Filma discussione su aereo JetBlue e viene arrestata


21/08/2008 | Autore: Redazione VL | 0 commenti

Il 26 luglio 2008 Marilyn Parver, una signora di 56 anni, era a bordo di un volo JetBlue Airways diretto da New York a Las Vegas, ed ha assistito ad un'animata discussione tra la mamma di un rumoroso bambino ed un passeggero irritato. Dopo due ore di vicinanza col rumoroso pargolo, il passeggero ha perso la calma e si e' rivolto alla madre. Madre del bimbo e passeggero hanno quindi iniziato a dirsene di tutti i colori, e la signora Parver ha pensato di filmare la discussione, in modo da "show her daughter how children's behavior affects other people". La signora non era interessata alle immagini ma alle parole dette, per cui pare non abbia neppure regolato l'immagine, il che ha reso i passeggeri irriconoscibili nel filmato ripreso. Un assistente di volo ha poi risolto la discussione nel modo migliore. Mezz'ora piu' tardi, gli assistenti di volo JetBlue hanno iniziato a fare domande a vari passeggeri riguardo alla discussione, e quando la signora Parver ha dichiarato di aver registrato l'evento, le hanno chiesto di vedere il filmato, chiedendole poi di cancellarlo.

La signora, ritenendo di non aver violato alcuna legge, ha rifiutato; gli assistenti di volo l'hanno poi informata che il capitano dell'aereo esigeva la cancellazione del video, rifiutandole pero' la possibilita' di parlare col capitano per avere conferma della richiesta. A quel punto un assistente di volo ha informato la signora che disobbedire al capitano era un reato e che cio' avrebbe causato il coinvolgimento dell'FBI nel caso. Marilyn Parver ha risposto educatamente che non riteneva di aver violato alcuna legge e che avrebbe accettato di essere arrestata. Pochi minuti dopo, un assistente di volo le ha consegnato un foglietto giallo in cui le si intimava di "cessare il suo comportamento illegale". Il foglietto indicava che il reato contestatole era di "Interferenza con un membdo dell'equipaggio", che comportava una multa fino a 10.000 dollari e un massimo di 25 anni di prigione.

All'arrivo a Las Vegas, la signora Parver e' stata accompagnata a terra in manette da due agenti di polizia, un agente della TSA e un rappresentante della JetBlue. Accompagnata al gate degli arrivi, le manette sono state rimosse, e la signora ha consegnato la sua videocamera al personale che l'aveva accompagnata a terra. I poliziotti, l'agente TSA e il dipendente JetBlue, visionando il filmato, hanno concordato che nessuna persona era riconoscibile, e che il filmato era stato ripreso dal sedile della passeggera, quindi non c'era stata nessuna interferenza con il personale di bordo.

Tutto finito? No. Il dipendente JetBlue ha chiesto la cancellazione del filmato, minacciando - in caso contrario - di vietare alla Parver di volare con JetBlue in futuro, e suggerendo che le sarebbe stato difficile volare con qualsiasi altra linea aerea. La signora ha chiesto una conferma scritta di quanto richiesto, e a quel punto i poliziotti e il dipendente JetBlue le hanno chiesto di andarsene. La signora chiede quindi i nomi delle persone con cui ha parlato. Un poliziotto la minaccia d'arresto se non se ne va immediatamente. La signora dichiara di non volersene andare senza i nomi. Un poliziotto la arresta, spintonandola. Durante il tragitto verso la stazione di polizia, l'agente accusa la signora di essere ubriaca, e le intima di stare zitta. Arrivati alla stazione di polizia, l'agente le ha spiegato che era in arresto per aver disubbidito agli ordini di un ufficiale, e che l'equipaggio del volo JetBlue aveva segnalato come la signora avesse ripreso immagini sospette a bordo. All'arrivo del marito, la signora Parver, con segni delle manette e lividi per il rude arresto, e' stata rilasciata senza che l'arresto, o la sua presenza alla centrale della polizia, fosse stata documentata in alcun modo.

La signora ha inviato reclami formali alla Federal Aviation Administration, alla Aviation Consumer Protection Agency, e ovviamente a TSA e JetBlue, e non ha intenzione di lasciar cadere la cosa.

Per chi parla inglese, la discussione in corso su Elliott.org su questo caso e' molto interessante, e mostra come il fronte in difesa delle liberta' civili e contro l'autoritarismo sia vivo e vegeto, negli USA.



Link: Kingman Daily Miner
Argomenti: linee aeree, Stati Uniti, TSA, diritto di fotografare, video
Segui i commenti tramite RSS


Precedente
Controlli aeroporti USA: nuove regole per i laptop
Successivo
Prenotare online una visita agli Uffizi puo' costare caro


Commenti (0)

Non ci sono ancora commenti.

Domanda di verifica

Rispondi alla domanda seguente usando una sola parola, nessun numero.
Nove per cinque uguale...


Codici consentiti



Avvisi dagli amministratori

14/02/2021: La newsletter, ancora
Iscriversi e disiscriversi alla newsletter e' ora più semplice e NON richiede neppure la creazione di un profilo-utente sul sito: potete iscrivervi col modulo presente al fondo di tutte le pagine del sito.