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Regole più restrittive per il visto per gli USA
03/06/2019 | Autore: ViaggiareLeggeri

Uno ci pensa, prima di insultare gente su Facebook o Twitter, che siano Presidenti stranieri o minoranze di colore o religione differenti dai tuoi.

O prima di parlar male di un governo straniero, e magari augurare tragedie o disastri.

Tu non lo faresti mai, di sicuro.

Eppure i social media sono pieni di violenza verbale, che a volte scivola nell'invito alla violenza fisica, o nella giustificazione della stessa.

E' in quest'ottica che diventa comprensibile, se non proprio accettabile, una decisione del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti apparentemente assurda e dittatoriale: per ottenere un visto (per lavoro o per studio) per gli U.S.A. sara' necessario fornire i dettagli della propria presenza sui social media (quindi il nome utente) la lista dei contatti - email e telefonici - degli ultimi cinque anni.

In precedenza questi rigorosi controlli erano riservati solo ai richiedenti che avevano trascorso del tempo in aree controllate da gruppi terroristici. Ora, invece, anche chi ha trascorso tutta la vita a Macerata o a Mottafollone dovrà sottoporsi a quest'ispezione digitale, se vorrà un visto d'ingresso per gli Stati Uniti.

La notizia e' stata pubblicata dalla stampa britannica alla vigilia della visita ufficiale del Presidentissimo Trump nel Regno Unito, ma senza dettagli sulla data in cui questi controlli entreranno in vigore per tutti. Noi diamo per scontato che vengano già applicati, quindi vi consigliamo di rileggere il vostro feed di Facebook, Instagram, YouTube e Twitter per verificare se avete mai scritto cose tipo:

1) Insulti a Donald Trump;
2) Critiche a Donald Trump (qui siamo colpevoli, con l'aggravante delle lodi occasionali a McCain);
3) "Ora vado negli USA col visto da studente, poi trovo lavoro e divento americano";
4) Inviti ai terroristi a colpire gli States;
5) Critiche ai Girl Scout Cookies.

Parafrasando Joshua di Wargames, l'unica mossa vincente e' non partecipare ai social media. Altrimenti entriamo nel Panopticon, in cui tutti siamo sorvegliati e sorveglianti.








Link: BBC
Argomenti: Stati Uniti, vivere negli USA, documenti, sicurezza, vita da nerd
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