Montagna, Valle d'Aosta, Idee per il settore turistico, Terme

Le terme di Pre-Saint-Didier

Affollate come andare in centro citta'

di ViaggiareLeggeri, 12 gennaio 2010 | Tempo lettura 6' | 0 commenti | Commenta

E' passata una settimana dal ritorno a Singapore, e ritorno a parlare dei giorni trascorsi in Valle d'Aosta durante le ferie natalizie. In particolare delle terme di Pré-Saint-Didier. Prima di partire da Singapore, mia moglie ha prenotato tre giorni in un hotel di Saint-Pierre, senza fare programmi precisi su dove andare e cosa vedere.

Arrivati a Torino, nei giorni precedenti alla partenza per la Valle, ci siamo sentiti raccomandare da varie persone le terme di Pr?-Saint-Didier. Incuriositi, abbiamo provato a prenotare una visita. Anzi, mia moglie - che non e' italiana - ha provato, ma di fronte alla "versione inglese" del sito delle terme ha rinunciato: meta' in italiano e meta' in inglese, con una pagina dei prezzi vuota (casomai un anglofono fosse riuscito ad arrivarci, visto che "Listino prezzi centro termale" non e' una frase molto inglese), con una pagina "Online Shop" comprendente due campi senza didascalia e un pulsante senza testo ... mi fermo qui, ma, da programmatore di applicazioni web (o sviluppatore di siti Internet, che dir si voglia) non posso fare a meno di pensare a quanti clienti stranieri avranno rinunciato a visitare le terme dopo aver trovato un sito fatto a meta'.

E la versione italiana non e' meno convoluta: dalla homepage si trova solo un "Acquista e regala" che corrisponde al "Prenota" che un cliente normale si aspetterebbe di trovare. Cliccando su "Acquista e regala" si arriva ad una pagina che richiede l'inserimento di un nome utente e di una password. Nessuna indicazione sul perche' debbano essere necessarie tali credenziali, ma pazienza: a sinistra c'e' un "Registrati" che sara' il passo necessario per prenotare, immagino. Su quella pagina si trova poi un bel modulo che chiede varie informazioni, compreso il codice fiscale. Codice fiscale? Non lo conosco a memoria e neppure lo porto con me, non lo uso da anni, e la situazione non e' migliore per gli stranieri capaci di usare la versione italiana del sito delle terme: il codice fiscale non esiste, all'estero: per dire, la cosa piu' simile che hanno residenti statunitensi - il social security number e' un numero che viene tenuto segreto, e uno non andrebbe certo a fornirlo ad un sito che si occupa di leisure (tempo libero) come questo.

Alla fine, mia moglie ha telefonato, ha iniziato a parlare inglese e, dopo alcuni momenti di panico dall'altra parte della cornetta, mi ha passato il telefono per completare la prenotazione. Ho prenotato a suo nome e ho fatto notare che non esiste alcun codice fiscale a suo nome. Prenotazione fatta, ma ... a cosa serve Internet, se un'azienda moderna e con soldi sufficienti per farsi realizzare un sito si trova poi a dover prendere prenotazioni via telefono?

Siamo quindi andati alle terme, dopo il tramonto, in una sera di fine dicembre; cnsiglio di andarci di giorno, in modo da poter vedere il panorama circostante. La coda all'ingresso era molto lunga, e il prezzo di 48 euro a testa m'e' sembrato un po' caro. Anzi, sorprendentemente caro, visto che di solito, in Asia, vado alle terme spendendo al massimo una quindicina di euro a testa. E con acqua differente...

Entrati alle terme, l'eccessivo affollamento e' ovunque: coda per ottenere accappatoio e ciabatte, coda per trovare un armadietto libero, coda per fare la doccia prima, coda per tutto. Curiosamente, uscendo troviamo che quasi tutti fanno la coda per andare nell'affollatissima vasca principale all'esterno, e che quasi nessuno va nell'altra, piu' piccola (una decina di metri di diametro); ci andiamo noi, e ci sono solo altre quattro persone. Coppie. Ecco un'altra sorpresa: se in Asia - mi riferisco soprattutto a Taiwan - le terme sono un'abitudine quotidiana per tutti i membri di una famiglia, a Pr?-Saint-Didier, qui e ora, le famiglie sono poche, gli anziani pochissimi, e le coppiette avvinghiate costituiscono la maggioranza dei clienti. La neve intorno alla vasca, e quella che ci cade in testa, crea una bella atmosfera. Ma l'acqua non sembra avere caratteristiche particolari, a parte l'essere bella calda, come dev'essere: niente odore solforoso. Quest'acqua non mi trasmette nessuna sensazione di "termalita'". Il fatto che non siano stati pensati ripostigli/attaccapanni o altre soluzioni per accappatoi e asciugamani, vicino alle vasche esterne, e' una mancanza secondaria; l'assenza di sagomature per sedersi sott'acqua, nel profilo della piscina, e' una mancanza piu' seria, e non facilita il relax.

Rientriamo. Coda nei corridoi, incroci con viabilita' complessa. Gente che cerca di capire come uscire. Vediamo varie stanze, vari trattamenti, e raggiungiamo l'uscita che porta all'altra vasca esterna, piu' grande della precedente. Bella, ed e' la destinazione di tutte le code di gente che abbiamo visto: troppo affollata per essere rilassante. Noto poi come l'acqua non sia particolarmente calda, tutto sommato: non ho quella sensazione di essere in pentola che provo spesso all'estero. Sensazione che e' il motivo per andare alle terme, per me: la pressione si abbassa, i problemi quotidiani svaniscono, piani a lungo termine (acquistare una casa a Hualien, comprare una Harley) emergono inaspettati insieme al vapore. Non qui. "Prego", "Grazie", "Si figuri". "Secondo te stanno facendo l'amore, quei due al centro della vasca?" "Quelli probabilmente no, ma quei due laggiu' credo di si'". Devo aver passato troppo tempo all'estero, non mi ricordo piu' cosa significhi "relax". Mi ricordo invece quella vecchia espressione sentita decenni fa, "comune senso del pudore", che pare poco di moda.



Usciamo dalla vasca, rientriamo nell'edificio. La folla deambulante e' irritante, forse la direzione ha accettato piu' prenotazioni del dovuto. Forse deve accettarle per andare in pareggio. Esploriamo le sale ai livelli superiori, troviamo una stanza con due persone sdraiate, sul muro la scritta "Sala deprivazione sensoriale", o qualcosa del genere. Infatti e' buio e non ci sono rumori. Proprio come in camera da letto, a casa propria, quando dormiamo, gratis. Io avrei piazzato anche una "Sala stimolazione sensoriale", con luci stroboscopiche, musica tecno a tutto volume e video frenetici trasmessi su monitor che coprono pareti e soffitto. Sul lato opposto dell'edificio, per non svegliare i due che dormono.

Una grande sala, la piu' grande dell'edificio termale, presenta una scena inconsueta: decine di persone in accappatoio che fanno la coda per sedersi e mangiare cibo sano, forse persino macrobiotico. Ah, ecco come mai ho pagato 48 euro per entrare: per un'ottima aranciata. Ora sono soddisfatto.

Quest'impianto termale ha tutto, immagino, per essere ottimo. A parte l'acqua, che magari sara' pure termale, ma non ha personalita'. In realta', pero', l'intero posto sembra fondato su quel principio che troppe volte sembra improntare i prodotti e i servizi che ci circondano ogni giorno: tanta forma, poca sostanza. Parra' paradossale, ma se un'altro stabilimento termale venisse aperto in Valle d'Aosta, diciamo a non piu' di trenta chilometri da qui, sarebbero le terme di Pr?-Saint-Didier a beneficiarne: ci sarebbe meno folla, e l'intero impianto diventerebbe piu' vivibile e piu' capace di svolgere la sua funzione: rendere sani e rilassare.

Coda, ingresso spogliatoio, coda, doccia, coda, trovo spazio sulla panca di fronte al mio armadietto. Coda, recupero i dieci euro di caparra per ciabatte e accappatoio, esco. Finalmente.



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