Ugly Italians come gli Ugly Americans?

Come riconoscere un italiano all'estero
02/01/2008 | Autore: Claudio @ VL | 0 commenti

Ugly Italians, e non per scarsa bellezza. I Terribili Italiani, si potrebbe dire, quelli che ti fanno vergognare d'essere italiano.

Ci sono statunitensi che viaggiano con zaini decorati con la foglia d'acero della bandiera canadese. Lo fanno per evitare di essere trattati come americani, ma non solo per i rischi fisici che l'essere cittadino USA comporta in certe parti del mondo: vogliono evitare di essere visti come i "soliti arroganti ed ignoranti americani"; temono di essere considerati Ugly Americans. Il sito della CNN riporta alcuni suggerimenti per i viaggiatori per evitare passi falsi ed essere considerati arroganti ed ignoranti. Sono regole basilari dell'educazione, e spiace vedere che, come gli americani, anche noi italiani dovremmo leggerle con attenzione.

Come identificare un italiano in viaggio? Volume sempre parecchi decibel sopra il necessario, vestiti in modo altrettanto chiassoso, incapaci di rispettare una coda, vittime di una cospirazione internazionale ("A noi italiani ci odiano perche' abbiamo siamo i migliori") appena incontrano una complicazione o un ostacolo burocratico.
Molti italiani in arrivo negli USA si lamentano dei problemi incontrati con funzionari poco svegli o addirittura malvagi; a me capita di trovare solo funzionari simpatici, pronti alla battuta, rapidi, precisi ed educati, siano essi WASP, ispano-americani o italo-americani del New Jersey. L'ultimo e' stato un addetto all'immigrazione all'aeroporto JFK di New York: aveva appena respinto un italiano che aveva scavalcato una coda e rimandato in coda una coppia mista italiano/russa, in quanto l'italiano pretendeva di passare senza aver compilato i moduli relativi a soggiorno e merce importata (e ci teneva che tutti sentissimo quel che diceva, a giudicare dal volume); arrivato il nostro turno, abbiamo trovato il funzionario estremamente educato e simpatico, e abbiamo discusso della storia di Sciacca (era il suo cognome) e della sua famiglia (pugliese, nonostante il cognome), mentre svolgeva le procedure d'immigrazione.

Il giorno dopo, dentro l'Empire State Building, lunghe code: due comitive di dieci persone ciascuna, in diversi momenti dell'ascesa, finiscono divise. Una accetta la situazione, ed il secondo "troncone" del gruppo resta dietro a noi senza farsi sentire, fin quando non dico loro di passare pure, sapendo che erano insieme a quelli immediatamente davanti a noi; entrambi i 'tronconi' del gruppo ci ringraziano. L'altra comitiva, pochi minuti piu' tardi, si trova nella stessa situazione. Dopo venti secondi alle nostre spalle, ed evidenti segni di (loro) nervosismo, passano sotto alle catenelle che delimitano la fila, spintonando varie persone e facendo cadere le catenelle stesse; una volta riuniti ai loro amici, si lamentano dell'incivilta' degli americani (se si fossero guardati intorno, avrebbero notato che non c'erano americani nel raggio di una decina di metri).
Uno dei due gruppi era francese. Nessun premio per chi indovina da quale Nazione venisse l'altro.

Venendo allo stile italiano, non e' ben rappresentato dalle ragazze (e anche da tante quaranta-cinquantenni d'assalto) italiane che abbiamo incontrato durante questo viaggio, sia in Italia che in Francia che a New York. Che fine hanno fatto praticita' ed eleganza? Stivaloni lunghi che vanno bene per andare a pescare, jeans aderenti che si vede se hanno fatto depilazione alla francese o alla brasiliana, piumino cromato, faccia allampadata che pare siano state in vacanza sul Sole, cappello stile David Crockett con coda di opossum sovradimensionata.

"Stile italiano"? Non fatemi ridere.

E non e' solo all'estero, che ci comportiamo cosi'. La rissa a Madonna di Campiglio tra romani e bresciani. Le scene viste durante visite a castelli e fortezze sulle Alpi, con connazionali che rallentano le code per il biglietto perche' vogliono avere - a quarant'anni e senza presentare la carta d'identita' - lo sconto pensionati, o perche' - alla stessa eta' e sempre senza documenti - esigono lo sconto studenti (si', si tratta delle stesse persone). Il manager in carriera che, sbarcato all'aeroporto di Caselle da venti minuti, sbraita contro l'aeroporto e contro chi lo ha fatto aspettare per i suoi bagagli.

Se quando viaggiate preferite non attaccare discorso con comitive di vostri connazionali, se quando vi chiedono di dove siete rispondete 'Europei', 'Mediterranei', o magari persino 'Occitani', per evitare di dire che siete italiani, fatecelo sapere. Raccontate le vostre esperienze di viaggio nel nostro forum, potreste aiutare qualche ugly italian a migliorare.


Argomenti: antropologia spicciola, abrasioni superficiali, Italia, Stati Uniti
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