Blog, argomento: cartoline
Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento
cartoline
Stanwell Moor, piccolo villaggio in piena
Chavland. Non la capitale mondiale dello stile, come dimostra quest'auto, decorata per un addio al celibato. Le corna di bue e il
turf da golfsul tetto sono un buon inizio, le scritte sull'intera superficie della vettura sono fatte con pennarelli indelebili, ma credo che l'Oscar per lo stile sia il mezzo manichino in reggicalze a cui e' stato attaccato il torso e la testa di Godzilla.
Priceless.
Tags: cartoline, Stanwell Moor e dintorni, umorismo, vivere in Inghilterra

"Come venire trattati di m***a in quindici Stati, e nonostante cio' apprezzare la situazione". Libro probabilmente interessante, ma basta leggere i
reclami sulla Ryanair nel forum di questo sito per intuire che il libro di Paul Kilduff avrebbe potuto essere lungo alcune migliaia di pagine pagine, che comunque non sarebbero bastate ad esaurire l'argomento Ryanair.
Tags: cartoline, libri, Ryanair, umorismo

I nostri nuovi trolley, che erano molti preoccupati per i severi controlli della Ryanair, sono saliti senza problemi a bordo del volo FR464 per Torino. Forse erano a misura, forse - col contenuto che preme sul lato piu' ampio - erano forse mezzo centimetro oltre i 20cm di profondita' consentiti... non e' che i controlli all'aeroporto di Stansted siano stati particolarmente severi, ho notato che solo un paio di signore sono state 'beccate' con trolley enormi. E mi dispiace, ma... non e' che i 55 per 40 per 20 centimetri delle dimensioni massime della Ryanair siano un segreto.
Tags: bagagli in eccesso, bagaglio a mano, cartoline, Ryanair, trolley e valigie
A due passi da Paddington Station c'e' il Paddington Basin, ramo cieco del Regent's Canal che, poco piu' a ovest, porta fino a
Little Venice (altre foto
qui e
qui).
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Orsettone Paddington visto a Paddington Station,
Londra, non lontano dal
chiosco dove si trovano i suoi fratellini piu' piccoli.
Tags: cartoline, Londra e dintorni

La prima volta che visitai l'Inghilterra presi un'insolazione, ed era aprile. Chi e' in Inghilterra in questi giorni non corre lo stesso rischio: otto di mattina, due gradi, auto gelate e tanta voglia di usare berretto cappotto e guanti, domani.
Tags: cartoline, meteo, vivere in Inghilterra
Serbatoi di cemento vicino a Paddington Station, a Londra.
Tags: cartoline, edifici, Londra e dintorni

Heiloo e' una citta' olandese come tante: tranquilla, piena di bici, con laghetti e canali. Ci vivono imbianchini e manager di multinazionali, maestre e contadini, programmatori e pensionati. Vi vivono ventimila persone, e nel giro di tre giorni imparerete a conoscerne una ventina, se appena appena uscite di casa. Ma basta anche solo starsene sulla divano: a Heiloo, e probabilmente in buona parte dell'Olanda, le case hanno grandi finestre che occupano la facciata e il lato posteriore del soggiorno. Sono finestre che non si aprono, hanno solo una piccola apertura per la ventilazione. Sono finestre che, soprattutto, non vengono coperte da tende. Chi passa in strada, davanti alla tua casa vede tutto quello che succede in salotto, se ne ha voglia. Quando i vicini passano davanti casa tua pedalando, ti salutano vigorosamente; tu ricambi, e quando poi esci di casa in bici fai lo stesso. Tre giorni a Heiloo a casa di amici e gia' ci sono passanti che attaccano discorso, sempre in un buon inglese.
Queste finestre spalancate sul salotto e sulla vita dei vicini sono, mi e' stato detto, un modo per controllare che tutto vada bene. Concetto difficile da concepire per noi italiani, ma anche per l'inglese medio, con tende serrate e cannocchiale puntato sulla casa dei vicini.
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Sono parziale nei confronti della Guinness. Dovunque mi trovi, dagli Appennini alle Ande, dal Manzanarre al Reno, ordino il nettare irlandese, capace di causare colite fulminante al fior fiore dei consumatori di birra, compresi quelli che reggerebbero quattro lattine di Crest al Piper vicino a Stazione Dora.
Ma non oggi. Sono in un bar di fronte alla stazione Bruxelles Midi, e ho davanti a me una Chimay Blue, birra belga prodotta da frati trappisti (o piu' probabilmente, nel 2012, da una fabbrica trappista di birra). La Chimay mi riporta agli anni Novanta e ad una birreria chiamata La Mela, a Cigliano, che i miei amici scoprirono per caso nel Vercellese. Uno beveva Urbock, l'altro Tenent's, il terzo ordinava sempre qualcosa di nuovo, salvo poi chiedermi, meta' delle volte, di far cambio con la mia Chimay (blu, come oggi, neppure rossa). Alla Mela lavoravano due ragazze che, senza essere ne' sfacciate ne' provocanti ne' tantomeno volgari, rappresentavano il 50% delle motivazioni che spingevano i clienti maschi a tornare nel locale.
Siamo ancora nel bar di Bruxelles, la Chimay bianca che mia moglie ha voluto provare non era cosi' buona, per lei. E cosi', dopo Chimay e bruschetta alpina, siamo passati a wok con pollo, scampi, legumi e riso accompagnato da Heineken e - ovvio - Chimay Blue.
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Lo so, l'Olanda e' terra di tulipani. Pero' ho trovato solo prati coperti di gladioli, lungo la strada che da Heiloo porta fino al mare.
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A pochi centinaia di metri dalla stazione ferroviaria Bruxelles Midi.
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Pasqua 2012, Olanda. Andando ad una mostra di veicoli d'epoca ci siamo fermati a Enkhuizen. A dirla tutta, siamo scesi dal treno, noi sei e le nostre cinque bici, con una stazione di ritardo. E siamo stati fortunati, Enkhuizen e' molto pittoresca.
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Sei e un quarto di sera, siamo a Heiloo, in Olanda. Stiamo preparandoci per la cena. Un bicchiere di te', prima di sederci a tavola. Il te', varieta' Darjieling, e' buono come previsto. Il bicchiere e' invece una sorpresa: appena tiepido col te' bollente dentro, leggero come fosse di plastica quando e' vuoto. Il segreto di questo bicchiere, se di segreto si puo' parlare, e' che e' dotato di un'intercapedine contenente aria che funge da isolante intorno al liquido in esso contenuto. Idea semplice e geniale.
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Due treni TGV alla stazione Bruxelles Midi.
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Altre foto di una giornata in giro. Grazie a
mamma BT (British Telecom), in ufficio non c'era connettivita' Internet, e neppure i telefoni funzionavano, per cui, come altri colleghi, ho fatto la cosa che mi pareva piu' sensata : sono tornato a casa per lavorare.
Qualche consiglio sul Terminale 5 di Heathrow:
1) Per andare da un terminale all'altro gli autobus di linea sono gratuiti: il 555, per esempio, o il 441 (se siete al T5 e andate al T1/2/3 prendete quello per "Heathrow Central", piattaforma 7; se siete al T1/2/3 - la stazione dei bus e' unica, li' - e andate al T5 prendete il 441 verso Englefield Green).
2) Se siete al piano terra ("Arrivals") e volete andare a prendere la metropolitana, prendete l'ascensore. Esegue il percorso fisso arrivi (piano terra) - metropolitana (sotterraneo) - partenze (1 piano).
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Alcune foto di un giro a Londra con 'the Tube', la metropolitana piu' famosa d'Europa.

Stazione di Hammersmith. Questa e' la stazione da cui partono e in cui arrivano i treni delle linee Piccadilly (quella che connette Londra con l'
aeroporto di Heathrow e la linea District. Per prendere i treni della linea Hammersmith & City e della Circle Line e' necessario attraversare un ampio atrio svicolando tra venditori di esotiche schede telefoniche, "strilloni" di The Sun e venditori di fiori, percorrere un centinaio di metri, attraversare la Hammersmith Broadway e raggiungere l' "altra Hammersmith Station", un bell'edificio inaugurato nel 1868.
Se alla stazione di Hammersmith volete prendere un treno verso Heathrow, preparatevi a lottare per il posto a sedere. La prima vettura e' di solito la piu' affollata, tanto che non avrete bisogno di tenervi; la seconda va gia' un po' meglio (di solito c'e' spazio per respirare e magari persino per leggere un giornale in piedi), la terza spesso offre posti a sedere.
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Al Princess Margaret Hospital di Windsor per un'artroscopia al ginocchio destro. Memo a me stesso: la prossima volta che vai in montagna, assicurati di indossare
scarponi decenti.
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Taiwan, il cuore dell'Asia. Ricorda lo slogan malese "Malaysia is truly Asia". Come a ricordare che
Singapore invece e' una versione piu' pulita e ordinata di Zurigo capitata per caso in Asia...
Pubblicita' vista a Heathrow, uscita 21, area arrivi.
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La prima volta che sentii parlare di Paddington, molti anni fa, fu per via dell'omonimo orsetto. Non mi sarei mai aspettato, qualche decennio piu' tardi, di lavorare in un'azienda con sede nella Paddington Station di Londra, e di trovarmi ogni giorno a passare davanti a questo chiosco specializzato nel tenero orsetto.
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Mimetizzati e dissimulati sotto le sembianze di un cancello, questi gabinetti pubblici visti a St. Peter Port, la capitale di Guernsey, sono un dono del cielo (o meglio, dell'amministrazione locale che li ha voluti), ma solo per gli uomini: non sono predisposti per essere utilizzati dal gentil sesso.
Finiranno coll'essere rimossi in quanto discriminatori? Spero di no.
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Acqua nello zabaione, ma niente cinnamomo? Cosi' lo prepara uno chef italiano del ristorante Nautique di St. Peter Port, Guernsey, nelle Channel Islands. Solo uova, marsala, acqua e zucchero. Era buono, niente da dire, pero' inusuale. Nella foto, lo zabaione e' in compagnia di una panna cotta e di un tiramisu, parte della "Italian Collection".
E tu, come prepari lo zabaione?
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Guernsey. Un cartello per la Maison Victor Hugo. La casa pero' non e' cosi' facile da trovare. No, non e' dietro la porta rossa.
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Guernsey. Un bigliettino sulla finestra dice "Signor ..., questa e' una finestra, non una porta. La usi come si deve, signor inquilino!".
Visto a St. Peter Port. Evidentemente c'e' qualcuno per cui aprire una porta e' troppo macchinoso.
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Hotel Saint Pierre, Guernsey. Finora, una macchia cosi' non l'avevo ancora vista, sulla moquette di una camera d'albergo. Ma forse e' un motivo decorativo.
L'hotel, a quattro stelle, e' comunque ottimo, macchia o non macchia.
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St. Peter Port, Guernsey, poco prima del tramonto. Barche in secca durante la bassa marea.
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Icart, costa meridionale di Guernsey. Siamo partiti verso le 11 da St. Peter Port su un Vespone, abbiamo seguito la costa in senso antiorario, e ora - alle 16 - abbiamo quasi completato il giro. Temperatura poco sopra Lo zero.
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Ken Chappell, 78 anni, ha una pancia bella grossa, una
beer belly, cresciuta a forza di pinte di birra bevute quando gestiva un pub. Talmente grossa che il suo dottore ha voluto farlgli fare delle analisi, e il risultato e' che il fegato di Chappell e' risultato in perfette condizioni, nonostante le
quaranta pinte di birra che ha consumato ogni giorno per anni. Ora ne beve solo sei. Al giorno. A settantotto anni. E si sente in perfetta salute.
Non ci provate. Ci vuole un fisico bestiale.
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Stanwell Moor, Inghilterra. Invito per una festa per il giorno di San Valentino nella sala del villaggio.
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A poche centinaia di metri dalla stazione Vauxhall della Victoria Line.
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Gli errori gastronomico-sessuali vanno di moda, in questi giorni, in
Gran Bretagna: in un programma televisivo in cui si parlava di cucina, la presentatrice Holly Willoughby ha
confuso il formaggio pecorino con qualcos'altro. Niente di male, se non fosse che uno chef italiano partecipava alla trasmissione e ha subito evidenziato la gaffe. E ieri, andando a mangiare in un caffe' vicino a Paddington, ho trovato nel menu' questa perla:
Il locale aveva decorazioni tricolori, panettoni italiani in vendita, tutto portava a credere che si trattasse di un locale 'italiano'. Magari quel "Penne Arrabbiataor Pene" e' voluto...
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L'angolo delle riviste per pescatori in un supermercato inglese. In Inghilterra e, in generale, in
Gran Bretagna, ci sono riviste per ogni 'nicchia' di mercato: per dire, ci sono 3 riviste dedicate alla Porsche 911, 15 dedicate alle moto, 12 - dodici! - dedicate alla pesca.
Nota linguistica: il pescatore con canna da pesca e' un
angler, non un
fisherman.
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Noccioline al wasabi, piselli al wasabi, magari anche pizze al wasabi e
wasabi banoffee pie: il
wasabi, o 'ravanello giapponese', e' ovunque, qui in Inghilterra. Ma non e' uno snack per palati delicati: quel "fiery" sulla confezione non e' una frottola pubblicitaria...
Non capiro' mai cosa spinge una persona a mangiare cose cosi' piccanti da diventare paonazzo mentre la nuca inizia a sudare. Ora ne mangio un altro...
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Se credete al detto "il cliente ha sempre ragione", ecco una notizia su cui riflettere. "The Artist" e' il film-fenomeno del momento, a Londra. E' francese, e' in bianco e nero, e' un film muto, ed e' delizioso. E a quanto pare ci sono stati spettatori che, uscendo dal cinema, hanno chiesto di essere rimborsati perche' il film era senza dialoghi.
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La prima pagina di Metro, il quotidiano gratuito disponibile sulla metropolitana di Londra, mostra un titolone dedicato all'annunciata 'serrata' di Wikipedia, domani.
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Conoscete il
Gruffalo? Tempo fa vidi il
film su questo curioso animale, in Inghilterra, e lo trovai delizioso. Non credevo fosse popolare anche in Italia, ma il bimbo di una coppia di amici italiani mi dimostro' il contrario, quando fece salti di gioia vedendo un gioco sul Gruffalo in un negozio di Windsor, durante una breve vacanza nel
Regno Unito. E ora, come potete vedere, c'e' pure il trolley del Gruffalo.
Visto in un negozio del
Terminale 5 di Heathrow, questo trolley costa 40 sterline e per le sue dimensioni potrebbe quasi candidarsi come
trolley ideale anche per un adulto: con 46cm x 20,5cm x 31cm, e' solo la profondita' a eccedere le
dimensioni che abbiamo raccomandato, 50 cm per 35 cm per 20 cm.

Altra foto del trolley del Gruffalo, dal sito del rivenditore ufficiale.
Altre foto di
trolley per bambini.
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La barca di un burattinaio a Little Venice, vicino alla stazione di Paddington.
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Aeroporto di Heathrow, terminale cinque. Scendo dal treno della Piccadilly Line, sono le sei e quaranta. Risalgo in fretta i due piani che separano la stazione della metropolitana dalla stazione degli autobus. Quando arrivo alla fermata numero otto vedo il mio pullman, il 441 diretto verso
Staines, che si allontana. Fa fresco, stasera, e il prossimo 441 passera' tra mezz'ora. Rientro in aeroporto e salgo fino al secondo piano del terminale cinque, zona partenze, dove non passo spesso. Non c'e' molto da vedere: due WH Smith, un ristorante italiano (
Carluccio's), e poche altre cose.
Poi noto una scultura.
Un'
assistente di volo nota che sto osservando e fotografando la scultura, e iniziamo a parlare. Mi raccomanda di andare a vedere la galleria in cui sono esposte altre opere d'arte, tutte collegate agli imminenti
Giochi Olimpici. Ci vado, e passo quindici minuti piu' gradevoli che se li avessi trascorsi fuori, in attesa del pullman.
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Vicino a Paddington Station c'e' una serie di canali navigabili. La chiamano Little Venice.
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Aeroporto di Monaco di Baviera. La strana accoppiata tra cibo giapponese (sushi e sashimi) e bevanda tedesca (Wei?bier,
birra di frumento) e' ottima, ma ho il sospetto che se buttassi un pezzo di
wasabi nella birra, il risultato sarebbe una mini-eruzione vulcanica.
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Un manifesto di Coriolanus, con Ralph Fiennes, Vanessa Redgrave, Gerald Butler.
Stazione di Hatton Cross, Piccadilly Line, in attesa di un treno verso il Terminale Cinque. Vanno tutti verso il Quattro, stasera.
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Scrivo spesso di
trolley adatti a Ryanair a prezzi abbordabili (quindici euro e dintorni), ma di solito sono visti e fotografati lontano dal mercatino sotto casa o dal supermercato dietro l'angolo a portata del viaggiatore italiano. Percio', per farmi perdonare, ecco un trolley 55x40x20cm visto in un negozio di calzature vicino a Torino, prezzo 36,90 euro. E se i
trolley supereconomici visti nei mercatini inglesi non vi rassicurano per qualita' costruittiva e robustezza, questa volta il trolley che ho visto e' un prodotto italiano della Roncato.
Visto nel negozio Pittarello di
Settimo Torinese.
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Quando mi capita sotto gli occhi un trolley di dimensioni adatte a Ryanair,
dovunque sia, scatto una foto e lo segnalo ai lettori. Nonostante siano tante le linee aeree che adottano
55 x 40 x 20cm come dimensioni massime (tra cui Lufthansa, BMIBaby, Air Berlin, Mal?v Hungarian Airlines, Swiss International Air Lines e Wizzair), la low cost irlandese pare essere l'unica che misura il
bagaglio a mano con la severita' di un mastino. Ecco due trolley Tripp da 55x40x20cm, prezzo 28 e 30 sterline (33,5 euro e 36 euro).
Visti in un negozio
Debenham vicino a Londra. Lo so, non sono molti i lettori di ViaggiareLeggeri che vivono in Inghilterra, e quindi pochi potranno acquistare trolley in vendita nel Regno Unito. Per gli altri, scriveremo in giornata di altri trolley con prezzo relativamente basso in vendita in Italia.
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Tanti prodotti alimentari italiani stanno scomparendo dagli scaffali dei supermercati inglesi. I nostri vini, per esempio, hanno sempre meno spazio, circondati e assediati da vini spagnoli, cileni e sudafricani. Per fortuna ci sono i grissini a tenere alto l'onore italiano: fino a poco tempo fa, trovare UN tipo di grissini in un supermercato era una fortuna. Ora, invece, un qualsiasi supermercato fuori Londra come il Waitrose di Staines offre una dozzina di tipi differenti di grissini.
Non che ci sia una gran competizione internazionale, nel mondo dei grissini. Basta spostarsi allo scaffale delle olive o dei salumi per vedere di nuovo i nostri prodotti arretrare e battere in ritirata, sotto attacco da olive nordafricane e salumi mitteleuropei.
Beh, perlomeno siamo ancora i leader mondiali nel settore dei grissini, neh?
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Statua di Isambard Kingdom Brunel nella stazione ferroviaria di Paddington, a Londra.
Brunel (1806-1859) era un ingegnere. Progetto' e costrui' ponti, ferrovie, treni e navi, spesso in modo innovativo. La fama di Brunel venne 'rinfrescata' nel 2002, con la trasmissione televisiva "100 Greatest Britons", in cui venne votato il secondo piu' grande
britannico di sempre, dopo Winston Churchill.
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Meridiana con panchina vista vicino all'Imperial War Museum, a Londra.
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Quanto sara' grande la scatola di questo modellino di Concorde (scala 1:2) visto al museo di Brooklands?
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Girare per negozi d'abbigliamento mi piace poco, comprar scarpe ancora meno (mi toglieranno la cittadinanza italiana per questo?). Ma a volte capita.
Negozio vicino a St. Paul e al Barbican Centre, a Londra.
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Tanti anni fa c'era un tale che chiedeva di dare un'occasione alla pace. Ora chiediamo che si dia un'occasione ai piselli. "Give peas a chance", appunto.
Scritta vista su un cavalcavia sulla M25, la tangenziale di
Londra, vicino all'uscita 18, nella zona di Rickmansworth.
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Di solito i charity shop inglesi vendono cose utili e inusuali. Questo, vicino a due ristoranti italiani a Egham, e' specializzato in chitarre.
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Una rara giornata di sole a Stevenage, a nord di Londra.
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Paphos, Cipro.
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Se sei un turista in visita a Cipro, non ti aspettare di essere imboccato con le informazioni che cerchi, sarebbe troppo comodo. A Cipro non si fa cosi'.
Il sistema cipriota prevede l'uso del metodo maieutico, reso popolare da Socrate: anziche' darti informazioni, il Cyprus Tourism Office (CTO) fa in modo che sia TU, turista, a partorire il sapere che cerchi.
Prendiamo questa mappa, per esempio. E' a Nicosia, capitale cipriota. Probabilmente non riuscirete a studiarne i dettagli con questa foto, per cui vi dico subito io cosa manca: il classico "tu sei QUI", che sia una freccetta, un cerchio rosso, un asterisco, qualcosa, qualsiasi cosa. Invece niente, la mappa non vi dice dove siete, per cui sarete voi ad impararne a memoria i dettagli: i nomi delle vie, gli angoli in gradi tra una via e l'altra. Dopo cinque minuti di studio, la vostra comitiva si sparpagliera' per andare a leggere i nomi delle vie dei dintorni, e quando vi ritroverete saprete non solo la vostra posizione sulla mappa, ma anche qualche frase in greco, la ricetta dell'halloumi, e la canzone vincente dell' X-Factor locale. Sempre che non vi troviate di fronte a questa mappa di notte, nel qual caso ripescherete dalla vostra memoria tutto quel che sapete dell'astronomia, pur di capire dove siete e come ritornare alla vostra auto.
Solo un caso? Noi di ViaggiareLeggeri crediamo di no. Il CTO vuole davvero che siate voi a generare la conoscenza che cercate. E per confermare la nostra ipotesi, vi invitiamo ad andare al bel municipio di Nicosia. Sul marciapiede dal lato opposto della strada, di fronte al cancello del municipio, un cartello indica la presenza di un ufficio informazioni per i turisti. C'e' una freccia, pare semplice, trovare quell'ufficio, nella zona pedonale di Nicosia. C'e' poi un secondo cartello che vi invita a svoltare a sinistra, un terzo che vi portera' in un vicolo, poi le indicazioni finiscono: quell'ufficio informazioni non esiste. Ma prima di arrivare a questa conclusione girerete per venti minuti, pensando che vi sia sfuggito un cartello. Quando finalmente vi darete per vinti, saprete tutto quel che c'e' da sapere sulla capitale cipriota, e anche di piu': a che distanza inizia la zona turca, quali ristoranti hanno i prezzi migliori, dov'e' il museo motociclistico, come si chiama l'anziano custode della chiesa maronita, che vi ha raccontato tutto dei suoi nipoti che studiano a Bologna.
Ancora non siete convinti? Andate a Troodos, sulle montagne cipriote. Provate a seguire i cartelli che indicano il Visitors Centre. Non sarete soli: nelle pinete intorno a Troodos si aggirano decine di escursionisti che si sono incautamente fidati di quei cartelli, e che vagano nei boschi ormai senza piu' ricordare la loro ricerca iniziale: c'e' chi ha imparato il verso di ogni animale della pineta, chi ormai conosce tutti i sentieri del monte Olimpo, e chi ha raggiunto la fase del Nirvana in meno di due ore e cammina per i boschi in trance, rincorso dai figli preoccupati che non sanno dove ricaricare l'iPhone.
E tutto cio' grazie a Socrate.
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Dove si imbuca la posta, a Cipro? Oggi, a Nicosia, ho incontrato una comitiva di nostre connazionali che se lo chiedevano. E visto che questo sito fornisce assistenza per problemi d'ogni tipo legati ai viaggi, ecco una foto che potra' aiutare le signore, venete di Treviso.
La prima comitiva italiana incontrata a Cipro da venerdi' a oggi, tra l'altro.
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... ricordatevi di riportare il carburante al livello iniziale, oppure a quello concordato coll'agenzia di noleggio. Documentate le condizioni della vettura, compreso il chilometraggio finale, tramite fotografie (basta un cellulare). NON cancellate le foto il giorno dopo che sarete rientrati a casa: a volte le agenzie impiegano settimane, persino mesi, a chiedere un rimborso per
danni alla vettura noleggiata.
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Prezzi rilevati in una stazione di servizio Petrolina ad ovest di Nicosia ("Lefkosia"), la capitale di Cipro.
1,202 euro al litro la benzina verde a 95 ottani.
1,242 la benzina verde "super" a 98 ottani.
1,242 il gasolio.
Nelle tre stazioni di servizio cipriote finora utilizzate, era sempre presente personale, il self-service non si usa.
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Una piccola chiesa di fronte al monastero di Stavrovoumi, che contiene una reliquia legata alla croce di Cristo.
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Chiesa, Limassol, Cipro.
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Faro di Paphos, all'interno dell'area archeologica.
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Vale la pena di portarsi in vacanza due o tre chili di reflex con obiettivi e accessori (piu' magari un laptop o netbook per scaricarle ed elaborarle)? Basta una
bridge o una compatta? Oppure anche questi tipi di macchine fotografiche hanno fatto il loro tempo, e il telefono cellulare - piu' precisamente lo
smartphone le puo' rimpiazzare?
Foto scattata con un HTC Legend, con cui sto scrivendo tutti i
post da Cipro, e col quale ho scattato tutte le foto etichettate come
cartoline. La foto originale "pesava" 5MB e conteneva molti dettagli, l'ho ridotta a 70KB con Picsay per velocizzarne il caricamento sul sito. Ho scelto apposta la foto di un luogo insignificante - il retro dell'albergo in cui mi trovo, a Cipro - per dimostrare che non serve la piu' recente Canikon da 36 megapixel per fare foto decenti. Soprattutto se verranno viste sullo schermo di un computer. E soprattutto se al costo della reflex si aggiunge quello del fisioterapista che curera' la vostra schiena, o del portatore nepalese che si fara' carico del vostro zaino fotografico anche durante le escursioni lungo il Lambro.
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Paphos, a Cipro, dev'essere uno dei luoghi con la maggior densita' di siti patrimonio dell'umanita': dietro ogni angolo c'e' un cartello che indica un "
World Heritage Site". Oggi ne abbiamo visitato un altro, dopo le Tombe dei Re viste sabato: l'area archeologica di Paphos.
L'ingresso dell'area archeologica e' a poca distanza dal porto e dalla stazione degli autobus. Il biglietto costa 3,40 euro a testa, il percorso si snoda lungo il tempio di Dionisio, il tempio di Apollo, la villa delle sessanta colonne, l'anfiteatro, il castello bizantino (foto), e un faro recente. Tanti i pavimenti a mosaico degni di nota.
Durante la visita il mare fara' da sfondo a molte vostre foto, e la brezza marina vi rinfreschera', ma non lasciatevi ingannare: il percorso e' privo di ombra, e Cipro ha 340 giorni di sole all'anno e la stagione estiva piu' lunga d'Europa, pare, quindi... cappello, crema solare e una bottiglia d'acqua sono altamente raccomandabili.
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Un tranquillo sabato mattina a Paphos. Due colazioni inglesi e due cappuccini, 15 euro e 80. L'albergo non ha tv e i letti sono separati (quelli matrimoniali costano extra). Tanti turisti nonostante sia bassa stagione, ma ci sono quasi 30 gradi, e questo spiega tutto. Turisti inglesi e qualche romeno, gli inglesi quasi tutti sopra i sessant'anni, e molto brillanti. Topless cabaret di fronte al ristorante dove abbiamo appena finito colazione.
E' ora di andare a visitare le Tombe dei Re.
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Ecco un ciclista che non avra' problemi di spazio, in viaggio. In realta' non si tratta di un
cicloturista: questo strano veicolo e' una bici per il trasporto di bambini, prodotta da un'azienda di Cambridge. Non ho avuto l'occasione di provarla, quindi non so se sia troppo pesante per l'uso cicloturistico. Certo, la posizione rilassata non sarebbe l'ideale per percorrere cento chilometri in un giorno...
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Sono pazzi questi britannici. Cosi' appassionati di tecnologia che, se fossero in Italia, verrebbero considerati malati, o fanatici. Non solo ci sono i
manuali di manutenzione per Spitfire, Lancaster, Concorde: si trova pure quello per l'Apollo 11! E la scritta "Owner's Workshop Manual" fa pensare che potrebbe esserci qualcuno che, se non proprio in possesso dell'originale, abbia quantomeno una copia dell'Apollo 11 in giardino.
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Bidet visto nella discarica del distretto di Spelthorne in Inghilterra. Vi pare solo un pezzo di ceramica? In realta' e' un'affermazione di indipendenza culturale: qualcuno ha acquistato una casa, il proprietario precedente sara' stato italiano o francese e avra' fatto installare anche il bidet, e il nuovo proprietario l'ha visto, ha pensato "non mi serve la vasca da bagno per il violino!", e l'ha buttato.
Invenzione risalente al XVII secolo, il bidet e' comune nell'Europa mediterranea e dintorni (Italia, Spagna, Portogallo, Albania, Croazia, Slovenia, Grecia, Egitto, Marocco, Libano, Siria, Giordania, Israele, Palestina, Iraq, Kuwait, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti), in Sud America (Uruguay e Argentina), in alcune aree dell'Asia (Giappone, Bangladesh, Tailandia, Corea del Sud), ma non e' ancora diventato un ospite regolare dei bagni anglosassoni, tanto che, come detto all'inizio, a volte viene scambiato per una vasca da bagno per violini, altre volte per l'abbeveratoio del cane di casa. Se doveste andare a vivere in Inghilterra, non mettete la presenza del bidet tra i prerequisiti della casa che prenderete in affitto o che acquisterete: dal 2001 ad oggi questo (nella discarica) e' il secondo bidet che ho visto.
Ah, perfida Albione che ci obblighi a rinunciare alle piccole comodita'!
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Vicino alla stazione di Southwark.
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Mercato di Staines, sabato pomeriggio. Tra i tanti banchi ce n'e' uno che vende borse e valigie. Ha anche vari trolley utilizzabili come bagaglio a mano sui voli
Ryanair: 55 x 40 x 20 cm. Entrambi espandibili tramite soffietto, costano solo 8 sterline e (nella foto) 10 sterline.
Non e' che siano rimaste molte scuse, per chi viaggia con Ryanair con
bagaglio a mano fuori misura: costa meno comprare un trolley come questi, senza marca, che pagare la multa per il
bagaglio in eccesso.
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Vacanze quasi terminate, siamo in partenza da Fell View, il cottage che ci ha fatto da base per una settimana a Ennerdale Bridge. Ora andremo a Ripon e Harrogate, due belle cittadine dello Yorkshire.
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Ambleside, Lake District. Il poema piu' famoso di William Wordsworth in un murale in un sottopassaggio pedonale.
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Wasdale e' uno dei punti di partenza migliori per l'ascesa verso Scafell Pike e Scafell, i due punti piu' alti dell'Inghilterra. Parcheggio a pagamento (5,40 sterline) del National Trust, per mangiare e dormire e' possibile utilizzare il Wasdale Head Inn, al fondo della strada asfaltata.
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Dopo il collasso dei miei scarponi LaSportiva, ieri, mi sono ritrovato con le gambe doloranti e, ?soprattutto, senza scarponi in un'area famosa per i tanti percorsi escursionistici. Nonostante ripetute mie promesse di appendere al chiodo gli scarponi (o quel che ne resta) e di rinunciare alle camminate in montagna, mia moglie mi ha convinto ad andare a Keswick, a mezz'ora da Ennerdale, per comperare un nuovo paio di scarponi.
Keswick ?(pron.
cesik)e' una bella citta' del Lake District, meno affollata di Windermere e Ambleside, e ogni due negozi ce n'e' uno che vende scarponi e articoli per l'escursionismo. Il problema e' che, per ogni negozio che vende scarponi validi di marche affidabili (Scarpa, Karrimoor, Asolo, Meindl) ce ne sono tre che vendono scarponi di dubbia qualita'. E' utile un minimo di preparazione, prima do buttarsi nell'acquisto di calzature che possono compromettere la vostra salute. Ok, nel mio caso sono stati scarponi di marca (LaSportiva) a farmi interrompere un'escursione di 40km nel Lake District occidentale, a causarmi dolori alle ginocchia e a farmi rischiare anche qualcosa in piu', ma di solito le marche citate finora sono garanzia di qualita'.
Ho un paio di scarponi Asolo AF530 (o qualcosa del genere) da vent'anni, e non mi hanno mai dato problemi. Decido quindi di cercare scarponi Asolo con suola Vibram, uno o piu' strati di GoreTex, e una struttura simile a quelli che ho da tanto tempo. Niente attacchi per ramponi, niente di veramente tecnico.
Come dicevo, la quantita' di negozi tra cui scegliere e' elevata, a Keswick, e un paio d'ore bastano appena per vederli tutti. I piu' grandi non sono necessariamente i migliori, e i piu' noti (Millets, Blacks) non sono ne' economici ne' particolarmente forniti di prodotti di qualita'. In un paio di piccoli negozi trovo degli scarponi Asolo che mi piacciono, ma nella taglia sbagliata prima, ad un prezzo troppo alto poi: costano 150 sterline nel primo dei due negozi, 180 nel secondo. Mia moglie, che ieri aveva visitato Keswick, ricorda d'aver visto un altro negozio, non nella via principale, vicino ad un concessionario Fiat. Un grosso negozio. Lo troviamo, si chiama George Fisher, e nonostante sia molto grande, non ha tantissime marche: solo le migliori e (ahi!) piu' costose. Ha degli scarponi Asolo che mi piacciono, gli Asolo Fandango MM. Li provo nella taglia 9 1/2 (43 e 2/3), poi nella 10: meglio la prima. Provo anche un paio di Asolo in pelle, ma sono dolorosi (per me) nella zona dei lacci e del tallone. Compro i Fandango alla non modica cifra di 150 sterline, con possibilita' di restituzione e rimborso nel caso fossero scomodi. Cifra elevata, 150 ?: dovro' usarli per qualche bella escursione, per giustificare quest'acquisto.

Prima di uscire dal negozio mostro ad un commesso la foto degli scarponi "desuolati"; lui chiama una collega piu' esperta (una "boot nerd"), che li identifica come
LaSportiva Fusion. Come tutti quelli che hanno visto quella foto, ammette di non aver mai visto niente del genere. E infatti gli amici con cui ero arrivato fino a High Stile hanno pensato fosse un difetto di fabbricazione.
Spero di non trovarmi mai piu' con scarponi senza suola.
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... e quando piove mentre sei in vacanza, magari in un cottage inglese affittato coi tuoi amici, puoi fare varie cose. Puoi roderti il fegato pensando che stai sprecando il tuo tempo e i tuoi soldi. Puoi uscire facendo finta che non piova, e tornare al cottage bagnato fradicio. Oppure puoi passare il tempo coi tuoi amici, aspettando che il tempo migliori.
La terza, per me.
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Heathrow-Ennerdale, sei ore d'auto. M25, M40, tanta M6 e poi, dopo l'uscita 40, belle strade tra le colline. Prevedibili code prima di Birmingham, tempo ottimo, automobilisti razionali ed educati come (quasi) sempre.
Il cottage che abbiamo prenotato, Fellview, e' carino e pulito, peccato non si vedano laghi da qui.
Inizia a piovere, giocheremo a Risiko, sperando in una schiarita per poter vedere il tramonto sul mare.
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Due persone, una settimana nel Lake District, e questo e' il bagaglio
che caricheremo in auto. Piu' la tenda da campeggio, che e' gia' in auto.
Quasi quasi cambio nome al sito. ViaggiarePesanti.com .
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Avebury, vicino al circolo di megaliti.
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Sul Tamigi si vedono case galleggianti bellissime, alcune molto grandi, altre molto curate nei dettagli. Tante sono costose, ma a me piace questa, non grande, non bellissima, forse non costosa, certamente poco idrodinamica, e credo piu' facile da fabbricare rispetto alla maggior parte delle case galleggianti del Tamigi: e' praticamente un parallelepipedo. E a dimostrazione che le soluzioni piu' semplice e razionali sono raramente le piu' diffuse, non ho visto case galleggianti simili a questa, lungo il Tamigi.
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Lo stadio del Liverpool.
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A Sunbury Cross, una grande rotonda stradale nel paese di Sunbury-on-Thames, ci sono vari sottopassaggi pedonali, tutti decorati con murali. Non sono opere di vandali, e lo si capisce guardando quello nella foto: quand'e' stata l'ultima volta che avete visto dei teppisti decorare un sottopassaggio con immagini legate alla storia del genere umano, dalla preistoria a Giulio Cesare fino al giorno d'oggi?
E pazienza se, in realta, gli esseri umani non ebbero mai l'occasione di cavalcare dinosauri, essendosi questi estinti circa 65 milioni di anni prima della nostra apparizione sul pianeta...
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Heathrow, Terminale 5, otto e mezza di sera del venti luglio. Piove, come tutti i giorni da una settimana a questa parte. E fa fresco a sufficienza da giustificare maglioni e giacconi impermeabili.
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... ora ci sono un locale in cerca d'inquilino e un banco dei pegni. C'erano una volta due agenzie interinali, in questa piazza del centro di Staines, nel Surrey, vicino al pub
The Town Hall, ma entrambe hanno chiuso nel corso dell'ultimo anno.
Sospetto che le conseguenze della crisi economica attuale saranno durature e peggiori di quanto dichiarano i leader politici italiani. Quelli inglesi non ci provano neanche, a indorare la pillola.
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La Spinnaker Tower e' uno dei simboli di Portsmouth, nel sud dell'Inghilterra, e con la sua forma di vela gonfiata dal vento e' un simbolo perfetto per la citta' di Portsmouth, legata al mare (e' un'isola!) e sede da secoli di un importante porto e di un altrettanto importante arsenale.
Costruita tra il 2002 e il 2005, e' alta 170 metri, ha tre piattaforme panoramiche, la piu' bassa delle quali ha il pavimento parzialmente in vetro, in modo da dare la sensazione di camminare nel vuoto. L'ingresso costa 8 sterline a persona, il panorama comprende l'isola di Wight. E per gli appassionati di fotografia va notato come in nessuna delle tre piattaforme sia disponibile un punto d'osservazione non vetrato: tra voi e il panorama ci sara' sempre vetro (e riflessi), sulla torre della vela.
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Ore sei e cinquantacinque, Stonehenge.
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Fiat Cinquecento a Londra, zona North Circular. A volte, all'estero, basta un prodotto italiano per sentirsi a casa, o quantomeno per sentirsi un po' orgogliosi dei prodotti nazionali.
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Heathrow, rotonda all'ingresso dei terminali 1,2 e 3. Un modello in scala ridotta dell'Airbus A380 funge da "gate guardian".
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Se c'e' un cartello del genere, vuol dire che ce n'e' motivo. Immagino un bazar di venditori abusivi di auto usate lungo la via principale di Ealing, Londra.
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La maggior parte delle strisce pedonali, a Londra e nelle altre citta' inglesi, sono accompagnate da istruzioni: "guarda a sinistra" o "guarda a destra". Difficile sbagliarsi.
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Stanwell Moor e' un classico villaggio inglese: poco piu' di mille abitanti, casette basse, due pub, e prati popolati da cavalli, pecore e mucche. Quei cavalli (*), pero', non passano tutto il loro tempo brucando nel Colne Valley Park: ogni giorno, alcuni cavalli sono "di turno": per lezioni di equitazione, o forse per clienti che desiderano solamente fare una passeggiata a cavallo.
E quando percorrono la strada che delinea il perimetro del villaggio, due cavalli sono sufficienti a creare piccoli ingorghi stradali: per non spaventarli, gli automobilisti fermano le proprie vetture ai margini della strada, e aspettano il passaggio dei maestosi quadrupedi.
(*): abbiamo parlato dei cavalli di Stanwell Moor
qui,
qui e
qui.
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Visto a Stanwell Moor. Il messaggio sul lenzuolo dice "Happy 40 Jimmie Little Legs". Cosa posso dire? Auguri Jimmie!
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Ad Hampton, vicino ad Hampton Court, c'e' un piccolo tempio lungo il Tamigi. E' dedicato a William Shakespeare, e venne costruito nel 1756 dall'attore, drammaturgo e produttore teatrale David Garrick. E' aperto al pubblico la domenica pomeriggio (14,00-17,00) dalla prima domenica di aprile all'ultima domenica di ottobre. L'ingresso e' gratuito, e
questi sono gli eventi del 2011.
Parcheggiare a Hampton non e' facile, pedalare lungo il fiume e' molto piacevole, il consiglio e' ovviamente quello di andare al Garrick's Temple in bici, se siete in zona e avete una bici a disposizione.
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Vs bene avere una casa galleggiante sul Tamigi, ma questo e' un condominio!
Visto entrando ad Hampton Court.
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Una tipica "narrowboat", fotografata presso le chiuse di Sunbury-on-Thames, e capace di passare anche nei canali piu' stretti della rete fluviale inglese.
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Barca vista tra Chertsey e Shepperton.
Quella Shepperton, famosa con Pinewood per i suoi studi cinematografici.
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Proseguendo in direzione di Londra, ecco un ponte in pietra a Chertsey, parecchio piu' bello di quello di Staines visto poco fa.
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Pur avendo pedalato spesso lungo il Tamigi, non avevo mai prestato attenzione ai dettagli del loro funzionamento. Le chiuse sono due "cancelli" a tenuta d'acqua. Ne viene aperto uno, ed uno o piu' battelli si accomodano nello spazio tra i due portoni. Quello che era stato aperto viene richiuso, e il livello dell'acqua tra le due chiuse viene abbassato - se le barche vanno verso est, cioe' verso Londra e verso il mare - espellendo l'acqua in eccesso tramite degli sfoghi a valle delle chiuse; quando il livello dell'acqua tra le chiuse e' pari a quello ad est delle stesse, ne viene aperta una e i battelli proseguono lungo il loro percorso. Semplice.
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Una bella Lambretta vista in centro, a Staines, Middlesex. Il maestoso edificio sullo sfondo e' l'ex municipio di Staines, ora diventato un pub con l'appropriato nome The Town Hall.
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Un'altra scultura a Staines, dopo quella vista ieri. Sempre nella zona del Two Rivers Parking, questa volta siamo nel campo della meccanica: potrebbe trattarsi di un macchinario industriale usato in passato.
La scultura si chiama "Pound Mill", ed e' stata commissionata dallo Spelthorne Borough Council all'artista
John Atkin. Una mappa che indica la posizione delle opere d'arte pubbliche esposte a Staines e' scaricabile presso il sito dello
Spelthorne Borough Council.
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Staines, Two Rivers Parking. In primo piano una scultura che raffigura i due fiumi di Staines che si uniscono ... a formare l'omonimo parcheggio, suppongo. Sullo sfondo una Ducati. Preferisco la seconda, grazie
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Nella foto, un'agenzia viaggi sulla via principale di Staines, nel Surrey, in Inghilterra.
E' questo il destino delle agenzie viaggi? Chiudere di fronte all'avanzata dei servizi online?
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Nei due anni che ho trascorso ad Atlanta, Stone Mountain e' stata una destinazione abituale per escursioni domenicali. Stone Mountain e' un monolite di granito alto circa 200 metri, e nel parco annesso sono presenti varie attrazioni; la tessera annuale e' molto conveniente, e la acquistai dopo la prima visita.
Stessa cosa qui a Canterbury, oggi: l'ingresso alla cattedrale costa 9 sterline a testa, che non e' poco, ma i contribuenti britannici hanno diritto a visite gratuite alla cattedrale per un anno, dopo il primo ingresso. Quindi credo torneremo spesso.
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Da piu' di un mese, la sera a
Stanwell Moor, si sente l'odore di grigliate ("barbecue", o piu' brevemente
BBQ). Questi ultimi due fine-settimana, quattro giorni ciascuno, hanno visto un'
escalation, con vicini che invitano amici, offrono piatti con cibo grigliato agli altri vicini, e in generale una gran puzza di fumo.

Ma il mistero sulle carni che inglesi mangiano o non mangiano s'infittisce: trovare un supermercato o un macellaio che venda carne di coniglio e' impresa quasi impossibile, da queste parti, e ora s'e' aggiunto un'altro tipo di carne, alla lista delle risorse alimentari in via d'estinzione: le
braciole di maiale. Per me una grigliata ha, come elementi fondamentali, braciole e salsicce. Non e' cosi' in Inghilterra: ho cercato braciole in due supermercati, oggi, e non ce n'era neppure l'ombra. Ma forse saranno state acquistate tutte da altri amanti delle grigliate...
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La bandiera vicino al trolley e' un souvenir del matrimonio reale, una classica Union Jack con William e Kate Middleton al centro. Troppo lunga per entrare nel trolley, riuscira' la bandiera a salire a bordo di un volo Lufthansa Heathrow-Malpensa, come bagaglio a mano extra?
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Con un investimento di una sterlina e mezzo abbiamo acquistato quindici biglietti alla lotteria dello "street party" di Stanwell Moor, e uno dei biglietti ci ha permesso di portare un orsetto commemorativo in peluche. E cosi' avremo anche noi un piccolo souvenir di questa giornata memorabile.
Complimenti a chi ha avuto il coraggio di andare, oggi, fino a Westminster: il tempo non eccezionale e la folla immensa - un milione di persone, pare - hanno convinto tanti a non andare a Londra, oggi.
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Village hall di Stanwell Moor, la festa per il matrimonio reale e' appena iniziata. Visti finora:
- circa 60 persone, il villaggio conta 1300 abitanti.
- un politico locale in cerca di voti.
- un paio di famiglie locali di sangue italiano.
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Uno va a Londra e pensa che l'evento dell'anno, il matrimonio tra
Carlo e Diana il principe William e Kate Middleton si svolga "
a Westminster". Ingenuamente, uno pensa che sia la Cattedrale di Westminster. E che l'
abbazia di Westminster sia un altro nome per lo stesso posto, o magari che la Cattedrale di Westminster sia la chiesa principale, e che ci sia dietro, da qualche parte, un bugigattolo chiamato Abbazia di Westminster.
E invece no.
Il matrimonio reale si svolgera' all'
Abbazia di Westminster. La Cattedrale di Westminster e' a
novecento metri di distanza dall'Abbazia. La stazione della metropolitana piu' vicina all'Abbazia e' Westminster, dove fermano le linee Circle, Jubilee e District. Per chi vuole invece andare a Westminster Cathedral, la stazione piu' vicina e' Victoria, dove fanno tappa le linee Circle, District e Victoria.
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Cena con amici di amici a Londra, questa sera. Ottima idea, se uno ama combattere per il diritto di camminare: i marciapiedi intorno a Westminster sono pieni di gente venuta a vedere non tanto il matrimonio reale tra William Principe (ereditario) di Galles e Kate Middleton, quanto i fotografi e le
troupe televisive che si preparano per la giornata di venerdi'. Vorrei poter fare come i londinesi piu' snob che se ne andranno lontano da Londra in questi giorni per evitare la folla,
Invece...
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Siamo nel Windsor Great Park, e dopo un inizio travagliato (non sempre e' facile trovare sei sterline in monetine per pagare il parcheggio), stiamo ora raccogliendo a tutto spiano gli indizi che ci porteranno al premio finale di questa caccia al tesoro per bambini, organizzata da The Royal Landscape nel Great Park di Windsor.

Nella foto, il totem donato dalla popolazione del Canada alla Regina Elisabetta Seconda nel 1958. Il totem era protagonista, nel questionario che ci e' stato dato, di varie domande, e si trova a Virginia Water, un parco collegato al Windsor Great Park.
Domande? Questionario? Ma non era una caccia al tesoro per bambini?
Certo, e' una caccia al tesoro per bambini attraverso un magnifico parco durante la giornata di Pasqua, ma visto che siamo in Inghilterra, divertimento e apprendimento fanno entrambi parte di questa giornata. Ai partecipanti viene chiesto di contare i coniglietti pasquali di cartone appesi nel parco, di leggere le targhette identificative delle piante per trovarne una di un certo tipo, anagrammare il contenuto di un cartello, e in generale seguire un percorso nel parco per trovare una serie di indizi. Camminare all'aria aperta, in una bella giornata di sole, imparando qualcosina. Beh, sempre meglio che passare il pomeriggio di Pasqua davanti alla tv o camminando lungo il Po a San Mauro Torinese!
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Ti fermi e cerchi un palo per incatenare la bici. Vedi che intorno al palo ci sono gia' varie lucchetti, che qualche ottimista pensava fossero sufficienti a proteggere la sua bici dai malintenzionati. Incateni la bici, ti allontani e speri che nessuno te la rubi. E inizi a pensare che forse, la prossima volta, farai meglio a usare
qualche lucchetto in piu'.
Non sarebbe male, invece, se fossero disponibili nei parcheggi dei supermercati, degli aeroporti, delle stazioni, degli armadietti antifurto per biciclette, come quelli che ho fotografato alla stazione di Penzance, in Cornovaglia. La bici va infilata nell'armadietto in verticale, ovviamente.
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Una coda in autostrada. Tante persone che vogliono andare piu' in fretta possibile da A a B, e si ritrovano a procedere a passo d'uomo. E per fortuna sono in Gran Bretagna, questi guidatori, e per "camminare" con una tonnellata d'acciaio intorno spendono solo i soldi della benzina e non anche quelli per il pedaggio autostradale, visto che qui le autostrade sono gratuite.
Nel frattempo, io pedalo nei dintorni fermandomi solo quando voglio (o quando c'e' un semaforo rosso, una vecchietta sulle strisce pedonali, una precedenza da dare), mi tengo in forma, e a costo zero.
Pedaliamo, che e' meglio.
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Sono barche, e contengono tutto il necessario per vivere in permanenza sul Tamigi, spostandosi di tanto in tanto da un villaggio all'altro. Magari sono anche noleggiabili per una vacanza londinese alternativa.
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Windsor Great Park.
Un ufficio postale nel bel mezzo di un parco. Molto pittoresco. Una sosta obbligata per bambini bisognosi d'un gelato, turisti in cerca di vecchie cartoline e ciclisti affamati. Non oggi, pero': il venerdi' chiude alle tredici.
Giornata stupenda, le previsioni del tempo indicavano venti gradi, ma sembrano due-tre di piu'.
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Anche a Londra come in ogni altro posto sul pianeta (credo), basta allontanarsi di poche decine di metri dalle strade principali per trovarsi senza piu' turisti intorno. Westminster Abbey e' piena di turisti, e qui allo Speaker Pub non ce n'e' neppure uno.
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Troppa enfasi nei riguardi dei viaggi aerei, pare non ci siano piu' altri modi per viaggiare. E pensare che i nostri genitori andavano in Cinquecento da un capo all'altro della penisola, non tanti anni fa. E si andava in Vespa a Capo Nord, o con un centoventicinque spompato si raggiungeva il Lake District inglese.
Un camper come quello nella foto, ecco cosa ci vuole. Magari anche per viverci, non solo per viaggiare.
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Appena arrivati a Heathrow dopo il viaggio in pullman da Penzance durato nove ore. A differenza che
all'andata, tornando verso Londra il viaggio e' stato tranquillo, niente frenate brusche, niente mal di stomaco; unici contrattempi, una deviazione resasi necessaria per dei lavori stradali, che ha fatto annunciare all'autista "Vi segnalo che in questo momento, senza costi aggiuntivi, sta iniziando il Tour del Mistero, e non ho idea di come vi riportero' a Londra!", e la necessita' di cambiare autobus a Plymouth per motivi sconosciuti. Abbiamo avuto ottimi autisti, molto disponibili ad aiutare i passeggeri.
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Verso le 16,30 la marea si abbassa a sufficienza da permettere il ritorno sulla terraferma senza bagnarsi i piedi. Semplice e insieme bizzarro, camminare su una massicciata che fino a poco fa era invisibile.
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Non siamo riusciti ad
andare a piedi fino a Mount St. Michael, la marea era ancora alta. In barca si paga una sterlina e mezza a testa,e le barche, che portano una decina di persone, partono ogni pochi minuti.
Una volta raggiunta l'isola e' d'obbligo una visita al
castello, anche perche' non ci sono molte altre attrazioni da visitare. Il biglietto d'ingresso costa sette sterline a testa, che ci sono state rimborsate in quanto ci siamo iscritti, dopo aver visitato il castello, al National Trust, l'organizzazione che cura e mantiene castelli ed altri beni pubblici britannici. Costo 83,50 sterline per la tessera per due persone, pagamento in aprile.
Il castello merita una visita, nonostante le poche didascalie per gli oggetti esposti, per la qualita' del panorama e per le illustrazioni relative alla vita del personale di servizio sull'isola e nel castello di Mount St. Michael.. Che poi e' comunque un bel castello, ed e' possibile scattare foto in ogni sala, cosa inusuale di questi tempi.
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Siamo a Marazion, in Cornovaglia, di fronte a Mount St. Michael, il gemello inglese del piu' famoso Mont Saint Michel francese. Calera', la marea? Riusciremo ad andare fino al monte a piedi? Per ora pensiamo a mangiare qualche Cornish Scone e a trovare gli orari delle maree.
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Land's End e' il punto poi' occidentale della "terraferma" inglese, e la punta sud-occidentale della "terraferma" britannica, ed e' a una decina di miglia da Penzance. Ci siamo andati in autobus (6 sterline a testa, 50 minuti per arrivare); ce l'avevano descritto come un posto dove si entra solo a pagamento, il che per fortuna non e' vero. C'e' un buon ristorante, tanti visitatori in giro ma non troppi, molti gabbiani, e scogliere che ai piu' maturi faranno tornare in mente lo sceneggiato Poldark (1977 circa), ambientato in Cornovaglia.
Piu' che per Poldark, Land's End e' di solito associata a John O'Groats in frasi come "
da Land's End a John O'Groats", per dire "da un capo all'altro della Gran Bretagna. John O'Groats e' tradizionalmente considerato il punto piu' a' nord della "terraferma" britannica (in realta' Dunnet Head e' piu' a nord), e ogni anno migliaia di persone cercano di completare - a piedi, in bici, in monopattino, nudi, in moto, in auto, su macchine per movimento terra, pullman di linea, facendo l'autostop - le circa mille miglia di percorso tra questi due punti estremi della Gran Bretagna.
Sono le 17,25, stiamo aspettando il pullman per tornare a Penzance, che dovrebbe essere qui tra dieci minuti. Ecco una cosa da tenere d'occhio, quando andrete a Land's End o in altri posti isolati: l'orario dell'ultimo pullman per tornare a casa. Noi l'abbiamo fatto, per fortuna, altrimenti sarebbe costosetto, chiamare un taxi per farci riportare a Penzance.
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Non lo sapevo, ma pare sia permesso portare a bordo degli aerei, nel bagaglio a mano, forbici e coltelli, purche' con lama non piu' lunga di sei centimetri. Beh, preferirei continuare a credere che fossero vietati tutti i coltelli, a bordo.
Visto a Heathrow, T5. Sto ancora cercando di scoprire la
misteriosa destinazione del mio viaggio di compleanno. Sono le 11 e 20 di venerdi' sera.
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Il pub di Midgham, villaggio vicino ad Aldermaston, a ovest di Reading. Dev'essere il primo villaggio che ho trovato, nel sud-est dell'Inghilterra, con un solo pub.
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Hypocrisy e' un gioco da tavola che ho trovato a casa di amici, in Inghilterra, durante le pulizie di primavera (oggi). Come sia il gioco non lo so, ma trovo divertente (e impraticabile in Italia) il fatto che sia stata usata una caricatura dell'ex primo ministro Tony Blair, nell'immagine sulla scatola di un gioco con un nome cosi'. Non che sia una sorpresa completa: uno dei giochi di parole piu' diffusi sul nome di Blair e' "Tony B
liar", praticamente Tony il bugiardo. No, non e' andata giu' a molti, la quantita' di
frottole affermazioni di dubbia veridicita' che hanno portato la Gran Bretagna ad invadere l'Iraq.
Immaginatevi se un'azienda italiana mettesse in commercio un gioco da tavola con un nome spiacevole (tipo Ipocrisia! Truffa! Intrallazzi!) e usasse sulla confezione del gioco la caricatura dell'attuale Presidente del Consiglio italiano, ma anche di un suo qualsiasi predecessore. Non riuscite ad immaginarlo? Neanch'io.
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Daimler del 1991, vista in un villaggio nel Berkshire. Valore zero sterline. Ci farei un pensierino, se avessi un cortile piu' grande (e se non ci fossero teppisti, nella zona di Stanwell Moor e dintorni).
Nota per i non esperti di auto britanniche: la Daimler non e' legata alla Daimler-Benz (vedi Mercedes), e' invece un marchio britannico storico, tanto che alcuni decenni fa si diceva
I parvenu comprano una Rolls Royce, i gentiluomini comprano una Daimler.
Daimler e' stata per decenni il modello di lusso della Jaguar, il modello nella foto dovrebbe essere una Daimler XJ40, quasi identica alla Jaguar XJ40. Sei cilindri in linea, cilindrata 4.000cc. Sono stato a bordo di questa vettura due volte, in passato, e mi hanno impressionato l'energia e la stabilita' con cui accelera in uscita dalle tante rotonde inglesi. Ah, anche il comfort, certo.
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Un treno della First Great Western a Reading, ad ovest di Londra. Il biglietto Staines-Reading-Midgham, circa 120 Km tra andata e ritorno, costa 16 sterline. Ad occhio e croce, circa il doppio di quanto si pagherebbe in Italia per percorrere una distanza simile.
Bei treni. Poco affollati (sara' per via dei prezzi?), puliti (tanto che sono uscito dal treno ancora in stazione, per scrollarmi di dosso i residui della tavoletta di cioccolato che ho consumato a bordo), comodi. E nonostante sembrino costosi, questi treni rischiano di risultare piu' convenienti rispetto all'auto, visti i prezzi della benzina (1,53EUR/litro, qui) e soprattutto i costi di gestione di un'auto.
Potrei finire col lavorare per qualche tempo a Midgham, bel posto in campagna, per cui questi ragionamenti sui prezzi non sono solo oziose speculazioni...
Tags: cartoline, Gran Bretagna, prezzi, treni

"Ai trasgressori verra' chiesto di andarsene". Pare quella vecchia battuta sul "bobby" londinese che, correndo dietro ad un ladro, grida "STOP, oppure grido di nuovo STOP!"...
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Staines, Surrey, Two Rivers Parking. Punto di rifornimento - e parcheggio preferenziale - per auto elettriche fuori da un supermercato.
Tags: auto, cartoline, ecologia, Gran Bretagna, Londra e dintorni
Uno si chiede "Prima questo tizio di ViaggiareLeggeri scriveva quasi tutti i giorni, ora ha smesso. Avra' trovato qualcosa di meglio da fare?"
No. O meglio, si', ma solo temporaneamente. Dopo
essere rientrato in Inghilterra nella casa che avevo lasciato cinque anni fa, mi sono ritrovato a dover disporre in giro per casa le cose che erano arrivate qui a Stanwell Moor in novembre (vedi
viaggio precedente). Cinque pedane. Settantacinque colli, quasi tutti scatoloni. Da far entrare in una casa in cui gia' erano rientrati gli oggetti che cinque anni prima erano andati in solaio, per far spazio alle cose degli inquilini.
Beh, non e' stato un lavoro semplice. Due aspirapolveri. Tre serie di coltelli. Due-tre serie di pentole. Due computer portatili (e ora ne ho ritrovato uno che era anch'esso in solaio). Alcuni chili di souvenir e soprattutto alcune decine di chili di mappe e libri su destinazioni lontane e spesso non visitate (mai capitato di cercare in libreria una guida Lonely Planet sul Vietnam, trovarne decine, e poi scoprire che ne avete acquistata una per ... Vienna?).
Alla fine, comunque, siamo riusciti a far entrare quasi tutto in casa. Abbiamo preparato una mezza dozzina di borsoni per alcune organizzazioni di assistenza ai poveri, facendo cosi' fuori pentolame e abbigliamento. Abbiamo piazzato in solaio cose che non contiamo di usare. Abbiamo deciso di applicare una rigorosa politica riguardo ai capi d'abbigliamento: niente acquisti fino al 2015. Ci rimane solo un problemino:
C'e' nessuno che ha bisogno di settanta scatoloni vuoti, ottime condizioni, poco usati, gratuiti?
Mi sa che finiremo col darli via tramite Freecycle.
Aggiornamento 16 marzo 2011
Gli scatoloni li abbiamo appunto dati via tramite Freecycle alcune settimane fa, c'e' sempre domanda - e offerta - per questo tipo di articoli.
Tags: bagagli in eccesso, cartoline, Londra e dintorni, viaggiare leggeri

Foto scattata su una vettura della Piccadilly Line, al T5 di Heathrow. Due cose hanno attirato la mia attenzione: primo, quasi tutti i posti a sedere erano liberi. Secondo, non mi ricordavo i braccioli. Vero e' che non usavo The Tube dall'inizio del 2006, magari i braccioli c'erano gia'...
Una cosa che e' cambiata di sicuro e' il prezzo della
travelcard giornaliera per andare nella zona 1, il centro di Londra. Costava cinque sterline, ora ne costa otto. Costosa, ma sempre meglio che andare a Londra in auto e pagare benzina, parcheggio,
congestion charge, e magari anche una multa.
Tags: cartoline, Londra e dintorni, posti a sedere, trasporti pubblici

Una mia amica mi diceva, giorni fa:
"Non vado mai a fare la spesa da Tesco"
"Qualita' troppo bassa?"
"No, non ho mezz'ora da perdere per fare la coda per il parcheggio e poi per rifarla per uscire"
"Quindi? Dove fai la spesa?"
"Da Aldi. E' ancora piu' economico, non c'e' coda, certo, bisogna nascondersi se si incontra qualcuno che si conosce, ma di solito e' una reazione reciproca"
"E' cosi' imbarazzante, farsi vedere impegnati a far la spesa da Aldi?".
"Beh, insomma, parecchio!"
"Capisco".
Capisco per modo di dire. In queste due settimane trascorse in Inghilterra, di
ritorno dopo cinque anni trascorsi tra
Singapore e
Stati Uniti, risparmiare e' stato il mio obiettivo principale, e mi pare di non essere il solo, qui: abbiamo acceso il riscaldamento due-tre ore al giorno, con la temperatura che non e' mai salita oltre i diciotto gradi, e che in media s'e' assestata sui quindici; poco male, visto che c'e' sempre da fare, quando si rientra in una casa che e' stata lasciata per cinque anni in mano ad altri (gli inquilini). Abbiamo deciso di non acquistare capi d'abbigliamento fino al 2015, visto che abbiamo una scorta incredibile di vestiti. Abbiamo anche rimandato l'acquisto di un'auto, e per ora andiamo a fare la spesa in bici, ed e' un modo perfetto per ridurre le code, evitare l'acquisto di cose superflue, fare esercizio e visitare i dintorni. Certo, poi ci si ritrova a pedalare su una due ruote parecchio stracarica, ma l'importante e' portare a casa il cibo.
Tags: acquisti, bici, cartoline, Londra e dintorni, vivere low cost

Il check-in per il volo British Airways delle 17,35 avrebbe potuto essere rapido, oggi. E invece no. Una comitiva di undici persone i cui componenti sono arrivati alla spicciolata; passeggeri che, al loro turno - e dopo una lunga attesa - dovevano ancora cercare passaporto e biglietto; altri che scambiavano il check-in per l'ufficio informazioni, chiedendo di tutto. Alla fine siamo passati.
E la coda per i controlli del bagaglio a mano? Lunga e lenta.
Tags: aeroporti, cartoline, Milano, ritardi

Torino-Milano in direzione Malpensa. Come sempre, nebbia.
Tags: cartoline, Italia, meteo, strade

Albergo Gran Paradiso, a Noasca (TO), nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. L'ennesima, ennesima conferma che spendere poco non vuol dire mangiar male, e che spendere tanto non vuol dire mangiare bene: abbiamo mangiato bene, in due, spendendo 25 euro.
Tags: alberghi, cartoline, montagna, Piemonte, ristoranti
Sono stato a
Staines anche oggi, come ogni giorno dal mio arrivo in Inghilterra, giovedi scorso. Nell'isola pedonale ho rivisto i banchi del mercato che avevo notato la settimana scorsa, compreso il macellaio che potrebbe avere del coniglio, in futuro, se il suo fornitore si decidera' ad andare per boschi a caccia. Difficile, trovare un macellaio che venda del coniglio; qualche anno fa, un altro macellaio a Staines aveva strabuzzato gli occhi, di fronte alla stessa richiesta. E non provate a chiedere carne di cavallo: sarebbe come chiedere carne di cane ad un macellaio italiano, probabilmente verreste denunciati.
Oltre il macellaio, dopo l'Elmsleigh Shopping Mall, entro nella filiale della banca Nationwide. Ne esco in pochi minuti dopo aver scoperto che la mia pratica va svolta tramite posta, non in filiale.
Due sterline di autobus sprecate. E fa pure freddino, siamo scesi a sei-sette gradi, con pioggia. Ed ecco che si fa vivo lo stomaco.
E' il momento di mangiare qualcosa.
Passo davanti ad un paio di grossi pub, ma non e' li' che servono il tipo di pasto che cerco oggi. Mi trovo davanti ad un menu' su una porta a vetri. Vetrate anche ai lati della porta, ma non si vede dentro. Il menu' e' un misto di piatti cinesi, singaporiani e giapponesi. Provo a spingere la porta per capire se ci sia davvero un ristorante, dietro, o se questo sia l'ennesimo locale chiuso vittima della crisi economica globale.
La porta si apre, il ristorante c'e', ci sono anche alcuni clienti. Le vetrate sono appannate, e questa satinatura naturale non stona affatto con le decorazioni del locale, delicate ed eleganti. Fiori verde pallido in piccoli bicchieri lungo le vetrate. Tavolini neri. Chopsticks rossi che spiccano nell'ambiente etereo. Un'aria di spontaneita', parecchio diversa da quella che si respira in altri ristoranti orientali, sia in Inghilterra che in Italia.
Ordino un pollo teriyaki con noodles e un te' al crisantemo. Chiedo se hanno il "bubble tea" taiwanese, non c'e'.
Per prima arriva una scodella di minestra, benvenuta visto il freddo. Subito dopo il te', piu' blando di quelli al crisantemo che ho bevuto a Singapore e a Taiwan. Infine, cinque minuti dopo, arriva anche il pollo teriyaki accompagnato da noodles enormi, quasi un centimetro di diametro.
La minestra era buona e mi ha scaldato dentro, preparandomi a gustare il pollo. Tutto il pasto - te', minestra, pollo - ha sapori meno intensi di quelli che mi aspettavo, ma non ho ragione di stupirmi: ogni piatto esotico finisce col dover essere adattato ai gusti locali, per evitare di sopraffare le papille gustative del cliente. Come diceva un mio ex collega, "mi piace mangiare cinese, in Inghilterra, ma quando sono stato a Hong Kong ho mangiato solo piatti europei: la cucina cinese era TROPPO cinese per i miei gusti, li'!".
Minestre e teiere fumanti, ecco la causa delle finestre appannate. Il locale e' quasi pieno ora, e' il momento della pausa mensa. Pago otto sterline e venti pence per il mio pasto, un conto un pelino elevato, ma questa e' Staines, non Singapore, dove un pasto cosi' mi sarebbe costato l'equivalente di tre sterline. Nonostante questo, intendo ritornare a mangiare qui.
Il locale si chiama Momo Cafe', e' al numero uno di Clarence Street a Staines, ed e' aperto dal lunedi' al sabato dalle undici alle ventuno.
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Come dice un cartello all'ingresso del parco, sono i cavalli e le mucche a prendersi cura del parco. Questi due, insieme ad un'altra dozzina, sono venuti al galoppo verso di me, probabilmente per verificare che mi comportassi bene e non disturbassi i cigni nel fiume.
Il cartello all'ingresso del parco contiene un'informazione interessante: tutti i "commoners" del villaggio possono tenere un cavallo nel parco. Non so se quel "commoners" si riferisca agli abitanti di Staines o a quelli di Stanwell Moor; certo non sarebbe male, avere un cavallo e tenerlo nel Colne Valley Park.
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La King George VI Reservoir e' una delle tante riserve d'acqua che punteggiano il panorama inglese. Sono serbatoi fuori terra, sopraelevati rispetto al terreno circostante, che alimentano la rete idrica locale.
Questa riserva si trova tra Staines e Stanwell Moor, nel Surrey, ed e' costeggiata da un sentiero che collega la citta' di Staines, circa ventimila abitanti, e il villaggio di Stanwell Moor: due pub, un takeaway bengalese, il parrucchiere unisex e l'ufficio postale/drugstore, gestito da indiani, come da steteotipo.
Tra Stanwell Moor e Staines, oltre al sentiero e alla riserva d'acqua, c'e' il Colne Valley Park. Poco frequentato, di solito, ma pare che poche settimane fa ci fossero varie
troupe televisive, arrivate per documentare l'inusuale passaggio di un uccello migratore, il Cracticus quoyi (uccello beccaio nero), proveniente dalla Russia e diretto verso l'Australia. E questo, secondo un abitante di Stanwell Moor, e' l'unico evento accaduto nel villaggio da quando me ne andai all'inizio del 2006.
Tags: camminare, cartoline, fiumi e laghi, Gran Bretagna, Londra e dintorni

Il centro di Staines, in Inghilterra, mostra i segni della recessione. Non sono i volontari dell'Esercito della Salvezza. Non sono i due negozi chiusi a tempo indeterminato, ne' il Pennysaver e l'altro negozio in cui tutto costa una sterlina. Sara' il chiosco con la vistosa insegna "Compriamo il vostro oro, paghiamo in contanti"? O il grosso "Digital Exchange" che vende, e soprattutto compra, computer, cellulari, videogiochi e DVD: un Eldorado, per chi ha la casa piena di gadget elettronici e il portafoglio vuoto.
No. E' l'insegna del pub Garibaldi che trasmette la sensazione che ci siano pochi soldi in giro. Speriamo sia solo l'insegna a cadere a pezzi, e non l'intero pub.
Tags: cartoline, Gran Bretagna, Londra e dintorni, pub e bar
... vuol dire che l'inverno si avvicina. Venerdi' scorso la strada era gia' chiusa, e al Pian della Mussa, in una vallata vicina, stava nevicando vicino al rifugio Citta' di Cirie'.

A titolo indicativo, per raggiungere il lago di Malciaussia dal punto in cui la strada viene chiusa, subito dopo l'abitato di Margone, sono necessari dai quaranta ai cento minuti, in assenza di ghiaccio e neve. Quaranta camminando da soli a passo spedito, cento camminando in comitiva.
La foto e' stata scattata alcune settimane fa, prima della chiusura invernale della strada.
Tags: cartoline, foto, montagna, Piemonte
Ritorna il
quiz della settimana, e questa volta ritorniamo in Italia. Dove e' stata scattata la foto di Pinocchio?
Se conoscete il nome del paese in cui si trova questa statua del burattino di Carlo Collodi, scrivetelo nell'area
commenti di questa pagina. Chi indovina per primo vincera' il premio (e verra' citato nel
blog domani).
Anche per questa settimana, il sito di annunci economici
www.affari.to ha messo a disposizione un buono omaggio del valore di
15 euro in servizi a pagamento, da usarsi sul loro sito.
Cercasi sponsor per il quiz
Se operate nel settore dei viaggi e del turismo e siete interessati a sponsorizzare il concorso settimanale di ViaggiareLeggeri, contattateci usando il modulo dei commenti al fondo di questa pagina.
Aggiornamento ore 17,15
Una frase che da tempo sognavamo di scrivere...
abbiamo un vincitore!
Pipino ha risposto correttamente: la foto della statua di Pinocchio e' stata scattata a Vi?, comune di circa 1.200 abitanti, situato nelle Valli di Lanzo, in Piemonte. La statua ritratta nella fotografia e' alta 6 metri e 53 centimetri, pesa circa quattro tonnellate, ed e' stata realizzata dal falegname Silvano Rocchietti.
Tags: cartoline, foto, Piemonte, quiz
Aggiornamento 1/10/2010 ore 21:55
Il sito di annunci economici
www.affari.to ha messo a disposizione un buono omaggio del valore di
15 euro in servizi a pagamento, da usarsi sul loro sito. Meglio tardi che mai!
Piccolo indizio per il quiz: anche questa volta la localita' misteriosa e' in Piemonte. E il suo nome ha a che fare con un capo d'abbigliamento.
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Ritorna il
quiz della settimana: in quale comune italiano e' stata scattata questa foto, che mostra una spiritosa serie di cartelli stradali a tema musicale?
Se conoscete la risposta, usate il modulo per i commenti in fondo a questa pagina.
Come la settimana scorsa, non c'e' nessun premio in palio, solo gloria... a proposito, stiamo
cercando sponsor per questo quiz. I dettagli sono su
www.viaggiareleggeri.com/blog/1636/Cercasi-sponsor-per-quiz.
E ora avanti, provate ad indovinare dov'e' stata scattata la foto di questa settimana.
Aggiornamento di sabato 2 ottobre, cinque minuti dopo mezzanotteE la soluzione e' ...
La fotografia del simpatico cartello stradale e' stata scattata a
Maglione, un comune della provincia di Torino famoso (relativamente) per le opere d'arte che decorano i muri del paese. Ne riparleremo.
Tags: cartoline, città illustrate, Piemonte, quiz, Segnaletica e cartelli
Piccolo lago prima del Lago Rosset, in direzione del Col Rosset. Si parte a piedi da uno degli ultimo tornanti che dal Passo del Nivolet porta alla "piana" del Nivolet, si segue il sentiero, che porta vicino ad un alpeggio e sotto una piccola cascata, infine si raggiunge un primo laghetto (foto), poi il Lago Rosset, infine - dopo una bella serie di tornanti - si arriva al Col Rosset. Da li', volendo, si scende poi in Valle d'Aosta, verso il Rifugio Benevolo. Volendo.

Al Nivolet' (anche noto come
Nivule') ci si arriva da Torino in auto (o bici, o moto, o pullman), prendendo la strada statale 460, passando da Rivarolo, Cuorgne', Pont Canavese, Locana, i terribili tornanti di Noasca, Ceresole, il Passo del Nivolet ...
I
terribili tornanti di Noasca sono chiamati cosi' dal Millenovecentottantasei, o forse era l'Ottantasette, periodo in cui varie missioni di esploratori settimesi si scontrarono con questi quattro tornanti, a cavallo di valorosi ciclomotori neppure elaborati, e arrivarono decimati ai duemilaseicento metri del Passo del Nivolet. Si narra di un motorino Girelli (no, non Garelli, proprio Girelli) abbandonato in cima a una montagna, di un Ciao che costrinse il suo guidatore a pedalare in tutte le curve, di un Motron GL4 che esauri' la benzina al momento di scendere e che arrivo' al primo benzinaio grazie al traino di un amico.
Si narra anche di innumerevoli amici e parenti svogliati che, trascinati sul Nivolet da questi ex esploratori negli anni successivi, rimasero a bocca aperta di fronte alla vista dall'alto dei laghi Serru' e Agnel, ipnotizzati dalle innumerevoli marmotte, sbalorditi davanti alla "piana" del Nivolet, estasiati dai pasti (e dal panorama) al
rifugio Citta' di Chivasso, spossati e felici dopo aver raggiunto il Col Rosset, incuriositi di fronte alle serpentine amazzoniche del fiume che scorre sulla piana, turbati scoprendo degli auguri in cima ad un monte il giorno del loro compleanno...
Insomma, andateci, al Nivolet. Il Rifugio Citta' di Chivasso, sul passo del Nivolet e con vista stupenda, e' aperto ancora fino al weekend del 19 settembre. Il Rifugio Savoia, vicino ai laghi sulla piana del Nivolet, dovrebbe essere aperto fino al 25 settembre.
Tags: cartoline, fiumi e laghi, foto, montagna, Piemonte
Inquadra. Aspetta, cambia posizione, la luce non arriva con l'angolo giusto. Reinquadra. Chiudi il diaframma, non c'e' abbastanza profondita' di campo. Meglio fare un passo indietro, anche se ho un dieci millimetri non riesco a mettere tutta la stanza nel fotogramma. Ora quell'angolo e' troppo scuro, forse e' meglio usare il fill flash per schiarirlo.
No, grazie. E' da alcune settimane che sono rientrato in Italia, e in queste settimane la mia reflex e' rimasta quasi sempre a casa, e mi sono goduto invece i panorami e gli angoli del torinese scattando foto come si faceva negli anni settanta (come
facevo negli anni settanta prima di avere una reflex): guarda, scatta, e speriamo che venga una bella foto. E alla mancanza d'impegno non corrisponde una mancanza di soddisfazioni: sto facendo foto col cellulare, tipo
queste, e pur con le loro imperfezioni volute (la vignettatura e il b/n sono effetti inseriti automaticamente dal programma di ripresa, Vignette per Android) e non volute (mediocre resa dei dettagli con illuminazione scarsa ), queste immagini mi danno piu' piacere di tante altre foto che ho scattato, con risoluzioni maggiori, con piu' dettagli, con corpi macchina e obiettivi e zaini enormemente piu' pesanti.
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