Lavoratori a Saigon

Gente incontrata per strada durante una visita a Ho Chi Minh City
29/12/2019 | Autore: Claudio @ VL

La prima sera dopo essere arrivato a Ho Chi Minh City, dopo aver completato il check-in in albergo, uscii. Ottobre, caldo umido, buio piuttosto presto. Pantaloncini e maglietta, macchina fotografica e portafoglio nella tasca davanti dei pantaloni perché non si sa mai.

Venditrici e venditori di frutta e altri alimenti.



Donna che raccoglie spazzatura riciclabile.



Venditrice ambulante di frutta e snack pronti per la consumazione. Non parlava inglese, altrimenti avrei acquistato qualcosa.



Lavoratori in un'officina. Saldavano, assemblavano, incollavano. A un certo punto ho notato che producevano fibbie per cinture da pantaloni di alcune note marche europee, tra cui alcune italiane. Ho provato a chiedere se fossero copie, hanno risposto in broken English che erano destinate alle fabbriche vietnamite di quelle marche, cosa non impossibile.



Dettaglio della produzione.



Il giorno dopo sono tornato in centro. Non ho visitato uffici, quindi non ho visto impiegati, tecnici informatici, ragionieri. Ho visto pero' dei fotografi al lavoro per un paio di matrimoni.



Piccola finestra di un'azienda che fa lavorazioni per l'abbigliamento. Cliente asiatico o europeo?



A volte, dopo aver riparato tutte le moto che devi riparare, ti metti a giocare a carte. Capita.



Stabilimento (in costruzione, era il 2009) di una nota azienda tedesca di abbigliamento sportivo. A poca distanza c'erano gli stabilimenti delle concorrenti europee e statunitensi. Io ero in Vietnam proprio per discutere di servizi logistici per quelle aziende.



In un capitolo di "Un indovino mi disse", Tiziano Terzani descrive il Vietnam della ricostruzione postbellica, che non fu gratuita, ci vollero fondi forniti dal Fondo Monetario Internazionale (IMF), che non fa beneficienza: presta denaro e si aspetta di vederlo tornare indietro con gli interessi. Il Vietnam del Nord vinse la guerra contro il Vietnam del Sud e gli Stati Uniti, ma perse la pace: le fabbriche delle multinazionali occidentali, che sarebbero state costruite se gli Stati Uniti avessero vinto la guerra, vennero costruite per finanziare la crescita del Paese e ripagare il debito contratto coll'IMF. Ma forse è solo il naturale corso della storia.

Una venditrice di pesci rossi.



Non tutti i lavori si svolgono per strada: a volte ci si ritrova con le vertigini.









Argomenti: Vietnam, lavoro, foto Vietnam


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