Le marche simil-italiane che poi italiane non sono: Aleoca

La reputazione del Made in Italy scende in picchiata
18/07/2008 | Autore: ViaggiareLeggeri

Gia' avete letto della biancheria intima marca "Usura" in vendita a Singapore. Sempre da Singapore arriva un altro caso, un pelino meno divertente. La maggior parte delle biciclette e degli accessori per biciclette in vendita in citta' porta il marchio Aleoca. Nome pieno di vocali, il che porta molti anglosassoni a pensare all'Italia. Il marchio della ditta Aleoca mostra un semicerchio diviso in tre spicchi: uno verde, uno bianco, uno rosso; pare la bandiera italiana. Un secondo semicerchio, sotto la parola "Aleoca", mostra lo slogan "LE ITALIANO CONCETTO". Pare proprio che, ortografia e sintassi a parte, Aleoca NON sia legata all'Italia. Usando Google per cercare la parola "Italian" sul sito Aleoca porta a zero risultati, stessa cosa cercando "italia". Aleoca non e' una ditta italiana.

Visitando poi www.aleoca.com, ed in particolare la pagina dei contatti, vedo che c'e' una sede a Singapore ed una fabbrica in Cina: una soluzione perfetta, produrre le bici in Cina dove la manodopera costa poco, e venderle a Singapore dove gli stipendi sono alti. Nel supermercato Carrefour presente nella Suntec Tower Four, vicino al centro di Singapore, sono in vendita modelli di bici da strada Aleoca con prezzi pari a diverse migliaia di euro. Dubito che se il marchio fosse "Mah Lin Bicycles" o "Paya Labar Bicycles", questa ditta potrebbe permettersi di vendere i propri prodotti a prezzi cosi' alti: le bici fatte in Europa ed in particolare in Italia hanno ancora una buona reputazione. A rischio proprio grazie a ditte come Aleoca.

Quindi cosa sappiamo di Aleoca? Che e' una ditta asiatica, probabilmente con direzione a Singapore. Che usa bandiera italiano e slogan pseudo-italiano per far credere ai clienti di essere una ditta italiana. Che l'uso di tali segni di italianita' permette a questa ditta di piazzarsi nella fascia alta del mercato delle bici da strada, per quanto riguarda i prezzi. E che, vedendo una bandiera italiana e una frase che sembra in italiano, i clienti pensano sia una ditta italiana. Ecco cosa ha scritto un cliente Aleoca, visitatore di www.expatsingapore.com, uno dei siti piu' frequentati dagli stranieri che vivono a Singapore (1 milione dei 4,5 milioni di persone che vivono a Singapore sono stranieri):

Aleoca is some dodgy Italian make that they seem to sell a lot of here. I had one of them for a while but it was really shoddy and was like riding one of those old bone shakers from the Victorian era!


Ed ecco una citazione da www.sac.org:
Aleoca is a Italian brand
(sic)

Quanti clienti Aleoca insoddisfatti ci saranno, temporaneamente a Singapore? E quanti di loro avranno la pazienza di indagare sulla "nazionalita'" della bici che hanno comprato, anziche' semplicemente considerarla un prodotto italiano, come nome, simbolo e slogano suggeriscono? E in conclusione, quanti di questi stranieri che hanno comprato bici Aleoca credendole prodotti italiani di qualita', si sentiranno in dovere di sconsigliare ai loro conoscenti le bici italiane e i prodotti italiani in generale, in base alla loro esperienza?

Se credete che l'influenza di e il "giro di conoscenze" degli stranieri residenti a Singapore sia scarso, e che quindi i danni prodotti da Aleoca alla reputazione delle bici italiane sia limitate, ripensateci. Persino il piu' scarso degli stranieri che lavorano a Singapore (*) ha lavorato o lavorera' in almeno quattro nazioni differenti; probabilmente si trovera' a cambiare ufficio e colleghi di lavoro di frequente, in quanto l'esperienza gli permettera' di fare carriera (**); spesso e' un fanatico della forma fisica (***), usa la bici di frequente e la cambia di frequente e i suoi colleghi lo conoscono come una persona competente in materia ciclistica.

Se pensate che il danno portato da ditte come Aleoca, che si propongono in modo piu' o meno esplicito come aziende italiane senza esserlo, non vada sottovalutato, potete usare la pagina dei contatti di Aleoca per far loro sapere - in modo preciso ed educato, come sempre - come la pensate riguardo all'abuso di simboli italiani. Se siete nel campo ciclistico, avete tutto l'interesse ad agire in prima persona.

Altri siti con indirizzi da contattare, se pensate che Aleoca debba smettere di utilizzare simboli italiani:

- Il portale ufficiale del Made in Italy: www.italtrade.com/countries/asia/singapore/
- La Camera di Commercio Italiana a Singapore: www.italchamber.org.sg
- Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori (ANCMA): www.ancma.it



Note:
(*): Parlo di me
(**): Non parlo di me
(***): Decisamente, non sto parlando di me


Argomenti: bici, Singapore, marchi, Aleoca, italianità
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Commenti


17/02/2009 17:21:40, Paolo marzotto
Credo che il Target rappresentato da quelli che Voi considerate eventuali acquirenti di queste biciclette sia piuttosto elevato, e non soltanto a livello economico economico.

Immagino quindi che queste persone, che se rivestono incarichi di una certa importanza a Singapore non siano proprio degli stupidi, e che quindi sappiano chiaramente la provenienza degli oggetti che vanno ad acquistare sia che si tratti di prodotti alimentari, sia che si tratti di biciclette.

Non vedo quindi il motivo per preoccuparsi di questo, credo che i motivi di preoccupazione, su come vanno gestiti i nostri commerci all` estero, siano molto piu` urgenti e di notevole spessore.

Saluti,
paolo
22/02/2009 07:59:03, ViaggiareLeggeri
Ok. Commento interessante. Cosa ti fa credere che chi lavora a Singapore sia competente al di fuori del proprio campo professionale? Chi ha parlato di "incarichi di una certa importanza"? Per restare agli italiani, a Singapore ci sono persone competenti nel proprio campo ma che non hanno "incarichi di una certa importanza", e che magari non capiscono una pippa di quel che esula da tale campo (questo puo' essere vero nel mio caso come in quello di altri connazionali - e non - che lavorano qui a Singapore).

E lo stesso vale per gli stranieri: la frase
(...) queste persone (...) sappiano chiaramente la provenienza degli oggetti che vanno ad acquistare
sfortunatamente non corrisponde alla realta': non c'e' bisogno di essere stupidi per non sapere da dove viene un prodotto acquistato. Ho citato due brani da due forum differenti in cui acquirenti e potenziali acquirenti di bici Aleoca si dicevano convinti che fosse una marca italiana. E non posso dar loro torto.

Se tu vedessi una bici prodotta da un'azienda con un nome che a te sembra tedesco, con il nome del prodotto decisamente tedesco, con una bandiera tedesca, e con uno slogan in tedesco, non credi la riterresti un prodotto tedesco? Questo e' quanto avviene con Aleoca: la parola ha un suono italiano, per i non italiani (la presenza di cosi' tante vocali, quattro su sei, viene considerata tipica della nostra lingua soprattutto dagli anglosassoni); i nomi delle bici Aleoca sono italiani: Aleoca Torino, Aleoca Catania, etc. Sul cannotto di sterzo c'e' il logo aziendale, verde-bianco-rosso, che che puoi vedere qui. E sotto il logo compare la scritta "Le Italiano Concetto", che ad uno straniero sembra una frase italiana. Ho chiesto a vari conoscenti a Singapore, e tutti pensavano che questa fosse una bici italiana.

Non dico che non si guastino i prodotti italiani, anzi. Ma quando qualcuno vende un prodotto facendolo passare per italiano, e questo si guasta, la reputazione delle nostre aziende viene danneggiata senza che ce ne sia motivo. Quella bici pensata a Singapore e prodotta in Cina viene percepita come un prodotto italiano fatto male.
25/02/2009 15:55:57, Roberto
"... was like riding one of those old bone shakers from the Victorian era!" forse usava questo modello :)

http://www.aleoca.com/bicycles/ab2618-htt.htm

Il motivo ? presto spiegato!

Saluti
28/02/2009 11:22:08, ViaggiareLeggeri
Roberto, trovare la pagina della Aleoca Ossario e' stato un capolavoro. Quasi quanto quello, involontario, della ditta asiatica che ha preso una parola italiana a caso...
27/03/2009 18:11:58, Prenduto in giro
Ciao,
Sono di Singapore e oggi, ho comprato un Aleoca..si, avevo l'impressione che e' un prodotto italiano, finche' ho trovato il tuo blog :P

Sono d'accordo con quello che hai scritto..le nome di le bici mi sembrano italiane..dai, la mia bici ha una "bandiera italiana" (o credevo di si..:D)

Ma, non sono molto delusa, perche' ho solo pagato SGD90 per lo..Benche' credevo che e' un italiano prodotto, ho pensato che e' stata pensata a Italia e prodotta in Cina. E quindi, non aspetto molto..
30/03/2009 16:35:20, ViaggiareLeggeri
Ciao Prenduto in giro,
Non sei italiana e scrivi in italiano... complimenti! Io non scrivo ne' parlo in malay o in mandarino. (In case you want a 'safety net', you will find this reply in English, look further down)

90 dollari per una bici sono pochi, e per una cifra del genere non si bada al "Made in Italy" o "Made in China". Certo e' che quella sul cannotto di sterzo e' proprio una bandiera italiana, e una scritta come "Le Italiano Concetto" sotto il simbolo dell'Aleoca e' un chiaro invito a pensare che l'Italia c'entri qualcosa, con quelle bici. Invece niente, non credo ci sia neppure un pizzico di progettazione italiana. E se Aleoca avesse perlomeno UN consulente italiano, non avrebbero scelto nomi come quelli visibili qui, per le loro biciclette. Se stai studiando italiano, sappi che c'e' una Aleoca Ossario ("charnel") e una Aleoca Scorfano ("scorpion fish", ma "scorfano" si usa in italiano per dire di una persona che e' molto, molto brutta).

[English]
My compliments for your knowledge of Italian. I can't write or speak neither Malay nor Mandarin!

90 SGD for a bike is quite a tiny figure, and with such a price one doesn't care whether the bike was "made in Italy" or "made in China". That on the steering pipe of Aleoca bikes is certainly an Italian flag, and a tagline like "Le Italiano Concetto" under the corporate logo is a clear hint to an Italian connection with the bike. Instead, that connection just isn't there: if Aleoca had at the very least ONE Italian consultant, thy would not have named Ossario ("charnel") and Scorfano ("Scorpion fish", or "ugly, ugly person" in common Italian usage) two of their models.

P.S. - Your Italian is very good, but I feel compelled to tell you that it is "preso in giro" (taken for a ride), not "prenduto in giro". If you are a girl, it's "presa in giro", instead.
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