Qualche anno fa (ok, MOLTI anni fa) la televisione italiana trasmetteva cartoni animati giapponesi che mostravano robot giganteschi e, in generale, storie di fantascienza. Alcuni, tra cui soprattutto Jeeg, mostravano cose difficili da credere anche per un ingenuo bambino di otto anni: un tizio salta, la sua collega (interinale?) Miwa gli lancia i componenti, e il tizio diventa un robot alto venti metri. Quasi piu' facile credere a Babbo Natale. C'erano pero' altri cartoni animati in cui le leggi della fisica venivano piu' o meno rispettate, in cui i robot non erano misteriose cose arrivate da un altro pianeta, ma erano fatti di metallo, richiedevano carburante e munizioni, e venivano pilotati da tizi con i quali ci si poteva immedesimare.
Tra le mie serie preferite ce n'era una cosi': Gundam. E quando mi sono trovato davanti ad un negozio che vende solo cose relative a Gundam, sono tornato bambino (non che abbia mai smesso d'esserlo, ma pazienza).
Il negozio non e' a due passi dall'Italia, ma merita una visita se vi trovate in Asia per lavoro (e di chef italiani che girano il mondo ce ne sono tanti). E' all'interno di Nova, uno dei centri commerciali informatici piu' forniti di Taipei, la capitale di Taiwan, e vi si trovano dei modelli di Gundam alti tre metri e altri alti tre centimetri.
Nova, il centro commerciale, e' a due passi dalla stazione ferroviaria principale di Taipei, ed e' aperto fino alle dieci e mezza di sera (nove e mezza durante il weekend).
Un altro filmato da Mock The Week, programma della BBC. La maggior parte delle battute riguardano aeroporti, treni e altri mezzi di trasporto. Epica quella dello scozzese Frankie Boyle: "Stiamo per atterrare a Glasgow, ricordiamo ai passeggeri di spostare indietro le lancette dell'orologio di ... venticinque anni".
Da sinistra a destra: Andy Parsons, Jo Caulfield, Russell Howard, Frankie Boyle, Hugh Dennis, Mark Watson.
Tre giorni fa ho visto i primi due episodi della serie televisiva Pan Am. Incentrata su un gruppo di assistenti di volo della linea aerea Pan Am, e ambientato nella prima meta' degli anni Sessanta, "Pan Am" segue il modello lanciato con successo dalla serie "Mad Men" qualche anno fa: uno sguardo nostalgico ad un mondo differente, con l'economia in crescita, la Guerra Fredda in corso e la rivoluzione dei costumi portata dagli anni Sessanta ancora agli albori.
I primi dieci minuti del primo episodio sono spesso il momento decisivo per un programma televisivo, e Pan Am inizia bene: fa venir voglia di andare in aeroporto e prendere un aereo verso qualsiasi destinazione ... possibilmente verso gli anni '60. La differenza tra quegli anni e il presente e' sconcertante, soprattutto se siete abituati a viaggiare solo con compagnie low cost: Pan Am mostra sedili con tanto spazio per le gambe, assistenti di volo che conversano coi passeggeri, bevande e cibo a volonta'. Quel che non mostra e' il prezzo dei biglietti, che probabilmente non erano proprio low cost.
Il cuore del programma sono le assistenti di volo: due sorelle (una volitiva, l'altra molto meno), una ragazza francese che, come da stereotipo, vive il sesso in modo piu' disinvolto delle colleghe americane. Non sono tanti i serial in cui le donne sono le protagoniste assolute: Sex & The City e The Good Wife sono i primi che mi vengono in mente, e gli unici che sono riuscito a seguire. Ed e' una piacevole sorpresa vedere che, come per un contrappasso dantesco, si rovesciano i ruoli: se in tanti telefilm l'uomo e' protagonista e le donne sono solo presenze decorative, in Pan Am sono i personaggi maschili - piloti, passeggeri, agenti segreti - ad essere appena abbozzati e di solito poco positivi: infedeli, molesti, ubriachi, bugiardi. E non particolarmente intelligenti. Invidiate e concupite, le assistenti di volo di Pan Am attirano l'attenzione degli uomini con la loro presenza, e a volte vengono molestate da passeggeri idioti. I passeggeri credono che un piccolo flirt con un'A/V sia compreso nel biglietto del volo. Temo capiti ancora.
Le assistenti di volo di Pan Am sono cosmopolite e poliglotte, tutte laureate e affascinanti, sempre seducenti e a volte sedotte. Una viene reclutata come agente segreto. Un'altra viene portata in elicottero fino all'aeroporto. Una abbandona all'altare - o quasi - il marito, e la vita da donna sposata, cui era stata preparata per tutta la vita dalla propria famiglia. Tutte vengono pesate prima di ogni volo, e a tutte viene imposto l'uso del corsetto, che solo la ribelle Maggie (interpretata da Christina Ricci) rifiuta. Miss Havermayer, la responsabile della "pesa" delle colleghe, ricorda la signorina Rottermayer dei cartoni animati di Heidi, ligia alle regole, priva d'umorismo e, probabilmente, frustrata in quanto esclusa dall'elite, visto che non vola.
Una nota curiosa e' la presenza solo evocata del tabacco. Negli anni Sessanta fumare era molto comune, anche in aereo e in ogni area degli aeroporti, eppure l'unico segno di sigarette e' nella frase "puzzi di whisky e sigarette", detta da una delle protagoniste ad un pilota. La presenza visibile di sigarette e' bandita nelle produzioni televisive della ABC, di proprieta' della Disney, ecco la ragione dell'anacronismo.
In conclusione, Pan Am offre intrattenimento condito da nostalgia del bei tempi andati in cui volare costituiva un'esperienza esclusiva.
Il programma "Attack of the Trip Advisors", preannunciato ieri' mattina nel blog, e' stato trasmesso da Channel 4 poco fa. Per chi non ha avuto l'opportunita' di vederlo, si e' trattato di un documentario/reality/inchiesta che ha messo faccia a faccia i titolari di alcuni bed & breakfast e piccoli alberghi britannici con alcuni 'recensori seriali' che scrivono su Tripadvisor e che avevano recensito molto negativamente le loro strutture.
Tra le cose evidenziate dal programma:
1) E' sembrata credibile la critica del cuoco di un B&B ai suoi recensori: loro hanno criticato la colazione preparata da lui, troppo abbondante; lui ha ricordato che la sera prima i due clienti avevano scolato dieci birre Budweiser (a testa o in due, non e' chiaro) ed erano poi andati in un pub locale per continuare a bere. Personalmente, avrei aggiunto che, di fronte ad una colazione troppo abbondante, e' il buon senso del cliente che deve fargli dire basta.
2) Tripadvisor e' diventato cosi' grande e potente che una serie di recensioni negative, anche se dovute ad un problema temporaneo di una struttura, danneggiano la reputazione di tale struttura in modo cosi' estensivo e permanente da obbligarla alla chiusura, a volte.
3) Nel programma di Channel 4, la titolare di un piccolo albergo ha spiegato che a volte i clienti - non solo bambini o anziani incontinenti - finiscono coll'orinare nel letto, "forse dimenticandosi di andare in bagno prima di andare a dormire", e a volte arrivano persino a vomitare nel letto, senza neppure segnalare l'inconveniente al personale della struttura, con conseguenti disgustosi momenti durante la pulizia delle camere. Ad un cliente che aveva vomitato nel letto, la titolare dell'albergo aveva spiegato che certe cose non si fanno; il cliente era immediatamente andato su Tripadvisor a stroncare l'albergo.
4) Il programma ha mostrato vari recensori: utenti abituali di Tripadvisor, che viaggiano molto, con centinaia di recensioni a testa. Viene da chiedersi se questi recensori rappresentino uno spaccato attendibile dell'utenza di Tripadvisor: un'altezzosa designer incapace di accettare - o anche solo ascoltare civilmente - il punto di vista della controparte; un responsabile di supermarket che viaggia con la nonna e che marchia le lenzuola per verificare che vengano cambiate ogni giorno; alcune coppie gay. Niente famiglie con figli, niente coppie eterosessuali, cosa lievemente inusuale. Gli albergatori visti nella trasmissione, invece, sembravano persone che amano il lavoro che fanno, che vengono ferite dalle critiche, e che si sentono alla merce' non piu' di un occasionale recensore professionista, ma di ogni singolo cliente.
Vedendo Attack of the Trip Advisors, lo spettatore si fa l'idea che gli utenti di Tripadvisor siano asociali, paranoici, ossessivi e vendicativi, persone poco capaci di comunicare faccia a faccia con i propri simili, e vittime di un complesso di onnipotenza grazie a Tripadvisor, che permette loro di influenzare il destino di aziende che hanno visto una sola volta. Al confronto, gli albergatori presentati nel programma sono molto piu' umani ...
Questa sera alle 21 il canale televisivo Channel 4 trasmettera' il programma "Attack of the Trip Advisors, dedicato al sito Tripadvisor. Ecco come il programma viene presentato sul sito di Channel 4:
L'industria alberghiera britannica e' sotto attacco. Aziende vengono attaccate da recensioni sempre piu' pignole e offensive, ed e' a rischio la loro sopravvivenza e la loro salute.
Ma non sono critici professionisti a recensire gli alberghi: c'e' tutta una nazione di critici virtuali che stanno usando il sito Tripadvisor per vendicarsi di alberghi e ristoranti.
Con oltre 40 milioni di visitatori al mondo, Tripadvisor e' la piu' vasta e piu' potente guida turistica. Ma si tratta di una risorsa positiva, che da' ai consumatori la possibilita' di far sentire la propria voce, oppure rende possibile abusi di potere che danneggiano attivita' commerciali e rovinano vite?
Per quanto ancora le piccole aziende britanniche riusciranno a resistere alle continue critiche?
In base a quanto ho visto nell'anteprima televisiva, il programma mostrera' interviste ai piu' meticolosi utenti di Tripadvisor (quelli che hanno pubblicato piu' recensioni, suppongo) e a ristoratori e albergatori che stanno combattendo Tripadvisor e l'eccesso di potere che quel sito e' riuscito ad accumulare.
Qualche anno fa, un collega statunitense venne in Europa per una riunione "plenaria" di tutti i dirigenti informatici dell'azienda in cui lavoravo. C'era un americano, un francese, un tedesco... pare l'inizio di una barzelletta, ma non lo e'. C'erano anche un inglese, un olandese, un italiano, un argentino, una giapponese, un sudafricano, un coreano, e altri ancora. L'americano (che in realta' e' nato in Inghilterra ed e' diventato cittadino americano solo di recente) si trova a tavola, a cena, con alcuni di questi colleghi provenienti da tutto il mondo. E dopo pochi minuti di cortese conversazione, arrivano le battutine su George W. Bush. Mezz'ora dopo, la conversazione e' animata, si sono aggiunti colleghi da altri tavoli, e il povero collega americano viene bersagliato da tutte le parti per quel che Bush ha detto, ha fatto o avrebbe dovuto fare.
E il bello e' che probabilmente il collega non aveva neppure votato per Bush.
La stessa cosa capita a molti italiani, in patria e all'estero. Quando uno straniero incontra un italiano, una serie di pensieri gli passeranno per la mente, compreso uno piuttosto spiacevole:
Questa persona ha scelto come leader nazionale un tizio che e' in odore di mafia, tratta il suo partito come una proprieta' privata e lo Stato come una fonte di servizi personali, insulta in patria e all'estero, e' un vanaglorioso esibizionista convinto che le sue parole abbiano un peso internazionale, ed e' un puttaniere che va con minorenni. E alla persona che ho davanti a me va bene cosi'.
Sono pensieri che di solito non vengono convertiti in parole: difficile che la prima cosa che vi dice uno straniero sia "Piacere, sono John Smith, e tu devi aver votato quel buffone di Berlusconi". Ci vuole un po' di conoscenza pregressa, per menzionare un argomento del genere. Se uno vuole sapere cosa pensano di noi, per esempio, gli inglesi, guardare un programma comico puo' dare qualche indicazione. Del resto, tanti italiani hanno formato le proprie impressioni sugli inglesi affidandosi all'imitazione che Enrico Montesano faceva dell'anziana turista che ripete "Mowto pictorescow".
Ecco alcuni filmati tratti da programmi della tv inglese.
Un filmato dallo show di Harry Enfield:
Un episodio di "Mock The Week", con Frankie Boyle che massacra Berlusconi:
Un altro episodio di "Mock The Week".
E visto che l'abbiamo menzionato prima, ecco Enrico Montesano con la sua sempre attuale interpretazione della romantica turista inglese:
Ci sono raduni di protesta a Roma, ce ne sono a Parigi, e oggi parleremo non di uno, ma di due raduni che si svolgeranno il 30/10/2010 a Washington, capitale degli Stati Uniti.
Jon Stewart e Stephen Colbert sono i presentatori di due programmi di satira trasmessi da Comedy Central, The Daily Show e The Colbert Report. Stewart conduce The Daily Show come farebbe un giornalista serio, mentre Colbert, nel suo programma, interpreta un giornalista mal informato, arrogante e con seri problemi di logica, ispirato a vari "presunti" giornalisti come Bill O'Really e Glenn Beck. Jon Stewart e Stephen Colbert hanno deciso di lanciare contemporaneamente due grandi raduni al National Mall di Washington. Si tratta del Rally to Restore Sanity di Jon Stewart e della March to Keep Fear Alive di Stephen Colbert.
Il "Rally to Restore Sanity" e' diretto alla
gente che pensa che urlare sia irritante, controproducente, e terribile per la gola; (alla gente) che pensa che chi urla piu' forte non debba essere l'unico ad essere ascoltato; e (alla gente) che crede che l'unico caso in cui e' lecito disegnare dei baffetti alla Hitler sulla foto di qualcuno e' quando quel qualcuno e' Hitler in persona. O Charlie Chaplin in un certo ruolo.
Sei una di queste persone? Ottimo. Allora vorremmo che tu ti unissi a noi a Washington DC il 30 ottobre - una data priva di qualsiasi significato - al "Raduno per ristabilire il buonsenso" del Daily Show.
Il nostro e' un raduno per la gente che e' stata troppo occupata per andare ai raduni, (per gente) che ha una vita e una famiglia e un lavoro, o sta cercando un lavoro - non tanto la Maggioranza Silenziosa quanto la Maggioranza Occupata. Se dovessimo riassumere le opinioni politiche dei nostri partecipanti in una singola frase... non potremmo. E questo e' praticamente il punto (del raduno)
All'apparentemente serio piano per il "Rally to Restore Sanity" si affianca il lievemente meno serio programma della Marcia per Tenere Viva la Paura, anche nota come "Marcia per Ristabilire la Paura"...
Ricordate il caso dei due piloti della Northwest Airlines che si sono dimenticati di atterrare alcune settimane fa? David Letterman, entertainer della rete televisiva CBS, ha suggerito queste dieci scuse ai piloti:
10. Un gruppo di passeggeri obesi si e' seduto sul lato destro dell'aereo e ci ha fatti deviare verso est.
9. Siamo pagati un tanto all'ora.
8. Mapquest fornisce sempre rotte un po' lunghe...
7. Eravamo stufi che fosse solo Sullenberger a ricevere le attenzioni dei media.
6. Provaci tu, a manovrare un aeroplano cosi' grosso, dopo otto o nove cocktail!
5. Volevo vedere il finale del film trasmesso durante il volo.
4. Attivare l'autopilota e fare qualche annuncio ai passeggeri e' estenuante.
3. Secondo la nostra mappa, abbiamo mancato la destinazione solo di mezzo pollice.
2. Per una volta, abbiamo deciso di mandare i bagagli nella citta' giusta e i passeggeri in quella sbagliata.
1. Pensavamo d'aver visto quel bambino che era volato via con un pallone aerostatico.
A parte le battute, ricordo ai lettori che i piloti NON erano stanchi, NON avevano volato troppo, NON si erano proprio accorti di avere qualcosa d'importante da fare (atterrare) in quanto stavano usando un computer portatile personale (non aziendale). Che stessero giocando a tressette o elaborando un business plan o giocando con un simulatore di volo, a me, come passeggero, importa poco. Mi basterebbe che badassero alle decine di tonnellate di carne umana che trasportano in un cilindro d'alluminio a dieci chilometri dal suolo.
Lo so, la bagna cauda e la fantascienza americana c'entrano poco con i viaggi. Ma quando si incontrano certe informazioni non e' possibile tenerle per se'...
La bagna cauda (o bagna caôda) e' una tipica fonduta piemontese. La presenza, tra gli altri ingredienti, di aglio e acciughe macerati nel latte e accompagnati da cavoli rende comprensibile il soprannome di "ammazza-dentisti" che il piatto si e' guadagnato col tempo. Io, per quanto mi riguarda, l'ho evitato fino all'eta' di trentatre anni, al punto da non essere presente a casa quando qualcuno progettava di mangiare bagna cauda. In seguito, all'estero, ho iniziato a sentire il richiamo di questo piatto il cui semplice odore vuol dire casa, ed ho iniziato ad apprezzarla, seppur in una versione semplificata. Una bagna cauda "stordisci-dentisti", la chiamerei.
E dove ho trovato questa perla della cucina piemontese? In una serie di telefilm di fantascienza statunitense. Nella serie Babylon 5 c'e' un personaggio, tale Michael Garibaldi, che si nutre di bagna cauda quando ne ha l'occasione. In una stazione nello spazio!
Fantascienza e bagna cauda: mai me lo sarei aspettato.
Forse la presenza della bagna cauda in Babylon 5 e' stata voluta da qualche Ente locale piemontese per incrementare la visibilita' internazionale del Piemonte. Sarebbe una buona idea. Ed eccone altre per altri enti locali interessati a promuovere prodotti regionali.
1) Harrison Ford/Deckard che, in Blade Runner 2, diventa un ghiotto divoratore di panzerotti (anziche' di sushi);
2) Sigourney Weaver/Ripley che, nel "director cut" di Alien, e' a bordo della nave spaziale Nostromo, e si nutre di dolci alla ricotta calabresi mentre da' la caccia alla creatura aliena.
3) Schwarzenegger/Terminator che, ferito mortalmente dal T1000 nel remake del prossimo anno di Terminator 2, ritrova la sua energia bevendo da una fiaschetta di grappa veneta.
Fantasia, ci vuole! Come quella di quel gruppo di gastronomi di Crema che, molto prosaicamente, si infiltro' in una comitiva di francesi che passavano la Manica, per andare a vendere prodotti cremaschi a Staines, nel Surrey, nell'ambito del mercatino francese che si svolgeva tutti i giovedi' nella strada principale della citta'.
"Jumping the shark" ('saltare lo squalo') e' da anni sinonimo, per i cultori dei programmi televisivi statunitensi, della perdita di credibilita' tipica delle trasmissioni che hanno ormai i propri migliori episodi alle spalle: quando un telefilm mostra un evento assurdo nel contesto della serie, che segnala un calo di qualita' degli episodi e esaurimento delle trame a disposizione degli sceneggiatori.
Il contesto e' l'elemento-chiave, in questo caso: per il Dottor Who, viaggiare nel tempo e' accettabile, sarebbe stato molto meno accettabile se l'avessero fatto Vinnie Barbarino o J.R. Ewing. Quando un simile evento incredibile ha luogo, viene considerato come un sintomo di carenza di idee da parte dei creatori della serie, e si dice che il programma, con l'episodio incriminato, ha "jumped the shark".
Saltare lo squalo ... strana frase. Da dove viene?
Un vecchio episodio di Happy Days mostra Fonzie che fa sci d'acqua (con costume da bagno e giacca di pelle) e salta uno squalo. Da quell'episodio e' nato (molti anni dopo) il detto Jumping the shark.
E "bombardare il frigo" cosa vuol dire?
L'espressione originale e' "Nuking the fridge" e deriva dal recente Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, in cui il dottor Jones si salva da un'esplosione nucleare nascondendosi in un frigo. La scena sintetizza in modo mirabile la perdita di ispirazione e l'essere indietro sui tempi di George Lucas e Steven Spielberg, che con questo quarto episodio della saga di Indiana Jones hanno dimostrato che tre e' il numero perfetto, quattro molto meno. Lucas e Spielberg sono indietro sui tempi, soprattutto, in quanto il loro film ha tentato di mettere insieme troppe "teorie delle cospirazioni", il che avrebbe potuto andare bene in un film pre-Internet. Oggi, invece, e' la tipica premessa per un film film di serie B con sceneggiatura scritta prendendo brandelli di trama a destra e a manca. Mancavano giusto le "scie chimiche".
Ecco allora che "nuking the fridge" si affianca ora a "jumping the shark" nell'identificare film e telefilm che hanno perso idee.
www.jumptheshark.com elenca i programmi che hanno 'saltato lo squalo'. Quasi tutti i telefilm che conosco hanno avuto, a un certo punto, un calo di qualita' a cui ha fatto seguito una mia perdita d'interesse, le eccezioni sono pochissime: Magnum P.I., M.A.S.H., U.F.O, My Name Is Earl. Personalmente, una nota di merito va data a Donald Bellisario, creatore di Magnum P.I., che ha creato forse il finale piu' sorprendente per l'episodio "Hai visto l'alba stamattina", che ripropongo qui.
Con il pessimo gusto imperante a Gatlinburg, in Tennessee, non stupisce trovare non una ma due copie del Generale Lee in citta'. L'auto usata dai famosi cugini Bo e Luke Duke nel telefilm Hazzard e' qui raffigurata vicino al Cooter's Place, il garage di Cooter, compare dei cugini Duke. Si tratta in realta' di un piccolo museo/negozio aperto da Ben Jones, l'attore che interpretava Cooter nel telefilm. Jones riusci' poi a diventare un membro del Congresso degli Stati Uniti in rappresentanza della Georgia.
Quasi un tocco di classe, un posto come Cooter's, in una cittadina come Gatlinburg... l'altra copia del Generale Lee e' nel museo Star Cars, nel centro di Gatlinburg, in compagnia della Batmobile, dell'auto dei Ghostbusters, della DeLorean di Ritorno al Futuro, e di altre vetture rese famose da cinema e televisione. Non male come museo, se andate in montagna per chiudervi in una serie di sale che contengono memorabilia non aventi alcuna attinenza con il luogo in cui vi trovate.
A Good Year ("Un’ottima annata") e' un film del 2006 di Ridley Scott, con Russell Crowe. La stessa coppia attore - protagonista di Il Gladiatore, in un film che non potrebbe essere piu’ differente dall’epopea del generale diventato schiavo diventato gladiatore diventato eroe: qui abbiamo un broker londinese che, grazie ad un’inaspettata donazione ricevuta, impara lui stesso a donare, oltre ad innamorarsi, cambiare vita, e trasferirsi in piccolo villaggio francese.
Il film forse non e’ un capolavoro, e soprattutto non tratta i temi trattati di solito da Ridley Scott ("Blade Runner", "Alien", "Kingdom of Heaven", "Black Rain", "Black Hawk Down"): non ci sono mostri e massacri, guerre e tradimenti, effetti speciali a profusione; non c'e' neppure sangue, solo un livido sulla coscia del Premio Oscar Marion Cotillard. C’e’ invece una trama che non sorprende ma che non per questo e’ meno piacevole. Come un vino buono ma non eccezionale, un film come questo, tratto da Peter Mayle, difficilmente potra' riservare sorprese. E nonostante cio', i suoi sapori semplici potranno ritornarci in mente, ogni tanto, invitando al noleggio del DVD di questo film.
Se per voi la Francia rappresenta un nemico calcistico da battere ed insultare, o un concorrente per cibo vini e prodotti di qualita', non guardate questo film. Se invece ogni tanto sognate di andare a vivere in Vaucluse o a Perpignan, guardatelo.
Il notiziario di Italia 1 Studio Aperto ha menzionato oggi il nostro sito, anche se ha mescolato mele (il problema delle prenotazioni Ryanair su siti non-Ryanair) con pere (l'azione contro gli abusi di alcune compagnie aeree - MyAir e Alpi Eagles in primis - promossa nel forum di Viaggi.affari.to) e ha attribuito la ragion d'essere del sito alla lotta conto i 'disagi' portati dalle linee low cost, quando in realta' questo sito ha obiettivi molto piu' modesti: e' nato sette anni fa per pubblicare racconti di viaggio. I limiti dell'informazione televisiva sono purtroppo noti: poco tempo a disposizione e poca stima dell'intelligenza dello spettatore, per cui si e' costretti a parlare di tutto senza approfondire niente, con un livellamento verso il basso dell'informazione.
Siamo comunque estremamente grati a Studio Aperto per averci menzionato, e speriamo che possano supportare la campagna pro-consumatori in corso nel nostro forum.
Alleggeriamo ulteriormente i nostri bagagli: si puo' fare a meno del computer portatile, in viaggio? Se ne parla, soprattutto dal punto di vista di chi scatta grandi quantita' di fotografie, in Viaggiare leggeri: rimpiazzare il laptop con il PDA anche per le foto, pubblicato il 18 giugno.
Sempre il 18 giugno, ho aggiornato l'articolo che espone i rischiconnessi all'essere in un posto meraviglioso, o di fronte ad un evento speciale, senza avere una macchina fotografica pronta. Si tratta di In viaggio, tenete la macchina fotografica a portata di mano; e' stata aggiunta un'immagine della pattuglia acrobatica Black Knights.
Su www.viaggi.affari.to/forum/55/28448 e' in corso una raccolta di firme per contattare la trasmissione Mi Manda Raitre riguardo ai problemi con la linea aerea AlpiEagles. Ecco cosa dice Roberto, che ha aperto la discussione:
Ho pensato di aprire questa pagina al solo fine di raccogliere le adesioni di chi vuole partecipare all'invio collettivo (le cui modalità dovremo concordarle nel topic sopra descritto) di mail alla redazione di Mi Manda Raitre, per denunciare i comportamenti illegittimi di Alpi Eagles.
Ed ecco la puntata di Dispatches, un programma di Channel 4, intitolata "Ryanair Caught Napping" ("Ryanair beccata addormentata"):
Dal sito di Channel 4:
"Due giornalisti in incognito di Dispatches hanno passato cinque mesi a filmare segretamente il programma di formazione della Ryanair come membri dell'equipaggio. I giornalisti rivelano quel che avviene dietro le quinte (della linea aerea): controlli di sicurezza inadeguati, personale di bordo esausto, aeroplani sporchi, piloti che si lamentano del numero di ore di volo che devono sopportare."