Padoa-Schioppa ha ragione sui bamboccioni

Sacrifici? SACRIFICI? Ma quali sacrifici!
23/10/2007 | Autore: Claudio @ VL | 0 commenti
La terza casa all'estero dello scrivente, finalmente senza coinquilini

Giorni fa, il sito di Beppe Grillo ha ospitato una risposta al ministro Padoa-Schioppa. La risposta, tentando di dimostrare l'impossibilita' di mettere in pratica ciò che il ministro auspica (lasciare la famiglia e vivere da soli), mostra solo quanto siamo lontani dall'idea di fare sacrifici per ottenere ciò che desideriamo.

L'autore della lettera sul blog di Grillo, pur con stipendio basso e buon senso dell'umorismo (caratteristiche che me lo rendono simpatico), pare persino più viziato e bamboccione di me ... per lasciare casa vuole acquistarne una immediatamente. Niente alternative? Io sono stato in affitto in due posti, prima di comprare casa.

In neretto le frasi da beppegrillo.it:

La dovro' arredare (la casa), ovviamente, mica posso dormire per terra....


Mi consenta... dormire per terra si puo'. Magari non per anni, ma un materasso sul pavimento e' una soluzione comune, chieda ad amici italiani (operai, laureati, programmatori) che si sono trasferiti all'estero. E se l'abbiamo fatto noi, con moquette amazzoniche a pochi centimetri dal naso, puoi farlo anche tu.


Per ora posso accontentarmi di una cucina, un tavolo con 4 sedie, un divano a due posti , un mobile tv, un letto matrimoniale, un armadio e due comodini... il minimo indispensabile. Mi conosco, mi saprò adattare.



Divano a due posti? Letto matrimoniale? TV? La prima casa in cui ho abitato, dopo aver lasciato la casa di famiglia, la condividevo con altri due colleghi (e con un ulteriore coinquilino, per un certo periodo). Uno di loro aveva una vecchia e scalcinata Opel pagata meno di 500 sterline, l'altro viaggiava da passeggero sulle nostre auto e con i mezzi pubblici. La TV era forse a colori, forse in bianco e nero, certo minuscola, con funzionamento a giorni alterni e antenna in fil di ferro fatta in casa.

Il divano che avevamo era cosi' pulito che qualsiasi mamma media italiana l'avrebbe distrutto col napalm, a patto di arrivare prima dell'ufficio d'igiene interessato a metterlo sotto sequestro. Di sedie, in cucina, ce n'erano tre.

Il giardino lo ripulii io con minima collaborazione da parte di uno dei coinquilini, l'erbaccia era alta a sufficienza da farci temere di trovare carcasse di cani. Il letto (singolo e mediocre) lo comprai nuovo, pagando 40 sterline più 40 per il materasso. L'auto ce l'avevo già, e la tenni. Fino a che non mi misi con la ragazza che poi divento' mia moglie, non andai al cinema, e anche il pub - passatempo nazionale in Inghilterra - lo frequentavo una volta alla settimana. Niente ristoranti. La mountain bike la comprai di seconda mano, con garanzia scritta di incassare almeno il 50% del prezzo pagato al momento di restituirla (casomai avessi perso il lavoro e avessi lasciato l'Inghilterra).

Torniamo alla casa, visto che e' quello il tema. Non era a due passi dal lavoro, e questo ridusse il costo dell'affitto. Gli impianti luce, gas e acqua erano vecchi e qualche guasto l'abbiamo dovuto affrontare. La casa aveva due camere da letto e un mini-studio, talmente mini che dopo una settimana li' mi trasferii nell'inutilizzato mini-salotto (tre metri per cinque) che quindi divento' la mia "casa". La casa era freddina e buia, e riscaldarla - senza termosifoni - costava un capitale. Il bagno era uno solo e malandato. La cucina era malmessa. Eccetera eccetera eccetera...

Se persino io sono riuscito ad adattarmi ad uno standard di vita inferiore a quello che avevo a 'casa di mamma', credo che chiunque possa farcela. Tra l'altro, lo standard si abbassa ogni volta che si trasloca all'estero, nel mio caso: nel 2006 sono stato trasferito negli USA, e l'appartamento in cui mia moglie ed io viviamo ora e' più piccolo della nostra casa in Inghilterra e anche della casa in cui vivemmo insieme prima di comprarne una. E' più' buio, con isolamento termico e acustico inesistente, in un'area in cui camminare o andare in bici significa rischiare la pelle a causa del traffico (e dei marciapiedi ridicoli). Ma e' quel che possiamo permetterci senza dover chiedere aiuto o fare debiti.

Bamboccioni veri o presunti, se volete davvero vivere per conto vostro, magari persino all'estero, preparatevi a qualche sacrificio in più...


Argomenti: Italia, pubbliche istituzioni, antropologia spicciola, abrasioni superficiali, italianità
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