto, Francia, montagna, Piemonte
Lo so, la bagna cauda e la fantascienza americana c'entrano poco con i viaggi. Ma quando si incontrano certe informazioni non e' possibile tenerle per se'...
La bagna cauda (o bagna caôda) e' una tipica fonduta piemontese. La presenza, tra gli altri ingredienti, di aglio e acciughe macerati nel latte e accompagnati da cavoli rende comprensibile il soprannome di "ammazza-dentisti" che il piatto si e' guadagnato col tempo. Io, per quanto mi riguarda, l'ho evitato fino all'eta' di trentatre anni, al punto da non essere presente a casa quando qualcuno progettava di mangiare bagna cauda. In seguito, all'estero, ho iniziato a sentire il richiamo di questo piatto il cui semplice odore vuol dire
casa, ed ho iniziato ad apprezzarla, seppur in una versione semplificata. Una bagna cauda "stordisci-dentisti", la chiamerei.
E dove ho trovato questa perla della cucina piemontese? In una serie di telefilm di fantascienza statunitense. Nella serie
Babylon 5 c'e' un personaggio, tale
Michael Garibaldi, che si nutre di bagna cauda quando ne ha l'occasione. In una stazione nello spazio!
Fantascienza e bagna cauda: mai me lo sarei aspettato.
Forse la presenza della bagna cauda in
Babylon 5 e' stata voluta da qualche Ente locale piemontese per
incrementare la visibilita' internazionale del Piemonte. Sarebbe una buona idea. Ed eccone altre per altri enti locali interessati a promuovere prodotti regionali.
1) Harrison Ford/Deckard che, in
Blade Runner 2, diventa un ghiotto divoratore di panzerotti (anziche' di
sushi);
2) Sigourney Weaver/Ripley che, nel "director cut" di
Alien, e' a bordo della nave spaziale Nostromo, e si nutre di dolci alla ricotta calabresi mentre da' la caccia alla creatura aliena.
3) Schwarzenegger/Terminator che, ferito mortalmente dal T1000 nel remake del prossimo anno di
Terminator 2, ritrova la sua energia bevendo da una fiaschetta di grappa veneta.
Fantasia, ci vuole! Come quella di quel gruppo di gastronomi di Crema che, molto prosaicamente, si infiltro' in una comitiva di francesi che passavano la Manica, per andare a vendere prodotti cremaschi a Staines, nel Surrey, nell'ambito del mercatino francese che si svolgeva tutti i giovedi' nella strada principale della citta'.
Tags: cinema, idee per il settore turistico, mangiare, Piemonte, televisione

Un lettore ci ha mandato quest'immagine. Si tratta della scritta "
Vietnam libero" nel sottopassaggio di Settimo Torinese. La scritta sta per essere cancellata, e cosi' scomparira' uno dei piccoli simboli della citta': "Vietnam libero", piazzata in posto particolarmente visibile e scomodo (in una curva del sottopassaggio in centro, in una citta' da circa 50.000 abitanti), e' presente dai primi anni Settanta, quando questo sito e i suoi collaboratori si dedicavano ad omogeneizzati e a capitomboli sui lucidissimi e scivolosissimi pavimenti di casa. A quei tempi, in Vietnam (e dintorni) si moriva facilmente, ecco qualche cifra:
- Vietnam del Sud: circa 200.000 soldati, circa un milione di vittime civili;
- Vietnam del Nord: circa un milione di soldati, cifre assenti per i civili ("da 50.000 a vari milioni", secondo
Wikipedia);
- U.S.A.: circa 60.000 morti;
- Corea del Sud: quasi 5.000 soldati morti. E gia', non c'erano solo americani e vietnamiti, ad ammazzarsi in Vietnam;
- Cina: quasi 1.500 soldati morti;
- Australia: oltre 400 soldati morti;
- Tailandia: circa 350 soldati morti.
Queste cifre non tengono conto degli effetti a lungo termine di quella guerra: le bombe inesplose disseminate in Vietnam, Cambogia e Laos; i feriti resi disabili dalla guerra; i morti causati dagli agenti chimici come l'
Agent Orange, un defoliante usato dagli USA. La scritta "Vietnam libero" nel sottopassaggio di Settimo Torinese ci ricorda quella guerra e quel periodo, e come tale dovrebbe essere preservata e conservata.
Settimo Torinese non e' una delle destinazioni turistiche piu' famose del pianeta, ma ha una sua bellezza, piu' industriale che artistica. La scritta nel sottopassaggio andrebbe conservata in quanto e' uno dei simboli della citta': gli altri sono...
1) un sottopassaggio (quello della scritta) con una CURVA CIECA!
2) un cavalcavia che venne iniziato alla fine degli anni Settanta e non venne completato fino alla seconda meta' degli anni Ottanta. C'era un traliccio di mezzo, ma sicuramente non si vedeva, dall'ufficio - o dal bar - in cui il progetto fu stilato;
3) un'azienda chimica e due aziende siderurgiche nel centro della citta'. Non e' colpa loro, e' la citta' che e' cresciuta a ridosso di quelle aziende, ma e' comunque una situazione anomala;
4) i Righeira (il 50%: Stefano Righi);
5) l'Eureka Settimo, squadra di calcio. Chi scrive ebbe la fortuna di indossarne la maglia per quattro partite, in cui venne schierato in quindici posizioni differenti (tutte quelle possibili in campo e in panchina, eccettuate quelle di portiere titolare e portiere di riserva), prima di trovare la via giusta (l'uscita).
Per la scritta nel sottopassaggio suggeriamo quindi una ricollocazione, magari nel settimese Ecomuseo del Freidano, o in altra area da definire. In alternativa alla rimozione fisica della scritta dalle pareti del sottopassaggio, una documentazione fotografica dell'evoluzione della scritta - e di Settimo intorno ad essa - negli ultimi decenni sarebbe una soluzione valida.
Tags: foto, Piemonte, ponti e tunnel, Settimo Torinese, storia

Chiesa dei SS. Gervasio e Protasio, a Baveno (VB), sul Lago Maggiore.
Tags: chiese e templi, fiumi e laghi, foto, Italia, Piemonte

Escavatore in azione a Ceresole Reale (TO), nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. Foto scattata il due gennaio 2009, due settimane dopo che due valanghe hanno travolto alcune case e bloccato la strada.
Tags: disastri naturali, foto, Italia, montagna, Piemonte

A Ceresole Reale (TO), il 16 dicembre, sono cadute due valanghe. Questa foto e' stata scattata il due gennario 2009, poco oltre il centro di Ceresole. La strada era troppo scivolosa per continuare in auto con le sole due ruote motrici di una pur eroica Panda, quindi abbiamo parcheggiato e abbiamo proseguita a piedi, sul lago, in direzione della Borgata Villa. Camminare sul lago di Ceresole non e' facile d'estate (a meno di avere poteri speciali, nel qual caso tanto varrebbe trasformar tutta l'acqua del lago in vino!), abbiamo colto percio' l'occasione per farlo con la neve (sprofondando per un metro).
Tags: disastri naturali, foto, Italia, montagna, Piemonte

Visita al
Centro cicogne e anatidi LIPU di Racconigi (CN) in compagnia del fotografo naturalista
Daniele Garbo.
Fotografare animali in liberta' (per esempio lungo il Chattahoochee River vicino ad Atlanta, o sulle
isole Kusu e St.John a Singapore) e' fonte di soddisfazioni. D'altro canto, osservare e fotografare animali in un centro della LIPU o di organizzazioni simili e' piu' pratico e permette di produrre immagini migliori senza dover "investire" tanto tempo durante un viaggio.
La parola ai lettori: meglio fotografare animali in liberta' o in una struttura organizzata (come per esempio un centro LIPU)?
Tags: animali, birdwatching, foto, Piemonte

Neve in quantita' e gente in quantita', sul colle del Lys, a cavallo tra la valle di Susa e le valli di Lanzo. La strada che sale dalla val di Susa e' relativamente pulita e, pochi giorni fa, si saliva anche senza catene (da portare comunque a bordo); dalle valli di Lanzo, invece, l'accesso era lievemente piu' problematico, anche a causa del minor traffico che "pulisce" meno la strada.
Sarebbe anche bello se ci fossero piu' gabinetti pubblici e meno macchie gialle sulla neve, sul colle.
Tags: foto, meteo, montagna, Piemonte, strade

Edificio fotografato sulle colline del Canavese, in Piemonte. Piu' precisamente a Burolo, sulla Serra, quella lunga collina orizzontale che vedrete andando da Torino verso Ivrea (grazie a Giovanni per la segnalazione della localita').
Tags: edifici, foto, Italia, montagna, Piemonte

Castello Rondolino a Cavaglia', in provincia di Biella. Nonostante lo stile medioevale, il "Castello Rondolino" ha poco piu' di un secolo.
Tags: edifici, foto, Italia, Piemonte, storia
- Sei di Torino quando per dire che hai marinato la scuola dici: ho tagliato!
- Sei di Torino se l'appartamento lo chiami alloggio;
- Sei di Torino se chiami bignola il pasticcino;
- Sei di Torino se quando ordini un Marocchino in Calabria ti guardano come se fossi un marziano;
- Sei di torino se per fare la svolta da corso a corso ti metti nel controviale;
- Sei di Torino se d'estate al bar siedi nel Dehor;
- Sei di Torino quando dici "beh, io a questo punto farei che andare a pranzo" e loro ti guardano ancora più strano e si chiedono perchè non puoi andare e basta senza "fare che andare";
- Sei di Torino quando dici "che disordine che c'è sulla mia scrivania, devo ritirare un po' di roba" e loro si chiedono se devi andare a ritirare qualcosa alla posta;
- Sei di Torino quando la frase "ho fatto la figura da cioccolataio" non è positiva, anche se tu fossi golosissimo;
- Sei di Torino quando pensi che girare a destra quando il semaforo e' rosso sia legale;
- Sei di Torino quando fuori dal Piemonte ordini uno stick al bar e ti guardano come se venissi da Marte;
- Sei di Torino se anzichè chiedere "Come va?" dici "Com'è?" e nel 90% dei casi ti rispondono "Com'è cosa?";
- Sei di Torino se a chi non è di torino (o del piemonte) chiedi un cicles e nessuno sa cosa sia;
- Sei di Torino quando abusi del "più", preferibilmente a seguito del "solo" es.: ne restano "solo più" 2;
- Sei di Torino se dici "non mi oso";
- Sei di Torino se dici "la mezza", espressione oraria nota probabilmente solo ad un'elite di piemontesi;
- sei di torino quando...sei in viaggio, soffri la macchina ed esclami "sto patendo!!!";
- Sei di Torino se per te ogni via larga e lunga è un Corso;
- Sei di Torino se ti giran le balle se una via principale fa una curva;
- Sei di Torino quando fuori dal Piemonte vai al bar e chiedi una brioche;
- Sei di Torino quando in vacanza ordini un San Simone e guardandoti perplesso il cameriere ti porta un'immaginetta sacra;
- Sei di Torino quando commenti qualcosa andato storto dicendo "Suma bin ciapà";
- Sei di Torino se guidando gridi "e gia!" a chi va piano;
- Sei di torino quando ti perdi se le strade non si incrociano in modo perpendicolare;
- Sei di Torino se leggendo alcune frasi precedenti ti sei ripetuto: "Perchè scusa? Non si dice così ovunque?"
Tags: modi di dire, Piemonte, umorismo

Foto scattata nel centro citta'. La Reggia di Venaria Reale offre possibilita' fotografiche ancora maggiori.
Tags: foto, Piemonte
Durante questa visita in Italia ...
- Ho visto pochissime persone che conosco, in giro a Settimo Torinese. Di ex colleghi della
SIV/Pilkington, solo un collega del controllo qualita', una collega di linea e un manutentore.
- Ho visto tre-quattro Porsche a Torino e due a Settimo Torinese. Ben piu' del solito, di solito in Italia non ne vedo proprio. Chi ha soldi continua a farne, forse. O magari ha deciso di sfoggiarli piu' che in passato.
- Ho visto cieli grigi e poche occasioni per belle foto. O forse sono viziato dai cieli americani.
- Ho visto che la semplicita' non fa piu' parte del bagaglio stilistico delle ragazze (e di molte donne) italiane. Sembrano quasi tutte uscite da un reality show, vestite alla "Se me s'avvicina un produttore televisivo, lo trombo, pur d'avere un lavoro in tivu'".
- Ho visto un artigiano che lavora in un supermercato effettuare una piccola riparazione rifiutando di farsi pagare, tanto era piccola. E un ottico riparare un paio di (costosi) occhiali senza farsi pagare.
- Al Panorama di Settimo, ho visto in vendita una Nikon D50 a 750 euro. La Nikon D50 e' introvabile, ora, negli USA, in quanto e' fuori catalogo da molti mesi, ma l'ultimo prezzo a cui l'avevo vista in giro ad Atlanta, circa sei mesi fa, era 450 dollari, equivalente a circa 300 euro. Meno di meta' del prezzo di Panorama.
- Ho comprato Fotografare, la rivista di fotografia edita da Cesco Ciapanna. La stessa onesta' che aveva nel 1978 ce l'ha ora nel 2008. Non so se sia merito di Ciapanna, o della redazione, o d'altro: li ringrazio comunque per la loro rivista.
- Ho visto la fortezza di Bard (Valle d'Aosta) adattata a museo delle Alpi. Bello, peccato che 1) non si veda molto della fortezza e non s'impari molto della sua storia, durante la visita (a meno che non mi sia sfuggita una parte del museo), e 2) c'e' molta enfasi sulla 'cultura alpina', nel museo, ma prima di vedere testimonianze e oggetti legati alle alpi trentine, vorrei vedere qualcosa di valdostano...
- Siamo andati a Fondo (Val Chiusella, in Piemonte) per la solita passeggiata invernale fino a Tallorno. Peccato che il l'ottimo ristorante di Fondo fosse chiuso (venerdi', chiusura settimanale, scegliete un altro giorno se andate a Fondo, mangiare in quel ristorante
merita la visita!).
All'aeroporto torinese di Caselle, alcuni passeggeri di un volo Torino-Napoli hanno aggredito personale dell'aeroporto quando sono stati informati che, a causa dell'overbooking del loro volo, sarebbe stato necessario usufruire di un altro volo, con scalo a Roma, che li avrebbe fatti arrivare a Napoli quindici minuti dopo l'arrivo del volo che avevano prenotato. Due membri del personale della Sagat sono stati aggrediti, uno a morsi, mentre l'altro e' stato vittima di un tentativo di strozzamento. I cinque passeggeri responsabili delle violenze sono stati solo fermati dalla polizia.
Tags: aeroporti, lavoro, Piemonte, polizia, sicurezza
Mia sorella e' andata a vedere short track e pattinaggio maschile individuale con mia nipote. Il giorno dopo, la bimba (3,5 anni) ha detto "C'e' lo zio sul giornale!". Era Plushenko, un pattinatore russo. Non so neanche che faccia abbia; la mia suppongo. Amici mi dicono che abbia i capelli disordinatamente lunghi e unti e un naso spropositato; forse e' arrivato il momento per una plastica facciale, o quantomeno per una visita al barbiere.
Altri amici sono andati a vedere il curling, l'hockey ed altre competizioni serali ed al coperto; tutti soddisfatti, ed e' un bel risultato: parliamo di persone capaci di scrivere una lettera di protesta ad un giornale per un congiuntivo sbagliato.
Il vedere la Mole, e piazza Vittorio, e il Colle dei Cappuccini, ed il resto, in tv, tutti i giorni, molte volte al giorno (molti sponsor sono americani, alcuni per le Olimpiadi, altri per la nazionale USA), e' esaltante, per me: come vedere la mia citta' al centro del mondo (ahem ... E' PROPRIO COSI'). Mi immagino qualche barot, con camicia a quadretti, gilet rosso, giacca marrone, occhiali con cordino e lenti bifocali, lamentarsi per la gente, il rumore ed il traffico, ma c'e' sempre la voce fuori dal coro, ed in questo caso non ci badero'.
La ciliegina sulla torta e' il fatto di vedere scritto e di sentire sempre il nome della citta' pronunciato 'Torino' anziche' 'Turin', anche al di fuori del trademark 'Torino2006' visibile negli spot pubblicitari degli sponsor. Forse dovrei incacchiarmi perche' in torinese il nome della citta' e' Turin, ma ... let's not find excuses for a fight.
Il medagliere e' interessante: quando gli USA erano in testa per la classifica ufficiale, i media americani NON li mostravano in testa, in quanto usavano il numero totale di medaglie per determinarla.
La classifica ufficiale, visibile su torino2006.org e sul sito della BBC in questo momento, e':
1. Germania 9 8 5
2. Austria 8 5 3
3. USA 7 7 4
Quella della CNN e di altri media americani e':
Nazione Oro Argento Bronzo Totale
DEU 9 8 5 22
USA 7 7 4 18
NOR 2 8 8 18
Come detto piu' sopra, se ora la classifica Made in USA e' piu' pro-USA di quella ufficiale, fino a pochi giorni fa era il contrario. L'attibuire priorita' al numero totale di medaglie, e solo poi al numero di ori /argenti/bronzi, puo' essere parte di un complotto americano basato sulla fiducia nella capacita' di vincere piu' medaglie di tutti.
Un po' di delusione per alcune medaglie possibili e mancate (la Kostner, il fondo), e tanta attesa per lo slalom di sabato 25, in cui una bella medaglia da Giorgio Rocca farebbe piacere. "Bella" significa oro e basta: con tutte le vittorie di quest'anno in Coppa del Mondo, non ci si puo' aspettare di meno.
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