Lake District 2014: il ritorno a casa

E' come tornare a terra dopo una missione nello spazio. Beh, quasi.
04/12/2015 | Autore: Claudio @ VL

Premessa: ho scritto questa cosa piu' di un anno fa, dopo le escursioni nel Lake District nel mese di maggio 2014.

Ci voleva, quest’escursione al Lake District. Nonostante la fatica, il peso dello zaino, la vocina che ti dice che quindici chilometri di salita per raggiungere una montagna di novecentocinquanta metri sono troppi ... nonostante tutto questo, sulle rocce di Striding Edge mi sono sentito bene. Mi sono sentito me stesso. Nel posto giusto. Nel mio mondo. Capace, creativo, curioso, volitivo, energico: quattro attributi che, a livello del mare, spesso mi capita di perdere. Capace: ti poni un obiettivo e lo raggiungi. Creativo: quando scopri che una via non e’ percorribile (una coda sullo Striding Edge, per esempio), ne inventi un’altra. Curioso: visto che Helvellyn s’e’ rivelato meno interessante del previsto, e che Swirral Edge e’ “solo un’altra cresta”, ho visto l’altopiano scendere verso sud-ovest, e ho deciso di rispondere alle domande “Cosa c’e’ al di la’? Dove porta il sentiero? Come mai nessuno va in quella direzione?” che mi ronzavano in testa. Volitivo ed energico: ad Helvellyn mi sono fermato due ore, avrei dovuto campeggiare li’, secondo il mio piano iniziale, ma in cinque minuti, alle quattro, ho deciso di rimettermi in moto - e in gioco - e di andare verso sud-ovest.

Ti dai il cinque da solo, poi ti ritrovi a chiederti come mai queste escursioni le fai sempre da solo. Ma non ti fermi li'. A questo punto arriva l’autoglorificazione completa, il rischio di sopravvalutare quel che si e’ fatto, e quel che si potrebbe fare.

Non ho visto nessuno salire con un carico paragonabile al mio. Quelli della mia eta’ salivano piu’ lenti di me. Ho letto mappe e indizi meglio degli escursionisti che ho incontrato. Ho montato la tenda in 20 minuti, l’ho smontata in meno di nove minuti, sempre senza intoppi. SONO MEGLIO DI INDIANA JONES!

Poi ti passa, di solito.

Ieri sera, nel mio taccuino, ho preso nota di alcuni buoni propositi per il “dopo” di questa gita. “Andare a letto presto”, “Camminare 30 minuti al giorno”, “Pedalare quattro ore alla settimana”, “Visitare un posto nuovo al mese”, “Partecipare alla Tre Rifugi in Italia e alla Three Peaks in Inghilterra”. E poi c’era “Diventare il Ben Fogle/Bear Grylls” dell’uomo qualunque italiano”. O quasi: sicuramente ci sono gia' esploratori de noantri popolari in Italia, sia in tv che in Internet.

Forse e’ il momento di rimettere i piedi per terra. Con un po' di culo riesco ad essere un Mr Bean, uno che si ritrova per caso in situazioni appena fuori dalla sua comfort zone e che, a fatica, riesce a tirarsene fuori per tornare a casa, cercando di non svegliare il suo orsetto di peluche.


Argomenti: Lake District, montagna, esplorazione
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