L'effetto Berlusconi sul turismo verso l'Italia


03/03/2011 | Autore: Claudio @ VL | 1 commenti

Se avete passato i vent'anni da un pezzo, e viaggiate da un po', saprete che i politici italiani erano ignoti, all'estero. I soli nomi che gli stranieri sembravano conosceva erano quelli di Giulio Cesare, Nerone e Mussolini. Non Craxi - neppure dopo la crisi di Sigonella - e neppure l'eterno Andreotti: i politici italiani erano visti in generale come un gruppo di intrallazzatori incapaci di fare qualunque cosa, compreso il creare un governo stabile. Questa era la situazione prima della discesa in campo di Silvio Berlusconi. Grazie a lui, l'Italia "gode" di un'inusitata visibilita' internazionale. Certo, il 50% delle notizie che riguardano Silvio Berlusconi lo mostrano come un pallone gonfiato ("vanaglorioso" sarebbe troppo gentile) che si arroga meriti che non ha; l'altro 50% riguarda comportamenti scandalosi (prima ancora che illeciti) che porterebbero un politico di qualsiasi nazione seria a dimettersi con la coda tra le gambe.
Lo dico per quelli seduti in fondo alla sala, che magari non hanno sentito: un Primo Ministro non ha una vita privata. Un Primo Ministro e', per la durata del suo mandato, un simbolo nazionale in servizio 24 ore al giorno. Se non lui, chi deve esserlo? Lapo? Corona? Qualche calciatore? I tizi del Grande Fratello?

I comportamenti di un Presidente del Consiglio intemperante non hanno, come conseguenze, solo qualche processo evitato tramite leggi ad personam. Quando gli Stati Uniti avevano George W. Bush come presidente, la loro reputazione internazionale ne risentiva: italiani, tedeschi, inglesi, francesi, si chiedevano "questa persona che ho davanti a me, quest'americano, ha eletto quel genio di presidente? Il solito guerrafondaio yankee al soldo dei petrolieri texani". Il modo in cui i turisti statunitensi venivano accolti e trattati in giro per il mondo risentiva delle notizie che il resto del mondo leggeva sui media. E grazie a Silvio Berlusconi, ora ci siamo noi, sul palcoscenico. Certo, un palcoscenico molto piu' modesto, neppure un politico italiano libertino puo' portare l'Italia alla ribalta piu' di tanto, ma siamo osservati, comunque. L'articolo di Alex Roe intitolato "Silvio Berlusconi fa pubblicita' all'Italia" evidenzia il rischio che i comportamenti di Berlusconi abbiano "seriamente danneggiato la percezione degli italiani e l'immagine dell'Italia nel mondo".

Roe si chiede se la costante pubblicita' (negativa, ma pur sempre pubblicita') che il nostro licenzioso Presidente del Consiglio ci procura portera' ad un aumento o a una diminuzione di turisti in arrivo nel 2011. Ma se ci dovessero essere turisti che decideranno di visitare l'Italia anche a causa della continua presenza di Berlusconi (e quindi dell'Italia) nei media planetari, quale tipo di turista arrivera'? Iniziamo a preoccuparci. E' possibile, dice Roe (e dice anche il buon senso) che

(...) alcuni verranno in Italia per le ragioni sbagliate, essendosi fatti l'impressione che, forse, l'Italia abbia un buon numero di prostitute attraenti; alcuni turisti di sesso maschile potrebbero aspettarsi che le donne italiane siano piu' accoglienti delle donne di altri Paesi. Nel caso peggiore, e' possibile che persone strambe vengano in Italia per turismo sessuale, dopo essersi fatti l'impressione che ragazze molto giovani e carine lavorni come prostitute in Italia. Uno spera che non capiti, ma e' una possibilita'.
(Il neretto e' mio)

Ipotesi parecchio preoccupante, il turismo sessuale verso l'Italia. Un leader nazionale che passa il suo tempo libero facendo sesso a pagamento (anche se a tirar fuori i soldi dal portafoglio e' qualcun altro) con ragazze cinquant'anni piu' giovani di lui, in effetti, potrebbe far credere a qualche straniero allupato che l'Italia sia un'alcova a cielo aperto, che tra Roma, Milano e la Sardegna si trovi una Bangkok europea, e che con pochi euro si possa comprare un'ora di piacere proibito.

Dopotutto, se lo fa un settantacinquenne bassino, con calvizie incipiente, con poco tempo libero e chiaramente erotomane...



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Argomenti: Silvio Berlusconi, destinazioni, Italia, stereotipi
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Commenti (1)


03/03/2011 14:38:17, Mauro
Mi sono chiesto se forse ? anche per l'immagine dell'Italia E Degli Italiani che hanno all'estero che mia sorella che vive in Francia ? nella scelta finale per un'importante posto di lavoro presso un'universit? essendo italiana e guarda caso la selezione per tale posto di lavoro si ? conclusa proprio nei giorni in cui le notizie dei comportamenti sessuali del nostro premier venivano diffuse a mia sorella ? stato scelto l'altro candidato che aveva pari requisiti e che entrambi avevano superato tutti gli altri candidati?
Probabilmente no ma il dubbio ? lecito e sicuramente non avr? mai soluzione.
Fortunatamente il Pragmatismo e l'intelligenza di chi va oltre alle apparenze ed alle categorie ha permesso che mi sorella trovasse un'altro posto di lavoro.

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