Per gli albergatori: come dire "la camera va lasciata entro le 11"

Pare semplice, invece non lo e'
29/12/2016 | Autore: Claudio @ VL

Sono in Valle d'Aosta, in un bell'albergo, e sto leggendo le informazioni per gli ospiti, in camera, in un foglio informativo piuttosto completo. Poi guardo la versione in inglese, e mi accorgo di uno sbaglio che stravolge un'informazione importante, quella del check-out, ovvero dell'orario entro cui bisogna lasciare libera la stanza.

Il misfatto linguistico



La pagina in italiano del foglio informativo dice:

Il giorno di partenza le camere vanno lasciate entro le ore 11.00.


Sul retro, la versione inglese dice:

We wish to remind guests to vacate the room until 11 a.m. on the day of departure.


Cosi' com'e' stata scritta, la versione inglese significa che la camera va lasciata libera fino alle 11 del giorno della partenza. In pratica, il cliente NON DEVE ENTRARE IN CAMERA per il periodo della prenotazione: puo' entrare solo a partire dalle ore 11 del giorno della partenza. Anziche' "non piu' tardi", il testo dice "non prima": il contrario di quel che si voleva dire!

Puo' sembrare un errore da poco: gli inglesi e gli altri stranieri (russi, cinesi, giapponesi, olandesi) che si affidano alla versione inglese capiranno che s'intende "non piu' tardi" e non "non prima di", come e' stato scritto in inglese. Ma lo stesso errore viene fatto da tanti hotel italiani anche per quanto riguarda il check-in, con conseguenze tra l'irritante e il problematico.

Allora, come si dice "entro le 11"? Non e' particolarmente complicato: by 11 AM.



Argomenti: Valle d'Aosta, alberghi, lingue, castronerie
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Commenti


29/12/2016 22:29:31, Jonathan65
Conoscendo gli Italiani, mi chiedo se queto errore non sia dovuto ad una scarsa conoscenza della lingua inglese?
29/12/2016 23:48:19, Claudio @ VL
A volte ci vuole il commento di qualcun altro per farci capire che non siamo stati chiari...

Ciao Jonathan,
Bentornato su Viaggiare Leggeri, una delle tue case online, se posso permettermi. Si', come hai detto tu, credo che sia un problema di scarsa conoscenza della lingua inglese. Anzi: credo che il problema sia dato dalla differenza tra quanto CREDIAMO di conoscere la lingua inglese e quando davvero CONOSCIAMO quella lingua.

Nelle ultime due ore sono stato in una tavola calda, un bel ristorante molto genuino a Arensod (Sarre, Valle d'Aosta). Ho attaccato discorso con una famiglia sarda, e le due figlie si sono lamentate della qualita' dell'insegnamento della lingua inglese. Il che va di pari passo con quello che qualcun altro (quasi tutti i miei conoscenti) mi hanno detto riguardo all'insegnamento dell'inglese a Torino e provincia: gli insegnanti d'inglese ne sanno appena piu' che i loro allievi.

Ma non e' un problema cosi' incomprensibile: come diceva la mia insegnante d'inglese delle superiori, per laurearsi in lingua inglese, in Italia, non e' necessario sapere l'inglese: l'intero corso di studi e' incentrato sulla letteratura inglese, e lei riusci' ad imparare a parlare in inglese solo DOPO la laurea. Quindi ... cari studenti italiani, se amate l'inglese, lavorate sodo: integrate quel che vi dicono a scuola con altre fonti. Per dire: partite da "The rime of the ancient mariner" degli Iron Maiden, capitelo, poi leggete l'originale di Coleridge, magari nella versione illustrata da Gustave Doré che e' altamente godibile, quindi mettetevi a leggere "Kubla Khan" sempre di Samuel Coleridge, e da li' proseguite scaricando l'MP3 di "Welcome to the Pleasuredome" dei Frankie Goes To Hollywood, ispirato appunto al Kubla Khan di Coleridge.

In altre parole: 1) non pensate di aver imparato l'inglese solo perche' avete 9 di inglese, e 2) non date la colpa al vostro insegnante. Per parlare in inglese dovete pensare in inglese, e nessun piano di studi vi insegnera' come fare.

Au revoir!
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