Weekend di San Valentino a Praga

Praticamente primavera (ma non è la Primavera di Praga)
05/03/2019 | Autore: Claudio @ VL

Praga. Come mai sono andato a Praga? Potrebbe essere una lunga storia che coinvolge il Kundera che cerco da due mesi nell'unica libreria di Gerrards Cross, ostinandomi in stile pre-Internet ad entrare e chiedere "Avete L'Insostenibile Leggerezza Dell'Essere?". Potrebbe essere per via della Primavera di Praga del Sessantotto, cantata da Guccini due anni dopo nell'omonimo album (Due anni dopo). O per via del cantore dell'oppressione burocratica, Kafka. O per Nedvev e Cesto Vycpálek, che hanno fatto la storia del calcio a Torino.

[La moderna stazione St?ížkov (metropolitana)]

Invece no. Era il viaggio a sorpresa per San Valentino, la nostra tradizione annuale. Anche stavolta ero completamente fuori strada, pensavo a Oslo, Islanda, Alderney, Ivrea. Per finire la collezione di capitali nordiche, per tornare in uno splendido posto, per vedere un'altra isola facile da raggiungere e semi-sconosciuta in Italia, per veder arance volare (ma febbraio e' troppo presto per quelle).

[Scultura per ricordare l'occupazione nazista (1938-1945). Lasciammo che Hitler prendesse l'Austria, sperando gli bastasse. Dopo l'Anschluss gli lasciammo anche la Cecoslovacchia, per rabbonirlo. Poi si prese anche la Polonia.]

Ho scoperto che stavamo partendo per Praga solo dopo pronunciando le parole magiche "Senza la carta d'imbarco non posso entrare nell'area Partenze!". Mia moglie mi ha dato lo stampato, e la parola PRAGUE e' saltata fuori dalla carta e m'è entrata nel cervello.

[Se abitate in una città con portici, come Torino, Bologna o Cuneo, girare a Praga vi darà la sensazione di essere in un posto già noto, anche alla prima visita]

E' stato un weekend in cui abbiamo camminato molto, abbiamo viaggiato spesso sulla metropolitana (dalla stazione St?ížkov, vicino al Duo Hotel dove eravamo), abbiamo speso cifre ragionevoli, mangiato a volte bene (Puskin Restaurace, Kozlovna Apropos) e a volte meno (in hotel, al caffè del castello).


[Il cambio della guardia al castello, nella città alta. La cosa che mi ha colpito di più sono stati gli occhiali da sole dei soldati.]


[Alcune foto del Karl?v Most, Ponte Carlo]

Sono state notti fredde ma giornate calde. Praticamente era primavera, a Praga, a meta' febbraio.





Pensiero isolato n.1: i praghesi sono diffidenti, e' colpa dei tanti anni passati sotto il controllo del regime sovietico?



Pensiero isolato n.2: visti i prezzi bassi, si tratta di una destinazione adatta anche ai meno danarosi.





La Trabant: rumorosa, lenta, progettata male e fabbricata anche peggio. Aveva un motore a due tempi, quindi durante i rifornimenti ci si metteva la broda (miscela benzina/olio).








Nelle mura esterne del castello e' ospitato un museo di armi e armature. Ci sono armi strane, e forse non originali, frutto di progettisti creativi o forse solo indecisi. E' un coltellaccio o una pistola? Come direbbe Tony Stark, Is it too much to ask for both? Non so se quest'arma sia originale o se si tratti di una replica contemporanea, ma vedo che c'e' un altro originale ("un" originale?) al Met, a New York. Quest'arma reca inciso un calendario per gli anni 1529-34.

E oltre alle armi strane, ci sono armature grottesche.




Chiesa di Santa Maria di Tyn nella Città Vecchia (Stare Mesto). Ci siamo arrivati solo alla fine, la sera prima di partire. Ottimo motivo per tornare.




Argomenti: racconti, Repubblica Ceca, foto, appunti di viaggio

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