Lavorare in una start-up inglese - 2

L'altra faccia del lavoro da fighetti: una start-up vecchia di sei anni

18 novembre 2016 FOTOREPORTAGE Tempo lettura 15'

"Mi servirebbe una penna per prendere qualche appunto"
"Ecco, abbiamo tutta questa carta su cui puoi scrivere"
"E la penna?"
"Veramente ne abbiamo solo una e ce l'ha l'amministratore delegato, che in questo momento è fuori ufficio..."

E' la seconda volta che ci casco. Nell'estate dello scorso anno una start-up finanziaria nel centro di Londra mi ha cercato: erano nel posto sbagliato (zona St. Paul), pagavano meno di quello che chiedevo (£75 al giorno in meno), e usavano una tecnologia (ColdFusion) che non mi interessava più. Ho rifiutato l'offerta due volte, poi - dopo una settimana di ripensamenti - hanno offerto £25 al giorno in più ed io, che già avevo cambiato idea (meglio essere pagati poco, piuttosto che stare a casa a guardare repliche dei Professionals), ho accettato al volo. Ho lavorato per loro per due-tre mesi, come concordato; mi sono "goduto" tre-quattro ore di trasporti pubblici al giorno; ho visto codice ColdFusion che ancora oggi compare nei miei peggiori incubi. E alla fine ho rifiutato di continuare a lavorare li', meglio guardare le repliche di Magnum PI (quelle dei Professionals sono terminate).

Poi, quest'estate, dopo altri contratti temporanei e dopo qualche settimana di troppo di vacanza involontaria, è arrivato una raffica di messaggi SMS dal CEO della stessa start-up:

RICEVUTO: 05/08/2016, 13:18: My good man, how are you??
RICEVUTO: 05/08/2016, 13:19: Can you do a one-off task over the week-end or evening this week?
RICEVUTO: 05/08/2016, 13:21: It concerns uploading documents to SharePoint from ColdFusion.
INVIATO: 05/08/2016, 13:35: Good afternoon, I am fine, thank you. I am available and I will be happy to consider your offer.

I task di cui parla li conosco. Il daily rate che mi offre è lo stesso che ho rifiutato e poi accettato lo scorso anno. La commute in autobus piu' metropolitana piu' camminata è la stessa dello scorso anno. I soldi mi servono. Ci accordiamo, inizio lunedì.

Si ricomincia! Partenza alle 7,35 per essere in ufficio alle 9,30...


Farringdon è un'area sfigata di Londra. C'è tutto: tante ditte che offrono lavoro, belle chiese da visitare, tanti negozi, tanti ristorantini giapponesi (non solo sushi), Fleet Street. Pero' è nel posto sbagliato, Farringdon: mi ci vuole un'ora e quaranta per arrivarci, se tutto - ma proprio tutto - fila liscio: di solito ci vogliono quasi due ore, e a volte anche tre. Da moltiplicare per due, visto che a me come a voi piace tornare a casa, la sera, dopo il lavoro.

Ascensore hi-tech, come si conviene alle start-up. Quando funziona, la porta impiega un paio di secondi per decidere di aprirsi. Ma spesso non funziona. E le start-up non sono mai ai piani bassi: come minimo ti troverai al quinto piano, e tre-quattro volte alla settimana dovrai fare le scale, con l'ascensore d'epoca fuori servizio.

In ufficio


Tu pensi "è una startup, sarà tutto nuovo, le applicazioni (i siti internet aziendali, i programmi che girano sui server) sarà tutto scritto seguendo gli standard più recenti.

Poi scopri che dietro alla facciate, dietro al sito fatto con Wordpress da un'agenzia di web design di quelle alla moda, ci sono centinaia di pagine di codice ColdFusion che pare scritto da te nel 2001, quando stavi iniziando ad imparare questo linguaggio. Invece no, quelle pagine fanno parte di un sito che la ditta ha comprato per "adattarlo" ai propri bisogni; era il sito di un'azienda immobiliare (dei primi anni dello scorso decennio) e vogliono adattarlo per un'azienda finanziaria. Come comprare un'Ape scalcinato che finora ha trasportato letame, e sperare che sia sufficiente installare un carburatore da 21 e un alettone per trasformarlo in un'auto di Formula Uno.

Nel pieno di una giornata di lavoro


"Possiamo stampare il contratto, ora che abbiamo trovato un accordo?"
"No, non abbiamo una stampante. Puoi stamparlo a casa e portarlo al lavoro domani"

La citazione ad inizio pagina non è un'invenzione, ma si riferisce allo scorso anno, quando c'era davvero una sola penna per tre persone. Quest'anno ho visto due penne in giro, ma le ho ignorate e ne ho portata una da casa. Oltre alla seconda penna, c'è stato un altro investimento: una stampante. Lo scorso anno non c'era, il che mi pareva strano, visto che qui ci si occupa di finanza, e Excel + stampante + 18mila copie di backup è la santissima Trinità di contabili e finanzieri (non GdF).

Suona un telefono. Il CEO usa il viva voce.

"... if the number is below the one-hundred-fifty mark I am not interested"
"Yeah, it is below that, sorry this is not the right role for you. Thank you, and take care."
"You too"

Grazie all'aria condizionata che pare avere solo due posizioni (l'altra è completamente inefficace), la temperatura in ufficio è glaciale, ed anche quest'anno la missione di cui sono stato chiamato (risolvere problemi e sterminare bug) si svolge in estate. In ufficio servirebbe un maglione, appena apri la porta per andare in bagno si torna a temperature ragionevoli, e quando scendi per andare a comprare il pranzo, o a vedere il cielo e il mondo fuori, una botta di calore di taglia le gambe. Anche se è Londra e non Acireale.

Anche in quella telefonata che ho ascoltato per caso, pero', la temperatura era glaciale: la voce del consulente finanziario disoccupato che ha rifiutato un'offerta di lavoro era gelida, e la cifra che voleva, per uno come me, suonava molto interessante. Ma lui vuole almeno centosettantamila euro all'anno (più sicuramente un bonus), per meno non si alza neppure dal letto. Beh, queste sono le cifre che girano a Fleet Street. Ah, la City!

Vedere il cielo e il mondo fuori, dicevo. Il palazzo è circondato da impalcature coperte da pannelli opachi, quindi non so se c'è il sole o se piove. Siamo al quarto piano, nessuno fuma, quindi nessuno fa pause sigarette, e nessuno fa pause caffè (cosa che comunque è rara da trovare anche in altre aziende in UK: non è che si va alla macchinetta del caffè e ci si ferma a parlare). Per fortuna che all'ora di pranzo esco per vedere i dintorni.

Nel bagno, che è più malmesso di un anno fa, c'è una finestra; fuori si scorge ancora, anche se a malapena per via delle impalcature, la bandiera tricolore in cima al consolato italiano, a pochi isolati da qui. Un anno fa... cosa pensavo, vedendo il tricolore? Niente di particolare, forse. Ora, invece, ripenso agli amici italiani appena lasciati, alle Olimpiadi dove siamo gia' felici quando becchiamo un bronzo, forse anche al Partigiano Johnny, che sto leggendo durante il tragitto in metropolitana.

Jargon, slang: come si parla in questa start-up


Ogni azienda - start-up e aziende "tradizionali" - ha il suo gergo, le sue parole. Non parlo del linguaggio tecnico, ma dell'inglese con cui si parla tutti i giorni. In tanti anni di lavoro nel Regno Unito, e ancora piu' anni di visite e vacanze oltre le bianche scogliere di Dover, mai avevo sentito l'espressione "no worries" (nessun problema, non preoccuparti); poi, nel 2012, mi sono ritrovato in una ditta in cui quella frase si sentiva di continuo (e visto che l'espressione "no worries" nasce agli antipodi, preciso che non c'erano australiani o neozelandesi, in quella ditta).

Qui, in questa start-up, la parola chiave che si sente ogni giorno, il mantra ripetuto per scacciare gli spiriti maligni, è NDA. Senza i puntini, perché le abbreviazioni si scrivono senza puntini, nel Regno Unito (vabbè, anche altrove. Ma qui hanno iniziato prima, a rimuovere i puntini e a incasinarci la vita). NDA (en-di-ei) sta per Non-Disclosure Agreement, cioè accordo di confidenzialità. Dopo che ti contatta la job agency, ti mandano un NDA, e senza firmarlo non approdi allo stadio successivo, il colloquio telefonico con l'amministratore delegato. Poi, dopo essere stato assunto, devi firmare un NDA più completo. E poi, quando inizi a esplorare e modificare le pagine del sito aziendale, ti accorgi che ci sono NDA dovunque, e che gli utenti del sito (finanziario, ma è come se fosse il sito del Pentagono, tant'è protetto) possono caricare il proprio NDA personalizzato da far firmare digitalmente alle persone che interagiscono con loro sul sito.

Io non vi ho detto niente. E ricordatevi di firmare l'NDA in fondo a questa pagina. (*)

Server e sicurezza informatica



"Qual'è la password per accedere tramite Remote Desktop al server XYZ?"
"Eccola, te la mando"
"Non funziona"
"Allora prova questa"
"Non funziona neanche questa"
"Beh, non ne abbiamo altre"
"Se queste due non funzionano, vuol dire che da qualche parte avremo la password giusta, no? Non c'è una central repository delle password aziendali?"
"No, non sarebbe una buona idea, per motivi di sicurezza"
"E non avere una password quando ti serve, ti pare una buona idea?"

Un anno fa, primo periodo in questa start-up, estate


E' venerdì pomeriggio, sei e mezza del pomeriggio di una quasi torrida giornata di luglio; sto camminando lungo il Regent's Canal, zona Paddington, per andare a bere una birra con un ex collega. Trilla il telefono:

"Buonasera Claudio, se dovessimo perdere l'accesso ai file sul computer di Donald sarebbe un problema, per te?"

"Dovrei pensarci su, non ho molti elementi per giudicare, ora". Perché dovrei preoccuparmi di qualche file sul computer di qualcun altro che neppure lavora sul codice ColdFusion e MySQL? Davanti a me dei trentenni in skateboard e pattini portano a spasso i loro cani, sulla destra una sfilata di barche da canale richiamano l'attenzione dei passanti con le loro originali decorazioni. Ci sono anche ragazze con minigonna ascellare, giusto per rendere più complicato concentrarsi. Pare Venice Beach negli anni Ottanta. Manca solo uno skater con il Ghettoblaster sulla spalla.

"Ho appena licenziato Donald"

Donald è il direttore informatico dell'azienda. Non so neppure se fosse definito CTO o CIO o IT Manager o Head Of IT. Prosaicamente, era uno dei soli tre dipendenti dell'azienda (compreso l'amministratore delegato). Ora rimaniamo in due.

"Di venerdì sera? Non è che se ne avessimo parlato un momento, magari potevamo pianificare questa situazione?"

"No, I got tired of his uncertainty, I know he's a software architect and not a hands-on person, but he seemed to be unable to do anything."

"Beh, dovrei riuscire a lavorare anche se dovessimo perdere i files sul computer di Donald. C'è il rischio che succeda?"

"He wasn't happy about the news."

Cosa diceva la profezia di Highlander? "Ne rimarrà solo uno". Ci siamo quasi.

Gabinetto che cade a pezzi. Non e' colpa dell'azienda, certo. Ma inizio a vedere un pattern: gabinetto che cade a pezzi, codice ColdFusion che cade a pezzi, aria condizionata che cade a pezzi, accesso ai server che cade a pezzi...


"Che ci dici dei soldi?"


"Parlare di soldi è una cosa volgare. Da poveracci". Di solito lo dicono quelli che ne hanno, e magari proprio quelli che vi pagano lo stipendio e non gradiscono che si sappia quanto vi pagano. Quindi ora ne parliamo.

QUANDO vi pagano: varia da ditta a ditta, come in Italia. L'ultimo giovedì del mese. Il penultimo giorno lavorativo del mese. Il ventisette. Dipende. Chiedetelo ai colleghi.

QUANDO vi pagano se siete contrattisti/consulenti esterni: di solito ogni settimana. L'agenzia che vi manda vi chiederà di preparare una tabella che mostri le ore in cui siete stati in ufficio (è da quando ho lasciato l'Italia che non vedo macchinette e pass/badge per il controllo delle presenze), che un rappresentante dell'azienda dove lavorate dovrà firmare. A quel qualcuno dovra' emettere una fattura per quei giorni: tocca a voi se avete la vostra mini-azienda personale, oppure alla "umbrella company" che funge da vostro datore di lavoro ai fini fiscali. Se presentate fattura il venerdì, il pagamento della stessa avviene di solito il lunedì seguente o entro una settimana: informatevi prima per evitarvi patemi d'animo poi.

QUANTO vi pagano: un informatico (web developer, programmatore back-end/front-end, IT support, social media manager, etc.) con un minimo di esperienza dovrebbe riuscire ad ottenere una tariffa giornaliera (daily rate) di almeno £100. Con qualche anno di esperienza, £300/giorno è una cifra realistica. Per arrivare a £500/giorno (e oltre) dovrete essere molto abili nel vostro campo, conoscere qualche tecnologia/linguaggio inusuale, ed essere buoni venditori (di voi stessi).

Questa start-up non è come quella start-up


Devo averlo già scritto prima, ma lo ripeto: ogni start-up fa storia a se'. Non è che l'etichetta "start-up" definisca aziende che anno qualcosa in comune, a parte l'essere nella fase iniziale della propria esistenza.

Perché questa pappardella? Perché nel post precedente sulle start-up inglesi avevo descritto un'azienda che andava alla ricerca del personale più specializzato disponibile sul mercato: gente che non solo avesse una lunga esperienza professionale col linguaggio PHP, ma anche con il framework Symfony, con Angular, con Grunt, Cucumber, Twig e altre farneticanti sigle tecnologie del genere.

Questa, invece, è una start-up differente: assume un system architect (senza esperienza di usability) e gli fa ricodificare interfacce utente in modo che siano identiche a quelle di una versione precedente del sito; assume un web application developer specializzato in PHP e, secondariamente, ColdFusion, per fargli "migrare" il sito aziendale da ColdFusion - che conosce relativamente bene - a ASP.NET, che non conosce assolutamente. Prende un sistemista e vuol fargli fare il CTO. E tutto "in serie", non "in parallelo": viene assunta una persona per volta, massimo due, vengono piazzate a fare qualcosa fuori dalle loro competenze e dalla loro "comfort zone", poi vengono eliminati (o se ne vanno di corsa, urlando, lasciando un buco di forma umana in un muro, come sto per fare io per la seconda volta). Dopo c'è il vuoto, zero impiegati IT (informatici) per mesi, quindi zero progressi. Poi viene trovato qualcuno, o qualche ex impiegato di quelli che sono usciti urlando - io - viene richiamato, lusingato, pregato, e torna a lavorare qui, anche e soprattutto per mancanza di contanti, e il lavoro ricomincia.

L'appuntamento settimanale con l'allarme anti-incendio


In Inghilterra c'è il fire drill, la verifica delle procedure anti-incendio: più o meno ogni settimana viene provata la sirena che segnala l'evacuazione dell'edificio, e ogni mese viene fatto sgombrare l'edificio per verificare se tutti gli occupanti sanno dove sono le uscite d'emergenza, per vedere se qualcuno fa qualcosa di stupido (correre giù dalle scale in preda al panico, o prendere l'ascensore, oppure trascinare un pesante trolley lungo le scale rallentando l'evacuazione). Succede in quasi tutti gli edifici, pubblici e privati. Nell'edificio occupato da questa start-up, invece, non sono prove: quasi ogni settimana il palazzo viene evacuato, arriva un fire engine (camion dei vigili del fuoco), e dopo mezz'ora rientriamo tutti in ufficio.

Arrivano i vigili del fuoco


"Dove sono le specifiche funzionali?"
"Qui", dice il CEO, indicando la propria testa. Ecco il problema principale dell'azienda: basterebbe trasferire quelle informazioni in una specifica funzionale con l'elenco di quel che il sito aziendale deve fare, e dare queste specifiche a un piccolo team di programmatori (anche con poca esperienza), per avere un sito pronto in qualche mesi. L'ostacolo principale, pero', è il sito attuale. Ecco quel che ho scritto al CEO:
Capisco che la transizione da ColdFusion a ASP.net sia motivata dal desiderio di migrare un applicativo web "funzionante" da un linguaggio ad un altro, ma non posso che ripetere che la struttura del codice (con CSS e Javascript presenti in ogni singolo file, con codice che a volte si ripete, altre volte si contraddice), il design del sito (la scelta dei colori, l'uso di gradienti, le scelte irrazionali tipo l'evidenziare in ROSSO il feedback positivo), le limitatissime funzionalità del sito sugli smartphone... tutto contribuisce a trasmettere un'esperienza adatta al 1999, non al 2016. Il sito è obsoleto e appare obsoleto, e la direzione in cui stiamo andando significa che tra un anno l'azienda dovrà chiamare - e pagare - qualcuno per ricodificare tutto e portare il sito nel terzo millennio.

La mia raccomandazione è di buttare via il sito attuale, mettere SU CARTA la lista delle funzionalità e la logica di business, quindi assumere qualsiasi giovane (ed economico) programmatore .Net per riscrivere la piattaforma web da zero. Il sito sarà pronto più in fretta, a costo inferiore e senza difetti congeniti, in questo modo.


Start-up, una roba giovane, da super-giovani! Ma anche no.


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Il web designer in ufficio con le infradito, i programmatori che scrivono un applicativo a tempo di record e poi corrono a giocare a calciobalilla, il CIO che da' a tutti un invito per un Victoria's Secret party... questa è la giornata-tipo in una start-up, secondo i media italiani. La realtà è un po' differente. Probabilmente vi verrà chiesto di indossare abbigliamento tra lo smart casual (niente jeans ne' scarpe da tennis) e il formale, di giocare (o parlare tra colleghi) non se ne parla, e i biglietti-omaggio sono per una noiosissima conferenza.

Il motivo per cui lavoro: il Danish Maple Pecan Twist

Del resto, questa start-up non è proprio giovane: esiste da sei anni. E non ha un solo utente registrato, non ha venduto niente, non produce £££ (ma perlomeno paga sempre senza indugio: emetto fattura il venerdì, ricevo il pagamento il martedì dopo).

Come fa un'azienda vecchia di sei anni ad essere ancora una start-up? All'inizio è una start-up, ma poi dovrebbe diventare un'azienda "normale". Facebook, Twitter, Snapchat non sono start-up: lo erano, poi sono cresciute.

Una start-up di sei anni è come un trentenne che si nutre di omogeneizzati, indossa il pannolone e vuole delle pacche sulla schiena per fare il ruttino: c'è qualcosa che non va.







(*): non c'è nessun NDA qui, non vi preoccupate. E comunque non funziona cosi'. PRIMA lo si fa firmare a una persona,e POI a quella persona viene dato accesso ad informazioni riservate

Di Claudio @ VL, 18 novembre 2016 | Tempo lettura 15' | 2 commenti | Scrivi
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Il 18-11-2016 alle 12:27, Jonathan65 ha scritto:

«Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo.» Ecco questo era quello che mi veniva in mente leggendo la descrizione di questa Startup e se il grande Bonvi fosse stato ancora vivo avrebbe sicuramente preso spunto da questa storia per disegnare una delle sue portentose strisce chiamandola "SturmFinanzen". E' una startup un po Kafkiana che sicuramente avrà le sue potenzialità ma, in soldoni (Mi scuso se non sono fine), se le idee di cosa debba fare questa startup rimangono chiuse nel cranio del CEO sarà dura che da "start" si arrivi ad "up" ed il rischio che se il messaggio inviato al CEO non venga recepito è che questa startup diventi una Kobayashi Maru dove nessuno vincerà!
Il 18-11-2016 alle 13:07, Claudio @ VL ha scritto:

Prima di Bonvi, Heller (la frase viene dal suo "Catch 22").

Il problema non sono tanto le idee, chiuse nel cranio del CEO, e' normale che esistano segreti aziendali (Brin e Page non andavano in giro a dire a tutti i dipendenti come funziona l'algoritmo di Google). Diventa un problema quando, oltre alle idee, anche le cose piu' banali (cosa deve fare una pagina web) rimangono nella sua testa. Questo ti costringe a fare del "reverse engineering": prendi l'applicativo, lo smonti, ne estrai/documenti le funzionalita', e a questo punto hai le specifiche. Cosa facile a dirsi, meno quando sei pagato per risolvere qualche urgenza, che poi e' il modo in cui si lavora in questa start-up.

Ah, per fortuna le ditte che esistono da venti-trenta-quarant'anni (o anche solo 38) funzionano perrrfettamente!

;o)

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[url=http://www.viaggiareleggeri.com]sito[/url] sito
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  • Primo punto della lista
  • Secondo punto
  • Terzo punto
[list=1][*]Primo punto della lista numerata[*]Secondo punto[*]Terzo punto[/list]
  1. Primo punto della lista numerata
  2. Secondo punto
  3. Terzo punto
[quote]Nel mezzo del cammin di nostra vita[/quote]
Nel mezzo del cammin di nostra vita
[foto]http://www.viaggiareleggeri.com/galleryPics/2634.jpg[/foto] Foto



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