Lunedì da Oslo a Trondheim in treno e pullman

Prati, cattedrale, e un'ottima cena

02/11/2023 | Di Claudio_VL | Commenti: 0

Continua il viaggio in Norvegia. Siamo partiti venerdì pomeriggio da Londra, siamo arrivati a Bergen in nottata, sabato siamo andati in treno a visitare Flåm, siamo poi arrivati in serata ad Oslo. Domenica siamo stati ad Oslo in attesa del treno notturno per Trondheim, che è stato poi cancellato. (Le altre tappe del viaggio sono disponibili presso la pagina Viaggio in Norvegia in treno.)

Il primo treno della giornata

E' lunedì mattina, siamo a bordo di un treno sostitutivo che da Oslo ci porterà ad un pullman sostitutivo per poi salire finalmente sul treno che ci porterà a Trondheim, e vorrei aggiungere "che al mercato mio padre comprò", ma comprare una città non è cosa facile. Arrivo previsto a Trondheim: ore tre del pomeriggio. Avremmo dovuto arrivare col treno notturno, in modo da avere un'intera giornata per visitare Trondheim (che merita), ma la cancellazione del treno a causa di una interruzione della linea ferroviaria ci obbliga a ridurre questa visita a poche ore.





Sedili e tavolini comodi, prese elettriche tra i sedili, bei panorami: montagne, laghi, foreste, campi coltivati. Niente neve. Prati verdi. Wi-Fi presente. Finestrini piuttosto puliti, riesco a scattare qualche foto nitida.

Panorami differenti rispetto ai giorni scorsi

Per quelli che soffrono di complessi d’inferiorità verso i Paesi nordici, segnalo che sul treno c'era un passeggero d'aspetto norvegese che ha parlato per un buon quarto d'ora ad alto volume (in norvegese) in una rumorosa video-chiamata, tanto che due passeggere sono andate a chiedergli di abbassare la voce. Capita anche a queste latitudini.

Il 50% dei passeggeri che si intravedono in questa foto e' burino.

A Lillehammer, nota per le Olimpiadi invernali, scendiamo e prendiamo un pullman sostitutivo fino a Dombas. Due ore in cui vedo a malapena il panorama (che pare più interessante che nel tratto Oslo-Lillehammer) e non posso sgranchirmi le gambe, ma perlomeno c'è un bagno a bordo. Niente Wi-Fi.

A Dombas nevica un po', quando trasbordiamo sul treno per Trondheim.

Il panorama migliora ancora, tra montagne innevate e isolate case dipinte di rosso o di giallo. C'è uno splendido sole. Passiamo la stazione di Hierkinn, 1.016 metri sul livello del mare.

Peccato non avere un posto presso il finestrino, su questo secondo treno della giornata: vedo il panorama, ma per fotografarlo dovrei disturbare lo sconosciuto seduto di fianco a me. Quando si alza scatto qualche foto. Ogni tanto mi viene il dubbio che questi maestosi paesaggi bianchi e semi-disabitati mi stiano stufando.

"Eh, signora mia, sono panorami che stufano, quelli norvegesi"

Due e cinquanta del pomeriggio, fuori piove. Stiamo scendendo di quota, poco fa eravamo a Oppdal, circa 500 metri s.l.m., ora siamo ancora più in basso. Foreste, paesi, pochissima neve. A bordo del treno noto varie persone (non solo donne) che lavorano all'uncinetto. Tanti leggono libri, quelli all’antica, di carta, che hanno un odore, che si rovinano ma che non hanno bisogno di batterie (che ipocrita: mi piacciono così tanto, ma non ne ho portato neanche uno). I turisti stranieri, perlomeno quelli che parlano inglese, si sono diradati, rimaniamo solo noi, anzi, solo il 50% della nostra comitiva, cioè mia moglie ed io: sua sorella non parla inglese, e il figlio - che pure ogni tanto deve utilizzare quella lingua per iscritto per lavoro - ha perso l'abitudine alla conversazione in inglese, e questo viaggio è l'occasione adatta per fare pratica, visto che non incontreremo nessuno, in questi nove giorni, che non parli inglese.



Un viaggio in treno quasi senza storia, purtroppo: uno si aspetta di vedere cose mirabolanti ad ogni chilometro, a queste latitudini. Verso le sedici arriviamo a Trondheim, in meno di dieci minuti a piedi raggiungiamo il Radisson Blu locale.

Radisson Blue, Trondheim, giardino interno

La nostra stanza

Meglio di quello di Oslo, ad una prima osservazione: l'acqua minerale gratuita per i membri Radisson fa felice mia moglie, la camera è bella, gli ascensori non sono complicati come quelli del Radisson di Oslo. Fuori piove, una scocciatura. Domattina abbiamo il treno alle 7:45, quindi dovremo svegliarci di nuovo verso le sei, temo...

Trondheim, architettura norvegese ingegneria meccanica Made In Pontedera. Uno dei pochi veicoli italiani che vedremo in Norvegia, in questi nove giorni.

Andiamo in giro in città, seguendo la mappa che mio nipote ha preparato su Google Maps.

Trondheim, ingresso del Palazzo di Giustizia

Un tetto qualsiasi

Questa è una gioielleria, ma a me pareva una casa uscita da una fiaba (o magari anche da Frozen), e ho avuto la tentazione di andare ad assaggiarne i muri esterni, che parevano fatti di zucchero glassato.

Visitiamo la cattedrale di Nidaros, splendida. In questa cattedrale (la cattedrale più a nord del pianeta) vengono consacrati i nuovi re norvegesi.

Facciata della cattedrale di Trondheim

C’è un coro che sta lavorando, parte della cattedrale è chiusa al pubblico.

Transetto ovest. Notare il maestoso organo Steinmeyer, installato nel 1930.

Cosa ci fa una bandiera della Marina britannica in questa cattedrale? Si tratta della bandiera della HMS McCoy, la prima nave alleata a raggiungere Trondheim dopo la resa nazista l'8 maggio 1945

Il secondo organo della cattedrale, costruito da Joachim Wagner intorno a 1740, nel transetto nord. Immagino una "battaglia degli organi" stile Deliverance, magari con gli organisti un po' brilli che decidono di suonare dei brani di black metal.

Continuiamo in giro per Trondheim, che si pronuncia "trondeim", non "trondaim, come verrebbe da dire conoscendo il tedesco. Arriviamo al famoso Old Town Bridge (Gamle Bybro o Bybroa), noto anche come Lykkens portal (portale della felicita')



La vista dal ponte e' splendida.




Uno degli edifici sulla destra (dal lato della città vecchia) pare piuttosto famoso, e compare in molte foto. Non fingerò di sapere cosa sia.


Giriamo un po', piove ed e' quasi buio, per cui non scatto nessuna foto. Convinco la comitiva che cenare in un caffè o in un pub sarebbe costoso (nel primo caso) e limitante per quanto riguarda i piatti a disposizione (nel secondo), e finiamo coll'entrare nel ristorante Kalas & Canasta (Kalas = banchetto). Ottima scelta, la cena e' molto saporita (manzo per me, pesce per moglie, cognata e nipote), e il prezzo accettabile.

Fuori, nonostante pioggia, freddo e buio notturno, passano comitive di jogger di tutte le eta'. Si sa che i norvegesi (e i nordici in generale) amano l'esercizio e la vita all'aria aperta, noi invece stiamo benissimo seduti intorno ad un tavolo: italiani e taiwanesi condividono la passione per il cibo. Parlare di quello che hai mangiato, sognare quello che mangerai, ricordare quello che adori mangiare...



Il ponte della felicita' ci ha portato ad un'ottima cena, torniamo in albergo e ci mettiamo a nanna, pronti per la sveglia del giorno dopo. Domani andremo ancora più a nord, a Bodø.



Argomenti: Norvegia, racconti, treni, Viaggio in Norvegia in treno

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